Il futuro dell’Italbasket post-Messina

Tra gli appassionati non è ancora stata smaltita (e non lo sarà facilmente) la delusione per la mancata qualificazione all’olimpiade di Rio 2016: a detta di “tutti” questa è la nazionale più talentuosa da molto tempo a questa parte.

canotta-basket-italia-2015La considerazione è corretta, se guardiamo ai nomi e alle storie degli atleti in orbita nazionale, abbiamo 5 giocatori che hanno giocato, o sono nell’orbita, dell’ NBA (Belinelli, Bargnani, Gallinari, Datome, Gentile), giocatori solidi e affidabili (Hackett, Aradori, Melli, Cusin) e giovani pronti a dare il meglio nei prossimi anni (Della Valle, Tonut, Flaccadori, Abass).

Si è detto che questa era l’ultima “occasione” per una generazione di talenti (quella 85-88) per “vincere qualcosa d’importante”, e probabilmente è anche vero, ma non mi sembra il caso di fasciarsi la testa prima del tempo. Ci saranno altri giocatori, e non necessariamente il talento individuale va di pari passo con le vittorie. E ancor più raramente una somma di talenti individuali si trasforma in una Squadra vincente.

Figurine e Figuranti

belinelli italia nazionaleCome il Real dell’epoca, questa nazionale aveva tutte le carte in regola per stravincere. O per affondare. 4 stelle da NBA, un contorno di ottimi giocatori, un coach navigato e di sicura esperienza. Ma la “classe” non è tutto, e spesso non basta per ottenere il risultato. Qualche stella ha steccato, qualcuna ha reso sotto le aspettative. Forse sarebbe servito anche “altro” oltre alla tecnica.

Da questo punto di vista alcune scelte di Messina col senno di poi sono risultate discutibili: rinunciare a Cinciarini, pur fisicamente non al 100%, non avendo una riserva di ruolo per Hackett (stante gli scarsissimi minuti giocati da Poeta), e costringendo a turno Belinelli e Gentile a organizzare il gioco; rinunciare ad uno specialista difensivo come Cerella che avrebbe fatto comodo in determinate situazioni (per cercare di limitare Bogdanovic, ad esempio) e avrebbe avuto minutaggi superiori e dato rotazioni più lunghe di un pur volenteroso, ma ancora inesperto Tonut.

Ci vediamo in Turchia?

Certo, l’Olimpiade sarebbe stata un palcoscenico e una competizione di primissimo livello, ma non esiste solo il torneo olimpico che, per quanto prestigioso, ha il limite di essere (per necessità legate alla tempistica della manifestazione) limitato a sole 12 squadre. All’Europeo in Turchia manca solo un anno. E seppur anch’io, come Gallinari, mi sarei rotto le palle di perdere, credo che questa nazionale, e questi giocatori, possa ancora dire la sua nei prossimi due/tre anni, fra Europei e qualificazioni al mondiale 2019. In fondo non siamo poi così vecchi e derelitti.

I pre-convocati del pre-olimpico

Abass (93), Aradori (88), Bargnani (85), Belinelli (86), Cerella (86), Cervi (91), Cinciarini (86), Cournooh (90), Cusin (85), Datome (87), Della Valle (93), De Nicolao (91), Fontecchio (95), Gallinari (88), Gentile (92), Hackett (87), Melli (91), Pascolo (90), Poeta (85), Polonara (91), Vitali L.(86), Vitali M (91), Zerini (88).

Ecco, se guardiamo l’età dei preselezionati da Messina per il preolimpico di Torino possiamo vedere che, si, ci sono alcuni giocatori che in prospettiva Olimpiadi 2020 saranno over 35, (Barganani, Belinelli, Cinciarini) più alcuni che potremo considerare “sul viale del tramonto” (Poeta, Adarori, Hackett), ma si vede soprattutto una base solida di giocatori, attualmente 24/25/26nni (Gentile, Melli, Polonara, Pascolo, Della Valle, Fontecchio, Cervi, Abass) che hanno tutte le carte in regola per creare e mantenere un gruppo solido, compatto, tecnicamente valido e non privo di talento, e che ha ancora 4/6 anni di buonissime prospettive internazionali, L’anno prossimo è già Euro2017, e poi saranno subito qualificazioni per Cina 2019. E il basket nostrano non si ferma alla nazionale maggiore.

I ragazzi di Pino

federico-mussini-nazionale-under-18-foto-facebook-fipSquadra piena di talenti, alcuni già noti al pubblico di serie A come Flaccadori (quest’anno a Trento) e Mussini (cresciuto cestisticamente a Reggio Emilia, dove ha giocato nel 2014/2015, e ora in NCAA a St. John’s) altri in divenire (La Torre, Moretti, Toté, Donzelli). Generazione di ventenni talentuosi, se saranno campioni ce lo dirà il tempo, che fra 3/4 anni potrebbe essere pronta per vestire la casacca della nazionale maggiore.

Forse il futuro non è così grigio come ce l’hanno dipinto.