Inter – Tottenham amichevole: buona la prima

Scrivo questo articolo sull’amichevole Inter Tottenham prima di vedere il secondo tempo, e questo rischia di inficiarne la struttura e l’interpretazione. Oppure, cosa più probabile, riesce a soffermarsi sulle cose che contano senza essere condizionato dall’emotività di una sconfitta pesante. Ovviamente vedrò il secondo tempo e faremo un update (o un secondo articolo, vedremo).

LATO EMOTIVO

amichevole inter tottenhamPartiamo dal lato emotivo, dal quale ci piace spesso tirarci fuori: perdere 6-1 fa male a qualunque altezza della stagione, figuriamoci dopo settimane di Wande Nare, brontolii di Mancini e tutti i media scagliati contro. Che, di certo, ci hanno sguazzato anche ieri: Mancini travolto, figuraccia, batosta, umiliazione, con tutto il contorno sguazzante di screenshot di sfottò su Twitter e Facebook. Ma ci sta, ormai da tempo sappiamo quanto siano tifosi (manipolati e manipolanti) la gran parte dei giornalisti sportivi e immaginiamo anche il godereccio click ad ogni derisione buttata sul web.

E il tifoso interista si incazza, e lo fa a ragione. Se l’obiettivo di queste amichevoli è diffondere il “brand Inter”, allenatore e calciatori dovrebbero essere consapevoli che una sconfitta 6-1 non aiuta quel brand, anzi, lo mortifica e tutta la preparazione estiva, in termini di marketing puro, rischia di diventare un boomerang pazzesco.

Se, invece, la guardiamo dal lato sportivo, ci sono molte più cose positive di quante ce ne raccontino.

L’Inter comincia con un 4-2-3-1 che sembra (finalmente) il punto d’approdo degli esperimenti di Roberto Mancini: Handanovic tra i pali, in difesa torna la coppia Murillo e Miranda, con D’Ambrosio a destra e Ansaldi a sinistra; a metà campo Kondogbia e Brozovic, mentre più avanti Biabiany a destra, Perisic a sinistra e Banega libero di muoversi sulla trequarti (e fare un po’ quello che vuole) a supporto dell’unica punta Icardi.

Questo gruppo era insieme da un solo giorno, va detto, e per alcuni la condizione fisica era davvero precaria. Perisic su tutti ha mostrato una certa difficoltà nel primo passo, fondamentale in cui è in genere irresistibile; ma anche Murillo ha mostrato incertezze di tempismo che non gli sono proprie; Banega ha per lo più corricchiato.

inter tottenham rigoreLa fredda e spiccia cronaca del primo tempo dice di un rigore dopo 3 minuti che è letteralmente inventato dall’arbitro: Ansaldi anticipa l’avversario, la prende e, nello slancio della scivolata, incrocia il piede di Walker, terzino del Tottenham. Rigore fischiato c’è, per dirla alla Boskov, ma è pura fantasia del direttore di gara.
Harry Kane realizza e lo svantaggio crea qualche minuto di confusione tra le fila nerazzurre: il gioco e le distanze, però, migliorano col passare dei minuti, e finalmente si vede un’Inter dal piglio giusto.

Dopo il primo inevitabile assestamento, Banega comincia a rodare, mostrando le sue doti da regista, la visione di campo che nessun altro giocatore in rosa ha, neanche lontanamente. Prima ci prova con un tiro da fuori (e sarà bene che ci provi spesso), poi prova a innescare Icardi sbagliando di qualche centimetro: ma era riscaldamento e, poco dopo, lancia Perisic con un rasoterra chirurgico che innesca il croato. Accelerazione irresistibile e gol. Tutto molto bello.

Non ci sono grosse occasioni nei minuti successivi, l’Inter sembra più padrona del campo, gira tutto sommato bene la palla ma senza essere troppo efficace. Finché Lamela si inventa un gol da fuori area che chiude il primo tempo sul 2-1.

