La Roma di Spalletti: la vera anti-Juventus

Era il 29 febbraio di quest’anno quando Spalletti si era espresso sullo scudetto:

Se io rimango alla Roma, voglio avere la possibilità di poter competere per lo scudetto: secondo in classifica ci sono arrivato già diversi anniLuciano Spalletti, allenatore della Roma

Una direzione chiara per comprendere la sua versione 2.0 dell’esperienza con la Roma: ovvero il suo “NON progetto”.

A differenza di ciò che abbiamo potuto vedere in casi simili, con allenatori che richiedevano il prolungamento del contratto in scadenza alla fine dell’anno come base per poter ripartire nella nuova stagione (Mazzarri e Mancini giusto per fare due esempi), la risposta di Spalletti alla proposta di rinnovo del suo contratto che scadrà a giugno del 2017 è stato un deciso no.

Il motivo è semplice: vuole vincere e vuole provare a farlo subito.

Roma, Garcia al capolinea. C'è Spalletti in poleE per farlo ha bisogno di una squadra pronta che mal si sposa con la parola “progetto” che farebbe intendere dei tempi più lunghi e giocatori da formare. Vista l’importanza che ricopre Spalletti in questa Roma, frutto sia del suo passato ma anche di un ottimo campionato dopo essere subentrato ad un ormai spento Garcia di una Roma ancora più spenta, la risposta negativa al prolungamento ha messo con le spalle al muro la società e il suo direttore sportivo (Walter Sabatini, plenipotenziario che faceva e disfaceva la squadra a suo piacimento pensando più alle plusvalenze e ai colpi a sorpresa da grandissimo conoscitore di calciatori quale è) costringendoli ad assecondare le richieste del tecnico.

I giocatori li sceglie Spalletti, per quel che è nelle possibilità societarie, mentre i talenti da formare tanto cari al DS Sabatini (che a fine stagione dovrebbe lasciare) ci potranno essere ci si potrà lavorare sopra in settimana ma non verranno presi e fatti giocare per farli crescere in previsione futura o di qualche plusvalenza.

La squadra deve essere pronta quest’anno, non fra uno o due, anche perchè Spalletti potrebbe decidere di non esserci più fra un anno e nessuno della società osa mettere in discussione il valore e l’importanza dell’allenatore.

I casi di Bruno Peres e di Gerson sono propedeutici per comprendere quanto sia intervenuto Spalletti nel mercato e nella “dimensione Roma”. Era il 30 agosto del 2015 e Sabatini si esprimeva così pubblicamente:

Bruno Peres Roma

Bruno Peres Roma

L’arrivo di Bruno Peres dal Torino è l’ultimo esempio in ordine temporale, ma non l’ultimo in senso assoluto di questa sessione di mercato, a descrivere l’impronta che il tecnico di Certaldo ha impresso sulle scelte del mercato giallorosso.

Su Gerson, invece un anno fa leggevamo questo:

Gerson Roma

E guardavamo questa foto:

Roma Gerson

Ma Gerson è un talento di 19 anni, costato 15 mln più bonus, strappato alla concorrenza del Barcellona, il cui ruolo ad oggi non è ben definito (da ala-3/4sta così come giocava in Brasile ad intermedio così come lo ha provato Spalletti): ad oggi non viene neanche considerato pronto nemmeno per essere inserito nelle rotazioni.

Rotazioni dalle quali potrebbe forse uscire anche Paredes, giocatore di sicuro talento ed avvenire preso da Sabatini ed impostato da Giampaolo come centrale di centrocampo, ma non pronto secondo Spalletti per prendersi la responsabilità di guidare la Roma e giocatore che il tecnico è pronto a sacrificare per arrivare a qualcuno (Borja Valero) che sia in grado di dare il suo contributo ad alto livello immediatamente e che sia capace anche di giocare in più ruoli del centrocampo, dando così un’alternativa valida al rientrante a tempo pieno Strootman.

COME GIOCHERÀ LA ROMA DI SPALLETTI

Parlare di moduli fissi ha un senso relativo, i giocatori devono essere capaci di muoversi in campo e cambiare posizione sia nello svolgimento stesso delle singole azioni sia cambiando modulo più volte durante la partita, e la presenza di diversi elementi (Juan Jesus, Florenzi, Bruno Peres, Perotti) capaci di giocare in più posizioni facilita questo sistema, avendo inoltre possibilità di scegliere un attacco leggero (El Shaarawy-Perotti-Salah) o con la presenza di una prima punta classica (Perotti-Dzeko-Salah).

