Rio: Nuoto, Day 1 – Italiani bene, Hosszu super

Cominciamo subito dicendo che, tutto sommato, il primo giorno del nuoto italiano alle Olimpiadi di Rio non è andato male. Anzi… se teniamo conto delle zero medaglie zero ottenute a Londra 2012, il passo avanti è stato notevole.

Splendido il bronzo di Gabriele Detti nella 400 SL maschile, frutto di un’ultima vasca da antologia, e altrettanto buono il piazzamento (6° posto) della staffetta 4×100 donne, che va a ricalcare esattamente il piazzamento agli ultimi mondiali di Kazan dell’anno scorso.

NuotoDetti
Gabriele Detti

Nel resto del mondo, da segnalare ben tre record mondiali abbattuti: l’Australia nella 4×100 donne — record che già apparteneva alle aussies, forti di due fenomeni assoluti quali sono le sorelle Campbell — a cui si aggiungono il record di Adam Peaty nelle batterie dei 100 farfalla e, soprattutto, la prova monstre dell’ungherese Katinka Hosszu nei 400 misti. La Iron Lady non ha battuto il record, l’ha frantumato, fermando il cronometro con oltre due secondi di vantaggio sul record precedente della cinese Ya Shiwen.

In quest’ultimo risultato è stata evidente la prepotenza rabbiosa della fuoriclasse ungherese, che ha dato l’impressione di voler annichilire quello che lei — e con lei moltissimi altri — ritenevano un record mondiale assai sospetto (va ricordato che, dopo l’exploit — e le polemiche — del 2012, Ya Shiwen non si è mai più ripetuta agli stessi livelli.)

Ma analizziamo le gare nel dettaglio.

400 misti uomini: delusione italiana

Eliminatorie

Nelle batterie Federico Turrini non riesce ad arrivare in finale. La sua è una controprestazione inattesa, visti i crono che aveva fatto registrare negli ultimi mesi. Le speranze di finale erano molto più su di lui che su Luca Marin, ma hanno fallito entrambi. Da Turrini ci si attendeva sicuramente un 4’12”, nuotato diverse volte quest’anno, che gli avrebbe permesso tranquillamente l’accesso alla finale. Da sottolineare le prestazioni dei giapponesi Hagino e Seto e dell’americano Kalisz — che, tra l’altro, è compagno di allenamento di Sua Meastà Phelps.

Finale

In finale, dominio di Hagino — favorito della vigilia — che interrompe vent’anni di dittatura a stelle e strisce. Gli USA però possono consolarsi con Kalisz, che brucia l’altro giapponese Seto nell’ultima vasca e si aggiudica la medaglia d’argento.

Nuoto - Kalisz
Kalisz, pupillo di Phelps

100 farfalla donne: altra delusione per l’Italia

Eliminatorie

Ilaria Bianchi, reduce da un promettente quinto posto a Londra 2012, non riesce nemmeno a passare le batterie. Almeno la semifinale era lecito aspettarsela. Per il resto, tutto è andato come previsto, con la svedese Sarah Sjöström una spanna sopra le altre e candidata d’obbligo per l’oro nella finale di questa notte — nella sua semifinale, la svedese, nonostante una partenza così così, ha comunque migliorato il record olimpico, facendo registrare un ottimo 55”84.

400 SL uomini: finalmente Italia!

Eliminatorie

Nelle batterie, ottima prestazione di Gabriele Detti, che arriva in finale con il terzo tempo assoluto di qualificazione: un 3’43” basso che fa ben sperare, anche se il cinese Sun Yang — campione mondiale a Barcellona e Kazan nel 2013 e 2015 e campione olimpico in carica — sembra davvero irraggiungibile.

Finale

La sorpresa, però, è dietro l’angolo. In finale vince l’australiano Horton, che tiene testa a Sun Yang e piazza la zampata decisiva negli ultimi 50. Soprannominato “Clark Kent” per ovvi motivi (vedi foto), Horton nell’intervista post-gara lancia la sfida a Gregorio Paltrinieri — con cui ha un solido rapporto di amicizia — in vista dei 1500.

