Candreva all’Inter: Mancini accontentato

Finalmente è finita: Candreva all’Inter è una realtà, e uno dei tormentoni dell’estate finisce prima di ferragosto. Accontentato l’allenatore Roberto Mancini che finalmente potrà disporre del “tuttocampista” che tanto agognava, al punto da far chiedere ai tifosi: ma perché così tanta insistenza?

candreva alla lazio

LA STORIA

Prima di approfondire cosa potrà portare Candreva all’Inter, guardiamo la sua storia, per molti versi simile a quella di tanti calciatori, bravissimi a fare tutto, eccezionali in nessun ruolo specifico: cosa che fa innamorare molti allenatori, ma che porta quella carriera a dipanarsi tra dubbi, incertezze, incomprensioni, cambi di ruolo, potenziale che rimane tale e non si palesa nella sua naturale realizzazione. I tifosi interisti ne hanno conosciuto uno, forse il più “tuttocampista” di tutti: Dejan Stankovic, giocatore che aveva nei piedi, nella testa, nel sacrificio e nel sudore un pallone d’oro e che invece ha una dimensione troppo ridotta per il suo reale valore.

Candreva nasce da centravanti, poi è Stramaccioni a reinventarlo interno, cosa facile quando si è così giovani.

Dopo tre anni di Ternana (zero gol) passa all’Udinese. Ma lì c’è Pasquale Marino… sapete, detesto gli allenatori integralisti perché amano più sé stessi che il loro lavoro e il materiale su cui lavorano. E Candreva nelle mani di Marino si perde, perché cominciano a considerarlo un trequartista per via i piedi buoni: il 2007 è ancora periodo in cui i trequartisti sono visti come la peste.
Risultato? Pochi spezzoni di partita e minutaggio di poco superiore in Coppa Italia.

A LIVORNO

Candreva a livornoL’incompatibilità lo porta a Livorno, dove Leonardo Acori gli arretra il raggio d’azione e lo riporta interno: gioca con continuità, fa un paio di gol e torna in Serie A con il Livorno. Il nuovo allenatore, Gennaro Ruotolo, prova l’azzardo: in un periodo in cui si parla tanto di Andrea Pirlo e della sua reinvenzione da trequartista a regista, prova la stessa cosa con Candreva. Ma è un fuoco di paglia: Diamanti va in Inghilterra e la trequarti è tutta per Antonio.

Non segna, ma gioca talmente bene che prima esordisce in nazionale contro l’Olanda (subito titolare, allenatore Lippi), e poi passa ala Juventus il 27 gennaio in prestito con diritto di riscatto. Questo è uno snodo cruciale nella sua carriera: nessuno sa esattamente che ruolo abbia, eppure dove lo metti sta e, se ha fiducia, gioca bene e con continuità. È giovane, è atletico, ha rapidità e piedi buoni: è il momento di avere successo.

Candreva esordio OlandaL’acquisto, però, viene fatto con Ciro Ferrara ancora in panchina, mentre due giorni dopo c’è un nuovo tecnico, Alberto Zaccheroni. “Un altro integralista” avrà pensato Antonio. Zaccheroni gli riconosce qualità, lo fa giocare spesso, ma quella Juventus è un disastro vagante che arriva ad acciuffare il settimo posto quasi per grazia divina dopo aver fatto sognare i tifosi nella prima parte di stagione. Candreva segna due gol (uno dei quali molto polemico contro il Bologna).

DI NUOVO MIGRANTE

A fine stagione i bianconeri scelgono Pepe e abbandonano Candreva, che viene spedito a Parma: gioca con continuità, gioca anche bene e segna (3 gol) ma non convince. L’anno dopo costretto a emigrare a Cesena, dove c’è Giampaolo che lo usa un po’ qua e un po’ là, ma soprattutto in mediana in una squadra che già poteva contare su Mutu, Eder e Giaccherini, al fianco del martoriato Guana e del preferito di Giampaolo, Marco Parolo.

