Il valore di mercato di Paul Pogba: la nuova pratica del ‘doping mediatico’

(di Stefano Massaron: 13/07/2016 ore 10:00)

doping0È ormai un anno e forse più che ci troviamo di fronte a quello che — in uno dei miei ormai sempre più rari lampi di genio — ho ribattezzato “doping mediatico.”

Sto, ovviamente, parlando della continua spinta mediatica, martellante e senza sosta, di cui è stato fatto oggetto — e di cui continua a essere oggetto, nonostante prestazioni alquanto deludenti nell’appena concluso Europeo — Paul Pogba.

La definizione di “doping” su Wikipedia recita più o meno così: “Il doping consiste […] in una pratica […] finalizzata al miglioramento dell’efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva da parte di un atleta. II ricorso al doping avviene spesso in vista o in occasione di una competizione agonistica ed è un’infrazione sia dell’etica dello sport, sia dei regolamenti dei Comitati olimpici, sia della legislazione penale italiana.”

Ora, togliendo completamente i farmaci dall’equazione (ci mancherebbe, lungi da noi insinuare nulla sul giocatore francese, che sembra anche essere un bravissimo ragazzo), non si può fare a meno di notare che la stampa sportiva italiana — con la Gazzetta a fare da condottiera di una foltissima schiera di commentatori, opinionisti, ex-calciatori, giocolieri da circo eccetera eccetera — sta tentando in tutti i modi di “migliorare l’efficienza psico-fisica” (rispetto alla realtà) di Paul Pogba e lo sta facendo “in vista o in occasione di una competizione” — in questo caso, una competizione non agonistica, ma monetaria, ovvero il calciomercato.

Il martellamento continuo ha portato — almeno in Italia, all’estero sono ancora scettici, ma temo non per molto — la valutazione del pur bravo giocatore della Juventus a raggiungere somme che non hanno nulla a che vedere non solo con la realtà, ma anche con il più comune buonsenso.

A partire da circa un paio di anni fa, infatti, hanno cominciato a uscire sulle principali testate sportive “voci di mercato” secondo cui Paul Pogba valeva almeno 70 milioni di euro… sulla base di cosa, non è dato saperlo. Poi, con il passare del tempo, la quotazione è salita, fino a farlo diventare “mister 100 milioni”. L’ultimo aggiornamento del borsino-Pogba ormai parla tranquillamente di 123 milioni di euro che il Manchester United sarebbe — sempre a quanto dicono i giornalisti specializzati — pronto a sborsare pur di accaparrarsi le prestazioni di un giocatore che non è nemmeno entrato nella Top 11 dell’Europeo, surclassato dai vari Griezmann, Matuidi e Sissoko (giusto per rimanere ai suoi compagni di nazionale).  Un giocatore che, per dirla con Petit (ex colonna della nazionale francese che vinse il Mondiale del ’98) “non è ancora pronto [nemmeno] per la Champions League.”

Per capire di che cifre stiamo parlando, vorrei far presente che, secondo Transfermarkt, il sito di riferimento per le valutazioni dei calciatori in attività, Cristiano Ronaldo ha un valore di circa 110 milioni di euro. Difficile — anzi, impossibile — che il Real Madrid se ne separi per quella cifra, ma intanto ragionamoci. Capite? Cristiano Ronaldo — che secondo i giornalisti sportivi italiani varrebbe circa 13 milioni di euro in meno di Paul Pogba — è attualmente, senza nemmeno molti dubbi possibili, il miglior calciatore del mondo… ma, stando a sentire i deliranti media italici, a Pogba gli fa una pippa.

Il tam-tam mediatico è stato assurdo e incessante, in special modo durante l’Europeo appena concluso. Addirittura, il dì della finale, la Gazzetta se ne usciva con una prima pagina da delirio (che riportiamo poco più sotto) in cui campeggiavano, a emblema dell’epica sfida Portogallo-Francia, non CR7 e Griezmann (capocannoniere della rassegna europea e a fine torneo votato come MVP dell’europeo stesso), bensì — avete indovinato, bravi — CR7 e Paul Pogba, paventando nelle pagine interne addirittura una sfida per il Pallone d’Oro.

La pagina delirante del giorno della finale

Con quale criterio? Non è dato saperlo, considerando le prestazioni deludenti e spaesate del francesino durante la rassegna continentale.

