Westbrook MVP 2017 rinnova con OKC

Russell Westbrook ha rinnovato con Oklahoma City Thunder per una cifra attorno agli 85 milioni di dollari con player option per il terzo anno: ci avevamo scommesso da tempo e così è stato. Era la scelta più logica, sia dal punto di vista remunerativo che dal punto di vista sportivo. Le opzioni possibili non avrebbero realizzato, nell’immediato, un balzo nelle sue chance di titolo: Miami, Boston, Los Angeles, Denver, Atlanta, 76ers… con solo le prime due in grado di fare passi avanti, ma non così sufficienti da diventare davvero pericolosi per Cleveland a Est.

maglietta westbrookA OKC, invece, tutto l’affetto dei tifosi (soprattutto dopo l’addio di KD), tutta la stima e l’attenzione di Billy Donovan, e una squadra che certamente sarà stimolante guidare: Adams (23), Kanter (24), Oladipo (24) Roberson (24), Sabonis (20), Payne (21) sarà un’esperienza certamente entusiasmante per Russell. Una squadra giovane, ancora da scoprire come profondità del roster: non è una vera contender ma sarà una scheggia impazzita in questo Ovest che ancora deve comprendere cosa sono gli Spurs senza Duncan (e un roster con troppa gente poco testata nella NBA), con GS che dovrà comprendere sul campo cosa ha sacrificato per avere Durant, e il resto della compagnia, a partire dai Clippers, che nutrono ambizioni che si fermano alle finals di conference (e sarebbe già un successo).

In queste settimane, dopo la scelta dell’ex-compagno di squadra, Westbrook non ha parlato, ha scelto il silenzio nonostante fossero tanti i rumors che lo davano ovunque. Questa scelta arriva proprio dopo questo silenzio: ha di certo ragionato su ogni aspetto del suo futuro, ha messo in ordine le cose, ha evidentemente preferito scegliere senza lasciarsi trasportare dall’onda emotiva (che sarà stata fortissima) di una squadra improvvisamente più debole.

westbrook mvp 2017 rinnova con okTenderei a de-mitizzare i motivi della scelta. Non sono 5 anni e i primi due serviranno a OKC a far capire che progetti ha: Westbrook nel 2018 sarà sulla soglia dei 30 anni e le sue chance di titolo si assottiglieranno ancora di più. Il punto di non ritorno sarà la free agency dell’anno prossimo in cui si vocifera di un già avviato tentativo di convincere Blake Griffin, nativo di Oklahoma, a realizzare la coppia più atletica e esplosiva della storia NBA. Non dovesse arrivare Westbrook, buttiamo lì la scommessa di una trade un anno prima della sua option e che convenga a entrambe le parti.
Non è certamente da sottovalutare la parte economica, che ha avuto un peso (nella NBA ce l’ha sempre o quasi): nel 2018 diventerà free agent con status da veterano (10 anni) che gli consentirà un massimo del 35% sul tetto salariale.

Ma, più di tutto, la scelta ha i contorni nitidi di quanta fiducia abbia in sé stesso.

Ed è per questo che qui facciamo la scommessa che abbiamo anticipato nel titolo: Russell Westbrook vincerà il prossimo titolo MVP.

PERCHE’

Le ragioni di questa scommessa sono tante, e certamente dovrà fare i conti con i mostri sacri Lebron e Curry, ma anche con l’emergente Kawhi Leonard indicato da molti giornalisti sportivi in USA.

