ATP Toronto: il Masters1000 canadese orfano di Nadal e Federer

I due tennisti più popolari e seguiti del mondo hanno entrambi rinunciato a partecipare al Masters1000 di Toronto che avrà inizio lunedì 25 luglio, annunciandolo a poche ore di distanza l’uno dall’altro.

Entrambi hanno preso questa decisione per potersi presentare al meglio alle Olimpiadi di Rio, anche se per motivi differenti. Roger Federer perché l’oro olimpico è l’unico titolo che ancora manca nella sua ricchissima bacheca, Rafa Nadal — che l’oro olimpico lo vinse a Pechino nel 2008 — perché vuole poterlo “difendere” (avendo dovuto già rinunciare a Londra 2012 per infortunio) e, soprattutto, perché è stato designato come portabandiera della Spagna.

Nadal Oro 2008

Mentre Federer ha dichiarato, tramite il suo profilo Facebook: “Voglio prendermi più tempo dopo Wimbledon e questa è la scelta migliore”, Nadal ha invece comunicato ai suoi fans la scelta tramite il suo sito ufficiale: “Sono molto dispiaciuto di annunciare che non sarò in grado di partecipare al torneo di Toronto quest’anno. Ho ricominciato ad allenarmi soltanto una settimana fa dopo l’infortunio al polso” (infortunio che l’ha costretto al ritiro al Roland Garros e alla rinuncia a Wimbledon) “e non sono pronto per competere in un evento di tale importanza.”

Ovviamente, per gli organizzatori è stata una mazzata. Infatti, nonostante le due star indiscusse degli ultimi quindici anni di tennis siano attualmente al n.3 e al n.4 della classifica ATP, restano — e di gran lunga — i tennisti più amati e popolari in circolazione, con buona pace di Djokovič e Murray (anche quest’ultimo, tra l’altro, dopo la vittoria di Wimbledon, ha rinunciato al Masters1000 canadese).

“Roger e Rafa sono i due tennisti più popolari del mondo e non averli a Toronto è una cicostanza estremamente sfortunata”, ha dichiarato il direttore del torneo, Karl Hale. Gli facciamo i nostri complimenti, sia per l’eufemismo “morattiano” che per l’aplomb dimostrato nella circostanza.

Il calendiario troppo fitto

Il problema, nell’anno olimpico, è la compressione del calendario. Molti tornei sono stati anticipati e, per forza di cose, la partecipazione ai singoli eventi ne ha risentito.

Appena terminato Wimbledon, infatti, già nel weekend successivo (15-17 luglio) erano programmati gli scontri di Davis — che, seppur disertati da molti top-players, hanno comunque impegnato diverse compagini nazionali.

Dopodiché, è arrivato l’affollamento dei tornei ATP.

Giusto per capire meglio, ecco il calendario di luglio. Ai tornei già disputati — 11-17 luglio ATP500 Amburgo (vincitore Martin Klizan), 11-17 luglio ATP250 Newport (vincitore Ivo Karlovic), 11-17 luglio ATP250 Bastaad (vincitore Albert Ramos-Vinolas) — si andranno ad aggiungere gli altri programmati nel mese: nella settimana dal 18 al 24 luglio ci saranno l’ATP500 di Washington e gli ATP250 di Gstaad, Kitzbuhel e Umag. Ben quattro tornei in contemporanea, di cui un 500.

TennisCalendarJUL-AUG
Fonte: ATPWorldTour.com

Per arrivare, poi, al Masters1000 di Toronto nella settimana dal 25 al 31 luglio.

Ora, è chiaro che, anche di fronte a una quantità di punti ATP non indifferente ai fini della classifica mondiale — per chi non fosse avvezzo, ricordo che le sigle che contraddistinguono i tornei significano proprio questo, ovvero i punti ATP che vengono assegnati al vincitore: ATP250, 250 punti, ATP500… insomma, avete capito — in molti, specialmente i più “anziani”, preferiscono concentrare tutte le loro energie sul torneo olimpico.

