Tour, le jour de repos

(di Albe111)

BAGNERES-DE-LUCHON, FRANCE - JULY 09: The peloton rides up the Col du Tourmalet during stage eight of the 2016 Le Tour de France a 184km stage from Pau to Bagneres-De-Luchon on July 9, 2016 in Bagneres-de-Luchon, France. (Photo by Chris Graythen/Getty Images)
BAGNERES-DE-LUCHON, FRANCE – LUGLIO 2009: (Photo by Chris Graythen/Getty Images)

Il tour de France completa la sua prima settimana di gara e si ferma un giorno per recuperare dopo le fatiche dei Pirenei. Parigi è ancora lontana, la classifica tutto sommato è aperta, ci sono quattordici corridori in due minuti circa, ma c’è spazio per i primi, provvisori, bilanci.
Proviamo ad analizzare la situazione di alcuni dei protagonisti annunciati o non.

FROOME_YELLOW-large_trans++qVzuuqpFlyLIwiB6NTmJwfSVWeZ_vEN7c6bHu2jJnT8Chris Froome: vincitore dell’anno scorso, prevedibilmente davanti in classifica nel modo meno prevedibile (con un attacco in discesa), sempre bello da vedere come il tratto di A4 tra Cinisello e Cormano, deve guardarsi forse solo dalla cattiva sorte e da qualche solerte anziana francese che potrebbe abbatterlo a ciabattate scambiandolo per un ragno. L’unico in grado di andare a 25 all’ora in salita pedalando a frequenze demenziali, a casa lo usano anche come ventilatore grazie a pedivelle apposite.

Nairo Quintana: enigmatico, espressione da sfinge, determinato ad arpionare l’ennesimo secondo posto in generale senza mai mettere la ruota davanti. Sulle sue Ande pare esistano minerali con più spirito di iniziativa. Deve aver bevuto dal bicchiere di Valverde, suo compagno di squadra. Di norma durante la terza settimana è il “meglio fico del bigoncio” (per dirla alla Brera), se solo lo avvisassero della cosa ci potremmo divertire.

Fabio-AruFabio Aru: il nostro miglior interprete under 30 per le corse a tappe non pare al massimo della forma. Nibali lo aspetta, gli passa i panini e il Billy con la cannuccia e gli ricorda che le vacanze a luglio le si faceva solo quando si andava a scuola. In classifica non è ancora tagliato fuori, negli ultimi anni il ciclismo ci ha abituato a ribaltoni imprevisti, per cui può rientrare e dire la sua. Essendo un altro fondista che emerge alla distanza, potrebbe farlo nei tapponi alpini sopra i duecento chilometri. Se solo ci fossero.

Vincenzo Nibali: è in Francia a fare da scudiero a Fabio Aru, finora ha fatto il suo, è uscito di classifica bevendo un mojito e sotto il diluvio è parso più in palla del giovane compagno. Se questi uscirà a sua volta di classifica è probabile che il siciliano si inventi un numero dei suoi. Andrebbe tutelato dal WWF insieme ad Alberto Contador.

Alberto Contador: appunto… quei momenti di buena suerte che ti rendono tutto più semplice, compreso il rapporto conflittuale con la beata vergine, di casa da quelle parti. Cade, ricade, gli viene la febbre, la sinusite e la sesta malattia, si ritira inciampando nella borraccia dove gli si era nascosto Valverde, dopo aver provato ancora un ultimo scatto. L’anno prossimo tornerà, verosimilmente, ma per trovare un vincitore del tour over 34 bisogna andare indietro agli anni ’20. Speriamo che sovverta questa statistica, perché uno come lui in gruppo mancherà tantissimo quando si ritirerà.