LE NOTE NEGATIVE

Partiamo da queste.
1) TATTICA. Abbastanza incomprensibili le indicazioni di Mancini in fase di pressing, con una squadra che non sempre aveva le distanze giuste e Brozovic sempre troppo alto: tant’è che era più spesso un 4-1-4-1 con Kondogbia lasciato solo ad annegare in troppo campo per poterlo coprire da solo. Di più, spesso il pressing di Brozo lo ha spinto ad allargarsi troppo, costringendo Biabiany a coprirlo centralmente.
Quando, invece, la squadra si è sistemata meglio col 4-2-3-1 più puro e con l’aiuto di Banega, si è difesa meglio. qualche immagine chiarificatrice (in rosso vedrete Brozovic, in azzurro Biabiany, in viola Kondogbia)

 

inter tottenham amichevole tattica
Brozovic altissimo a destra

 

inter tottenham amichevole tattica
Brozovic come se fosse esterno destro
inter tottenham amichevole tattica
Brozovic in basso come esterno, biabiany come centrale Banega è coperto da un avversario e lo vedete al centro)

 

inter tottenham amichevole tattica 4
Kondogbia da solo in mezzo con Biabiany e Brozovic a posizioni invertite

2) I TERZINI. Oltre alle note carenze di D’Ambrosio, che comunque non è affondato, c’è da registrare una terribile confusione di Ansaldi: posizioni quasi mai giuste, tempo sbagliati contro gli avversari in velocità e tante altre imprecisioni che gli valgono la palma del secondo peggiore in campo. Da registrare subito e istruire per bene, altrimenti si rischia tanta panchina (e le alternative non sono poi migliori).

3) BIABIANY. Ecco il peggiore in campo. Spaesato e deconcentrato, quasi tutto quello che fa lo fa sbagliato, da come si muove a come si propone, da come copre a come gioca con la palla tra i piedi (ma questo, purtroppo, lo sappiamo). L’arrivo di Candreva non lo aiuta di certo.

4) BROZOVIC. In versione pascolante. È un peccato, perché la qualità c’è ed è tantissima, ma ormai abbiamo imparato che ha questa insana tendenza a distrarsi, a scollegarsi dal campo. Il secondo gol del Tottenham nasce da un suo pressing senza alcun criterio, anche se la collezione di errori è troppa: Murillo e Miranda si trovano troppo addossati su un solo attaccante (l’errore è di Miranda), D’Ambrosio non accorcia e Biabiany è intento a sistemarsi i calzoncini (sia mai che faccia una diagonale sulla trequarti: Biabiany doveva coprire al centro oppure, con D’Ambrosio accorciato sulla diagonale, prendere il posto di D’ambrosio); ma l’errore grossolano è di Brozovic, che inizia un pressing che poi non continua e soprattutto non recupera la posizione in mezzo, costringendo Kondogbia a uscire e lasciare scoperta la parte centrale (che Brozo avrebbe dovuto coprire successivamente). Tanti errori, ma sarebbe bastato un centrocampista più ordinato per nasconderli tutti.

inter tottenham amichevole tattica brozovic
In fase statica (era rimessa dal fondo) tutto bene o quasi, a parte che Banega è troppo indietro e Brozovic non avrebbe dovuto essere così frettoloso

 

inter tottenham amichevole tattica brozovic
La reazione è pessima: Murillo è messo male, Miranda segue l’uomo schiacciandosi troppo: si apre il varco al centro anche sulla trequarti, dove Kondogbia è costretto a fare le veci di Brozovic. Grande Biabiany che si aggiusta i pantaloncini.

 

inter tottenham amichevole tattica brozovic
Il pasticcio tra i centrali è fatto, Brozovic pascola e non si avvede di Lamela: con Kondogbia spostato lì, era suo dovere accentrarsi. Errori anche da parte di D’Ambrosio e di Biabiany: le frecce indicano i movimenti che avrebbero dovuto fare. In alternativa, Biabiany avrebbe dovuto andare a contrastare Lamela

 

inter tottenham amichevole tattica brozovic 4 (Custom)
Tutti in ritardo (Biabiany dorme): le frecce indicano i movimenti che avrebbero dovuto fare per tempo