A gennaio arriva la Lazio. Cosa abbia portato il club biancoceleste a scommettere sul ragazzo è mistero che solo Lotito potrebbe spiegare. Ma non è scommessa che costa molto: la Lazio era partita bene ma è in calo, ha bisogno di forze fresche, soprattutto in attacco dove il solo Klose non può reggere tutto l’anno. Pochissimi soldi a disposizione (è pur sempre Lotito), calciatori avvicinati forse solo per tenere buona la società… finché a pochi secondi dalla chiusura del mercato si depositano i contratti di Del Nero in prestito al Cesena, Candreva in prestito alla Lazio.

Il problema è che Antonio è romano romanista dichiarato con la passione per Totti: apriti cielo. La Lazio è in picchiata, l’inizio è disastroso, Candreva viene fischiato sin dall’esordio ed è sempre tra i peggiori in campo: emblematici il 5-1 contro il Palermo e il 3-1 contro l’Atletico di Madrid in Europa League, il 23 febbraio.

LA PARTITA E IL GOL DELLA SVOLTA

Ma è il 7 aprile 2012 il giorno che gli cambia la vita. Reja lo piazza esterno di destra, ruolo in cui sembrava addirittura forzato e probabilmente non ci credeva neanche lui: ma ha fatto come sempre, ha dato disponibilità e si è messo a correre. Dopo 9 minuti, l’episodio che scatena tutta la liberazione di un calciatore onesto dalle ottime doti che non ne poteva più, umanamente, di viaggi, cambi di maglia, lotte per non retrocedere, serie b, insulti dei tifosi.

Quel gol e quella corsa verso la curva laziale sono liberatori, e quello è il gol che gli cambia la carriera.

MATURAZIONE ALLA LAZIO

Ciò che succede dopo lo conosciamo già meglio, e oggi l’Inter non dovrà sorbirsi il Candreva interno o trequartista (ops, o forse sì?), ma un giocatore che negli ultimi 4 hanno ha aumentato esponenzialmente la sua produzione in termini di assist e di gol.

Candreva-hotD’altra parte, se è maturato tardi non è colpa sua. Non è facile trovare allenatori che ti facciano crescere bene, basti pensare al Mancini di questa Inter, incapace di lasciare eredità tecniche e tattiche ai suoi calciatori: Mancio non è un integralista tattico, ma è un integralista di sé stesso.

Se consideriamo le precedenti esperienze, dall’anno dell’Udinese (2007) all’anno di Cesena e Lazio (2011-2012), Antonio segna 15 gol; poi cambia tutto e ne fa 7, poi 12, poi 11 e poi di nuovo 12 (ultimi tre anni in doppia cifra): sono più di 10 di media a stagione.

Il merito di questa esplosione andrebbe divisa tra Reja, che ha avuto l’intuizione (pur non seguendola integralmente) e Petkovic, forse l’allenatore (sottovalutatissimo) che più di tutti ha fatto maturare Candreva e che ha fatto rendere al massimo anche altri compagni (vedi Hernanes, Klose, Ledesma o Biglia).

SPECIALITA’

Abbiamo già detto che segna molto (42 gol in 4 stagioni) ed è certamente quello che più fa gola a questa Inter che in attacco si è spesso mostrata asfittica (approfondiremo con l’aiuto di Solano). Impressionanti anche i numeri degli assist, 33: su 228 gol laziali, il 33% vede protagonista Candreva (75 totali).

Con Conte l’ultima trasformazione: esterno del 3-5-2. Inizialmente intimidito, ha mostrato tutte le sue qualità di corsa e abnegazione, oltre quelle tecniche: contro il Belgio probabilmente la sua partita migliore in cui, mia valutazione personale, è stato di gran lunga il migliore in campo. Con la Germania assenza sottovalutata da molti.

CARATTERISTICHE TECNICHE E NUMERI

È un destro naturale ma sa giocare anche a sinistra. Dove lo metti sta: trequartista, mezz’ala, interno, esterno di centrocampo a 4 o a 3; gran tiro dalla distanza, buono sui piazzati e anche buon rigorista.

Candreva all’Inter potrebbe giocare sia dietro Icardi (se resta: ma il suo acquisto lascia pensare che sia proprio in funzione della permanenza dell’argentino) indipendentemente dallo schema, sia a destra o sinistra nel 4-2-3-1; potrebbe giocare in un tridente d’attacco, ma anche in un 4-3-2-1 nella linea dei 3 o dei 2.

