Ennesima uscita fuoriluogo del presidente Tavecchio

Ha parlato di nuovo e, come spesso gli succede, non ha detto una cosa molto intelligente. Anzi, diciamolo chiaramente: Carlo Tavecchio, presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, ha detto una idiozia. Di più: una vaccata.

PERSONAGGI CHE NON SONO DEL CALCIO

Parlando delle nuove proprietà asiatiche di Inter e Milan si è così espresso:

Credo che ci sono situazioni strane perché non ci sono questi grandi valori economici reali, ci sono interessi che dipendono molto dai diritti televisivi e dai mercati esteri. Poi se la Cina ha intenzione di fare i mondiali nel 2030 vuol dire che investirà in Europa […] Abbiamo la coscienza che il nostro calcio sta catalizzando l’attenzione dei mercati stranieri. Io vengo dal mondo dei dilettanti, e l’approccio con mondo dei professionisti non è stato facile. Ero abituato che la palla rotolava anche senza soldi. Questo sistema-calcio contiene una serie di personaggi che non sono del calcio, sono economicamente inquadrati per organizzare questo spettacolo. La Federazione dovrebbe avere un potere più forte. Io credo che la Federazione nei recenti anni è stata depotenziata, a vantaggio dei poteri della LegaCarlo Tavecchio - Presidente FIGC

Che cosa porti il presidente della FIGC a queste considerazioni è mistero gaudioso che avremmo il piacere di chiedergli. Fosse stato Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, avremmo potuto comprendere il “moto” celato dietro a quelle parole. Ma solo quello, perché sono parole che significano tanto, che fuoriescono da ogni canone e arrivano dove un presidente di Lega o di Federazione non dovrebbe arrivare.
tavecchio cinesiA meno che non abbia elementi di sospetto. Sulla affidabilità? Sulla serietà? Sulla sicurezza? Quale che sia il sospetto, se ne ha uno, lo dica e porti documenti e prove: altrimenti è il caso che taccia, perché ogni volta che apre bocca c’è da scrivere un’antologia. Lo zibaldone di Tavecchio.
Chi mai può considerarlo (più) un presidente di garanzia? Cosa c’entra la sottolineatura dei diritti tv? Di cosa si preoccupa se ci sono nuovi investitori? Cosa c’entrano i mondiali 2030? Cosa significa ” sono economicamente inquadrati per organizzare questo spettacolo”?
Forse che i cinesi non sono impastoiati nella realtà italiana e quindi non hanno alcun interesse che ci sia un presidente come Tavecchio?
E cosa vuol dire “non ci sono questi grandi valori economici reali”? A cosa si riferisce? Di quali valori sta parlando? Con quale “realtà” sta misurando le sue parole?

Quali che siano le risposte, la nostra è solo una: ha perso l’ennesima occasione per tacere.

LO ZIBALDONE DEL TAVECCHIO PRESIDENTE

Ricorderete tutti la vicenda più “mediatica” con cui Tavecchio si è fatto conoscere al grande pubblico, quella di “Optì Pobbà”.

Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro. L’Inghilterra individua i soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare . Noi, invece, diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigreeCarlo Tavecchio - Presidente FIGC

Frase famosa che destò scalpore per l’accostamento dell’extracomunitario che mangia le banane, detto terra terra. Eppure allora trovai molto più grave il riferimento al “pedigree” da dimostrare, dato che il “pedigree” è un aspetto legato del tutto agli animali. “Ok” mi risposero “non esageriamo: era una estensione, un tròpo”. Sarà stato anche un tròpo, ma a me puzzava più di razzismo il pedigree che la banana.

tavecchio cinesi opti pobà.jpgMa tant’è: per quella vicenda lo difesero Tardelli, Galliani e Preziosi (la presenza degli ultimi due attestano, senza ombra di dubbio, la sua colpevolezza), lui imbastì la solita canea di chi deve discolparsi dicendo l’esatto contrario (“la mia vita è improntata all’impegno sociale, al rispetto delle persone, tutte, e al volontariato: in particolare in Africa” con sottofondo di musica strappalacrime) e poche settimane dopo, 11 agosto 2014, diventa presidente FIGC… con inchiesta a carico portata avanti dagli organi della… FIGC. Avete capito bene: Tavecchio è stato eletto presidente e, già eletto, doveva sottostare al giudizio degli organi che presiedeva. Tutto molto italiano.

