La posizione in campo di Banega, professione anarchico

Anarchico. Roberto Mancini ha definito così il nuovo acquisto dell’Inter Ever Banega. Ne ha tratteggiato anche altre caratteristiche:

Banega anarchico

Banega ha un ruolo non propriamente definito, lui ama svariare ovunque: parte come seconda punta ma viene indietro a prendere la palla. E’ un po’ anarchico come tipo di giocatore ma ha grande carisma e ci sarà molto utile

La descrizione è piuttosto appropriata, anche se espressa con poche parole. Avevamo promesso di approfondire la partita tra Liverpool e Siviglia di quest’anno proprio in relazione al ruolo e alle tendenze tattiche di Banega: lo faremo con una cinquantina di immagini circa che vivisezionano gli andamenti generali e le digressioni di un giocatore che, appunto, ci mostrerà il suo lato più anarchico.

Le immagini da fermo, ovviamente, non rendono la qualità del gioco, ma neanche alcuni difetti (come per esempio l’indolenza): ci aiutano, però, a fare un quadro esaustivo. Quale?

  • Quello di un giocatore che fa la seconda punta per esigenze… “mentali”, di libertà: posizione che gli consente di rifiatare spesso e di farsi trovare più lucido quando serve;
  • Quello di un calciatore che non sempre è al posto giusto e non se ne accorge, mostrando limiti tattici evidenti;
  • Quello di un calciatore che, a dispetto di quanto sopra, avrebbe le qualità per fare di più e essere più utile: talvolta, però, arriva in ritardo correndo a vuoto;
  • Quello di un calciatore che ama la palla tra i piedi e che si abbassa moltissimo, quasi “costringendo” i compagni di centrocampo a giocare più alti: per il 4-2-3-1 di Emery è stato non sempre un toccasana, anzi;
  • Quello di un giocatore che non ama molto attaccare lo spazio, anche quando ce l’ha a disposizione e sarebbe necessario che lo facesse;
  • Quello di un calciatore talvolta troppo condizionante e che, in cambio, non riesce a esprimere tutto il potenziale che ha.

sneijder all'interPer certi versi potrebbe ricordare Wesley Sneijder con Mourinho: un centrocampista che fa da trequartista libero di muoversi su e giù con libertà (le interpretazioni possono essere diverse: ricordiamo che con Benitez non aveva questa libertà, giocava troppo avanzato e questo lo depotenziava non poco). Rendesse la metà di Sneijder sarebbe già uno strepitoso successo: l’olandese è di categoria superiore, soprattutto per intelligenza tattica.

Per quanto riguarda la partita, brevemente, il Liverpool domina letteralmente il primo tempo, in cui il Siviglia ci capisce molto poco ed è tenuto a galla praticamente solo dalla fortuna e dall’arbitro, che sbaglia molto (c’era anche un rigore per i Reds) soprattutto in quelle piccole decisioni che spezzano il ritmo degli attacchi inglesi. Emery la comincia troppo guardingo, mettendo alto a destra Coke: sembra una mossa decisamente stupida (e nel primo tempo lo è) ma che dà grandi riscontri nel secondo tempo: Coke segna i due gol che chiudono la partita.
Nel secondo tempo, una serie di casualità (letteralmente) consentono al Siviglia di fare due dei tre gol, con il che è una vera e propria mazzata sul capo del Liverpool: arriva a meno di un minuto dall’inizio del secondo tempo.

Banega non eccelle (prestazione da 6,5), pur avendo lampi di ottimo gioco e alcune verticalizzazioni interessanti. Vediamolo nel dettaglio, ricordandoci che ne osserviamo solo posizione e tendenze.

Le formazioni iniziali a specchio: le interpretazioni, però, sono piuttosto diverse.

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tattica-00003-(Custom)Vediamo già dall’inizio la propensione di Banega a giocare sulla linea dei centrocampisti, qua con un grande impegno in contrasto (vinto).

tattica-00004-(Custom)Qui uno dei tanti casi in cui l’indolenza dell’argentino lo porta lontano dalla sua posizione e costringe i compagni ad adeguarsi di conseguenza

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Pochi minuti dopo, è ancora lui a trovarsi sostanzialmente nella posizione di “play”, con ben 4 compagni davanti.