Per i numeri, interessante il confronto (dati whoscored.com) con Ivan Perisic. L’interpretazione del ruolo è abbastanza diversa, Perisic è più un’ala vecchio stampo con potenziale di attaccante/seconda punta: il croato ha potenzialità decisamente più ampie, anche se i numeri raccontano di una interpretazione più moderna e versatile da parte di Candreva (che è più grande di due anni e inevitabilmente più maturo).

dati Whoscored.comAC 2015-2016IP 2015-2016AC 2014-2015IP 2014-2015
Partite30263424
Minuti2204240926541736
Gol107105
Assist3694
Tiri a partita323,41,8
Passaggi chiave1,30,91,71,8

Su Squawka.com il confronto apre altri scenari:

dati Squawka.comCandreva 2015-2016Perisic 2015-2016
Precisione al tiro35%42%
Chance create3632
Precisione nei passaggi81%77%
Duelli vinti55%43%
Punteggio Squawka475358

Candreva tira di più (ed è meno preciso al tiro, ma non nei passaggi) e contrasta di più e meglio di Perisic. Sarà interessante verificare se, con una disposizione diversa, il croato avrà più libertà di accentrarsi piuttosto che fare l’esterno su e giù tutta la fascia.

CANDREVA ALL’INTER: CONTROINDICAZIONI?

Ci sono controindicazioni per Candreva all’Inter? Certamente, a partire dalla tempistica: non è un caso che sia agosto (la società aveva fatto trapelare che luglio non era mese di acquisti), ma Mancini poteva essere rassicurato. Avremmo visto certamente meno “scenate”.

Poi l’età e il costo: ha 29 anni (30 li compie a febbraio) e il costo non è certamente di quelli leggeri (22+bonus). È un investimento “a perdere”, nel senso che anche a rivenderlo fra un anno non recuperi la parte di ammortamento residua; dal secondo anno in poi, dovesse andare male qualcosa, l’unica chance rimane quella di “regalarlo” o decidere di scambiarlo con qualche giovane che difficilmente sarà pronto per una grande squadra.

Roberto manciniMa abbiamo capito l’intento di Mancini: non può vincere, la Juventus è troppo forte, e in Europa League l’Inter non sembra avere (oggi) la profondità necessaria per affrontare due competizioni. Candreva è pronto (e il Mancio ne vorrebbe 2/3 pronti…), gli offre alternative, persino quella difesa a 3 che tanto danno fece al suo ultimo City, soprattutto dentro lo spogliatoio; è un giocatore che fa gol e assist, può dare consistenza a questo spogliatoio e imprevedibilità alla squadra. Per gli occhi dell’allenatore, il risultato di oggi vale il rischio di trovarsi un giocatore cotto fra un paio di anni… sono troppo alte le percentuali di un cambio allenatore da qui a quel futuro che Mancini non vede neanche.

Lo condivido? Sì tecnicamente, ma non in senso assoluto. Comprendo la necessità di un calciatore completo, che sappia far gol ma sappia dedicarsi costantemente alla fase difensiva senza fare troppe storie; ma, d’altra parte, stupisce che non ci sia voglia di scommettere su profili più giovani, che costavano tanto quanto o poco di più. Con Candreva all’Inter, la società ha voluto dare a Mancini un ulteriore segnale di distensione: speriamo serva a qualcosa.

LE FORMAZIONI POSSIBILI

E non sarebbe un azzardo pensare ad un’Inter con una linea da 4 con Erkin, Kondogbia, Banega e Ansaldi, dietro la difesa a 3 (con Medel?) e davanti Perisic, Candreva e Icardi.

Candreva all’Inter farà l’esterno, bisognerà capire se destra o sinistra: con Perisic scambieranno molto i ruoli. L’ideale è un 4-2-3-1 che riassumo con lo schema sottostante. In questo caso preferisco non azzardare esperimenti (Brozovic trequartista o esterno) e inserisco Banega a centrocampo, dove ho sempre pensato che debba essere messo. Nel secondo, invece, quello che al momento potrebbe essere l’idea di Mancini.

Candreva all'Inter probabile formazione

Candreva all'Inter probabile formazioneCandreva all’Inter Candreva all’Inter Candreva all’Inter

E se virasse al 4-3-3?

Candreva all'Inter 4-3-3

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