Inter: un attacco mediatico senza precedenti

Avviso ai (web) naviganti: non sarò breve. Tempo di lettura stimato: fatevi un the, prendetevela comoda.

LuisFigo Gatto Nero
Si scatenarono anche gli animalisti

Nelle ultime settimane, l’Inter sta subendo un attacco mediatico che, per virulenza e ferocia, supera di gran lunga qualsiasi episodio precedente — e ce ne sono stati tanti, tantissimi. A mio parere, stiamo persino superando i livelli del 2008 quando, in piena battaglia-scudetto con la Roma, l’allora tecnico (guarda caso?) Roberto Mancini venne “associato” a un sarto che aveva connessioni camorristiche e Luis Figo venne accusato di essere un cattivo, insensibile investitore di gatti randagi (non sto scherzando, molti di voi lo ricorderanno).

Ebbene, in confronto a quello a cui stiamo assistendo ora — a volte sentendoci impotenti, a volte cascandoci in pieno facendoci prendere dal “moriremo tutti” così tipico dei tifosi interisti “informati” dalle varie Gazzette, televisive e non — le sbruffonate dei giornali del 2008 sono sputacchi dilettanteschi.

Dal dilettantismo all’arte

Dilettanteschi è la parola giusta. Ora, a distanza di otto anni, quelle “sparate” fanno sorridere. Perché, nel frattempo, l’arte del doping mediatico si è affinata oltremisura — il caso Pogba ne è un esempio eclatante — e rifugge sistemi tanto grossolani come quelli impiegati da Il Giornale quasi un decennio or sono.

Facciamo un breve riassunto del Manuale del perfetto giornalista sportivo XXX — qui, al posto delle “X”, potete metterci l’appellativo che più vi piace e più si confa al vostro pensiero e al vostro stato d’animo.

  1. Stabilire chi è la figura di riferimento (squadra, in questo caso, ma anche personaggio)
  2. Capire in quale modo si può portare acqua al mulino della figura di riferimento
  3. Approfittare del periodo più peracottaro dell’anno sportivo (il calciomercato) per individuare gli elementi di verità (attenzione, di verità) che possono essere distorti
  4. Una volta individuata la distorsione, applicarla e diffonderla seguendo il principio ormai assodato che una notizia, vera o falsa che sia, se viene martellata a sufficienza finisce con il diventare vera a prescindere
  5. Instaurare il “circolo virtuoso” dei rimandi interni — per semplificare: io dico X, la notizia X viene ripresa dagli altri organi di informazione italiani che la trasformano in Y, Y rimbalza sulla stampa estera che la trasforma in Z, i social la amplificano, e Z torna al mittente che, citandola, giustifica la sua X iniziale
Gazzetta Tregua Armata
“Tregua Armata”

Facciamo un esempio chiarificatore, tanto per non perderci in formulette con tanto di X, Y e Z.

Io, giornalista sportivo, mi rendo conto che la mia squadra di riferimento è il Milan, che ha un “closing” da barzelletta con dei fantomatici cinesi-thailandesi-vietnamiti che si trascina ormai da 18 mesi (punto 1). Il modo migliore che ho per nascondere le magagne della mia squadra di riferimento è distogliere l’attenzione dalle suddette magagne usando quelle di un’altra squadra, che identifico nell’Inter perché è la più facile, non avendo protezionisanti in paradiso (punto 2). Gli elementi di verità sono che Wanda Nara sta facendo un casino per far prendere più soldi a suo marito, Mauro Icardi; e che l’allenatore dell’Inter si sta comportando come la primadonna di un musical di Broadway (punto 3). Comincio a calcare la mano, parlando di “mal di pancia” e usando termini sempre più pesanti: “tregua armata”, “guerre stellari” e, infine, “Inter a pezzi” (punto 4.) Indi aspetto che tutto compia il suo ciclo e, nel giro di pochi giorni, mi auto-confermo, legittimandomi e trovando in ciò lo sprone ad aumentare il “carico” sulla notizia che io stesso ho creato (punto 5.)

Gli elementi di verità

Sono fondamentali per un’operazione di questo genere, ma — soprattutto — sono fondamentali per noi (redattori de “IlMalpensante.com” e lettori). Senza tenere conto delle verità insite nell’attacco mediatico, non se ne può comprendere appieno il meccanismo.