Detti e Clark Kent Horton
“Clark Kent” Horton sul podio con Detti e Yang

Discorso a parte merita Gabriele Detti, straordinario bronzo: una medaglia che mancava all’Italia da Sydney 2000, con un crono a soli 9 centesimi dal record italiano stabilito proprio da Rosolino nella finale di quell’edizione dei Giochi. Detti gira all’ultima vasca in sesta posizione, ma fa un ultimo 50 da antologia ed entra di diritto nella storia del nuoto italiano — riscattando così la mancata partecipazione ai mondiali di Kazan dell’anno scorso.

400 misti donne: Hosszu ultraterrena, Italia piccola piccola

Eliminatorie

Un’altra delusione per il nuoto italiano arriva dalle batterie dei 400 misti femminili, con l’esclusione di Luisa Trombetti e Sara Franceschi. Inaspettata, forse, la prova della Trombetti, che nell’intervista post-gara dichiarerà: “Non mi sentivo me stessa.” Non ci si aspettava la finale, per carità, ma nemmeno tempi così tanto superiori agli usuali crono delle due azzurre.

Da registrare già nelle batterie la prova monstre dell’ungherese Katinka Hosszu, che ferma il cronomentro a 4’28”58, soltanto 15 centesimi dietro il record mondiale — che rimane assai sospetto — stabilito dalla cinese Ya Shiwen a Londra 2012. Una Ya Shiwen che non si è mai più ripetuta e che oggi, penosamente, ha navigato goffa al settimo posto della sua batteria, distaccata di oltre mezza vasca, senza nemmeno centrare la finale.

Finale

Ma è in finale che Katinka Hosszu stupisce il mondo. Un incredibile 3’26”36 abbassa di oltre due secondi il precedente record mondiale. Un’impresa che ha dell’inumano. Dietro di lei un abisso di acqua vuota: Katinka, alla fine, darà 5 secondi di distacco alla seconda classificata, l’americana Maya Dirado. Bronzo per la spagnola Belmonte Garcia.

Katinka Hosszu superstar
Katinka Hosszu superstar

100 rana maschili: Peaty!

Eliminatorie

Nelle batterie — a detta di tutti il momento migliore per tentare le imprese, se si è umani e non alieni come la Hosszu — il britannico fa registrare un clamoroso 47’55” con cui cade il primo record del mondo di queste edizioni dei Giochi Olimpici. Per capire la portata della prova di Peaty, basti ricordare che l’oro di Londra 2012 era arrivato con un tempo di un secondo più alto.

Nelle semifinali Adam Peaty si ripete — quasi — nuotando in 47’66”. Se si tiene conto che, attualmente, Peaty è l’unico uomo al mondo ad essere mai sceso sotto i 48”, la costanza dei suoi crono è impressionante.

Adam Peaty
Adam Peaty, fenomeno

Per quanto riguarda l’Italia, buona prestazione di Andrea Toniato, da cui non ci si poteva aspettare di più, che chiude con il 20° tempo assoluto — senza quindi approdare alle semifinali.

Per la finale di stanotte, non si riesce a capire chi possa sottrarre l’oro al fuoriclasse inglese.

4×100 femminile: Federica Pellegrini… wow!

Eliminatorie

La staffetta veloce italiana si qualifica per la finale con il quarto tempo assoluto. Un risultato ottimo — l’Italia non raggiungeva la finale in questa specialità da Sydney 2000 — prodotto di quattro frazioni praticamente perfette con la ciliegina sulla torta di una Federica Pellegrini in gran spolvero che piazza una quarta frazione da lacrime agli occhi (53”17). Le prime tre frazioni sono altrettanto ottime: parte bene Erika Ferraioli (54”91), poi le lanciate Silvia Di Pietro (53”97)Aglaia Pezzato (53”86) fanno il loro dovere — e anche qualcosa in più. Al cambio l’Italia è quarta, tra la Pellegrini e la staffettista olandese Heemsmerk che parte in testa ci sono almeno 7/9 metri… eppure, all’arrivo è Federica che tocca per prima, portando l’Italia a vincere la batteria di semifinale con — tra l’altro — il nuovo record italiano: 3’35”90.

Nuoto - Pellegrini
Federica Pellegrini

Finale

Purtroppo le azzurre non riescono a ripetersi in finale, ma terminano comunque al 6° posto, confermando il piazzamento dei mondiali di Kazan. A vincere è l’Australia, con il nuovo record del mondo, seguita dagli USA del fenomeno Katy Ledecky e, a sorpresa, dal Canada, che si aggiudica il bronzo a discapito dell’Olanda.

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