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Quando la squadra ha difficoltà a iniziare l’azione, spesso diventa il centrocampista più vicino ai difensori per impostare.

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Non sempre è molto utile in fase di pressing, soprattutto se rimane da seconda punta, dove mostra di partire sempre con qualche secondo di ritardo

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Qui largo a destra senza un perché: indolenza o distrazione?

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Qui invece largo a sinistra, piuttosto arretrato.

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Quando la palla diventa inattiva per il Siviglia, tende a essere più disciplinato (ma non sempre) come seconda punta in fase di non possesso: posizione comunque non perfetta, visto lo svolgersi dell’azione, ma è un errore che ripete spesso.

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Rieccolo con l’anima da regista: si “abbassa”, i suoi compagni di reparto si alzano e lui comincia l’azione.

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Viste le caratteristiche e i piedi buoni, dovrebbe stare nello spazio centrale e non largo a destra dove non serve a nessuno: al Siviglia manca un uomo in mezzo e si vede.

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Nonostante quindici secondi passati, è ancora largo: ma almeno si rende utile.

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Sempre in veste di regista: il Liverpool, quando può, prova a evitare che si giri e faccia partire l’azione.

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Fase di non possesso: seconda punta, stavolta posizione ideale.

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Si rende utile in fase di copertura: non lo fa spesso, ma quando lo fa non tira mai indietro la gamba (anzi).

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Qui è troppo statico: l’azione, e il suo “ruolo” (sulla carta) prevederebbe aggredire lo spazio al centro, ma non lo fa. Per naturale tendenza è un giocatore che quello spazio non lo attacca praticamente mai.

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Talvolta lo trovi talmente basso da fare il terzo centrale di difesa in fase di impostazione. È certamente una casualità, ma che si verifica più volte durante il match.

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In fase di copertura, però, è spesso portato a coprire zone di campo che tecnicamente non gli apparterrebbero. Sono molte, e non solo in questa partita, le occasioni in cui recupera la posizione per aiutare i compagni.

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Da notare la posizione di Vitolo, spesso portato a giocare più avanti di Banega: non sappiamo quanto ci sia dell’allenatore, ma l’impressione è che sia una tendenza di squadra dovuta anche all’anarchia del suo trequartista. Questo ha portato il Siviglia a essere spesso (e contro il Liverpool praticamente sempre per 90 minuti) troppo “stretta” in mezzo al campo: molte azioni pericolose dei Reds sono arrivate proprio per questa disposizione poco funzionale.

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La differenza di mentalità tra un trequartista vero e un regista: il primo attaccherebbe lo spazio (linea ondulata), posizione perfetta per un tiro da lontano o un filtrante pericoloso; Banega, che fa parte della seconda categoria, tende a sovrapporsi al compagno in mezzo al campo e proporsi per l’appoggio indietro.

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Lo sviluppo dell’azione, infatti, vede Banega sovrapposto al compagno e in zona per un appoggio indietro.

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Il “tuttocampismo” di Banega: qualche volta sembra un pregio. A Mancini, ma non solo a lui, sembra l’espressione di un giocatore anarchico.

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Ora seguono quattro immagini sequenziali. Nella prima, vediamo Coke molto alto a fare un pressing che sembra non sia giustificato. Tatticamente non lo è, ma c’è un’altra ragione.