LE NOTE NEUTRE

ICARDI. Parliamo soprattutto di lui. Ci metterà qualche partita a capire Banega: nell’Inter non ha mai visto un centrocampista in grado di dargli la palla così bene in profondità. Scoprirà un nuovo modo di essere pericoloso, ma intanto ieri è stato solo un “vorrei” (di entrambi) che non si è concretizzato. A volte troppo statico, altre volte in posizione ideale ma con palloni dati male. Anche Candreva lo aiuterà moltissimo e con questo Perisic l’attacco sarà davvero interessante da vedere. Rimandato, ma con bagliori di ripresa (troppo poco comunque).
Ribadisco, se le cifre veicolate in questi giorni fossero vere lo cederei. Ma in questa squadra e con questi compagni potrà fare certamente meglio delle annate precedenti, che numericamente sono state già notevoli.

MANCINI. Tatticamente tante cose da rivedere, errori individuali e di sistema che c’erano l’anno scorso e ci sono tutt’ora. C’è un’evoluzione e basta un giocatore di qualità per vedere delle differenze sostanziali tra un’Inter e l’altra. Inspiegabili alcuni movimenti tattici chiaramente ispirati da indicazioni del tecnico, come il pressing a volte incomprensibile di Brozovic e, nella fine del primo tempo, di Kondogbia. Per potere fare quel pressing è necessario una squadra cortissima, cosa che l’Inter è lontanissima dall’essere.

LE NOTE POSITIVE

inter tottenham banegaBANEGA. Da anni sosteniamo la necessità di piedi buoni e cervello, finalmente eccoli. Si è mosso più o meno come ci aspettavamoogni volta che prende palla si vede che non è la stessa Inter. Avrebbe bisogno di altri piedi buoni con cui dialogare: un Witsel o un Joao Mario (pur diversi) sarebbe oro colato e sistemerebbe questa metà campo definitivamente. Ancora troppe pause, ma è normale: Mancini dovrà essere bravo a fargli capire che dovrà provare spesso il tiro da fuori.

KONDOGBIA. Non fatevi ingannare dai giornali: ha fatto una buona partita. Buono nel piazzamento ma troppo solo per essere efficace. Mostra finalmente una corsa convinta (l’anno scorso era inguardabile in corsa, sempre in affanno) e qualità tecniche ancora inesplorate. Banega gli regala la possibilità di un centrocampista dialogante e in grado di giocarla con un tocco o due: sembra trovarsi a meraviglia.

PERISIC. Ormai anche il più indefesso dei critici interisti si sarà convinti: dopo aver passato mesi a insultarlo a destra e manca, i tifosi possono godersi un giocatore moderno, una delle poche vere ali rimaste, qualità ambidestre, velocità, tiro e determinazione. Imprescindibile in qualunque formazione, il che dovrebbe scansarci dal tentare difese a 3 (Mancini sbaglia: lui nasce ala, non esterno di un centrocampo a 5), significherebbe sacrificare anche Candreva. Certo, avrà anche le sue pause, ma questo anche perché è sempre sul filo della corsa, dello scatto: la cosa buona è che aiuta, copre e raramente è dannoso.

INTER: CONSIDERAZIONI FINALI

Manca il secondo tempo, ma il Tottenham è piuttosto avanti nella preparazione e l’Inter era tutta insieme da troppo poco per essere la vera Inter.

Al netto della brutta figura che andrebbe evitata a prescindere, le indicazioni positive ci sono tutte, una dietro l’altra: sprazzi di luce che però non riescono a diradare le tante ombre che ancora affliggono una squadra con troppe cose da sistemare.
A partire da chi sta in panchina (leggasi Biabiany e Nagatomo) che dovrebbe essere sostituito per fare spazio a risorse più preziose, per finire ad un centrocampista di qualità che sia alternativa in costruzione a Banega: se rimane “solo”, rischia di essere fagocitato dalle marcature a uomo che vedremo spesso in Italia.

La strada intrapresa sembra quella gisuta, soprattutto dal punto di vista tattico: è una squadra con esterni veri e capaci, che si tratti di 4-3-3 o di 4-2-3-1 poco importa, l’importante sarà usarli sempre. Banega e Icardi ringrazieranno, e anche i tifosi.

 

Loading Disqus Comments ...