Marquez: “I’m daaaaaaancin’ in the rain”.

Se qualcuno aveva dei dubbi, oggi se li sarà completamente tolti o almeno così immagino, a meno che non si voglia credere nell’eventualità di vedere elefanti volare o che si affermi serenamente che Barbera è in grado di “tirare” un secondo posto in griglia senza seguire una qualsiasi scia, incluse quelle “kimike!!1!11!”.

Marc Marquez ha vinto il suo terzo titolo MotoGP grazie alla scomparsa dalla scena di Lorenzo ed al suicidio di Rossi. Complice una gara difficilissima sul piano delle strategie e del culo, componente fondamentale nel motociclismo di ieri, di oggi e anche di domani.

Ma andiamo per ordine.

I bambini di Moto 3

Il podio di Moto 3
Il podio di Moto 3

Il Loca e Bastianini insieme sul podio è una bella cosa.  Anche se Pawi, che è figlio della sirena di New York, ha rifilato 11” al secondo e 13” al terzo. Comunque i bambini italiani si sono comportati bene questo we ed hanno

piazzato anche Di Giannantonio e Bagnaia rispettivamente quinto e decimo. Non pervenuti gli altri. Forza bimbi, chè qui stiamo aspettando chi terrà alto l’italico onore una volta che Vale sarà andato in pensione.

Breakin’ news: Fenati non potrà più correre in Moto 3 per sopravvenuta crescita incompatibile col veicolo.

Lorenzo

Spettatore non pagante. Comunque la voce Lorenzo la derubrichiamo subito e vi rimando al bellissimo articolo di ADV.

Rossi

Il Dottore non ci ha mai abituati ad accettare i suoi errori, perché in più di vent’anni di carriera ne ha fatti pochi e soprattutto mai errori di strategia.

Ce l’hanno raccontata in tutte le salse e la si può pensare come si vuole, ma oggi Vale ha fatto una cazzata. Il cambio moto ritardato di Misano nel 2015 gli aveva probabilmente fatto perdere, col senno di poi, la possibilità di presentarsi a Valencia con un distacco su Lorenzo già più facile da gestire. Ma conoscendolo, tutti noi sapevamo che quell’errore non l’avrebbe mai più fatto. E invece … taaac … eccolo lì che ci ricasca. Anche se però vedo la questione più come una comunicazione moto/box un po’ deficitaria. Ma vediamo perchè (a volte mi sento molto Alberto Angela).

In realtà chi ha anche soltanto una volta girato in pista sa che quando viene il momento di rientrare ai box, quasi t’incazzi perché non vuoi rientrare, avevi trovato il ritmo, stavi andando sciolto, ormai la pista era memorizzata a definizione filo d’erba e stavi migliorandoti di due secondi al giro. Peccato che nessuno di noi però si sta giocando un mondiale, ha dietro un super-box con tecnici con QI minimo a 120 e sente quel “niente di pressione” che ti mette una pioggia maledetta che allaga una pista che ha visto, almeno nel suo asfalto, tempi di gran lunga migliori.

Tutto questo pistolotto per dire che se sei in testa e lotti per la prima posizione in una gara di MotoGP, che sai essere la gara della svolta o del definitivo addio alla lotta al mondiale e soprattutto tu sei Valentino Rossi, se dal box ti dicono “Entra” tu pensi quasi sicuramente “Cazzo dici?” e continui. Se però c’è un pistolino che peserà una cinquantina di chili che va in moto come un dannato e sta guadagnando 5 secondi al giro e dal box non te lo dicono tu … ma come cazzo fai a saperlo? Evidentemente non lo sai e se non te lo fanno sapere i tuoi, chi dovrebbe, di grazia? Quindi oggi Valentino ha fatto la pirlata, ma il concorso di colpa della squadra c’è tutto. Non foss’altro perché non si sono, evidentemente, messi bene d’accordo su cosa e come segnalare. E sì che il tempo avrebbe dovuto aiutare a porsi un problema del genere, vista la possibilità del cambio moto in corsa. Ma ormai la frittata è fatta ed il Dottore può serenamente mettersi il cuore in pace e cominciare a lavorare per il prossimo anno.

Ducati

Iannone E Dovi sfidano il nubifragio
Iannone E Dovi sfidano il nubifragio

Le Ducati hanno fatto le Ducati anche sotto la pioggia. Se non avesse piovuto sarebbe stato peggio. Iannone, che non mi è simpatico, sull’acqua non va nemmeno se gli altri si fermano. Dovi per me è più un collaudatore che un pilota e quindi vale anche per lui il fatto che se non avesse piovuto l’avremmo visto guadagnare non più della quarta o quinta posizione.

Barbera

Non mi è simpatico, anzi: lo detesto. Pensavo che non esistessero spagnoli odiosi, poi, dieci anni fa, lo vidi in 125 e fu un colpo di fulmine.

Marquez

Non mi è simpatico … ma come va in moto! All’inizio ho detto che ha avuto dalla sua bravura e fortuna. Smarchiamo subito la fortuna: quando fai un dritto così, con la moto che entra a 150 all’ora nella ghiaia bagnatase ne esci vivo sei fortunato. Ma se ne esci vivo, in piedi, con la moto senza un graffio e praticamente nessuno che ti può sverniciare quando rientri in pista, allora sei uno stramanico con una considerevole dose di culo. E così abbiamo smarcato anche la bravura.

La seconda manifestazione di bravura sta nell’aver deciso di rientrare ai box per vedere se cambiando moto e gomme cambiava qualcosa e magari risalivi dalla 13^ posizione, chè fa così tanto tristezza. E così ti sei ritrovato a viaggare come un razzo missile mentre gli altri accarezzavano delicatamente le polle d’acqua, ormai merce rara sulla pista che andava ad asciugarsi come un fico al sole.

Tutto questo perché hai messo le slick. No dico: LE SLICK!

È qui, ragazzo, che fai male a noi vecchi motociclisti. Spericolati come tutti i motociclisti, ma forse con quel numero alla decina dell’età che è diventato garanzia di “esperienza”, di saggezza, di blocco dell’interruttore che, anche quando si chiude la visiera, mantiene il suo stato ON e la vena aperta. E soprattutto il polso non si inarca più come una volta.

Invece tu, mordendo quel serpentello di asfalto asciutto, hai cominciato a risalire una coda biblica di

Avvistato un ufo in pista
Avvistato un ufo in pista

pellegrini che, ognuno sotto la sua fantozziana nuvola, arrancava per portare a casa più o meno punti girando con gomme ormai polverizzate su tempi da 1’ 36” alto mentre tu sfidavi la sorte a colpi di gas chiudendo i giri fisso sul 1’ 28” basso. Li passavi come se stessero tornando indietro.

Confesso, perché sono un po’ stronzo e non mi sei simpatico … come? L’ho già detto? Si, lo so e allora? … , dicevo … confesso che ho sperato che facessi la cazzata, ma quando ti ho visto uscire derapando da curva 11 con moto dritta e tu a raccogliere il “centino” a terra con i denti, ho preferito godermi lo spettacolo.

Ah, guarda che ti ho sentito mentre nel casco cantavi: “I’m daaaaaaancin’ in the rain …”.

Amen.

 

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