Un primo, indiscutibile elemento di verità è che il capitano dell’Inter (spero capitano ancora per poco, e in questo concordo con il recente articolo di Alberto di Vita), guidato o pilotato o burattinato dalla moglie, sta mettendo su un casino.

Gazzetta Icardi 1
“Un’estate senza pace”

Un secondo, indiscutibile elemento di verità è che l’allenatore dell’Inter (anche lui spero ancora per poco) sta facendo i capricci in modo indecoroso, apparentemente dimentico del fatto che, quando è stato ascoltato, negli ultimi due anni sono arrivati, nell’ordine, Podolski, Shaqiri, Telles, Jovetic e Eder (è vero che gli ultimi due sono ancora in rosa, ma soltanto perché non si è riusciti a sbolognarli a nessuno).

Non aggiungo altro su questi due punti (e ce ne sarebbe) perché altrimenti sforerei anche la lunghezza, già, eccessiva che mi sono imposto di non oltrepassare.

Quindi, almeno qui, non raccontiamoci balle: gli elementi di verità su cui costruire l’impalcatura mediatica di annientamento ci sono.

Dove sta l’inganno

“Ma, se tutto ciò è vero, allora dove sta l’inganno?” potrebbe chiedersi qualcuno.

L’inganno sta nell’ingigantimento parossistico che — ricordatevelo sempre — serve soltanto a coprire. Se poi, coprendo i casini della propria squadra di riferimento, si riesce anche a recare danno a un’avversaria, tanto meglio.

La contestazione a Arcore
La contestazione a Arcore

Prendiamo il caso (avevo digitato erroneamente caos, e per un attimo sono stato tentato di lasciar lì l’errore di battitura) del Milan.

Il Milan, attualmente, è in una situazione ridicola. Bloccato da un anno in attesa di un “closing” con Nohn-Sitsa-Ki, nei giorni recenti ha subito una contestazione senza precedenti, portata dagli ultrà della Curva Sud niente popo’ di meno che ad Arcore, davanti a Villa Berlusca. Una notizia devastante, che avrebbe dovuto persino soppiantare i titoloni su Higuain e Pogba. Invece finisce a margine, in trafiletti sui giornali e relegata a un pacioso commento del pacioso Nosotti durante “Liberi di” su SkySport24.

Provate a immaginare se la stessa cosa fosse accaduta all’Inter… e capirete subito.

(Per rendere le cose più chiare, ho fatto una tabella comparativa che trovate qui sotto)

Tabella 1
Inter vs Milan

Al tempo stesso, al Milan, che è fermo sul mercato per mancanza di fondi, vengono “regalati” titoli (questi sì a piena pagina) sul genere di “Si vede l’impronta di Montella” e “Il Milan di Montella comincia a prendere forma”.

Ovviamente, su questi giornali e in queste trasmissioni, subito dopo il duo Higuain-Pogba (la cui esaltazione serve a soddisfare l’altro personaggio — squadra — di riferimento), a tenere banco è il dramma dell’Inter.

(Ecco la stessa tabella comparativa di prima, solo che riferita all’Inter e alla Stampa Sportiva.)

Tabella 2
Inter vs Stampa

E intanto, il tifoso interista…

Si macera, si autoflagella, si dispera.

E ne ha ben donde, se legge e ascolta ciò che gli viene propinato senza sosta da giornali e trasmissioni sportive.

Poco importa che l’Inter, con tutti i suoi esponenti (Ausilio, Thohir, ancora Ausilio, Bolingbroke, ancora Ausilio, ancora Thohir, ancora Thohir, per mantenere l’ordine cronologico), abbia dichiarato Icardi “incedibile a qualsiasi cifra”: la stampa continua imperterrita a dar conto delle profferte di DeLaurentiis e insiste nell’affermare che Icardi vuole andare via.

AttaccoMediatico Cover
“Inter a pezzi”

Poco importa che Mancini abbia detto più volte che non intende dare le dimissioni e che vuole soltanto lavorare per il bene dell’Inter, perché tanto le sue parole vengono comunque travisate.