Alejandro Valverde: lo stanno cercando, le ultime lo davano nascosto nella borraccia del connazionale della Tinkoff (vedi sopra). Aspettiamo fiduciosi gli ultimi 50 metri e il buffet gratuito sui campi Elisi per stanarlo. Dopo essersi assicurato la quarta posizione, aiuterà per una ventina di minuti Quintana ad arrivare secondo. Starebbe nascosto fino alla fine anche nei tapponi alpini sopra i duecento chilometri. Se solo ci fossero.

Purito Rodriguez: lui c’è sempre, è il classico corridore che in carriera raccoglie meno di quanto semini. Difficile però ipotizzare il podio per l’ormai trentasettenne catalano. Spero davvero riesca a inventarsi un colpo dei suoi portando a casa una tappa di prestigio e una forma di camembert.

Daniel Martin: per me la sorpresa più grande, al momento. Quando il gioco si farà duro, i duri inizieranno a giocare, per cui vediamo quanto sarà tosto nell’ultima settimana. A trent’anni è ora di decidere cosa fare da grande. Io penso sempre al suo connazionale Roche a La Plagne nel 1987 e mi commuovo…

Bauke Mollema: costante ma anonimo, o viceversa. Come la nebbia a dicembre nel Polesine: c’è sempre, ma non serve a un cazzo. Nomen omen.

Romain Bardet: il giovane francese più tosto, completo (in discesa va come un treno) e “pronto”. Ho ancora negli occhi le immagini della sua discesa dal Glandon l’anno passato, e ancora mi sudano le mani. E’ uno di quelli che potrebbe inventare qualcosa nei tapponi alpini sopra i duecento chilometri. Se solo ci fossero.

Thibaut Pinot, detto “Pino”: delusione vera, classe da vendere, limiti forse caratteriali, forse incolmabili, sta correndo solo in funzione della classifica del gran premio della montagna, come un Virenque qualsiasi. Resta quindi un’altra potenziale mina vagante che potrebbe contribuire a far saltare il banco nell’ultima settimana.

Louis Meintjes: da scoprire. Insomma, lo ammetto… nemmeno sapevo chi fosse fino a pochi giorni fa.

Adam Yates on stage 9 of the 2016 Tour de France
Adam Yates on stage 9 of the 2016 Tour de France

Adam Yates: tutto da scoprire anche lui, per ora sicuramente la nota più lieta fra i giovani, anch’esso da valutare alla distanza, il “physique du rôle” da scalatore (58 kg di muscoli e nervi e caschetto) indubbiamente ce l’ha. Ignoro cosa potrebbe combinare a cronometro, dove correre con una bici senza rotelle dovrebbe aiutarlo.

Roman Kreuziger: capitano di scorta della Tinkoff, ha una ghiotta occasione di giocarsi le sue chance a seguito della compilation di sfighe occorse a Contador. Va forte a cronometro, dove però non fa la differenza, va forte in salita, dove però non va come i migliori scalatori. Punterà a posizioni nei primi dieci e a un nuovo taglio di capelli, lasciando a Majka il ruolo di guastatore del team russo, a folleggiare nei tapponi alpini sopra i duecento chilometri. Se solo ci fossero.

Richie Porte: quando ha corso da capitano ha sempre deluso le attese, è già a 2 minuti, ma è uno dei pochi che a cronometro potrà avanzare di parecchie posizioni. Ha fatto sapere su subito.it che vuole subaffittare la sua camera ipobarica.

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Giovedì 14 luglio, festa nazionale francese, si va sul Mont Ventoux, viste le temperature il “gigante della Provenza” potrebbe lasciare il segno, io mi giocherei l’attacco dell’enfant du pays Bardet, quindi voi non fatelo. Il giorno successivo prova contro il tempo. In due tappe l’aracnide del team Sky potrebbe ammazzare la corsa e rendere noiosa la terza settimana, vediamo se gli antagonisti saranno tali o vorranno solo tenersi stretto un ben retribuito ruolo da attori non protagonisti o da comparse da ‘classement général’. Che i punti UCI, nel breve, pagano più della gloria…