Chiariamo la situazione di Jovetic, vicino alla Fiorentina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15

Sembra che la trattativa si possa addirittura chiudere in giornata, con il giocatore che è già con il suo entourage per definire gli ultimi dettagli.

 

La Fiorentina e l’Inter stanno trattando per il trasferimento di Stevan Jovetic dai nerazzurri alla viola. Il mondo dei tifosi interisti freme, non riuscendosi a spiegare le ragioni della trattativa, soprattutto con una squadra che circa un anno fa aveva fatto il diavolo a 4 per non cedere Salah all’Inter (anche con dichiarazioni piuttosto gravi) per poi cederlo alla Roma senza alcuna obiezione.

In quei giorni caldissimi diventò protagonista Paolo Panerai

inter fiorentina panerai

A quei tweet rispose l’Inter con fermezza, seguita subito dopo dalla Fiorentina che “scomunicò” Panerai:

inter fiorentina panerai salah

Tempi passati, ovviamente, in un mondo in cui non è (quasi) mai il tifoso a dettare strategie, bensì ragionamenti di convenienza, opportunità e contingenza.

Stevan Jovetic all’Inter ha avuto poca fortuna, sia per il fisico che non lo ha mai aiutato (ma è un problema di tutta la carriera) sia per il carattere complicato, mai veramente in linea con Mancini (altro carattere difficile). Facciamo un po’ di storia e torniamo all’ultima partita del 2015: l’Inter giocava contro la Lazio. Nessun media e forse troppi interisti dimenticano che quella fu una partita cruciale per tutta la stagione, probabilmente la partita della svolta in negativo: le successive 8 partite videro 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte di cui la più bruciante contro il Milan 3-0. L’unità di intenti, unica vera arma dell’Inter di Mancini fino a quel dicembre, se ne era andata a farsi benedire e con essa tutto il resto della stagione.

Ebbene, dopo la sconfitta contro la Lazio si vociferò di uno spogliatoio sottosopra. Prima Ljajic si immusonisce per la panchina poi è tutta la squadra a mostrarsi floscia e senza voglia già nel riscaldamento, il che provoca la reazione stizzita di Mancini prima ancora che si cominciasse. Dopo il primo tempo, altra strigliata, con la decisione di fare uscire Jovetic: decisione subito dopo ritirata proprio mentre si stava svestendo.
Partita che però gli dura soltanto una decina di minuti, sostituito da Ljajic. L’Inter reagisce, pareggia, ma subito dopo arriva la sorpresona di Felipe Melo, il più nervoso di tutti già dal 1° minuto, che probabilmente è il gesto tecnico più determinante della stagione interista 2015-2016: prima procura un rigore per fallo su Milinkovic-Savic, poi si fa espellere per una mossa da Kung Fu su Biglia.

Il problema è nel dopo-gara, con Icardi e Melo che non se le mandano a dire, mentre Jovetic si ribella a Mancini e i due arrivano a un confronto verbale acceso, fermato solo grazie all’intervento di Guarin e Lijaic. Jovetic, di fatto, chiude lì la sua stagione e, chissà, anche la carriera all’Inter, con i suoi minuti che si striminziscono e si diradano.

Questo per fare anche memoria storica e per ricordare che Jovetic è da maneggiare con cautela.

JOVETIC INTER: RUOLO IN CAMPO

Non solo, ha anche un ruolo non ben definito: per capacità tecniche potrebbe essere un trequartista, anche se le movenze sono più da seconda punta. Ma il meglio lo ha dato da attaccante puro nella Fiorentina, prima con Gilardino e Amauri e poi con Toni che gliriuscivano a liberare praterie dove potere inserirsi (e in qualche caso faceva la prima punta): un giocatore che ha fatto solo due stagioni sopra le righe e nulla più, e che si segnala per avere una media di 25 partite a stagione con 7 gol nelle ultime 8 stagioni (una interamente fuori).