Il modulo di partenza sarà il 433.

4-4-3 tattica modulo spalletti roma

In porta la riconferma di Szczesny fortemente voluta da Spalletti fa pensare ad una sua titolarità se non già dal preliminare contro il Porto (è arrivato e si allena bene da non più di 10 giorni) di sicuro durante la stagione, anche se le prime parole del tecnico toscano lasciano pensare che ci sia un vero e proprio ballottaggio: col Porto ha giocato Alisson, titolare del Brasile in Copa America e acquisto di gennaio fatto da Sabatini.

Vermaelen RomaIn difesa i centrali titolari saranno Manolas e Vermaelen, probabilmente la migliore coppia di centrali della serie A come bravura dei singoli e complementarietà dei due. L’unico dubbio nell’arco della stagione sono le condizioni fisiche del belga.

Bruno Peres prenderà il posto occupato da Florenzi che tornerà ad essere un jolly buono per ogni occasione, sia come intermedio od esterno di centrocampo sia come attaccante esterno (ricordando che Salah andrà via a gennaio per la Coppa d’Africa il ruolo potrebbe risultare scoperto altrimenti).

A sinistra, in attesa del ritorno dell’infortunato (e sfortunato) Mario Rui, il posto sarà occupato da Juan Jesus che sarà il terzino più di contenimento (rispetto a Bruno Peres che sarà prevalentemente di spinta) e sarà in grado di far cambiare la difesa facendola diventare a 3 sia nei singoli momenti della partita che con una sostituzione a centrocampo.
In mezzo al campo attualmente i 3 titolari sono indiscutibilmente Nainggolan, De Rossi e Strootman.

La perdita di Pjanic, e del troppo spesso dimenticato Keita (geometrie e personalità in quantità industriale), può essere sopperita solo attraverso una stagione eccellente di Strootman ed un rendimento di ottimo livello di De Rossi.
strootman romaLe condizioni e il rendimento dell’olandese sono il vero punto cruciale della stagione romanista, perché Strootman è un giocatore dominante in mezzo al campo sotto ogni punto di vista, partendo da quello mentale che è ciò che ad una squadra come la Roma manca da sempre, ma anche dal punto di vista fisico, tecnico e tattico.
I gol e gli assist (rispettivamente 10 e 12) persi con la partenza del bosniaco verso Torino, dovranno essere recuperati attraverso il gioco e ridistribuiti su più giocatori sia centrocampisti che attaccanti.
A Nainggolan, oltre al consueto dinamismo e capacità nel recupero dei palloni, il compito di inserirsi costantemente in avanti andandosi infilare negli spazi lasciati liberi dalle punte.

Passando all’attacco, se Dzeko dovesse soddisfare le richieste del tecnico partecipando maggiormente al gioco di squadra in ogni suo aspetto ed avendo un atteggiamento mentale sempre presente e “cattivo” durante i 90 minuti (ma soprattutto garantendo un quantitativo di reti maggiore rispetto a quello della passata stagione in cui ha sbagliato spesso tutto ciò che si poteva sbagliare) allora potrà giocare più spesso e non diventare una soluzione solo in caso di avversari bloccati dietro.

Dzeko RomaLa seconda stagione dell’attaccante bosniaco è sempre stata migliore della prima in termini realizzativi, sia nel Teplice che nel Wolfsburg per arrivare a quella nel City. L’inizio in questo precampionato insieme a Perotti e Salah fa ben sperare che possa ripetersi anche con la Roma ma saranno le prove in campo quando i risultati conteranno a determinare la sua titolarità, altrimenti si ripartirà da quello leggero che tanto bene ha fatto la corsa stagione con Perotti falso nove e Salah ed El Shaarawy sulle fasce (che nel frattempo sarà tornato in forma dopo un precampionato non al massimo), con il supporto continuo di Nainggolan.

