Euro 2016: i top 11 e i flop 11 (spoiler! Non c’è Bonucci)

(di Alberto Di Vita. Commenti aperti)

Ronaldo consola Bale
Ronaldo consola Bale

Che Euro 2016 finalmente sia finito lo abbiamo detto e abbiamo esultato con gioia e soddisfazione. Alla fine di ogni torneo si fa sempre un sunto di quel che abbiamo visto e dei calciatori che ci hanno deluso di più, così come quelli che ci hanno sorpresi o si sono confermati.

È comprensibile che la nostra top 11 e flop 11 sia diversa, nella sostanza, da quella espressa dai media italiani: questo perché abbiamo avuto la fortuna di seguire l’Europeo, finale a parte, lontani dai condizionamenti dei giornalisti e opinionisti che tanto imperano sulle nostre reti.
Non so se vi rendete conto: “POGBA 6.5 – Primo tempo di ordinario amministrazione. Comunque, pure senza meraviglie,di palloni ne ruba in quantità industriale“. Questa è la pagella su Tuttosport della finale di Pogba, quando all’estero il massimo che gli hanno dato (di stima) è stato 6. Un più veritiero giudizio lo prendiamo da Bleacher Report: “Struggled to exert any influence on the game. Failed to live up to expectations all tournament long” (si è sforzato di esercitare una qualunque influenza sulla partita. Non è stato all’altezza delle aspettative per tutta la durata del torneo).
Roba da chiedersi, insomma, se quelli di Tuttosport stessero vedendo una replica di chissà quale partita, oppure se ci sia qualche altra oscura (oscura?) ragione per tanta mistificazione della realtà.
C’è anche chi ha avuto persino paura di ammettere che abbia giocato male (vero Bergomi?) e chi si è inventato un’improbabile promozione a giocatore di rango:

Per essere chiari: il giudizio de “il Malpensante” sarebbe stato un 5- di stima.

Pertanto, se continuate a leggere, sappiate che queste pagelle sono degobbizzate, deitalianizzate, decontizzate: se non vi va bene, pazienza.

TOP 11 con il 4-1-4-1 molto offensivo:
modulo 4-1-4-1 Neuer: non fosse altro che per l’espressione immobile nei confronti dell’idiozia di Pellè. Per il resto, prende un solo gol su azione, dalla Francia, e para finché gli è possibile parare nonostante le assenze in difesa.
Kimmich/Srna: indecisione perché entrambi meriterebbero. Il primo perché, nascendo centrocampista, mostra piedi buoni e intelligenza tattica; il secondo perché a 34 anni è stata una spina nel fianco di qualunque avversario.
Boateng/Walker: ora, Boateng si è macchiato di quel mani indecoroso contro l’Italia, ma va detto che ha giocato senza quasi allenarsi visti i problemi fisici e, nonostante questo, è stato solido e insuperabile: esce lui e la Germania prende gol su azione, non a caso; per quanto riguarda Walker, quando un difensore risulta tra i giocatori che più di tutti hanno operato nell’ultimo terzo di campo, in attacco, c’è evidentemente del merito. Walker dietro solo a Hazard, Ozil e Bale: una straordinaria sorpresa poco sbandierata in giro. Hummels: i piedi sono straordinari e la tenuta fisica e tattica sono di livello superiore. Non è esagerato, non è mai sopra le righe, non è spettacoloso come sanno essere i più coreografici Pepe o Bonucci, ma Hummels è stato, a mio avviso, il miglior difensore dell’Europeo, ha vinto più tackle di tutti (scusate, il primo è Ragnar Sigurdsson: subito dietro Hummels) e ha completato più lanci e passaggi (eccetto i più corti) del plurimiliardario Pogba: difensore e regista.

Guerreiro: l’avevamo sottolineato poco dopo i gironi: questo è un gran terzino. Peccato che il Borussia si sia mosso in anticipo rispetto a tutti: farebbe le fortune di mezza Europa.
Ramsey/Krychowiak: ero indeciso se Joe Allen o Ramsey, ho scelto il secondo per la maggiore qualità e perché anche senza palla ha saputo essere decisivo, aprendo spazi e giocando con estrema intelligenza. Krychowiak è stata invece forse la sorpresa più grande a metà campo, illuminante spesso, interessante sempre.
Kroos/Hazard: ok, ruoli diversi, ma meritavano entrambi la citazione. Kroos ha mostrato di essere un fuoriclasse totale, capace di impostare e di difendere, di muoversi con grande sensibilità e di illuminare il gioco, di saper leggere la difesa avversaria; Hazard… non è colpa sua se il Belgio si è perso tra piroette e acrobazie: ogni volta che ha deciso di giocare, ha spaccato le partite. Incompreso.
Antoine Griezmann capocannoniere Euro 2016 Griezmann: 6 gol, capocannoniere. Ha sulla coscienza due quasi gol in finale, ma erano colpi di testa e lui è l’ottavo nano.
Bale: non sono un grande estimatore del più sopravvalutato giocatore della storia (c’è un centrocampista francese lì lì per soppiantarlo…), ma in questo Euro 2016 ha mostrato anche grande sacrificio e una intelligenza in campo come raramente aveva mostrato. Chapeau.
Ronaldo: provate voi a giocare in questo Portogallo. Tu dovresti essere la seconda o terza punta, libera di fare quello che vuole… e invece ti mettono là davanti come un Luca Toni qualunque, a prendere randellate e far salire la squadra. Lui corre, si sbatte, si dimena, le prende di santa ragione ed è normale che poi davanti alla porta arrivi esausto. Encomiabile: se il Portogallo avesse avuto un centravanti vero…