Pensavamo che con De Boer avrebbe potuto trovare spazio e occasioni, ma evidentemente qualcosa non è girato: l’Inter lo sta trattando, prima col Napoli e poi con la Fiorentina, con quest’ultima in vantaggio.

Stevan Jovetic Inter

Il problema è che al momento l’Inter non può “vendere” Jovetic e che il suo valore di mercato si è abbassato dopo una stagione per nulla positiva. Il giocatore è in prestito biennale con diritto di riscatto: ricordiamo che nei contratti non ci può essere obbligo, ma dei vincoli per il riscatto. Quelli pattuiti tra Manchester City e Inter somigliano di più a un obbligo vero e proprio: basta una presenza in questa stagione e che l’Inter sia almeno in zona salvezza entro dicembre 2016. Pertanto la proprietà non è ancora dell’Inter e quindi non può venderlo: se le cose andranno bene, la Fiorentina potrà “accollarsi” quanto dovuto dall’Inter, ovvero 14,5 milioni per il riscatto.

Questo anche per fugare alcuni dubbi nati da indicazioni non sempre precise che parlavano di “tesoretto” in relazione ad alcuni calciatori, il cui valore è nettamente inferiore a quanto si pensi: nel caso di Jovetic, è zero. Nel senso che l’Inter non ci guadagnerà nulla, anzi, bene che vada non ci perderà nulla.

JOVETIC: ASPETTI TECNICI

Sul fatto tecnico ci sarebbe da discutere. Jovetic ha fatto un buon pre-campionato, ma nessun tifoso è dentro lo spogliatoio e non sappiamo cosa abbia convinto la società e De Boer a privarsi del montenegrino. O probabilmente sì: l’investimento di 14,5 milioni su un giocatore di così difficile collocazione, così fragile e così difficile da maneggiare caratterialmente è considerato un rischio che non si vuole correre. JoJo ha 26 anni ma sembra averne più di 30 per i rischi che porta con sé.

Più facile riferirsi a un giovane attaccante, magari brasiliano, magari più facilmente spendibile in termini mediatici e di pubblicità, magari appena uscito da una Olimpiade vincente.

Stevan Jovetic InterPersonalmente trovo la scelta corretta, soprattutto perché il montenegrino è un giocatore che non garantirebbe il giusto apporto in fase di pressing, e renderebbe al meglio solo se la squadra è modellata a sua immagine e somiglianza. Jovetic è un rischio nel 4-3-3 dell’allenatore Olandese perché l’unico ruolo che potrebbe fare è quello di falso 9; discorso diverso, invece, per il 4-2-3-1, dove le sue tendenze tattiche potevano sposarsi bene con i desiderata del tecnico, ma qui diventa determinante la sua spiccata idiosincrasia per la fase di copertura e pressing.

Rafforza una diretta concorrente? Ad oggi la Fiorentina è messa peggio dell’Inter, anche perché sembra che i rapporti tra Paulo Sousa  e la società non siano più idilliaci da Gennaio in poi (e l’andamento della squadra non è isolato dal problema).

Sono passaggi obbligati per una squadra che deve rinnovarsi a tutti i costi. Certo, si arriva a -6 dalla fine del mercato con troppe cose da sistemare: a partire dal caso Erkin, poi da Nagatomo (di cui abbiamo apprezzato le straordinarie doti tattiche in Chievo-Inter di qualche giorno fa) a Felipe Melo, da Ranocchia a Medel, passando per i dubbi di Icardi e per la situazione di Brozovic, per la fragilità di Ansaldi e l’inaffidabilità di Santon. Ma questo prescinde dai meriti e dai demeriti della nuova proprietà.

Rimane, però, una società che dovrebbe intervenire a fondo e nel più breve tempo possibile, altrimenti il rischio è di costringere De Boer a fare delle scelte drastiche sin da subito, restringendo al massimo la quantità di calciatori utilizzati.

 

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