Un po’ per il fascino della medaglia olimpica, un po’ perché si svolge ogni quattro anni, il torneo olimpico è irresistibile: fino a questo momento, nessun top-player si è tirato indietro.

Il titolo olimpico

Detto già dell’importanza, prestigiosa e professionale, di un titolo olimpico, quest’anno a Rio de Janeiro ci saranno proprio tutti. A partire da Nadal che non si farà certo sfuggire l’occasione di portare la bandiera della Spagna alla cerimonia d’apertura — lui, così spagnolo nell’animo da aver mantenuto la residenza a Maiorca, dove è nato, invece che trasferirla in qualche paradiso fiscale come tanti suoi colleghi — per proseguire con Federer, che andrà alla caccia dell’ultimo titolo che ancora gli manca, per finire con Murray e Djokovič, che vorranno ribadire il titolo di Wimbledon (lo scozzese) e il numero uno della classifica mondiale (il serbo).

FedererHingis
La Supercoppia

A parte il singolare maschile, le cose più interessanti si vedranno, secondo me, nel doppio misto. Titolo snobbatissimo durante le normali stagioni, all’Olimpiade vale una medaglia per la propria nazione proprio come ogni altra disciplina e quindi, con ogni probabilità, vedremo coppie da paura contendersi l’oro: in primis la Svizzera, che dovrebbe scherare nientemeno che Roger Federer e Martina Hingis; poi la Spagna, con Rafa Nadal accoppiato a Garbine Muguruza; la Serbia, con Novak Djokovič probabilmente a far coppia con Ana Ivanovic (anche se in lizza al momento c’è anche Jelena Jankovic); e, last but not least, gli USA, con Serena Williams che farà coppia con il mancino dei gemelli Bryan.

Garbine Muguruza
Muguruza dopo il titolo a Parigi

Insomma, dal 4 al 14 agosto alle Olimpiadi ci sarà da divertirsi, e questa volta non soltanto con il singolare maschile (l’oro per il singolare femminile è già praticamente assegnato).

“Loro” non ci sono, ma Toronto resta comunque un Masters1000

Ovvero, uno dei tornei — majors esclusi — più importanti della stagione. E non solo perché assegna 1000 punti ATP al vincitore: Toronto/Montreal, insieme a Cincinnati, fa infatti parte dell’ufficioso “North American Slam”, che si conclude con gli US Open di fine agosto. Un titolo non ufficiale, ma che garantisce al tennista che dovesse vincere tutti e tre i tornei un enorme riscontro economico (l’ultimo a esserci riuscito è stato Rafa Nadal nel 2013).

Dopo le rinunce di Nadal e Federer, il buon Karl Hale ha dovuto incassare anche la defezione di Murray. Lo scozzese, infatti, è campione olimpico in carica (Londra 2012) e anche lui sembra volersi concentrare principalmente sui giochi di Rio.

Nell’immagine sottostante si capisce quanti siano i top-players che hanno rinunciato all’evento (nomi segnati con una linea rossa). Una strage, insomma.

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fonte: Livetennis.it

Salta subito all’occhio l’assenza dei numeri 2, 3 e 4 della classifica mondiale.

Questo lascia aperta un’autostrada al già stra-favorito Djokovič, che avrà come principali rivali Stan Wawrinka (n.5 ATP), Kei Nishikori (n.6), Tomàs Berdych (n.8), Marin Cilic (n.12), Milos Raonic (salito al n.7 grazie alla finale di Wimbledon), Dominic Thiem (n.9) e David Goffin (n.11).

Sono appena usciti gli accoppiamenti del tabellone principale, che vedono (a scanso di sorprese) come possibili quarti di finale Djokovic-Berdych e Raonic-Goffin nella parte alta del tabellone, e Cilic-Nishikori e Wawrinka-Thiem nella parte bassa.

DominicThiem
Dominic Thiem

Non resta che sedersi, godersi lo spettacolo e — almeno per quanto mi riguarda, opinione personale, de gustibus etc etc — sperare in un exploit del giovane, talentuosissimo Dominic Thiem che possa rompere l’egemonia di Djokovič e, in generale, il robotennis espresso da lui e dagli altri favoriti.

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