E nemmeno in modo velato. Anzi, ormai la tecnica è così consolidata che i giornalisti di turno non si peritano più nemmeno di cancellarne le impronte, ma anzi le dichiarano apertamente. Tanto, ormai, sanno che chi legge è stato soggiogato dalla notizia (che nel frattempo ha percorso più volte il tragitto dal punto 1 al punto 5 di cui sopra).

Quello che segue, evidenziato in corsivo, per quanto incredibile possa sembrare, è il brano di un articolo de Il Giornale pubblicato venerdì 29 luglio. Ve lo riporto pari pari (i grassetti sono miei).

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Non è vero che l’Inter non si muove, il problema è sapere dove sta andando. E probabilmente (e finalmente) stanotte è arrivata la risposta, dopo una giornata da Guerre Stellari. […] Poi però ecco che si nota l’assenza di Icardi perfino dalla panchina (mal di pancia in tutti i sensi) e il solito Mancini da decrittare a fine partita. E cioè: «Dimettermi? L’avete scritto voi ma io non ci penso proprio. Sto lavorando per migliorare la squadra». Traduzione: se vogliono mi caccino, io di sicuro non rinuncio a nulla. E poi: «Purtroppo siamo qui con i giocatori contati e alla distanza per forza caliamo». Traduzione: con la rosa che ho faccio già i miracoli. E infine: «Thohir ha detto che Icardi non si vende? Faccio l’allenatore, non devo essere felice di quel che dice il presidente». In pratica: sono furibondo con lui.

E i cinesi? Alla fine l’hanno incontrato: ieri mattina Mancio ha saltato l’allenamento e si è chiuso in hotel con la dirigenza. Un’ora da solo con Steven Zhang — il figlio di Jindong — un’ora da solo con Erick Thohir per la resa dei conti. […] I pompieri subito in azione hanno parlato di un Mancini «discretamente soddisfatto», persone che lo conoscono parlano di una specie di aut aut a Zhang: «O me con garanzie e poteri, o Thohir e Bolingbroke». Già, perché la guerra in corso era soprattutto questa, con l’AD che nel mezzo della crisi ha preso l’aereo e ieri mattina è tornato a Milano.

E quindi, in attesa di sapere gli sviluppi, urge un riassunto delle puntate precedenti. 1) Mancini ha messo le barricate, offeso Thohir che gli aveva garantito il rinnovo del contratto. A New York c’è stato un litigio tra il tecnico e Bolingbroke e di sicuro la situazione non è più ricucibile. 2) Altra cosa che ha mandato su tutte le furie Mancini è che Thohir, chiamato dal tecnico a Portland per chiarire la situazione, aveva intrapreso il viaggio con tutta calma passando prima per San Diego a Disneyland, tappa immortalata dalla foto che vedete con i personaggi di Star Wars. […] Bum.

3) Nel frattempo Icardi ha chiesto ufficialmente di essere ceduto al Napoli il prima possibile ma gli è stato risposto (finora) che non se ne parla proprio. […]

5) Suning, sentito Thohir, ha ad un certo punto pensato anche di avviare la strada dell’esonero per giusta causa. Mancini però non ha mai detto o fatto qualcosa – oltre ad esternare il suo malumore – per dare adito alle vie legali. Praticamente un boomerang. […] Giusto come promemoria: tra tre settimane comincerebbe il campionato…

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La prima cosa che si nota, analizzando semplicemente il testo senza alcuna altra intenzione, è l’uso continuo di termini conflittuali e guerreschi. “Sono furibondo”, “resa dei conti”, “guerra in corso”, “messo le barricate”, “litigio”, “non è più ricucibile”, “Bum”, eccetera.

Niente male, eh? Vi faccio notare le parole di Mancini e la “traduzione” delle stesse. Ormai, non c’è nemmeno più la preoccupazione di nascondere la manipolazione mediatica: tanto, tra le balle spaziali sparate a raffica negli ultimi anni su Pogba e l’idilliaca situazione-Milan, ormai tutti credono a tutto.