Distinguo:c’è un calciatore che, per due partite e mezzo, è stato di gran lunga il migliore, per distacco: Andres Iniesta. Meraviglia per gli occhi e il palato delle nostre anime calcistiche, non ha saputo ripetersi e trascinare  la squadra nel momento più importante. Non è bastato.

FLOP 11
Per i peggiori non c’è molto da dire, proviamo a fare un 4-3-3
Hart / Alaba Ramos Cahill Evra / Fabregas-Thiago Motta Pogba / Gotze-Fellaini Muller Ibrahimovic / Mandzukic-Kane

Il podio dei peggiori? Ibrahimovic, Muller e Pogba.

LE NAZIONALI

10 Portogallo: perché vincere è difficile, ma se non hai i mezzi per farlo e tu comunque raggiungi il risultato… allora vuol dire che hai dato più del massimo.

6 Francia: ha “Spezzato le reni” a squadroni come Albania e Romania, ha avuto il culo di trovarsi davanti l’Islanda e subito dopo la più rabberciata delle germanie (senza Gundogan, Reus, Gomez, Hummels, Khedira e con Boateng che si infortuna in partita): in finale trova il peggior Portogallo degli ultimi 20 anni e che fa? Perde? Su, siamo seri: minimo sindacale.

10 Irlanda, Irlanda del Nord e Islanda: per il modo di giocare, per il tifo, perché ci hanno riconciliato col calcio ciascuna a modo loro.

6,5 Germania: mancavano diversi giocatori, ha perso per strada due totem come Lahm e Klose, ma era comunque la favorita e doveva fare di più.

7 Italia: sopra o sotto le sue possibilità? La Germania non era una squadra irresistibile, troppa paura contro i tedeschi. Non è bastato coprirsi.

5 Spagna: la fine di un ciclo, speriamo anche la fine del tiki taka.

4,5 Inghilterra: il talento ci sarebbe, il problema è che manca qualcosa a livello tattico, certamente, ma anche come testa: faranno mai il salto di qualità?

I GIORNALISTI ITALIANI: VOTO ZERO

9788861906358Un pianto greco: insopportabili, eccessivi, fastidiosi e faziosi oltre l’inverosimile. Euro 2016 probabilmente costituisce la pagina più nera di tutto il giornalismo sportivo (se escludiamo il post-calciopoli col tentativo di minimizzarlo). Walter Zenga (pace all’anima sua) ha fatto l’ultras dietro ad un microfono, col chiaro intento di provare a farsi amare dagli italiani: d’altra parte, lui lo sa, ha addosso il peccato originale di essere un’interista di quelli storici, quindi la nazionale doveva essere esaltata al di là dei meriti, protetta con proteste anche per gli sguardi dell’arbitro: una roba di un’indecenza senza confini, una pena inenarrabile.

Su Sky ormai è lo stesso copione dal 2006: sono tutti convinti, Caressa in primis, che le squadre vinceranno di più e meglio in base alle lune caressiane. Nel caso in cui perdano le favorite di Sky, è tutto un profluvio di scuse, di abbozzi, di giustificazioni: gli ultimi minuti di Francia – Portogallo con imbastite ragioni socio-politiche che avrebbero gravato sulla prestazione dei francesi è cosa da stracciare persino la carta di identità, altro che tesserino da giornalista.

Dico, anche l’immancabile e immarcescibile “l’uscita di Ronaldo ha pesato più sulla Francia che sul Portogallo” a confronto è sembrata una cosa intelligente.

Nessun approfondimento serio, titoli di giornali da far accapponare la pelle, discussione sul calcio zero: terzomondisti dell’opinione. Proponiamo 3 prime pagine come esempi irraggiungibili: 1) Tuttosport a lutto per la sconfitta di Pogba ne dà una notizia che per trovarla devi essere bravo; 2) “Bastardi per la gloria” della Gazzetta; 3) CR7 contro Pogba della Gazzetta: una sfida tra un titano dell’Europeo e uno dei peggiori. Di Griezmann neanche l’ombra.

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Il segno si è davvero passato con Pogba, al punto che analizzeremo domani 13/07 con Stefano Massaron il cosiddetto “doping mediatico” che ha avuto il suo culmine in queste settimane di Europeo: da una parte c’è la realtà delle cose che accadono, dall’altra le cose che pensano di poterci raccontare. Mondi lontani, come dice l’articolo che vi proponiamo sotto.

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