Rio 2016: Record, sorprese e finalmente medaglie Italia

Il terzo giorno dei Giochi Olimpici di Rio ha riservato molte sorprese — alcune delle quali clamorose — e ha visto saltare, nel nuoto, diversi record mondiali. E, finalmente, sono arrivate le tanto sospirate medaglie italiane, con Fabio Basile e Odette Giuffrida nel judo (rispettivamente oro e argento), Gabriele Garrozzo nella scherma (oro), Niccolò Campriani (oro nella carabina 10 metri) e, soprattutto, con la coppia Tania Cagnotto – Francesca Dallapè nei tuffi sincronizzati dal trampolino dei 3 metri (argento).

Nuoto: record su record, ma Italia malissimo

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Sarah Sjostrom

Il Day 2 del nuoto olimpico ha riservato spettacolo puro, con l’abbattimento di ben tre record mondiali, frutto di tre prestazioni ai limiti dell’umano da parte di tre atleti eccezionali. Al contempo, abbiamo assistito a un’altra contro-prestazione degli atleti azzurri: nessun italiano, infatti, è riuscito a superare le eliminatorie. Non ci resta, come al solito, che confidare in Federica Pellegrini (impegnata stanotte) e in Gregorio Paltrinieri.

100 farfalla donne

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Penny Oleksiak: il futuro è suo

Andando in ordine cronologico, nei 100 farfalla donne la già citata Sarah Sjöström ha ribadito i pronostici della vigilia, andando a vincere l’oro con il tempo straordinario di 55’48, nuovo record mondiale. La svedese, che domina la specialità da anni, riesce così a vincere il suo primo oro olimpico, l’unico che ancora mancava al suo palmarès di titoli individuali.

Il bronzo è andato alla campionessa olimpica uscente, la statunitense Vollmer. Da segnalare il futuro della specialità, la sedicenne canadese Penny Oleksiak, capace di conquistare l’argento con il record mondiale juniores. Se a sedici anni nuota così — vedasi Federica Pellegrini a Atene 2004 — non possiamo fare altro che immaginare per lei un futuro da star assoluta.

100 farfalla uomini

Come avevamo già scritto ieri, Adam Peaty non aveva rivali se non se stesso. Questo era facile da immaginare… quello che, francamente, era difficile pronosticare era che l’inglese abbattesse di nuovo il suo recordo mondiale, vincendo l’oro con il crono ultraterreno di 57”13. Se si pensa che, al momento, Peaty è l’unico uomo al mondo capace di nuotare sotto i 58 secondi — e che deve ancora “sistemare” la subacquea di partenza — ci si rende conto della portata dell’impresa.

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Adam Peaty

Sul podio con lui sono andati il sudafricano Van Der Burgh (oro a Londra 2012) e lo statunitense Miller.

400 SL donne

Tutti parlano, giustamente, di Michael Phelps, ma — a mio parere — il vero fenomeno del nuoto di questi Giochi Olimpici è un altro. O, per meglio dire, un’altra. Katie Ledecky — che meriterebbe un approfondimento a parte — è destinata a diventare la più forte nuotatrice di tutti i tempi. L’unico fattore che ne limiterà l’ascesa è che, per ora, al contrario di Phelps, si esprime soltanto a stile libero, dove domina i 400, gli 800 e i 1500 (che però non sono disciplina olimpica), e può dire la sua anche sui 200, oltre che a essere assai competitiva nella frazione di staffetta della 4×100.

Stanotte (ora italiana) ha dimostrato tutta la sua potenza e superiorità, andando a stampare un clamoroso 3’56”46 — ovviamente record mondiale.

La Ledecky, tanto per intenderci, è l’unica donna al mondo ad aver mai nuotato i 400 SL sotto i quattro minuti — in realtà ci è riuscita anche Federica Pellegrini, ma era l’epoca dei famigerati “costumi gommati”, e quindi non fa molto testo.

Dietro di lei — molto dietro — sono arrivate la britannica Carlin e l’altra statunitense Smith.

4×100 SL uomini

Ovvero, sua maestà Michael Phelps. Gli USA dominano la finale della staffetta veloce, con il tempo di 3’09”92, precedendo sul podio la Francia e l’Australia. Phelps nuota la seconda frazione con uno strepitoso 47”12 (lanciato), lui che non è né uno stileliberista, né tantomeno un centometrista a SL.