In questo caso, però, il quantitavo delle reti che i 3 devono garantire deve superare i picchi massimi raggiunti da loro in carriera (Salah con 14 la scorsa stagione, El Shaarawy con 16 nel campionato 2012/13 e Perotti con 4 negli ultimi due campionati).
Vedendo il rendimento offerto dai tre dal loro arrivo a febbraio tutto fa pensare che queste cifre possanno essere superate. Rendimento (e numeri) su cui ben pochi avrebbero scommesso pur riconoscendo le qualità di tutti i giocatori ma che da questo punto di vista venivano da stagioni (eufemisticamente) non esaltanti.

DIFESA A 3

Altra soluzione ipotizzata è l’uso della difesa a 3. La presenza di numerosi difensori centrali di ottimo livello (Rudiger quando tornerà e Fazio appena preso oltre ai tre già citati e la possibilità di arretrare De Rossi) e di due esterni come Bruno Peres e Florenzi adatti più a giocare come esterni di centrocampo che come esterni di difesa, potrebbe rendere questo modulo un’alternativa valida non solo in determinate condizioni durante la partita contro determinati avversari.
In questo modo non verrebbero persi nemmeno i gol di Florenzi (7, 5 e 6 nelle ultime 3 stagioni) e nel frattempo potrebbe dare più possibilità di riposare ai centrocampisti il cui numero senza l’arrivo di un altro elemento di livello è limitato.

EXTRA CAMPO

E’ incredibile come si debbano considerare fattori extra campo per valutare il possibile rendimento in campo.

Anche in questa stagione i tifosi della Curva Sud non entreranno allo stadio come forma di protesta per l’introduzione di barriere divisorie inserite all’interno del settore (e delle multe salate per chi cambia di posto) a cui vanno aggiunti provvedimenti nuovi come lo scanner facciale. Ma più che questo sarà soprattutto la possibilità di parcheggiare solo in determinate zone lontane dallo stadio che probabilmente farà cambiare idea di andare a vedere la partita a molti di quei tifosi “normali” che non avranno voglia oltre ai numerosi controlli di sobbarcarsi lunghi tragitti a piedi con bambini o anziani al seguito.

E uno stadio vuoto non può non influire, anche se in minima parte, sul rendimento della squadra padrona di casa.

CAPITOLO TOTTI

E’ stato dato per finito da anni, si cerca il suo successore da tempo (vedi foto sopra di Gerson), anche Pallotta (era il 15 marzo) lo aveva invitato esplicitamente a pensare ad altro:

E invece è stato proprio lui a portare la Roma al terzo posto con un finale di stagione incredibile e che ha permesso ai giallorossi di partecipare al preliminare di Champions, aiutando a raggiungere un risultato anche chi non aveva perso occasione per criticarlo come lo stesso allenatore:

Il rinnovo è arrivato a suon di prestazioni e a furor di popolo, questo sarà il suo ultimo anno. Solo che più che una semplice passerella lunga 38 giornate, sempre siano in grado di utilizzarlo, Totti potrà essere un’arma in più che poche altre squadre hanno, anche per pochi minuti, così come è accaduto nel finale della scorsa stagione: altrimenti si rischia il mesto e malinconico addio.

CONSIDERAZIONI FINALI

Totti Bonucci Juventus RomaLa Roma è la candidata numero uno al ruolo di anti-juve.  Nelle ultime 17 partite (tolti il pareggio col Verona in casa e la sconfitta a Torino la settimana successiva) con Spalletti in panchina la Roma ha vinto 14 partite pareggiandone 3. Se dovesse arrivare anche il centrocampista di cui sia parlava le distanze si colmerebbero ulteriormente e solo un finale di mercato con colpi importanti a  centrocampo da parte della squadra bianconera potrebbe ristabilire le distanze che si sono assottigliate dopo la cessione di Pogbà e visti i dubbi sulle condizioni fisiche degli altri titolari.

Mentre un’uscita nel preliminare potrebbe rimescolare le carte se fossero costretti a cedere qualche pezzo pregiato, vedi Manolas al Barcellona (di cui si è parlato in occasione dell’arrivo di Vermaelen a Roma), ma questa sembra più un’eventualità rimandata alla fine di questa stagione come è avvenuto per Pjanic a giugno.

L’ambiente è sempre un’incognita, ma nulla di veramente diverso rispetto a ciò che si vede da altre parti, ed è stato lo stesso Spalletti a voler mettere un punto su un aspetto che troppo spesso è stato utilizzato più come una scusa:

Roma Spalletti tifo

Gli ambienti facili ci sono solo in qualche bella realtà di provincia.

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