Brno: la vittoria dell’inconsapevole Crutchlow

Che Brno non fosse una pista per la Honda probabilmente lo sapevano in molti, ma nessuno si è peritato di dirlo a Crutchlow, che a dispetto della fatica della Casa della Ala, dopo 8 giri ha deciso che aveva voglia di correre un po’ e nell’arco di otto-nove giri è andato a vincere una gara che all’inizio si era presentata più o meno come le ultime gare di MOTOGP, nell’attesa che succeda qualcosa di emozionante e che non fosse il semplice giro a vita persa di Marquez.

brno marquezMa cominciamo dalla griglia di partenza. Ieri Marquez ci aveva fatto capire che nonostante le difficoltà di casa Honda, lui era in grado di girare alla grande, spappolando il record di Pedrosa del 2014. Transeamus sul fatto che abbia girato infilandosi tra gli altri ingaggiandoli come se fosse in gara e forse esagerando un pochino nella trance agonistica. Ma Bimbominkia ci ha abituati a queste sue uscite di genio, pur regalandoci sprazzi di guida sulla soglia tra la vita e la morte, privilegio di pochi grandissimi campioni.

Iannone aveva fatto il suo prendendosi la prima fila, ma non riuscendo a superare Lorenzo che, sulla carta, stava guardando Marquez negli occhi come all’Ok Corral. Ma su Lorenzo apriremo un punto più ampio.

Dovizioso è in seconda, nel più classico dei suoi stili, con una moto che a sprazzi è sembrata imballata, rispetto alla gara in Austria.

Dietro anche Rossi, che mai era sembrato in grado di competere per i primi posti, salvo poi venir “scusato” dal fatto che nel giro che contava aveva trovato traffico. Vale, non trovare scuse, perché quando non si va non si va e si fa migliore figura a dirlo invece di scadere a livello “Biaggi”.

Tutti gli altri dietro. Barbera non ha ricevuto la grazia e ha continuato a insistere con il motociclismo, nonostante la sua totale idiosincrasia.

brno ducati motogpQuando partono la giornata ha già calato le sue carte offrendo alla MotoGp il solito menù già visto di una pista bagnata, ma in via di asciugatura. Si resetta tutto e le prove fatte non valgono più niente. Il problema, in quelle fasi, è capire quando la pista si asciugherà: quindi bisogna tirare a dadi giocandosi la scelta delle gomme. Dal punto di vista delle strategie è un terno al lotto. La scelta obbligata è “rain”, ma tra Hard e Soft potrebbero esserci una tenuta di almeno dieci giri di più, ma se la pioggia riprende, allora potrebbe anche non essere la scelta migliore.

Tutti si buttano sulle soft davanti e dietro, tranne Lorenzo e Rossi al posteriore (Crutchlow monta le dure davanti e dietro, NdADV). I primi giri sembrano essere la Waterloo dei super-manici: Lorenzo 11, Rossi 13, Marquez 6 e Pedrosa 16! Davanti Dovi e Iannone tengono dietro Barbera che, da par suo, sfrutta benissimo le scie. Anzi, se non ci fossero le scie, non ci sarebbe Barbera!

Le Ducati sembrano voler dire al mondo “siamo tornati e stiamo andando a prenderci la vittoria”. Iannone gira  più veloce di  2” sul giro rispetto alle Yamaha e di 1.5” rispetto Marquez e non c’è alcun motivo per cui si possa pensare che non debbano vincere. La pista tiene il bagnato e tutto scorre, quando dalle retrovie l’ignaro Crutchlow comincia a dare delle botte di gas da far tremare Lucio Cecchinello che immediatamente allerta l’unità coronarica, perché non ce la fa proprio a guardare quel pazzo di Cal che comincia a girare dando 2” a giro a Iannone, mentre scala posizioni su posizioni. Nel frattempo Rossi assaggia la 13^ posizione e Lorenza naufraga in 16^. Marquez galleggia tra quarta e quinta, mordendo il freno perché avrebbe voluto spegnere il cervello e rischiare di morire ad ogni curva, ma in Honda gli hanno spostato l’interruttore e non gli hanno detto dove l’hanno messo. A ben vedere sono tante le cose che Honda non dice ai suoi piloti.

brno bagnato motogp.jpgMentre Crutchlow si disinteressa gioiosamente dell’acqua, della pista che si asciuga, delle gomme, delle moto che gli si piazzano tra gli zebedei e punta deciso come un sottomarino verso Iannone, Dovizioso pensa bene di rompere la moto (non voleva partecipare all’eventuale vittoria Ducati, ai collaudatori non è concesso vincere) ed apre il secondo palcoscenico a Brno, direttamente ai Box. Si ferma, cambia moto, ma malvolentieri: lo devono convincere a risalire e partire con la nuova moto, robe da pazzi. Di solito dovrebbe essere il contrario: il pilota che s’incazza perché vuole ritornare in pista ed i meccanici che lo ammanettano al palo e lo riempiono di mazzate per farlo desistere.

Lì davanti Crutchlow ci mette 5 curve a sbarazzarsi di Marquez che sembra un trenino elettrico, 3 per liquidare la pratica Barbera, che riesce a riprendergli la scia (come da copione) e resiste per altre 3 curve. Poi si passa a Redding e quindi Iannone: Cal se ne va lasciando la scia e saluta gli amici dal suo Riva Aquaplan.

Distratti dalle evoluzioni di un Cratchlow al limite della trance, ci siamo persi Rossi che, partendo dal 13 con un 2’11” basso, ora gira intorno al sesto-settimo con un tempo da 2’08” alto, per un paio di giri addirittura meglio di Crutchlow. L’avevo dato per defunto ed invece Vale è lì e lotta insieme a noi.