Oklahoma City Thunder guard Russell Westbrook (0) reacts after making a three pointer against the Los Angeles Clippers during the first quarter of an NBA basketball game in Oklahoma City, Thursday, March 31, 2016. (AP Photo/Alonzo Adams)

La convivenza tra due all-star non è sempre facile, anzi, e diventa complicatissima quando a convivere sono due calibri da MVP: l’impresa diventa ai limiti dell’impossibile quando devono convivere senza vincere alcun titolo.
KD e Westbrook ci sono riusciti per molto tempo, ciascuno sacrificando parte del proprio gioco e del proprio ego: è stato certamente un vantaggio per entrambi, ma anche avuto un costo. Abbiamo voluto prendere una statistica: cosa ha fatto Westbrook con o senza Durant. Chiaro che è una statistica non troppo rilevante, trattandosi di un arco di tempo troppo lungo che contiene anche la prima parte di carriera: l’ultimo Westbrook non è lo stesso che ha iniziato, né lo è stata OKC. Ma sono comunque numeri interessanti perché raccontano due giocatori diversi:

(ultime 8 stagioni)
Medie a partita
Con KDSenza KD
Partite52661
Minuti33.934.9
Punti20.728
Rimbalzi5.47.1
Assist7.58.4
Palle perse3.64.7
Tiri16.722.5
Realizzati7.39.4
% al tiro43.741.9

VANTAGGI

westbrook e durant okcWestbrook ha avuto spesso vita facile perché un giocatore come Durant spostato sulla linea da tre serviva da solo già ad allargare la difesa avversaria.
Ma non solo: la squadra, che generalmente non era portata per un gran gioco di squadra, era fondamentale per la “parte assist” del gioco di Westbrook. Infatti, soltanto Rajon Rondo (27,1) e John Wall (24,7) hanno creato quest’anno più punti tramite assist: Westbrook si è fermato a 23,7. Solo che oltre 1/3 dei passaggi era indirizzato a Durant, diventando quasi la metà (44,7%) nei playoff. Se poi aggiustiamo il tiro con Ibaka, 6,1 assist sul totale di 10.4 erano per i due compagni di squadra… che l’anno prossimo non ci saranno più.

È inevitabile: un giocatore “gravitazionale” rende la vita più semplice. Basti pensare ai vantaggi di Lebron con accanto Wade o Irving piuttosto che altri compagni di squadra. Questo gli ha consentito di avere numeri eccellenti: in carriera un totale 77 partite con almeno 20 punti, 10 assist e 5 rimbalzi; l’anno scorso ha pareggiato il record di Magic Johnson di 18 triple doppie in regular season, numeri che non c’erano dal 1988-89.

GLI SVANTAGGI

Di certo lo ha portato a responsabilizzarsi meno. Westbrook ha momenti terribili durante le partite, nelle scelte degli isolamenti, dei tiri da tre, nella tempistica di gioco: si potrebbe realizzare una galleria degli orrori. Gara 6 contro GSW è un monumento alla confusione mentale in cui riesce a cadere e si perde: in pochi minuti, con OKC che è avanti di +7, riesce a perdere palla 4 volte, due volte rubata da Iguodala, una volta palla fuori, una da Curry (con Ibaka liberissimo a destra). Quando gioca così è atroce, e non è un caso che OKC l’anno scorso sia stata tra le squadre più scarse nell’ultimo quarto. Per pura esemplificazione portiamo l’esempio di una partita contro i 76ers della stagione precedente: azione dal QI bassissimo, con Durant in basso a destra che si rassegna alla giocata.

Scelte pessime che diventano medie basse, soprattutto quando si tratta di giocare in isolamento: Westbrook è uno dei 16 giocatori che l’anno scorso hanno avuto più di 250 possessi in isolamento. Il peggiore? Kobe Bryant. Subito dopo, Russell Westbrook:

 

Russell Westbrook iso score

2014-2015

Nella stagione 2014-2015 Durant ha avuto diverse assenze finché, dal 21 febbraio, ha dovuto del tutto rinunciare per operarsi. Nella tabella seguente, vediamo cosa è stato Westbrook in totale, senza Durant (in tutta la stagione) e senza Durant a partire dal 21 Febbraio. I numeri sono interessanti e spiegheremo perché:

