RIO BASKET 2016 – QUALIFYING ROUND DAY 7/8

Cominciano a delinearsi situazioni chiare nel girone A, gli States imprendibili, gli altri ad inseguire, ma la superiorità (presunta) degli americani subisce un’altra spallata notevole da parte degli indomiti serbi di coach Djordjevic. Dall’altra parte, Argentina-Brasile è una partita che riconcilia col gioco del basket, la Spagna strapazza una Lituania al risparmio e la Nigeria guadagna la prima vittoria ed è ancora in corsa per una qualificazione insperata.

AUSTRALIA SUL VELLUTO – USA, NON È FACILE COME SEMBRA – TROPPA FRANCIA PER IL VENEZUELA

Brock Motum
Brock Motum

Nella prima partita di giornata l’Australia si permette di far rifiatare Bogut, reduce da una partita intensissima con gli USA, ma non per questo diminuisce la sua pericolosità offensiva. Vero che al cospetto di una Cina ormai relegata al ruolo di vittima sacrificale, non serve giocare alla morte. E dire che la Cina ci ha provato, almeno nel primo quarto il gioco, Fino a mettere il naso avanti sul + 2. poi, quando l’Australia ha deciso di cominciare a difendere seriamente, non c’è stata più storia. Bene ha fatto Lemanis a far riposare i suoi, dando tanti minuti ai giocatori meno impegnati finora, come Motum e Martin. Da sottolineare la prova di Bairstow, l’ala di Brisbane ne mette 18 con 9 rimbalzi, garantendosi la palma di migliore in campo. La Cina si avvia tristemente a chiudere la sua seconda Olimpiade di fila con uno 0 nella casella della vittorie.

Ammetto che dopo i primi 10 minuti temevo un massacro ai danni della Serbia. Per quanto gli USA fossero decisamente più nervosi del solito (due tecnici e un antisportivo del primo quarto), gli otto punti di vantaggio e soprattutto l’evidente sudditanza che la Serbia aveva dimostrato nel primo quarto sembravano presagire a una sorta di passeggiata di salute.

Quest'uomo è un genio.
Quest’uomo è un genio.

Niente di più sbagliato. La condizione mentale della squadra serba è salita minuto dopo minuto di pari passo con l’intensità e la visione di gioco di Teodosic. Raduljica prima, e Jokic dopo hanno preso stabilmente possesso del pitturato USA, e le magistrali letture del play del CSKA hanno fatto spesso e volentieri ballare la difesa statunitense nel vano tentativo di anticipare linee di passaggio e scarichi laterali. Sotto molti punti di vista si è assistito al replay della partita con l‘ Australia, o, parafrasando il Giuanìn (Gianni Brera n.d.a), gioco corale 91 – individualità 94.
Alcune azioni serbe sarebbero da fare vedere e rivedere in ogni scuola basket. L’azione che ha portato al facile appoggio di Jokic, dopo cinque passaggi di tocco senza che la palla sostasse mai per più di centesimi nelle mani di un giocatore serbo è forse lo spot ideale per far appassionare chiunque al gioco del basket. Ve la proponiamo.

Per la cronaca, la Serbia ricuce, punto su punto, il terribile -14 di parziale iniziale. Raduljica vince nettamente il confronto con DeAndre Jordan, giocando anche un po’ sporco e provocando un paio di reazioni isteriche del lungo dei Clippers. Quando poi è costretto in panca per il quarto fallo ci pensa Jokic a tirar fuori una prestazione da 25 punti.

Kyrie Irving
Kyrie Irving

Sia chiaro, la Serbia non mette mai il naso avanti in 40 minuti, ma indice della buonissima prestazione di squadra è il fatto di non aver mai ceduto ai tentativi, ripetuti, di spallate da parte degli States, soprattutto con un ispirato Irving.

 

Anzi, i balcanici arrivano a giocarsi la palla del potenziale over time a tre secondi dal 40°. purtroppo la rimessa non finisce nelle mani di un fin qui magistrale Teodosic, ma in quelle di Bogdanovic, un po’ in ombra. La palla di infrange sul ferro e consegna la vittoria agli Stati Uniti, ma è un fatto che, appena trovate squadre un minimo più organizzate di Cina e Venezuela, TeamUSA stia facendo una fatica del diavolo che, sulla carta, probabilmente non era stata preventivata. Alla Serbia resta il rimpianto dei primi cinque minuti in completa balia degli americani, ma giocando così nessun traguardo è precluso.

La partita tra Francia e Venezuela dura più o meno otto minuti, cioè fino a quando Tony Parker

Tony Parker
Tony Parker

decide che, va bene tutto, ma essere sotto di uno col Venezuela non era il caso. Il 6-0 di parziale che chiude il primo quarto è il primo chiodo transalpino nella barra dei sudamericani. Da quel momento in avanti la forbice del divario andrà sempre più aumentando fino al +40 finale. Dopo la sconfitta iniziale con l’Australia, i transalpini danno, partita dopo partita, l’impressione di aver trovato la strada verso il proseguo della manifestazione. Il Venezuela anche se non ancora matematicamente eliminato avrebbe bisogno di un mezzo miracolo, battere l’Australia e sperare in un tracollo serbo contro la Cina. Francamente lo credo quasi impossibile.

CHE PARTITA, RAGAZZI, CHE PARTITA – LA SPAGNA GIOCA DA SOLA (LITUANIA NON PERVENUTA) – NIGERIA ANCORA VIVA

Il derby sudamericano è stato un inno al gioco della pallacanestro. Una partita incredibile, giocata sempre sul filo dei nervi, tecnicamente fantastica. Termina al secondo supplementare, con la vittoria di un’indomita Argentina, ma è una partita che è quasi un peccato che una delle due l’abbia dovuta perdere.

