Francia – Portogallo: preview della finale di Euro 2016

(di Alberto Di Vita)

france-portugalFinalmente sta per finire Euro 2016. L’avverbio è lì, sussurrato come una liberazione: da che ho memoria, non ricordo un torneo di tale bruttezza, sciatteria e pochezza.

In finale vanno due delle squadre meno entusiasmanti e una delle due è, senza dubbio, la più brutta e senza gioco che si sia espressa in questo torneo francese: ed è il Portogallo. A dispetto del talento di Ronaldo, a dispetto dei tanto osannati (ma fumosi e inconcludenti) Nani e Quaresma, e nonostante un centrocampo che in teoria sarebbe di ottima fattura, e che ha anche un quarto componente (Joao Moutinho) che avrebbe piedi di grande levatura tecnica.
La Francia è riuscita, qui e lì, a illuminare in parte: ma è sembrato più l’exploit dei singoli che non il risultato di una squadra che funziona.

L’aggravante a questa situazione è che si tratta di una finale che, di solito, dal punto di vista tattico è tutto tranne che una partita entusiasmante: se è vero che in genere è sotto la media del torneo, il rischio è di trovarsi di fronte la finale più brutta della storia… come se non ci fosse bastata Real Madrid contro Atletico di Madrid.

A livello tattico si è visto molto poco, se non a livello di ordine, squadre relativamente corte, molto contropiede, talvolta interi autobus davanti all’area di rigore. In questo senso, fanno relativa (sottolineo relativa) eccezione Italia-Spagna e Italia-Germania, anche se l’esibizione migliore è, a mio avviso, il primo tempo di Germania-Francia, ovviamente guardando solo dalla parte dei tedeschi (i francesi, invece, di una bruttezza rarissima).

LA FRANCIA

1877053-39538053-2560-1440Finora l’unica grande nota lieta è stata Griezmann, e non Pogba così come ci raccontano in Italia. Didier Deschamps ha mostrato di non avere le idee chiarissime, come dimostra la partita con la Germania. Ora, se il calcio avesse un dio, quella partita sarebbe finita 6-2 per i tedeschi: tale e tanta è stata la differenza di prestazione (soprattutto nel primo tempo) e tanto casuali sono stati i gol francesi (altro regalo di mani). Non solo (ma ne parleremo più in là, in difesa di Joachim Low), l’infortunio di Boateng è stato cruciale: dieci minuti dopo l’uscita, la Francia infligge ai tedeschi il primo gol su azione. Non casuale.

Durante la partita contro i tedeschi, l’allenatore francese ha mostrato (inaspettatamente) scarsa adattabilità: con Pogba e Matuidi bassi, emergevano Kroos, Boateng e gli esterni; appena i due si alzavano, Ozil diventava imprendibile e Kroos (il migliore in campo) trovava più varchi.

Più probabile che oggi scelga di tornare al 4-3-3, reinserendo N’Golo Kante, anche se questo spingerebbe il buon Antoine Griezmann a giocare più sugli esterni. Se tutto va come si prevede, comunque, la Francia dovrebbe avere più possesso palla e dominio territoriale: Griezmann dovrà spostarsi parecchio per trovare spazio e occasioni.

La posizione di Pogba potrebbe cambiare, facendo diventare una sorta di 4-2-3-1 con Pogba trequartista, come talvolta si è visto in Italia, soprattutto con Conte.

IL PORTOGALLO

ronaldo-euroFernando Santos, invece, ha impostato la squadra in un modo e ha insistito secondo quello che, secondo lui (forse a ragione) era l’unico modo per venirne a capo: solo con l’Ungheria gli scappano le misure e l’ordine, e infatti il risultato è lì a dimostrarlo.

Quattro difensori in linea, un centrocampo a rombo (se non vado errato, potrebbe essere il primo “rombo” a vincere un torneo tra nazionali) ma schierato con un aspetto diverso dal solito: in genere è un modulo con un trequartista vero, qui è un 4-1-3-2 di cui nessuno dei due attaccanti è un vero centravanti. Quello che lo ha caratterizzato è una straordinaria passività in fase di non possesso, i cosiddetti “pressing alti” sono rarissimi e casuali: ti aspetteresti una squadra che punta al contropiede, e invece ti trovi molta disorganizzazione in fase di transizione, in cui Ronaldo è stato l’esempio più lampante di come le cose sono andate ben al di là dei meriti e dell’atteso.

Il ritorno di William Carvalho è fondamentale in un torneo in cui le assenze sono state determinanti (chiedere a Low per informazioni). Joaro Mario, Adrien Silva e Renato Sanches avrebbero i colpi per sbalordire ma, fatta eccezione per qualche flash, si sono impegnati più a contrastare i centrocampisti avversari. Almeno uno di loro, se non due, saranno costretti a giocare più indietro, in un più canonico 4-3-1-2, vista la probabile presenza di due esterni che amano accentrarsi (Payet e Griezmann) e due centrocampisti più votati all’azione d’attacco.

Importante anche la sfida ai lati, tra Evra e Sagna contro Soares e Guerreiro (probabilmente il migliore esterno del torneo): dei 4, Sagna avrà il compito più gravoso, dovendo aiutare in copertura su Ronaldo. Finora poco incisivi, ma potrebbe essere la partita giusta per mostrare i muscoli.

I calci piazzati potrebbero essere decisivi più che mai: la Francia e il Portogallo sbloccano le loro semifinali entrambe su azione a palla ferma.

PROBABILI FORMAZIONI

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 I PUNTI CHIAVE

Per il Portogallo c’è una breccia da poter sfruttare: Patrice Evra. Ronaldo potrebbe giocare più largo e mettere in difficoltà il più anziano dei francesi, che non ha proprio brillato in questo Euro 2016.

Per la Francia, la mossa potrebbe essere quella di sacrificare l’aiuto di Griezmann e di Giroud, con il chiaro intento di rilanciare appena possibile alto: il Portogallo non ha le armi per ribattere a Giroud, e questo aiuterebbe gli inserimenti di Payet, Griezmann e Pogba.

Per delle squadre che hanno fatto della densità centrale la loro arma (ma è caratteristica comune a Euro 2016), l’ampiezza e la capacità di “allargare il campo” saranno fattori cruciali.

LE SFIDE

  • Pepe – Giroud
  • Carvalho – Griezman (soprattutto se sarà un 4-2-3-1 per la Francia), considerando la mole di aiuto alla difesa che sarà costretto a dare il portoghese
  • Pogba – Renato Sanches, con il primo che deve ancora dimostrare (a dispetto dei giornalai italiani) di valere tutto il rumore che si fa per lui
  • Ronaldo – Umititi

CURIOSITÀ

  • Il Portogallo ha perso le ultime 10 partite contro la Francia (ultima vittoria nel 1975)
  • In totale, negli ultimi 10 match il Portogallo ha segnato 6 gol, la Francia 22
  • Da quando c’è Cristiano Ronaldo, il Portogallo ha affrontato 3 volte la Francia perdendo 1-0, 2-1 e 0-1: un solo gol segnato.

PRONOSTICO

La logica direbbe Francia, ma ho personalmente detto “Portogallo” in tempi non sospetti: Ronaldo merita un grande torneo, ben più del suo nemico Messi. E riuscire a vincere proprio quest’anno, proprio nell’anno dell’addio di Messi alla nazionale sarebbe un piacere in più, oltre che un punto decisivo per il pallone d’oro.

Di più, se vincesse la Francia… quanti di voi vorrebbero sorbirsi un mese abbondante di calciomercato e Pogba?