Vi faccio notare anche “persone che lo conoscono”. Questa frase, di per sé innocua, in realtà è la più grave di tutte, perché va contro una delle regole fondamentali del giornalismo: citare la fonte. O, se questo fosse impossibile, garantire personalmente per essa. Nell’obbrobrio qui sopra non c’è ombra di tutto ciò. Soltanto “persone che lo conoscono”. Chi, non è dato saperlo (nemmeno al giornalista, supponiamo).

Vorrei anche richiamare la vostra attenzione non tanto sull’assurdità del fatto che un allenatore strapagato si incazzi per il viaggio a Disneyland (!) del suo Presidente, ma proprio sulla cosa in sé. Disneyland? Star Wars? Ma davvero? Cioè, fate sul serio? Quello che voglio sottolineare è che, ormai, la pratica è tanto radicata in chi scrive e, soprattutto, in chi legge, che persino una cagata sesquipedale come questa passa sotto silenzio. Fa parte del “pacchetto”.

Perché la pressione mediatica non accenna a diminuire

Ora, abbiamo preso a esempio questo articolo de Il Giornale (a proposito, chi è l’editore del quotidiano, chi ne è il proprietario? Davvero? Ah, ecco) soltanto perché, nella sua maestria mistificatoria, riesce a raccogliere in sé la summa, il fulcro di tutto il nostro ragionamento.

Ma, se si vira sulla Gazzetta, o se si schiaccia il 200 sul telecomando di Sky, la musica non cambia. Anzi, diventa più cacofonica, si arricchisce di armoniche, di echi, di “rimbalzi”. Si auto-alimenta.

Mancini Sky
“Malessere” su Sky

Per questo dico che la ferocia dell’attacco in atto non ha precedenti.

Per prima cosa — e l’abbiamo visto prima — questa volta l’attacco viene condotto con mezzi assai più sofisticati. Smontabili e facili da comprendere, è vero, ma indubbiamente più complessi del banale “Figo ha investito un gatto, cattivo Figo!” di otto anni fa.

In seconda battuta, è il martellamento a non avere precedenti. I giornalisti sportivi italiani, pur di continuare a ingigantire questi disagi, sono persino andati contro alla loro Regola Numero Uno, ovvero Pompare in positivo la Juventus, sempre e comunque. In alcune edizioni di giornale, o di SkySport24, la “crisi Inter” ha soppiantato persino i peana su Higuain e le sleccacciate a Pogba e Mino Raiola.

Resta da chiedersi il perché di questo attacco.

Personalmente, non lo so. Ma, essendo un complottista, posso azzardare un paio di ipotesi.

  1. Il Milan è talmente messo male — con il “closing” che non si chiude e il fallimento (quantomeno sportivo) alle porte — che si deve cercare di parlare d’altro.
  2. De Laurentiis, a Napoli, sta rischiando la vita dopo la fuga di Higuain. O, quantomeno, rischia un “flop di rimbalzo” del prossimo cinepanettone natalizio, e quindi bisogna arginare l’emorragia continuando a martellare su Icardi.
  3. La Juventus si ritroverà ad aver speso 94 milioni per un quasi trentenne e a ricavare molto, molto meno degli sbandierati 110 milioni — non a caso diventati improvvisamente “lordi” dappertutto, a partire da Sky, che ripete la parola con insistenza sospetta, parola mai usata prima, né per Higuain, né per Ronaldo, né per Bale e che improvvisamente è diventata obbligatoria — per la cessione di Pogba al Manchester United.

Quale che sia il motivo, il risultato è sempre lo stesso.

Provate a fare una ricerca per immagini con Google come ho fatto io. Digitate “Mancini Inter” e limitate la ricerca all’ultima settimana (pannello “Strumenti di Ricerca — Data — Ultima Settimana”).

Tutti, bene o male, nonostante i “mal di pancia” e gli atteggiamenti da primadonna, abbiamo visto Mancini sorridere ai tifosi, sia a Brunico che negli USA, no?

Ma questo è un messaggio che non può e non deve passare. Quello che deve passare è un Mancini imbronciato, incazzato, pensieroso. E infatti…

Fatela, la ricerca. Ecco lo screenshot di cosa salta fuori.

Penso che, da solo, basti a far capire le cose molto meglio di tante parole.

Screenshot
Imbronciato, sempre. Anche secondo Google.
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