In difesa di Wanda Nara e di Mauro Icardi (ma senza esagerare)

(di Alberto Di Vita e Stefano Massaron. Commenti aperti, si raccomanda la moderazione)

Per la serie: facciamoci del male.
Nessun interista sentiva il bisogno di giorni arroventati in un luglio già caldo di suo e che si trascinava stancamente tra un Europeo ignobile e un Pogba da pallone d’oro, tra la nuova proprietà e i sogni di calciomercato buttati a caso un po’ qua e un po’ là (tanto si sa, tutti vogliono sempre il Milan e la Juventus). Solo il buon Giuseppe “occhio-di-lince” Marotta era riuscito a distrarci dalla noia mortale di queste settimane afose: la vicenda di Domenico Berardi sarebbe, in un paese normale, da inchiesta anche extra-calcistica, così come le dichiarazioni para-mafiose di Marotta (e facciamo anche una scommessa: Berardi contro la Juventus non gioca); tutto si è concluso con un nulla di fatto, ma almeno avevamo immaginato una lotta nel fango tra le  “mud girl” Marotta e Piero Ausilio: uno spettacolo.

Zaira Nara, sorella di Wanda Nara
Zaira Nara, sorella di Wanda Nara

Poi arriva lei, Wanda Solange Nara, di professione… non sappiamo che lavoro faccia, dato che su Wikipedia (siamo wikipedia-dipendenti) l’unica cosa di rilievo segnalata è che trattasi della sorella di Zaira Nara, di professione modella. Dicevamo che arriva lei, la Wandita, che non è solo la sorella di Zaira, non è solo una ex vedette né una, sembra brava, madre di tanti bei piccoli pargoletti: è anche la moglie e la procuratrice di Mauro Icardi, di professione attaccante, squadra Inter di Milano.

E, si sa, ogni volta che qualcuno a (stelle e) strisce nerazzurre ne sbaglia una, zac!, arriva puntuale la purga mediatica che imbastisce casi su casi, processi su processi: d’altra parte, vuoi mettere l’assist perfetto per dimenticarsi subito dell’Europeo indecente di Pogba? Su un piatto d’argento!

La pietra dello scandalo è questo tweet:

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È chiaro a tutti che probabilmente trattasi di scivolata, soprattutto se la guardiamo dal punto di vista dell’Inter. Il problema è che dal tweet agli insulti sessisti c’è voluto ben poco: d’altra parte, in questa società così veloce, così networkettara, abbiamo sdoganato l’odio e l’insulto.  Odiare è bello, odiare fa figo, insultare qualcuno ti dà spessore in questa società networkettara che non sa leggere più di 4 righe di seguito. Odiare è diventato indispensabile, ma più indispensabile è diventato esprimerlo in qualche modo: se qualcuno la pensa diversamente da noi, giù con gli insulti; se qualcuno non ci piace, giù con gli insulti; se succede qualcosa, siamo pronti a farci paladini della tastiera e insultare e minacciare a destra e manca, come se il mondo dipendesse dalla nostra opinione.
Abbiamo fatto diventare l’odio una cosa chic, da intellettuali, da esibire.

Siamo diventati osceni, inguardabili, inascoltabili.

Dopo questo pistolotto pseudo-filosofico-social-moralista (di cui mi attribuisco la paternità: Stefano è innocente), riprendiamo le fila del discorso: Wandita è stata insultata a destra e manca. Troppo spesso indecorosamente, con riferimenti lontani da qualità professionali… facciamo una parentesi e diciamocelo chiaro: Mauro avrebbe bisogno di rivolgersi a un professionista serio (per carità, lontano dai pizzaioli), ma da qui a leggere “zoccola piglia fallI” ce ne vuole. Anche perché sul concetto di “professionista serio” avremmo da ridire e potremmo cominciare chiedendo i curricula dei procuratori definiti “seri”.

Certo, mezzi e tempistica sbagliati, come dimostrano i (presunti) tweet cancellati:

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Fatta la tara al mezzo e alla tempistica, Wanda Nara non fa né più né meno di quello che hanno sempre fatto i Raiola di turno. Soltanto che per il Mino nazionale c’è, sì, una antipatia orizzontale sparsa per tutta l’Italia, ma è mista ad un forte senso di ammirazione e invidia, quantomeno pari a quello che molti insospettabili italiani hanno scoperto di nutrire verso Berlusconi quando seppero della sua pompetta nascosta e delle sue cene scottanti ad Arcore con le 18enni, da Ruby in giù (o su, dipende dai punti di vista).

Wanda no, è una donna e pertanto ha due caratteristiche: è, per definizione, ignorante in materia pallonara; essendo anche una gran bella donna, è chiaramente una “zoccola piglia falli”… poi cosa importa se negli ultimi anni ha mostrato di essere più fedele e genitore lei della maggioranza degli italiani (uomini e donne).

L’aspetto umano della vicenda è deprimente: certo, sono convinto che la cosiddetta “parità” abbia senso se si esplicita nel bene e nel male, ma qui passiamo dal “pizzaiolo” se uomo alla “zoccola” se donna: credo ci sia una evidente tara da eliminare.

