Motogp: in Austria il bipolarismo italiano dà (l’unico) spettacolo

Diciamolo subito: quella di Spielberg è stata probabilmente la gara più noiosa della stagione. Emozioni pari a quelle riscontrabili solo alla tombola di Natale.

Facciamocene una ragione, in attesa che la DORNA faccia qualcosa, e vediamo un po’ com’è andata.

DALL’IGNA

IannoneDall’Igna stravaccato in poltrona che assiste alla nemesi del siluramento di Iannone come se stesse ascoltando in cuffia “On my own” di Nikka Costa resta un’immagine iconica del bipolarismo Ducati. L’uomo che riporta la squadra alla vittoria, dopo Valencia 2010 con Stoner, l’anno prossimo correrà per Suzuki, lasciando che il Dovi faccia da scudiero a Lorenzo, sbertuccia in pista sia i denigratori che stanno a Panigale che i denigratori che stanno nei media. Dall’Igna lo sa e nonostante tutte le feste del post gara, secondo me dentro di se sente di aver fatto una cazzata. Per quanto riguarda l’affair Belen, se sperate di leggere qualcosa qui, avete sbagliato link.

IANNONE E DOVIZIOSO

Dovi è un ottimo collaudatore, ma se c’è da vincere una gara Iannone è l’uomo adatto. Lasciamo perdere tutte le cazzate che è capace di fare, resta che a Zwelteg ha fatto una scelta di gomme da delirio, e pur avendo meno grip dell’altra Ducati arrivando con le gomme quasi meglio del suo compagno, ma lui non sa perchè (!?!). Iannone ha capito che per ovviare ai problemi di telaio che la rossa ha rispetto alle Yamaha, deve guidare come come faceva Stoner, buttando il cuore oltre l’ostacolo e mettendo anche di traverso la moto, perché sul rettilineo non ce n’è per nessuno, ma sulle curve, dove si vincono le gare, o riesci a fare percorrenza o è meglio lasciare stare. Dovi, invece, è talmente bello nel suo stile perfetto, che non vincerà mai, perché “sporcare” la guida è proibito dalla sua religione.

LORENZO

Tutto contento s’è preso un terzo posto che vale 4 punti guadagnati su Marquez. Ha poco da festeggiare, perché non è mai stato in grado di infastidire i cavalieri ducati e a Marquez 4 punti in meno fanno il solletico, ma comunque sembra essere uscito da quel tunnel di grigiore in cui era precipitato nelle ultime gare.

VALENTINO ROSSI

Vale non è uomo che ama farsi andare bene un quarto posto, ma in Austria non è che ne avesse per fare di meglio. Lo si è visto subito quando, in testa all’inizio del secondo giro, prende un lungo che solo un miracolo non l’ha sbattuto fuori dalla gara. Rossi sa guidare sui problemi, lo sappiamo tutti, anche i denigratori, ma c’è un limite anche a questa capacità e Rossi non è più quello che con una moto appena appena svezzata riesce comunque a vincere come fece a Welcom contro Biagi nel 2004. L’età conta, credetemi, anche per un mostro come lui. A tutti coloro che tifano Rossi lo dico chiaramente: non riuscirà a vincere il suo decimo titolo. Non che mi faccia piacere, che si sappia, ma ormai quel quid necessario per vincere un mondiale contro Marquez e Lorenzo non ce l’ha più. Detto con tutta l’immensa stima che ho per lui.

MARQUEZ

Bimbominkia sta dimostrando di non essere più così tanto bimbo. Solo l’anno scorso a vedersi quinto avrebbe messo in atto la più demenziale ed ignorante delle rimonte, rischiando la vita come se fosse sulla PS3, tanto poi ce n’è un’altra, e finendo per cadere miseramente. Oggi, dopo averci provato per due volte (a cadere, intendo), all’inizio rischiando di investire Lorenzo, e dopo una decina di giri, andando a vedere le margherite a bordo pista, si deve essere detto “Azz, qui mi sa che se non ragiono faccio un volo che me lo ricordo” e così ha optato per una gara conservativa tenendosi alla giusta distanza da Viñales per concludere noiosamente una gara che avrebbe voluto accendere con qualche attività circense in stile Kevin Schwantz. Basta guardargli la faccia al rientro in box.

MILLER

L’incidente che l’ha coinvolto dimostra che ancora parecchio deve essere fatto per la sicurezza dei piloti e dei circuiti. Questa volta è andata bene e i danni si sono limitati “solo” ad una microfrattura di una vertebra. Il ragazzo starà fuori un po’, ma è sicuramente un futuro protagonista della categoria.

https://www.youtube.com/watch?v=0BM6SLhVVwE

APRILIA

Ecco, l’Aprilia è protagonista dell’altro bipolarismo motociclistico italia. Per una Ducati che torna a vincere, ci si chiede come faccia la casa di Noale, a quasi due anni dal suo ingresso in MotoGP, ad essere così lontana da qualsiasi tipo di prestazione che non sia il ritiro delle due moto tra il quinto e il nono giro. L’errore è stato quello di non volersi affidare subito ad un pilota esperto e comunque molto vincente, vedi Biaggi, che avrebbe saputo da subito dare indicazioni chiare su come impostare la moto. Bradl e Bautista non sono i piloti vincenti ed esperti che servono per cercare di stringere il gap con le altre. Per carità di patria non citiamo il caso Melandri.

BARBERA

Barbera squalificato è cosa buona e giusta. Barbera sta alla moto come Ranocchia al calcio: perché insiste?

Tirando le somme, non cambia nulla. Marquez vincerà il mondiale; probabilmente Rossi scavalcherà Lorenzo perché in Yamaha non sono stupidi e sanno che sarà meglio per tutti che Rossi abbia sempre la moto migliore (se ce la fanno) e Lorenzo andrà via sparando le Katyusha contro i giapponesi. Iannone sarà sempre considerato un pazzo e Dovizioso uno affidabile. Viñales dimostrerà di essere una scelta giusta e Barbera ci auguriamo che sia colpito dalla luce sulla via per Brno e decida di ritirarsi dalle competizioni.

Amen

Loading Disqus Comments ...