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Il 19mo oro olimpico di Phelps

Con questa medaglia, Phelps diventa ancor più di prima l’atleta più vincente di sempre. Sono ben 23 le sue medaglie olimpiche, di cui 19 d’oro. Mai nessuno come lui e — crediamo — mai nessuno riuscirà non solo a eguagliarlo, ma ad avvicinarlo.

Tuffi: Tania e Francesca, finalmente!

Era ora. Dopo tantissime delusioni olimpiche — Tania Cagnotto ha collezionato una sequela disperante di quarti posti — la coppia azzurra finalmente conquista l’argento nel sincro dal trampolino dei 3 metri. Argento che, in questa specialità, significa “prime degli umani”. Davanti a loro la coppia cinese, imbattibile e perfetta. Sul terzo gradino del podio l’Australia.

La cocente delusione di Londra 2012 — quarto posto, ancora — ha giocato paradossalmente a favore della coppia di atlete italiane: dopo quella delusione, decisero di non separarsi come avevano in mente di fare, e ci hanno regalato quattro anni di successi culminati ieri sera con la tanto sospirata medaglia olimpica.

Una medaglia olimpica che, nei tuffi, mancava all’Italia dal lontano 1980, quando a conquistarla fu proprio il padre di Tania, Giorgio Cagnotto. Le due ragazze hanno così interrotto un digiuno che durava da ben 36 anni.

Complimenti a loro, per un’impresa straordinaria.

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Sincronismo azzurro

Italia: tante medaglie

L’impresa delle due tuffatrici ci introduce a un argomento che non vedevamo l’ora di scrivere: le medaglie italiane.

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Odette Giuffrida

Finalmente, ieri sono arrivate. La fatidica medaglia d’oro numero 200 della storia olimpica italiana è stata conquistata da Fabio Basile nel judo (categoria 66 kg). E pensare che l’azzurro non doveva nemmeno esserci, qui a Rio. Murakami, responsabile del judo italiano, gli aveva detto che l’avrebbe portato a Tokyo 2020, ma lui ha insistito: “Sono già pronto.” E aveva ragione. Nel combattimento per l’oro ha avuto la meglio sul numero uno del ranking, nonché testa di serie numero uno a Rio, il sudcoreano An.

Ad accompagnare il trionfo di Basile è arrivato l’argento di Odette Giuffrida, battuta nella categoria 55 kg. soltanto dalla fortissima Kelmendi — che scrive anch’ella un pezzo di storia: è la prima medaglia olimpica del Kosovo.

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Fabio Basile

A rendere ancor più d’oro la notte italiana ci pensa Daniele Garrozzo, oro nel fioretto maschile. Il fiorettista di Acireale riporta il titolo individuale in mani italiane vent’anni dopo Puccini (Atlanta 1996), battendo in finale l’americano Alexander Massialas, numero uno del ranking mondiale.

E, proprio mentre scriviamo, arriva la notizia dell’oro di Campriani nella carabina dai 10 metri.

Le abbiamo aspettate tanto, e sono arrivate tutte in una volta. Tra poco entra in vasca Federica Pellegrini per le eliminatorie dei 200 SL donne: la sensazione è che il medagliere italiano non si fermerà qui.

Sorprese

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La delusione di Djokovic

Le sorprese più grandi arrivano dal torneo di tennis. Lo stra-favorito della vigilia, Novak Djokovič, viene meritatamente eliminato da uno straordinario Juan Martin Del Potro (ARG), 7-6 7-6 in poco più di due ore. L’argentino ha dominato tutto l’incontro, senza però mai riuscire a trasformare le numerose palle break offerte da Djokovič e dovendo ricorrere al tie-break in entrambi i set.

Per Djokovič è stata una delusione cocente. Potenza del sorteggio totale dei Giochi, in cui le teste di serie sono soltanto 16 e non esiste la “classifica protetta”: Del Potro attualmente è al n.145 del mondo a causa del lungo infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi, ma vale sicuramente i top ten, se non addirittura i top five. E, particolare non da poco, a Londra 2012 era stato proprio lui a negare a Djokovič il bronzo nella finale per il 3° e 4° posto.

Il campione serbo dovrà aspettare altri quattro anni per tentare di completare la sua bacheca, a cui il titolo olimpico ancora manca.

L’altra enorme sorpresa arriva dal doppio femminile: le sorelle Williams sono state eliminate ai sedicesimi di finale dalla coppia slovacca Safarova-Strycova. Stessa sorte è toccata ai fratelli Murray, Andy e Jamie, eliminati dal doppio brasiliano in un’atmosfera da torcida calcistica.

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