La Champions League del football americano

Wrocław Panthers – Seamen Milano 40-37, questo recita il tabellino della ‘finale di Champions’ di football americano, disputata domenica scorsa nella capitale della Slesia, in Polonia. Un’altra partita bellissima, aperta e avvincente fino all’ultimo minuto dopo una rimonta incredibile, anche se vana, della squadra milanese. E anche stavolta, purtroppo, una partita per pochi intimi.

champions football americano 4Come avevamo scritto pochi giorni fa, questa poteva essere una ulteriore occasione per dare visibilità a uno sport ancora poco considerato nel Bel Paese, benchè praticato ormai da quasi 40 anni, e per cominciare un’opera di diffusione a largo raggio, con una strategia di marketing rivolta non solo al prossimo futuro, ma al lungo termine. Accordi con TV, locali e non, per trasmettere partite in chiaro; sponsorizzazioni; coinvolgimento di scuole e di giovani, magari con l’ingresso gratuito e a invito di intere scolaresche: in questo modo non solo si farebbe conoscere il football a nuove leve, ma si potrebbero riempire maggiormente stadi e centri sportivi, migliorando il colpo d’occhio delle riprese televisive. Immagini con spalti vuoti non sono una bella pubblicità.

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Purtroppo, alle Final Four di Wrocław non è accaduto niente di tutto questo. Già dalla prima semifinale ci si era accorti dell’ennesima occasione sprecata, con la partita fra i Koç Rams Istanbul e i Cisalfa Seamen Milano (vinta da questi ultimi 17-14 con un eccellente Di Tunisi sugli scudi) trasmessa solo in streaming balbettante e con diverse interruzioni anche con connessioni in fibra ottica a 100 Mega, su un canale YouTube. Immagini come sempre amatoriali, e riprese effettuate da qualche volonteroso e coraggioso appassionato seduto in tribuna principale, quindi con continue inquadrature dei desolanti spalti vuoti antistanti.

champions football americano 3E’ andata meglio per la seconda semifinale, con i padroni di casa vincitori 49-34 sui Danube Dragons di Vienna, e per la finale, ripresa con cinque telecamere dalla tv polacca, ma trasmessa in Italia solo tramite software apposito da scaricare su internet; non esattamente il modo più semplice di usufruire delle immagini, tanto meno per lo spettatore occasionale.
Eppure apprendiamo dal sito affaritaliani. it che “il segnale della diretta sul canale nazionale polacco è stato offerto gratis alle televisioni italiane, ma nessuno lo ha voluto”. A quanto pare, quindi, nemmeno una finale europea con una squadra italiana protagonista, è servita a smuovere l’immobilismo di canali tv che, evidentemente, non credono a un ritorno commerciale neanche in caso di gratuità dell’evento.
Una minima copertura giornalistica in realtà c’è stata, con la Gazzetta dello Sport e altri quotidiani che nell’edizione locale hanno dedicato un pezzo sia alla semifinale della squadra milanese che alla finale persa, ma ancora una volta prendiamo atto che non si è fatto nulla per attirare nuovi spettatori o per ampliare il raggio di interesse.

champions football americano 1Mancano circa otto mesi al prossimo campionato italiano, il tempo per valutare e proporre nuove strategie di marketing per aumentare la diffusione del football in Italia c’è, soprattutto se si riesce ad approfittare di alcune situazioni favorevoli; un esempio è l’eventuale conferma della gloriosa Arena di Milano come campo di gioco, in pieno centro, adiacente a luoghi di aggregazione anche per expat come il Parco Sempione e dintorni, e con diverse scuole nelle immediate vicinanze.
Il potenziale c’è, pur considerando le preferenze del pubblico in un paese in cui il calcio cannibalizza tuti gli altri sport, ma se non si riescono ad attirare spettatori occasionali e a fidelizzarne almeno una piccola percentuale, il football rimarrà sempre uno sport di nicchia.

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