RIO BASKET 2016 – QUALIFYING ROUND DAY 1/2

Alla fine della seconda giornata del Basket Olimpico, non ho ancora smaltito del tutto la delusione del torneo preolimpico di Torino, ma ho capito qualcosa in più dei perché e dei percome di quella bruciante sconfitta.

GIRONE A: Stati Uniti, Venezuela, Cina, Australia, Francia, Serbia
GIRONE B: Argentina, Spagna, Brasile, Lituania, Nigeria, Croazia

DAY 1 – BOGUT NON RIENTRAVA DA UN INFORTUNIO? – TROPPE S&S PER LA CINA – RADULIJCA, WHAT ELSE?

Si comincia con un promettente Australia – Francia: Parker-Diaw-De Colo contro Dellavedova-Mills-Bogut.
Partono forte gli australiani che toccano anche il + 16 a metà secondo quarto prima che si scateni Tony Parker che fa rientrare i transalpini a -3. Ma l’Australia gioca, e gioca bene. Buona circolazione, scarichi sull’uomo libero e tanti, tanti assist (29 alla fine, 10 per Dellavedova). Bogut, rientrerebbe da un infortunio, ma nessuno se ne accorge: 18 punti per lui e una presenza importante sotto le plance. Troppe palle perse male dalla Francia che dovrà seriamente ripensare al suo gioco se vorrà fare risultato in un girone che rischia di diventare complicato.

USA-Cina è stato un “massacro sportivo pianificato”. Che la Cina non fosse più quella di Yao Ming lo si sapeva (ha preso scoppole un po’ ovunque, anche da noi, prima del torneo). Che fosse così remissiva come Sparring partner forse però non me l’aspettavo. KD
Gli States partono fortissimo, e archiviano virtualmente la pratica con il 30-10 della fine del primo quarto.
La batteria di lunghi cinese non serve né a limitare le scorribande offensive del team USA né a chiudere l’area in maniera ottimale. Anzi complica la vita quando gli esterni USA alzano l’intensità difensiva. Tantissime le perse Cinesi, e tantissime le rubate. Sugli scudi Kevin Durant con 25 punti e il 70% circa dal campo, ma voglio sottolineare la grande prova, a mio avviso, di Cousins che con un ottimo gioco interno ha avvicinato gli USA al pitturato, spadroneggiando fra gli “esili” centroni cinesi.

RADU

La Serbia si libera con facilità del Venezuela (non avevo dubbio alcuno). Djordjevic ha portato a Rio una selezione che darà del filo da torcere, a mio avviso una delle candidate alla finalissima.
Dopo un primo quarto chiuso con solo 4 punti di vantaggio, Radulijca e Bogdan Bogdanovic accendono il turbo, + 21 a metà gara, + 27 alla fine del terzo quarto. Il resto è accademia. Radulijca tira col 90% dal campo, e per me, tifoso Olimpia, è un bellissimo segnale.


DAY 2 – BARBOSA CI PROVA, MA TROPPO TARDI – SCARIOLO SEMPRE UNA GARANZIA (PER GLI ALTRI) – UN CAMPAZZO CHE NON TI ASPETTI

Brasile – Lituania prometteva di essere una partita tirata, e lo è stata, anche se in maniera diversa da quella che pensavo. Bene, benissimo la Lituania nei primi due quarti. Circolazione eccellente, buoni giochi e un convincente + 28 sui padroni di casa, troppo brutti per essere veri, con percentuali terribili da 3 e dalla linea della carità.
Poi si scatena Barbosa. Il giocatore dei Suns infila 17 punti negli ultimi 2 quarti. L’attacco Lituano si inceppa e il Brasile rientra fino al -4 sul 75-71. Ci pensa però Sabonis a segnare e subire il fallo a 1.19 dalla fine, le successive gite in lunetta di Kalnietis congelano le distanze e portano la Lituania al successo.

SPA_CRODa una parte i campioni europei in carica, e argento olimpico a Londra 2012, dall’altra parte coloro che ci hanno estromesso dall’olimpiade.
Squadre di tutto rispetto, con giocatori outstanding. Le premesse per una partita intensa ci sono tutte. Parte forte la Spagna, dopo un iniziale 4-0 croato risponde con un controparziale di 13-0, con Mirotic e Pau Gasol sugli scudi. Ma ci pensa Bogdanovic a fermare l’emorragia e far parzialmente rientrare i croati. La Spagna non ci sta e macina gioco, sempre con la premiata ditta Mirotic-Gasol, il vantaggio arriva fino al +14, ma manca la spallata decisiva.
Perasovic e i suoi sfruttano ottimamente il panchinamento di Gasol da parte di Scariolo e con un parzialone ricuciscono, trascinati da Planinic e Bogdanovic, il solco tracciato dagli iberici. Il primo sorpasso è firmato Babic a 6 dalla fine. Poi è un continuo sorparssarsi e controsorpassarsi finché non arriva prima un layup di Planinic su una tripla sbagliata da Simon, poi lo stesso Simon che ruba palla al Chacho Rodriguez e va ad appoggiare il + 2 Croazia. Non basta la tripla di Mirotic, sono ancora Simon e Saric, dalla lunetta, a fissare il 70-72 finale.
Spagna solida e talentuosa, ma Croazia, complessivamente, più “squadra”. Uno dei motivi per cui loro sono a Rio, e noi no.

CAMPAZZOL’Argentina di Ginobili, Scola e Nocioni partiva con il favore del pronostico contro la Nigeria, pronostico rispettato, e facilitato dall’infortunio di Shane Lawal dopo solo 3 minuti dal suo ingresso in campo, che ha privato la Nigeria di uno dei suoi uomini più fisici.
L’anima Argentina è ben rappresentata da un Campazzo che non ti aspetti. Facundo infila 14 punti alla fine del primo tempo (saranno 19 alla fine) e con Scola e Nocioni porta al +19 l’Argentina (50-31). Il secondo tempo è puro Garbage time. La Nigeria può e deve fare di più se vuole dire la sua in questo torneo, soprattutto migliorando le percentuali al tiro (4 su 25 da 3)

TIRANDO LE SOMME

Team USA è, sulla carta (ma anche per cattiveria agonistica) troppo più forte delle altre del lotto secondo me. Le uniche due squadre che possono, a livello di sistema, giocarsela sono Serbia e Spagna. La Croazia e l’Argentina sono ottime outsiders che possono dar fastidio a tutte. Non vedo nelle altre la possibilità di competere, alla lunga, con le altre squadre.
Insomma, chi fermerà l’America? Per quanto visto in questi due giorni, credo nessuno.

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