Quando si attacca alla coda di Barbera, un lampo: già presagivo il tentativo dello spagnolo di farlo cadere pur di non vederlo davanti e già mi prefiguravo tutti i replay e le discussioni a riguardo, cercando di capire a quale droga avrei potuto accedere per sopportare tutto ciò. Invece Vale lo lascia lì nel punto più logico e con un sorpasso pulito pulito.

jorge lorenzo.jpgMa Lorenzo? Eh … Lorenzo oggi non l’ha vissuta bene. Ad un certo punto, quando ormai galleggiava al 10° posto, con tempi più da maratoneta che da motociclista, decide unilateralmente di entrare in Box, per poter utilizzare il secondo palcoscenico della gara già aperto da Dovi. Entra e prende di sorpresa i suoi meccanici che avevano lì una moto “dry set”; per i mortali: gomme da asciutto o al limite intermedie (un po’ piove e un po’ no).

I suoi meccanici fanno di tutto per convincerlo a ritornare in sella alla prima moto ma lui, sangre caliente, gli regala un “fanculos” e parte come Lancillotto lancia in resta a masticare la pista. Salvo fermarsi un paio di giri dopo, dopo avere accumulato un ritardo di circa due minuti, rientrare e riprendere la vecchia moto “wet-set”. Robe che uno così, a fine gara, lo prendi a calci in culo.

La gara volge al termine con Crutchlow che mantiene 6” su Rossi che ha azzeccato la scelta delle gomme e che ha dimostrato ancora una volta perché lui è Rossi e gli altri no. Lorenzo ha avuto di nuovo l’opportunità di mostrare al mondo che lui sì è bravo a guidare una moto perfetta, ma che se cambia una virgola negli assetti o il clima fa le bizze ecco che la sua proverbiale psichica debolezza lo prende per mano e lo accompagna all’inferno. Così ha rischiato di rendere drammatico il fine gara di Brno perché, una volta doppiato, gli si è chiusa la vena ed ha cominciato a spingere come un pazzo inserendosi nella lotta per il podio e facendo qualcosa di molto scorretto. Chissà se adesso protesterà con la Direzione Gara per non aver avuto via libera da chi stava lottando per il secondo e terzo posto? Sintomatico il modo in cui Marquez l’ha fatto passare, alzandosi per un paio di secondi in modo che il maiorchino potesse dire “tu non mi hai doppiato, tu non mi hai doppiato”. La stupidità umana non ha limiti. A volte si nasconde bene, ma basta niente perché salti fuori.

brno motogp crutchlow.jpgQuindi la giornata si conclude con Marquez che gode di un aumento del suo vantaggio sul secondo in classifica, dal momento che Rossi ha scavalcato Lorenzo buon ultimo. Rossi, che secondo me è molto più aiutato da Yamaha di quanto non lo sia il suo compagno, si vede aprire la strada per un altro anno comunque di prestigio, tanto lo sa anche lui che Marquez il mondiale l’ha già vinto. Dietro ai primi tre arrivano le cosiddette seconde linee, che diversamente non avrebbero avuto molto spazio, e Iannone che precipita all’ottavo posto con le gomme che volano via a pezzi.

Barbera viene passato anche dal suo compagno Baz che da oggi è ufficialmente un mio beniamino.

Una gara che non mi aspettavo. Una gara che finalmente ha regalato un bel po’ di emozioni e di sorpassi. Una nota statistica: Crutchlow è il primo pilota inglese a vincere una gara MotoGp dal 1982. L’ultimo a farlo fu Barry Sheene … e un leggero velo mi offusca per un attimo gli occhi.

OK LO SPETTACOLO, MA NON SULLA PELLE DEI PILOTI
(DI ALBERTO DI VITA)

Mi aggiungo all’articolo di Kongo per sottolineare due cose.

Abbiamo visto tutti a fine gara lo stato delle gomme di Iannone e Redding. Trovo inconcepibile che la direzione gara non abbia preso alcuna decisione in merito, pur vedendo pezzi di gomma che saltavano in aria e, nel caso di Iannone più volte inquadrato, con un buco al centro là dove mancava completamente il battistrada. Lo spettacolo deve esserci ma non può essere sulla pelle dei piloti: quest’anno le gomme stanno registrando davvero delle prestazioni terribili, con le gomme morbide che non riescono quasi mai a tenere tutta la durata di una gara. Sono almeno due gli scoppi di gomma gravi, uno proprio a Redding e uno a Baz (succede sempre alle Ducati), con il secondo che vola addirittura quando è quasi a 300km/h a Sepang a febbraio:

Con lo scoppio di Redding, invece, abbiamo avuto la situazione di flag-to-flag in Argentina:

Comprensibile la voglia di non influire sui risultati, ma in questo caso non parliamo neanche di piloti che si giocano chissà che risultato nel campionato. Perché adesso è facile minimizzare, ma di fronte a un incidente come avrebbero reagito Dorna, Ducati e Michelin?

Inaccettabile che a questi livelli si rischi così tanto e che le gomme non durino.

CAPITOLO LORENZO

Non si è ancora capito chi abbia deciso per il rientro, se lui di testa sua o il team. Quale che sia la verità, sembra davvero che Lorenzo e la Yamaha siano separati in casa: anche se ha scelto il pilota, che senso ha farsi trovare ai box con le gomme slick quando invece c’è Dovizioso che gira 20″ più lento? È davvero incomprensibile e, trattandosi di una grande casa, è difficile pensare all’improvvisazione: semplicemente hanno abbandonato il pilota a sé stesso. Lorenzo dovrà fare il tifo per condizioni standard, dove potrà mettere in mostra il suo talento senza dover per forza dipendere dalla squadra.

 

 

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