Nadal scioglie ogni dubbio: a Rio giocherà

Dopo i forfait di Federer e — notizia di ieri — di Stan Wawrinka, per lunghi tratti si è temuto che il torneo olimpico di tennis perdesse un altro top ten. Invece, oggi è arrivata la conferma che Nadal parteciperà alle Olimpiadi in tutti e tre gli eventi a cui è iscritto: il singolare maschile (con la testa di serie n.3), il doppio maschile (in coppia con Marc Lopez) e il doppio misto (in coppia con Garbiñe Muguruza).

In forse fino all’ultimo

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Practice

Nadal, pur essendo partito per Rio per partecipare comunque alla cerimonia di apertura di venerdì (23:30 ora italiana) in cui, come si sa ormai da tempo, avrà l’onore di essere portabandiera della Spagna, negli ultimi giorni aveva lasciato più di qualche dubbio sulla sua effettiva partecipazione al torneo olimpico.

Il 1° agosto, subito dopo il suo arrivo in Brasile, aveva infatti dichiarato ai giornalisti: “Non sarò al mio miglior livello in nessuna delle categorie. Non competo da due mesi e non mi sono allenato molto. Mi allenerò per qualche girono qui per capire cosa posso fare e poi deciderò che cosa è meglio per me e per la squadra.”

Oltretutto, il suo compagno di squadra David Ferrer aveva testimoniato che la situazione fisica del pluricampione era “delicata.”

Il giorno seguente, però, un’altra intervista, rilasciata alla radio spagnola Cadena Cope, toglieva ogni dubbio sulla partecipazione — ma non, purtroppo, sui problemi fisici di Nadal. “È evidente che la condizione del mio polso sinistro non è ideale e che, se non si fosse trattato delle Olimpiadi, non mi sarei preso questo rischio. In ogni caso, dopo aver parlato con il mio team e con Conchita [Martinez, NdA], ho deciso di giocare il singolare e gli altri eventi. C’è sempre un rischio, ma tra lunedì e martedì mi sono allenato per sei ore e, anche se il polso continua a darmi fastidio, per lo meno non è peggiorato, e questa è una grande notizia. Ho già dovuto saltare Londra 2012.”

Infatti, è bene ricordare che, ai giochi londinesi, Nadal non fu in grado di difendere la medaglia d’oro conquistata a Pechino 2008 a causa di un infortunio al ginocchio.

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Nadal a Rio

“L’unica cosa che posso dire è che darò il mio meglio in tutti gli eventi”, ha continuato Rafa. Nessuno potrà portarmi via l’entusiasmo di competere ai Giochi Olimpici in qualsiasi modo possibile e di tentare di vincere una medaglia per la Spagna.”

Conchita Martinez, capitana sia della squadra di Fed Cup che della squadra di Davis spagnola, ha aggiunto: “Avevamo bisogno di tempo per capire come avrebbe risposto il suo polso prima di confermare che Rafa avrebbe preso parte a tutti gli eventi. È stata una decisione congiunta ed è stata una decisione facile. È ovvio che gli mancano ore di gioco, ma quando si parla di Nadal, sappiamo tutti quanto è competitivo e quale sia il suo livello. Nadal è la migliore opportunità che abbiamo di vincere una medaglia. Rafa può fare grandi cose.”

Perché correre il rischio?

Questa è la domanda che, in questi giorni, serpeggiava qua e là sui vari siti di fans e tifosi di Rafa.

In realtà, è sufficiente conoscere la storia personale di Nadal per capire che mai e poi mai avrebbe rinunciato, anche a costo di mettere a repentaglio il resto della stagione. Nella sua unica (finora) biografia autorizzata, Rafa: My Story, c’è un intero capitolo dedicato alle Olimpiadi del 2008 e all’ambiente e all’atmosfera che Rafa ha trovato condividendo il vilaggio olimpico con gli atleti delle altre discipline. Tra l’altro, Nadal è sempre stato appassionatissimo di calcio (suo zio Miguel Angel ha militato nel Barcellona a cavallo degli anni Novanta e lo stesso Rafa è tifosissimo, non del Barcellona, ma del Real Madrid), e ha più volte dichiarato — approfondendo il concetto nel libro citato — che la cosa che più gli mancava, nel tennis, era l’emozione di poter giocare per una squadra. Nadal è uno dei pochi tennisti-top che non ha mai rinunciato alla Coppa Davis, partecipandovi ogni volta che ha potuto. E, dopo aver vinto l’oro olimpico a Pechino, si è reso conto che l’atmosfera che si respirava ai Giochi era qualcosa che nel circuito non sarebbe mai riuscito a trovare.

Nadal e zio Toni, suo coach

Quindi no, per chi lo conosce bene, questo “rischio” non è stata affatto una sorpresa.

Il rischio c’è, ovviamente. È lui stesso ad ammetterlo: “Siamo qui, e gli allenamenti sono andati bene — più o meno. Non è una situazione ideale, i rischi ci sono sempre, ma le risonanze magnetiche sono state positive.”

Il seeding del torneo

Con la defezione già purtroppo nota di Roger Federer e quella last minute di Stan Wawrinka, Nadal avrà la testa di serie n.3 al torneo olimpico. A differenza dei tornei dello slam, in cui i partecipanti al tabellone principale sono 128 e le teste di serie 32, alle Olimpiadi i numeri si dimezzano: tabellone di 64 e solo 16 teste di serie.

Riposo

Quindi Nadal — attualmente n.5 della classifica ATP — sarà preceduto nel seeding soltanto da Novak Djokovič (SRB – 1) e Andy Murray (GBR – 2). Questo, in soldoni, significa che non potrà incontrare nessuno dei due prima della semifinale.

Le prime otto teste di serie — ovvero coloro che, salvo sorprese sempre in agguato, saranno teoricamente protagonisti dei quarti di finale — sono completate da Kei Nishikori (JAP – 4), Jo-Wilfried Tsonga (FRA – 5), Gael Monfils (FRA – 6), David Ferrer (ESP – 7) e David Goffin (BEL – 8).

A parte il singolare, Nadal forma un coppia collaudata — e già vincente in diversi tornei — con Marc Lopez nel doppio maschile e una coppia inedita, ma assai interessante, con l’attuale n.3 della classifica WTA Garbiñe Muguruza.

A questo punto, non resta che aspettare l’inizio dei giochi. Almeno, una delle due leggende del tennis attuale sarà in campo.

[Tutte le immagini presenti nell’articolo sono prese dal sito www.rafanadalfans.com, che ringraziamo.]

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