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La ragione è che Banega, largo a destra, lo spinge a stare più centrale e alto. Questo comporta un riassestamento della squadra, che però non è così rapido come ci si aspetta, né Banega così integrato nel modulo da fare la cosa giusta con i tempi giusti…

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Il Siviglia tende a essere troppo stretto , ma alcuni dei suoi giocatori esasperano questa tendenza (soprattutto i tre della linea davanti). In 12 secondi dall’inizio del pressing, non si è affiancato ai compagni di reparto, Banega non è neanche in ritardo come Vitolo (in basso a destra) e il Liverpool ha saputo creare lo spazio sul “lato debole” (prendiamo in prestito dal basket), con prima un centrocampista…

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… poi con il tentativo di sovrapposizione di un terzino che consente a Sturridge di avere quel secondo in più per avere la meglio sull’avversario diretto. Di Banega neanche l’ombra: peccato che lo svolgersi dell’azione avrebbe voluto un suo impegno in rientro, quantomeno nel seguire il terzino: da notare anche la differenza con Vitolo in basso a destra. E peccato che Sturridge in questa azione segni: il gol non è “colpa” di Banega, ma è certo che la sua posizione sia stata determinante nello svolgersi di tutta l’azione.

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La tendenza del Siviglia esplicata in una immagine. Una squadra più “cattiva” del Liverpool avrebbe fatto stragi di queste inefficienze.

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Regista o trequartista?

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Un minuto dopo, altra azione, nuova posizione… ehm…

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Immagine che c’entra relativamente con Banega. Altra evidenza di come il Siviglia fosse troppo stretto: ma non c’è nessuno dei 4 davanti ad allargare il gioco a sinistra, né i terzini a sfruttare lo spazio libero.

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La riproponiamo giusto per mostrare la ripetitività della cosa.

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Questa azione mostra ancora la tendenza anarchica di Banega, che dovrebbe offrire supporto centrale, là dove ci potrebbe essere spazio da attaccare, piuttosto che a sinistra dove non serve a nulla.

 

tattica-00005La “tendenza” del calciatore, però, talvolta risulta anche essere utile: Banega qui in versione “Eto’o”.

 

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tattica-00007Entrambe le immagini ci ricordano la sua naturale inclinazione a proporsi da centrocampista più che da attaccante (ricordiamoci che il Siviglia ora attacca da sinistra verso destra.

tattica-00008In questa, e nelle prossime due, si ha più chiarezza del suo non essere sempre in posizione ideale per aiutare i compagni. E anche quando si trova in posizione ideale, spesso parte con quel secondo, secondo e mezzo di ritardo che lo fa rincorrere a vuoto. Ricordiamoci anche il rapporto “amoroso” che ha Banega con i cartellini: buona parte gli derivano da questo essere spesso in leggero ritardo in fase di contenimento.
La linea ondulata ci suggerisce quale dovrebbe essere la sua posizione per rendere più difficile il lavoro di Coutinho (che deve ancora prendere palla) e impedire il passaggio in appoggio a Can.

 

tattica-00009Banega non occupa la zona di campo, non prevede il naturale svolgersi dell’azione e la palla va a Can: questo lo porta a rincorrere l’avversario, con spreco di energie, nonché con conseguente difficoltà della squadra.

 

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Torello di 6-7 secondi buoni in cui Banega non ha azzeccato una sola posizione. Sarebbe bastato occupare la zona centrale inizialmente per rendere tutto più complicato, così come evitarsi un inseguimento a perdifiato che lo porta nuovamente fuori posizione: la trequarti del Siviglia è totalmente scoperta, complice anche un Gameiro tutto fuorché brillante tatticamente. Anche qui, sottolineiamo, non è tutta “colpa” di Banega: ma la sua indole tende a essere confusionaria per sé stesso e per la squadra.

 

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In fase di impostazione, la ricerca di una posizione che gli consenta di giocare meglio la palla. Oppure, più semplicemente, la risultante di una indole.

 

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Com’è diversa la copertura degli spazi, sia da parte di Banega che da parte di tutto il Siviglia: la posizione corretta dei due attaccanti aiuta tutti i compagni a essere compatti. Da notare, en passant, come il Liverpool a sinistra potrebbe attaccare con Moreno, cosa che costringerebbe Mariano o Coke (tra l’altro i due migliori in campo contrapposti al peggiore in campo) a sfilacciare la compattezza del Siviglia. Il Liverpool lo fa praticamente mai: Klopp, che combini?
L’azione, però, è volutamente sottolineata anche per un’altro motivo. La posizione è corretta ma, a dribbling subito…

 

tattica-00013Banega si ferma come se si fosse sul 5-1 senza né contrastare né rincorrere l’avversario.