Espunto l’aspetto umano, resta quello calcistico, e riporto alcune parole di Stefano Massaron:
Cioè, fatemi capire… siete davvero sicuri? Che Icardi deve andarsene perché sua moglie (che non è una “zoccola piglia falli” ma anche la sua manager) fa gli interessi del suo marito/assistito?
Icardi, che è molto più risolutivo di Pogba e che segnerà anche l’anno prossimo i suoi 20/25 gol come ha sempre fatto?
L’Inter la gestirà come ha sempre gestito questo genere di cose. Un tempo le gestiva male (vedi Branca con Sneijder), da un po’ però le gestisce meglio. E ora abbiamo una struttura societaria che, in confronto alla precedente sembra il VHS in confronto al Sony Betamax.
Mauro Icardi In quanto agli “idoli” del passato, vogliamo ricordare, per esempio, che nel maggio 2010 si presentarono TUTTI a chiedere un aumento dell’ingaggio, a nemmeno 24 ore dalla vittoria in Champions? E che il compianto “Principe” Milito dichiarò che “doveva valutare offerte” mentre ancora erano in campo a festeggiare con la coppa in mano?
Suvvia.
Quindi, Icardi dovrebbe andarsene, magari a 35 milioni, semplicemente perché fa i suoi interessi? Se vuole andarsene (e non vuole), partirà alle cifre che decide la società, punto e basta. E, sorry, se Pogba vale 123 milioni di euro, Icardi ne vale 150.
Non vedo dove sia lo scandalo. Sul serio, non capisco. E, francamente, mi ruga anche un bel po’ leggere insulti a una donna in quanto tale — nessuno si è mai sognato di dire che Jorge Mendes è un pappone o che da via il culo — soltanto perché fa il suo mestiere (che, ripeto, non è quello più antico del mondo, ma la manager del marito) — e, tra l’altro, lo fa anche bene.
E che cazzo.

Ci piace? Non ci piace? Abbiamo poco da sbatterci la testa: i giocatori di valore cercano sempre di aumentare il loro prezzo di mercato. E Icardi, che probabilmente avrà ricevuto una recente proposta dalla Cina (d’altra parte, danno 38 milioni lordi a Pellè per 2 anni: leggete questo illuminante articolo sulle vere  cifre), non è meno sensibile di tanti altri agli aspetti economici.

E visto che in giro si diffondono tesi del tipo “l’Inter è l’Inter, Icardi chieda scusa o va da via”, vogliamo parlare di aspetti sportivi? Parliamone. Che Inter è stata per Icardi? Nessuna visibilità in Europa, nessuna chance di convocazione in nazionale (vicenda Maxi Lopez a parte), con ben 10 partite nell’ultimo anno spese senza fare un tiro: da che mondo e mondo, non è mai colpa dell’attaccante ma del (non) gioco della squadra. E si dà il caso che l’Inter di Mancini sia tra le meno entusiasmanti degli ultimi anni.

Samuel Eto'o e Diego Milito all'InterLe statistiche di Icardi sono mai state approfondite? 23 anni, 47 gol in 91 partite (52 su 105 se prendiamo tutte le competizioni): Milito e Mazzola fecero 50 reti dopo 110 presenze, Eto’o a 98, Ibrahimovic a 96. Icardi? A 100. Medie realizzative che sono state mantenute nonostante la squadra gli abbia concesso scarsissime possibilità: al punto che Maurito ha spesso realizzato 1 gol con 1 tiro, tenendo per mesi una media del 50% e assestandosi nel finale sopra il 30% (altri attaccanti hanno bisogno del triplo di occasioni).
E che dire di un giocatore fortissimo di testa, la cui squadra però gli serve soltanto 4 assist buoni su 100 per realizzarne uno così?
Ho letto anche un delirante “largo ai giovani”: Mauro ha 23 anni.

D’altra parte, quanti interisti sono convinti che senza Icardi l’Inter farebbe meglio? Una pletora innumerabile, talmente inconsapevole del concetto che quando gli chiedi “ok, togli Icardi e chi acquisti al suo posto?” hanno tre chance di risposta: 1) Boccheggiare ansimanti senza risposta alcuna (che d’altra parte non c’è, per un essere senziente); 2) blaterare di improbabili quanto impossibili Lewandowski e Higuain; 3) sparare su nomi a caso senza averne mai visto le arti pedatorie neanche negli highlights di Youtube (per la serie Milik, Gomez o Harry Kane).
Si trovi un altro attaccante da 20 gol a stagione prima di blaterare: e si badi che a dirlo è un antico osteggiatore di Icardi (sono io, Alberto) che oggi invece riesce ad apprezzarne di più le qualità (ne parleremo nei prossimi giorni).

Piero Ausilio InterCome dice Stefano, la società si muoverà con più attenzione del passato (o si è già mossa?). Certo, l’unica risposta non poteva essere affidata solo a Ausilio (che non potrebbe neanche permettersi quel “mi sono divertito”: zoccolo piglia falli che non sei altro!) e certamente sarà necessario un confronto, se già non c’è stato, col giocatore. Sarà anche necessario migliorarsi rispetto al passato: avere, cioè, un “piano B” che preveda un’Inter senza Icardi.

Wanda Nara non ha alcuna colpa, se non quella di non essere una professionista del settore (calcistico si intende). D’altra parte, l’augurio che ogni interista potrebbe farsi è che questo genere di chiacchiere aumentino: vorrebbe dire che abbiamo in squadra giocatori di livello che interessano alle più forti squadre d’Europa. Succede con i Bonucci di successo e non con i Ranocchia, succede per i Pjanic e non con i Medel: indirizzate altrove le vostre invettive, ché Wanda fa solo quello che interessa a Icardi, non all’Inter.

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