Peccato che in Italia non si ravvisarono elementi per squalificarlo (sarebbe stato troppo, stavolta con due “p”) mentre i giudici UEFA, di cui la FIGC è affiliata, lo squalificarono per 6 mesi. Insomma, ci facciamo la figura barbina e nessuno, in terra patria, dice niente.

Ma non è finita qua: perché, l’abbiamo scritto, su Tavecchio dovremmo fare un novello zibaldone. Una antologia degli scivoloni.

Noi siamo protesi a dare in questo momento una dignità anche sotto l’aspetto estetico della donna nel calcio. Perchè finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sotto l’aspetto sulla resistenza, sul tempo, sull’espressione atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto similiCarlo Tavecchio - Presidente Lega Nazionale Dilettanti

Sì, avete letto bene: “soggetto handicappato” e “abbiamo riscontrato che sono molto simili”. Wow, degli scienziati. Sentitelo con le vostre orecchie:

Si racconta anche di un episodio in cui definì i tifosi romanisti “coatti e mangiatrippa” o di quando, parole di Renzo Ulivieri, pensava di intitolare il suo progetto di calcio femminile “spogliati e gioca“: ma qui entriamo nel campo della leggenda e non vogliamo entrarci, pur piacendoci crederla verità (anzi, non ne abbiamo il minimo dubbio).

tavecchio e lotitoFinita qui? Macché.
In una chiacchierata con il direttore di Soccerlife, Massimiliano Giacomini, si lasciò andare a delle espressioni, anche queste, da antologia. Prima definisce “ebreaccio” l’imprenditore romano Cesare Anticoli da cui nel 2008 venne acquistato l’immobile di piazzale Flaminio.
Poi si esprime in questo modo contro gli ebrei: “non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada“.
Per chiudere, parlando di un ex dirigente della Federazione: “Ma è vero che è omosessuale? Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo“.

“Normalissimo”. Termine che, assieme a “pedigree”, racconta molte più cose di quanto farebbe una visita psicologica.

Per non tacere della vicenda Parma, in cui sarebbe emerso chiaramente che il Presidente Tavecchio sapesse già da tempo, da qualche mese, che il Parma era in condizioni disastrose: e lo sapeva per via di ben 3 relazioni degli ispettori COVISOC (commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche) che avrebbero allarmato una persona qualunque a capo della Federazione. Ma evidentemente non uno “normalissimo” come Tavecchio (e neanche Giancarlo Abete, sembra).

La verità è che in Federazione serviva uno come lui, 71 anni, nonostante tutti i proclami di svecchiamento e nuovi progetti. Le dimissioni di Abete sono state una delle grandi occasioni perse dal calcio nostrano: eleggono proprio lui, Carlo Tavecchio.

CURRICULUM DI TAVECCHIO

Uno che aveva il curriculum giusto per essere eletto, e a raccontarcelo è “Il Fatto Quotidiano”,ricordandoci degli anni 1 mesi 3 e giorni 28 di reclusione, oltre a multe e ammende per oltre euro 7.000,00 così articolate:

Carlo Tavecchio

    • falsità in titolo di credito continuato in concorso – Corte di appello di Milano- pena: reclusione mesi 4;
    • violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto – Tribunale di Como, sentenza del 29 novembre 1994, pena: reclusione mesi 2 giorni 28, multa euro 1652,66;
    • omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali – omissione o falsità in registrazione o denuncia obbligatorie – pretura di Como, sentenza del 2 luglio 1996, pena: reclusione mesi 3, multa euro 320,20;
    • omissione o falsità in denunce obbligatorie – pretura di Como, sentenza del 7 luglio 1998, pena: reclusione mesi 3;
    • abuso d’ufficio – Tribunale di Como, sentenza del 15 ottobre 1998, pena: reclusione mesi 3;
    • violazione delle norme per la tutela della acque dall’inquinamento – tribunale monocratico di Como, sentenza dist. Erba, pena: multa euro 5.154,57.

Non facciamoci mancare neanche le amicizie varie che servono sempre.

Il quadro non è abbastanza? Per me sì, e lo era già ai tempi delle dimissioni di Abete. Le parole di ieri non fanno altro che confermare l’inadeguatezza di chi può dare poco a questo calcio: qualunque innovazione, qualunque idea attuata o attuabile, sarebbe possibile anche senza Tavecchio. Probabilmente anche meglio senza Tavecchio: in nessun altro paese gli sarebbe concesso di essere alla guida della massima organizzazione calcistica nazionale. Solo in Italia.

E se anche i cinesi servissero solo per fargli guerra, ben vengano. Ben vengano.

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