 

tattica-00014Qui ne segnaliamo invece la corretta posizione.

 

tattica-00015Un po’ meno corretta, ma almeno si rende utile per impedire, se anche mai ce ne fosse il rischio, che Moreno impazzisca e provi ad attaccare lo spazio.

 

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Infine, altra posizione utile, ed è quello che avrebbe dovuto fare nello svolgersi dell’azione sul gol di Sturridge: seguire il terzino. La sua semplice presenza porta il suo terzino ad appiccicarsi all’attaccante avversario, liberando un centrale da compiti specifici. Questa fotografia è una di quelle che andrebbe mostrata alle scuole calcio, per far comprendere quanto sia essenziale per tutta la squadra l’abnegazione e l’applicazione dei compagni d’attacco, troppo spesso portati a pensare che in fase difensiva non abbiano un ruolo preciso. Una semplice corsetta, senza neanche troppo impegno, comporta un migliore dipanarsi della difesa.

CONCLUSIONI

Abbiamo voluto mostrarvi le immagini per comprendere meglio il giocatore Banega. La partita è certamente atipica, essendo una finale di Coppa: ma questo, se possibile, serve a esaltarne i pregi e non i difetti. Le coperture sono più frequenti proprio perché partita secca, la partita dell’anno; in condizioni normali, c’è da aspettarsi meno impegno.

Mancini ha descritto bene, con una parola, Banega: anarchico. È la sua naturale inclinazione che, negli ultimi due anni in Spagna è stata più che assecondata. Il rischio è molto alto, sia dal punto di vista caratteriale che dal punto di vista tattico: la ricompensa di questa scommessa può essere molto alta, avendo Banega caratteristiche di impostazione che all’Inter mancavano da tempo. Di testa, e tecnicamente, è quel regista che la partenza di Thiago Motta ha esasperato, fino ai parossismi dell’anno scorso, dove vedere Medel a impostare l’azione è stato uno dei drammi sportivi più atroci vissuti in nerazzurro.
Ma è anche un calciatore condizionante, talvolta esageratamente condizionante.

Qual è la soluzione?

Dipende certamente dalla formazione che ha in testa Mancini. Fossi io l’allenatore, proverei ad assecondare la parte positiva dell’inclinazione, lavorando sui difetti: nei due di centrocampo, con l’aiuto di Kondogbia (da tenere più saldamente ancorato alla difesa), lavorando sulle coperture e sulla tenuta mentale. D’altra parte, ha compiuto appena 28 anni e il meglio potrebbe ancora esprimerlo.
Più facile, però, che Mancini lo veda centrale nei 3 alle spalle di Icardi (se resta): ruolo spesso affidato a un attaccante (Jovetic, Lijaic o Palacio) o a un centrocampista portato ad attaccare lo spazio (Brozovic). Sarebbe in controtendenza e l’Inter avrebbe bisogno di un altro esterno, però con più tendenza ad accentrarsi rispetto a Perisic: ruolo che, oggi, potrebbe fare Palacio (visto che Adem sembra in partenza), ma non Jovetic. Oppure reperirlo dal mercato. Più difficile è la scommessa di un centrocampo a 3, in cui dovrebbe fare l’interno non avendone la propensione.

Pertanto, il giocatore, interessante sotto molti punti di vista, andrebbe ad occupare una mattonella dove l’Inter agogna gol e numeri, mentre Banega non li ha (ce ne parlerà a breve il nostro Max Solano): di più, rischia di condizionare troppo la squadra. Dispiace, a pochi mesi dalla cessione di Kovacic, che ci si ritrovi più o meno nella stessa situazione che si aveva  con il croato in campo: Kovacic aveva certamente più futuro e prospettiva, ma è altrettanto vero che Banega è più leader e che dalla cessione si è ricavato un gruzzolo non indifferente

Resta comunque un bel rompicapo per Mancini: scommessa che costa poco, che ha buone ricompense ma anche una fortissima dose di rischio.

 

 

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