Nene Hilario
Nene Hilario

Certo, si sono sfidati anche due modi diversi di vedere il gioco. Da una parte il Brasile, che ha ricercato insistentemente il centro dell’area, grazie anche ad un Nene Hilario in giornata di grazia. Il centro di Houston, servito sempre intelligentemente da Marcelinho Huertas, ha fatto tanto male in area Argentina non solo coi punti e con movimenti intelligenti, ma anche costringendo ad un lavoro improbo, in fase di contenimento, sia Scola che Nocioni. L’assenza di un vero centro di ruolo tra gli argentini ha fatto in modo che spesso, l’area albiceleste fosse terreno di conquista per i p’n’roll centrali e laterali orchestrati dai verdeoro. L’Argentina ha giocato spesso in maniera perimetrale, cercando insistentemente circolazione ed extra pass. Ben 42 alla fine saranno i tentativi da tre. Poi, ti trovi un Nocioni da 8/12 e un Campazzo da 5/10, E allora capisci come sia possibile mantenersi in scia ad una formazione che prende rimbalzi in attacco, genera extrapossessi e tira 20 volte più di te da 2.

36 anni e dominare a un'Olimpiade
36 anni e dominare a un’Olimpiade

Quanto sembrava che il Brasile fosse riuscito a mettere un minimo di margine per poterla portare a casa, ci penserà proprio Andres Nocioni, a mettere l’ennesima tripla della sua mostruosa gara (37 punti!) che vale i supplementari, prendendosi così con gli interessi la personale rivincita su quella tripla sbagliata contro la Spagna che costò la finale nei mondiali in Giappone nel 2006.
I supplementari vivono sull’onda di un’intensità emotiva assurda. Prova a scappare il Brasile, sulle ali di Huertas, ma, una volta uscito lui per falli si spegne la luce nell’attacco carioca. L’argentina guidata da un magistrale Campazzo in cabina di regia riaggancia i brasiliani e li forza al secondo supplementare, grazie anche all’errore di Neto sull’ultimo possesso verdeoro. Ed è ancora Campazzo prima con una tripla in transizione, e poi con penetrazioni che aprono l’area a favorire il break Argentino che risulta incolmabile per gli stanchi Brasiliani.
L’Argentina vince, viva l’Argentina, il Brasile perde, ma viva il Brasile lo stesso. Una partita così merita solo applausi.

Pau Gasol al tiro da 3
Pau Gasol al tiro da 3

La Spagna forse ha trovato la quadratura del cerchio. Vero è che la Lituania ci prova per un quarto e mezzo, poi, vista l’aria e considerata la posizione in classifica, tira i remi in barca e opera un ampio turnover, permettendo alla Spagna di vincere facilmente e con un distacco importante. Poco da dire sulla partita, da segnalare soltanto, si fa per dire, l’irreale 100% di Pau Gasol dalla linea da tre. Spagna outstanding in tutte le voci statistiche, ma non sorprende considerata l’arrendevolezza dei baltici. Pur nella generale mediocrità dei lituani, l’unico che non ci sta e che ci prova fin quando non viene panchinato per preservarne le energie, è il solito Kalnietis che segna con l’80% dal campo e mette a referto 16 punti in poco più di 15 minuti. La Lituania già certa del passaggio del turno, la Spagna va 2-2 e aumenta le possibilità di evitare un insidioso quarto con gli USA.

Dalla partita che, sulla carta, poteva essere la più scontata esce la sorpresa di giornata.
La Nigeria conquista la sua prima vittoria in questo torneo olimpico sconfiggendo la Croazia di Aza Petrović. Certo, una vittoria che potrebbe sembrare, a prima vista, un po’ casuale e favorita semplicemente dalle altissime percentuali africane dalla lunga distanza. In realtà si sono visti durante tutta la gara i limiti ormai noti della formazione croata.

Ebi Ere e Roko Ukic
Ebi Ere e Roko Ukic

Alla fine del primo quarto la Croazia conduce di sette punti, quando, come al solito, stacca il cervello. Un mini parziale Nigeriano riporta le squadre in parità, con la Nigeria che pian piano comincia a mettere distacco, grazie alle giocate di Ere e Umeh. Aggiungiamo, per buona misura, 5 minuti a cavallo dell’intervallo nei quali la Croazia produce la bellezza di 1 punto. Ed ecco apparecchiata la tavola per la prima vittoria Nigeriana.
La Croazia, come al solito, cerca di chiudere la stalla, con le giocate di Bogdanovic, che la riportano fino al -3 a quattro dalla fine, ma i buoi sono già scappati. La Croazia in attacco è solo lui, e appena tira un po’ il fiato ci pensano Akognon ed Ebi Ere (vecchia conoscenza del campionato italiano) a piazzare un contro-break di 11-3 che chiude definitivamente la partita.
La Croazia, sul 2-2, manifesta ancora una volta preoccupanti limiti di natura mentale che possono condizionarla nel torneo. La Nigeria è potenzialmente ancora in corsa per la qualificazione ma dovrà giocarsela con il Brasile, sperando nella sconfitta della Croazia contro la Lituania.

TIRANDO LE SOMME

Il gruppo A è praticamente definito. USA primi, Australia probabile seconda, Francia terza, Serbia quarta. Nel gruppo B la situazione è più fluida. La Croazia si gioca la qualificazione contro la Lituania, la Spagna potrebbe ancora arrivare prima nel girone, battendo l’Argentina. Brasile e Nigeria devono vincere, e sperare in un incrocio favorevole dei risultati.

Loading Disqus Comments ...