Per non parlare, poi, della disparità di trattamento riservata ai giocatori di altri club. Pjanic, per esempio, incredibilmente più determinante di Pogba per le sorti di una squadra, è stato acquistato dalla Juventus per 35 milioni (euro più, euro meno), e quegli stessi giornalisti l’hanno definita una cifra esorbitante. O prendete il caso dell’Inter che — sempre secondo gli stessi giornalisti — potrebbe “vacillare” di fronte a una “offerta folle” per Mauro Icardi. Ora, chi vive in un’altra nazione potrebbe a questo punto rabbrividire, pensando — giustamente — che, se Pogba vale 100 milioni e fondamentalmente ha fatto poco o nulla, forse “l’offerta folle” per un giocatore determinante che segna 20 gol a campionato sarà davvero incredibile — che so, magari 180 milioni, o addirittura 240, o — perché no, visto che a Pellè i cinesi ne danno 16 all’anno — mezzo miliardo.

Invece… invece, secondo loro, l’Inter “vacillerebbe” di fronte a una “folle offerta” di… 40 milioni. Un terzo di Paul Pogba.

Siamo al delirio… oppure no.

Okay, sì… ma perché tutto questo?

Oppure non siamo affatto al delirio, ma al doping mediatico.

Ora, mi sono chiesto negli ultimi mesi, a quale scopo montare ad arte — perché di altro non può trattarsi — un’operazione mediatica di tale portata? Io, che sono notoriamente un complottista (e me ne vanto), una mezza idea me la sono fatta.

Per capire, secondo me, bisogna risalire al 2006, quando le autorità sportive sono intervenute (con mano assai leggera, ma tant’è, ormai è andata) per punire gli illeciti della Juventus e del Milan, di fatto decapitando la cupola che faceva capo a Moggi, Giraudo e Galliani. Ciò che non hanno fatto — perché non potevano farlo, non rientrando nella loro giurisdizione — è stato intervenire allo stesso modo sulla base di quella cupola decapitata. Sto parlando delle centinaia — che dico, migliaia — di giornalisti e opinionisti conniventi, ex-calciatori trasformatisi in talent (brutta parola, ma ormai d’uso comune), ospiti di professione — insomma, sto parlando delle persone che, alla fine della fiera, sono le vere padrone delle opinioni sportive da bar, coloro che hanno il potere di indirizzare i pensieri e le convinzioni della stragrande maggioranza dei tifosi di calcio italiani.

ospite di professione

E, da questo mancato intervento, sono nati il revisionismo storico e — pratica molto italiana, questa — la trasformazione dei colpevoli in santi e degli innocenti in colpevoli a cui abbiamo assistito un po’ nauseati nell’ultimo decennio.

È da qui che nasce tutto. La stampa e i media non solo continuano a essere condizionati dalla Juventus — in special modo da quando la famiglia Agnelli se ne è riappropriata — ma si adoperano per far sì che tutto ciò che è anche lontanamente juventino si trasformi in oro (si vedano, in proposito, le lodi sperticate e del tutto ingiustificate all’italietta di Conte durante l’Europeo), e questo con uno scopo preciso, ovvero quello di rendere la Juventus sempre più potente e egemonica non soltanto nel tifo (di cui non frega niente a nessuno), ma a livello economico e sportivo.

È ormai pratica nota — usata moltissimo in politica — quella di martellare una notizia — vera o falsa non importa — finché non viene introiettata dal grande pubblico. È lo stesso meccanismo, tanto per fare un esempio, che fa sì che ognuno di noi, anche se non lo vuole e non ne vuole proprio sapere, non possa fare a meno di conoscere e di canticchiare l’orribile “Sofia” di Alvaro Soler — pensate, conosco persino il nome del cantante, maledizione.

Se si prende un giocatore di indubbio talento come Pogba — che, con i prezzi folli del calciomercato di oggi, potrebbe tranquillamente valere anche 35 o 40 milioni — e lo si “pompa” giorno dopo giorno, ora dopo ora, inventandosi cifre al di là del bene e del male… be’, prima o poi, tutto si trasforma in verità. E, prima o poi, per motivi che ci sfuggono (forse per una sorta di celodurismo internazionale), ecco che qualche squadra dalle casse senza fondo (i due Manchester, il Real, il Barcellona), magari un pensierino comincia a farcelo. Magari uno sceicco vuole diventare il recordman dei soldi spesi per un calciatore per questioni di prestigio personale.

uno dei “talent” di SkySport

E il miracolo avviene. Probabilmente avverrà. Non credo a 123 milioni (almeno lo spero), ma magari a 90 sì. E quale sarà il risultato di tutto questo? Che nelle casse della Juventus — ovvero il club di riferimento di tutti questi giornalisti e opinionisti — entrerà una cifra spropositata, completamente fuori mercato, che a sua volta permetterà alla stessa Juventus di realizzare una plusvalenza senza precedenti e, con essa, di investire ulteriormente sul mercato, rafforzandosi sempre di più e aumentando il gap con le possibili rivali.

E cos’è, questo?

Ve lo dico io. È “una pratica illecita volta a conseguire un risultato sportivo tramite uso di mezzi illeciti”.

Ovvero, doping mediatico.

Per l’appunto.

Loading Disqus Comments ...