Rosberg, il Signore in Giallo

Madre: “Nico, vuoi il risotto alla milanese?”

Nico: “No, non ho fame.”

Madre: “Ma è giallo, Nico!”

Nico: “Allora lo mangio subito. E mentre voi ve ne state a guardare!”

FIA e Commissari, fate pena

Nell’ultimo weekend di Formula 1, la FIA si è resa ridicola al di là di ogni possibile aspettativa — e già le aspettative erano bassine anzichenò, visti i precedenti.

Rosberg Bandiera Gialla
La Bandiera Gialla

Ciò che è accaduto durante le qualifiche di sabato ha dell’incredibile. Non soltanto ben cinque vetture (tra cui le due Red Bull) avrebbero dovuto essere escluse dal Q2 per non aver realizzato il 107% del miglior tempo — come prevederebbe il regolamento — ma all’ultimo giro delle qualifiche è andata in scena una vera e propria farsa, protagonista il “Signore in Giallo” (come l’abbiamo ribattezzato), al secolo Nico Rosberg.

Che, fottendosene bellamente di ciò che impone il regolamento, ha ottenuto la pole in regime di bandiera gialla — anzi, di doppia bandiera gialla — mentre tutte le altre vetture erano praticamente ferme, come regolamento impone… oh, be’, meglio usare il condizionale, a questo punto, e specificare: come regolamento imporrebbe.

Tanto per essere chiari, ecco cosa dice il regolamento a proposito delle bandiere gialle (tratto pari pari dal FIA’s International Sporting Code):

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Bandiera Gialla

[La Bandiera Gialla] è un segnale di pericolo che dovrebbe essere mostrato ai piloti in due modi, con i seguenti significati:

Bandiera Gialla Singola: Ridurre la velocità, non sorpassare, e prepararsi a cambiare direzione. C’è un pericolo ai bordi della pista, o parzialmente all’interno della stessa.

Doppia Bandiera Gialla [quella presa da Rosberg, NdA]: Ridurre la velocità in modo significativo, non sorpassare, e prepararsi a cambiare direzione o a fermarsi. C’è un pericolo che blocca parzialmente o interamente la pista e/o commissari al lavoro sulla pista stessa o accanto a essa.

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Così, mentre tutti gli altri rispettavano il regolamento, abbiamo assistito a una scena surreale: tutte le monoposto in pista che procedevano alla velocità con cui io vado a fare la spesa con la mia Polo Variant. E il Signore in Giallo — al secolo Nico Rosberg — che le passava come fossero birilli, andandosi a prendere la più farlocca pole position della storia.

Fin qui, nessun problema: è risaputo, infatti, che Rosberg non è certo un mago dell’onestà, e non è certo un pilota che può permettersi di non approfittare di ogni singola occasione per riuscire a essere all’altezza del suo compagno di scuderia Lewis Hamilton, che gli è di almeno tre o quattro categorie superiore.

RosbergHamilton44
Lewis Hamilton

Il problema è venuto fuori quando, incredibilmente, i commissari hanno deciso di non togliergli la pole position farlocca e, soprattutto, di non comminargli alcuna penalità.

Fatemi ripetere il titolo del prossimo paragrafo, che serve.

FIA e Commissari, fate pena

Ciò, oltre a essere assurdo, ha anche generato un precedente che potrebbe davvero risultare pericoloso. Lewis Hamilton, per primo, ha dichiarato che “Be’, la prossima volta saprò anch’io come regolarmi.” Sebastian Vettel ha ironizzato: “Quindi avrebbe rallentato? Ah be’, se rallenti, la pole non la fai.” Daniel Ricciardo ha esagerato (anche se l’ha detto in italiano, e il suo italiano è da prendere con le pinze): “Domani spacco tutto.”

Rosberg Hamilton
Rosberg braccato da Hamilton

Puntuale, in gara, è arrivata la “vendetta” di Lewis Hamilton. Non ci crede nessuno, infatti, che la sua Mercedes avesse dei limiti, domenica. L’impressione è che Hamilton abbia voluto portarsi dietro Rosberg come un cagnolino al guinzaglio per tutti i 70 giri, allungando non appena il Signore in Giallo si avvicinava. Se ci pensate, è molto più frustrante, per chi insegue, passare un’ora e quaranta minuti vedendo la carota sempre lì, a portata, ma prendendo solo il bastone.

C’è da chiedersi per quale motivo i commissari siano così “buoni” con le Mercedes — in particolare con quella di Rosberg, che già nell’ultimo GP aveva usufruito di una penalità ridicola che gli aveva fatto perdere una sola posizione. Ma questo è qualcosa che — forse — non scopriremo mai.

Accidenti, mi sa che il titolo del prossimo paragrafo sarà ancora uguale agli altri.

FIA e Commissari, fate pena

Non contenti del macello combinato sabato, nel corso della gara i commissari — tra cui c’era anche il mitico Alan Jones, che dolore scoprirlo — hanno, se possibile, peggiorato la loro performance, comminando penalità per team radio concernenti la sicurezza immediata del pilota (Jenson Button aveva problemi ai freni, se non è sicurezza questa, che cosa lo è?) e inventandosi astruse penalità per il superamento dei limiti di pista in un tratto (curva 11) dove superarli non solo era del tutto innocuo, ma non procurava nessun vantaggio al pilota.

Ah, Jacques, che peccato!

A fine gara, oltretutto, ho avuto il dolore di assistere alla completa, sconvolgente e ormai irreversibile “ferrarizzazione” di quello che, in pista, era stato un grande pilota: Jacques Villeneuve — okay, niente a che vedere con il padre, ma comunque un signor pilota.

Secondo lui, Max Verstappen — altro “figlio di” — non solo doveva essere penalizzato per essersi difeso dal tentativo di sorpasso di Raikkonen, ma addirittura “ai miei tempi facevi una cosa così e ti mandavo a muro, ti mandavo in ospedale”, ha commentato, indignato, ai microfoni di Sky.

Ossignur, direbbero dalle mie parti. Caro Jacques, il tuo papà si dev’essere rivoltato nella tomba, a sentirti così standardizzato e appiattito sulle regole da noia mortale della F1 di oggi. Ciò che tuo padre fece nel 1979 (nel video qui sotto: guardatevelo, se non lo conoscete già… o se magari nel 1979 eravate troppo piccoli) sarebbe stato… no, Jacques, non ci sarebbe stato proprio.

Caro Jacques, tuo padre Gilles sarebbe stato penalizzato con un drive-through ben prima di farci assistere a uno spettacolo indimenticabile.

FIA e Commissari, fate pena

Ripeto il mio titolo di paragrafo. Tre volte mi sembra il minimo.

Se non la finiranno di massacrare la Formula Uno con regolette da rotatoria della Statale 12, sarà la fine.

Ma, per finire, torniamo a Casa Rosberg.

Madre: “Nico, vuoi una banana?”

Nico: “No, ma’, mi fa schifo.”

Madre: “Ma è gialla!”

Nico: “Allora dammela! E mentre la mangio, voi restate a guardare.”

Rosberg Giallo Banana
Casa Rosberg – scaffale della dispensa
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