Stagione 2014-2015TotaleSenza DurantSenza Durant
(da febbraio in poi)
Partite673827
Tiri2224,6824,41
Realizzati9,410,4710,19
% al tiro42,6%42,43%41,73%
% 329,9%29%30,87%
Rimbalzi7,37,898,74
Assist8,69,279,89
Rubate2,12,212
Palle perse4,44,815,22
Punti28,131,3631,3

D’istinto diremmo che Westbrook senza Durant la passa e la passerà di meno. Non c’è la percentuale d’uso, ma è ovviamente aumentata (diventata del 38,3%: la seconda più alta dopo Kobe 2005-2006 38,74%, terzo Jordan 86-87 38,29%), così come i tiri fatti e quelli tentati. Ma invece aumentano gli assist, cosa che sarebbe stata difficile da dire istintivamente. Fanno un balzo in avanti anche i punti realizzati e, ovviamente, le palle perse.

Il problema è che nel periodo in questione OKC ha un record di 15-12, mentre Westbrook ha ben 10 partite sopra i 40 punti: in queste 10 lo score peggiora e diventa 5-5.

La parte peggiore di quel periodo fu la perdita di efficienza nonostante i numeri fossero in aumento (la sua percentuale effettiva è passata a un non eccellente 45,5%)  e la propensione a perdere palla. A stupire davvero fu l’attitudine difensiva: Westbrook è tutto tranne che un grande difensore, soprattutto se lo intendiamo come difensore “di sistema”. La squadra è passata da 104,6 punti per possesso a 100,5 senza lui in campo (statistica per 100 possessi), e quando mancò anche Ibaka inevitabilmente crollò, portandosi a 110 punti per possesso, in quel caso indipendentemente da Westbrook.

Quale dei due giocatori vedremo l’anno prossimo?

WESTBROOK MVP 2017

Facciamo questa scommessa perché alla NBA piace molto la scelta di restare nella squadra che ti ha scelto nel draft, e in più piacciono molto i numeri secchi, difficilmente ragionano per “intangibles” e inevitabilmente la scelta di Durant condizionerà non poco la votazione. Se avessi 5 euro da buttare, li scommetterei su Westbrook e su Leonard, nonostante i più quotati siano Lebron e Curry.

Russell westbrook unleashedLa stagione prossima vedrà un Westbrook con numeri che oggi sono difficili da prevedere, ma che schizzeranno in alto senza alcun dubbio. A partire dalla percentuale d’uso (batterà il record di Kobe Bryant), sarà il miglior marcatore della NBA, sarà sul filo della tripla doppia di stagione, record imbattuto e solitario di Oscar Robertson nel 61-62. Sarà un giocatore senza vincoli, senza catene né museruola, sarà atletismo allo stato puro con in aggiunta una mai vista sete di vendetta e di dimostrare al mondo quanto vale: per chi ama questo genere di basket, sarà uno spettacolo unico e forse irripetibile nel suo genere. Rimodellerà il concetto di giocatore, soprattutto in relazione alle azioni in isolamento.

Certo, OKC non è una squadra che al momento lo aiuta: le spaziature saranno un incubo, e il pick’n’roll con Westbrook portatore sarà di facile lettura per le difese… anche se questo potrebbe non limitarlo. La soluzione sarebbe Kanter come sesto uomo, ma significherebbe dare minuti a Anthony Morrow o Ersan Ilyasova. Il che è tutto dire in relazione all’efficienza difensiva.

Il rischio  è quello di vedere la replica dei Lakers 2005-2006 (fuori contro Phoenix al primo turno di play off) e numeri superiori a quel Kobe. Ma questo non inficia la bontà della nostra scommessa, anzi… non sempre nella NBA sanno andare oltre i numeri: non si spiegherebbe perché uno dei più grandi difensori dell’intera storia della lega, Tim Duncan, non abbia mai vinto un premio come miglior difensore. E i numeri di Russell nella prossima stagione saranno scintillanti e gli varranno molti voti come MVP della stagione.

E se avesse problemi nel passare la palla ai compagni, ha già dimostrato di sapersela passare da solo.

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