Quello che è successo a Nizza ci costringe al silenzio

Volevamo parlarvi di sport, e fino a stamattina avevamo deciso di continuare nonostante tutto. Per chi ha appena deciso di pubblicarsi, ogni giorno è fondamentale: si perdono lettori, fidelizzazione etc…

Ma stamattina è stato difficile scrivere di sport, pensare alla programmazione, fare il conto degli aromenti caldi da condividere subito, quando arrivano da ogni parte i bollettini su quanto è accaduto a Nizza e nessuno ci reca neanche il minimo di buona notizia dentro la tragedia: non una storia di salvezza, non un atto di coraggio, nulla che ci possa trasmettere qualcosa di umano di fronte a tanto orrore.

Abbiamo deciso di sospendere tutto oggi la pubblicazione degli articoli, pur mantenendo quelli dei giorni scorsi: ci sono aspetti che travalicano la materialità di ogni considerazione e ci lasciano inermi al pensiero di quanta brutalità sia capace l’uomo.

Semplicemente, non ce la sentiamo.

Stefano, Alberto, Enrica, Massimo, Carlo, Andrea e io vorremmo dare un messaggio chiaro: “fermatevi e pensate”. No, non lo diciamo a chi fa gli attentati, perché siamo ben consci di essere lontani dalle loro letture: lo diciamo a tutti gli altri che ci leggono.

Fermatevi e pensate. Ogni volta che esprimiamo una frase che incita all’odio, ogni volta che contrapponete due razze, due religioni, due fazioni, create un “contesto”, create un clima, che negli ultimi tempi è diventato un parossismo d’odio incontrollabile.
Nessuna, neanche la più piccola azione è scevra di conseguenze anche nel lungo termine, anche su persone che ci sembrano lontanissime. Se quel che è accaduto a Nizza vi ha scosso, sappiate che esiste un solo modo per far sì che finisca prima possibile: che ciascuno faccia la sua parte, ciascuno di noi comprenda di avere un ruolo in questo mondo fuori di sesto. Non è odiando che si vince l’odio: lo si alimenta soltanto.