La fantozziana sfortuna di Berardi con la Juventus

Su sette gare contro la Juventus, Domenico Berardi ne salta ben 4: non usiamo i condizionali, perché Berardi il 10 settembre contro la Juventus non ci sarà. Ci vuole una gran sfortuna, soprattutto se pensi che proprio con quella squadra il ragazzo ha legato il suo cammino da professionista. Dell’infortunio subito contro il Pescara si è già data, con una sicurezza strabiliante, la diagnosi nonostante la necessità di ulteriori accertamenti il giorno dopo Pescara-Sassuolo del 28/08/2016 con precisa indicazione di quale partita dovrà saltare:

Berardi Sassuolo Juventus

 

Eppure…. eppure… Sarà che siamo maliziosi, ma avevamo scommesso con molta facilità il 12/07/2016 che Domenico Berardi contro la Juventus non avrebbe giocato:

articolo de ilmalpensante

D’altra parte, ci chiamiamo “ilmalpensante.com” mica per scherzo (a parta la personale smodata passione per Gesualdo Bufalino).

domenico berardi juventusPerché la storia di Domenico Berardi è una storia singolare (anche se molto “italiana”) che ha qualche punto oscuro che riteniamo avrebbe le ragioni per essere approfondito. Abbiamo già detto di 4 assenze (compresa la prossima), un paio di squalifiche e una improvvisa febbre (ritorno dell’anno scorso, vince la Juventus 1-0; all’andata presente, vince 1-0 il Sassuolo)  sono le “giustificazioni”. Una sola partita a Torino in carriera.

Si augurano queste coincidenze fortunate anche i tifosi del Milan, visto che Berardi ha realizzato 8 gol contro i rossoneri (che lo hanno avuto contro anche in condizioni precarie post-infortunio); anche i tifosi della Fiorentina non scherzano, visti i 5 gol subiti; va meglio all’Inter (2) e alla Roma (1), ma molto meglio al Napoli (0) e ovviamente alla Juventus con cui Domenico ha giocato poco e male, segnando zero gol, zero assist e persino una ammonizione.

Non abbiamo motivo di dubitare dell’infortunio: significherebbe dover dubitare di troppe cose, troppe anche per chi “malpensa”. Che però se fossimo malpensanti professionisti faremmo un’altra scommessa… perché sappiamo già cosa si dirà da domani in poi: “corsa contro il tempo”, “Berardi farà di tutto”, “la sfida è troppo grande” per arrivare infine al “miracolo Berardi”… ma non contro la Juventus, dove ormai non sembrano esserci possibilità di recupero, ma in campo contro l’Atletico Bilbao cinque giorni dopo, nonostante i primi bollettini medici lo danno per assente anche in quella partita.

Ma siccome non siamo così professionisti, sappiamo che Berardi contro l’Atlhetic Bilbao mancherà davvero.

BERARDI E LA JUVENTUS

Il problema è che la storia di Berardi e della Juventus non ci aiuta a “pensare positivo”. E ricorda una delle tante storie già viste in Italia. Ricordate Iaquinta? Nell’estate del 2005 la Juventus si era interessata a Vincenzo Iaquinta, calciatore dell’Udinese (squadra che molti tifosi sparsi per l’Italia hanno sempre giudicato sin troppo “morbida”con i bianconeri di Torino).

Ebbene, Iaquinta resta a Udine e segna una tripletta in Champions League il 14 settembre contro il Panathinaikos. Tutto bello e perfetto? Macché, pochi giorni dopo la notizia shock:

Esatto, Iaquinta messo fuori squadra per problemi con il rinnovo del contratto (pur avendo altri 2 anni). Solo che il 21 settembre c’è… guarda chi? Proprio la Juventus, che vincerà quella partita per 0-1, gol di Vieira: Iaquinta assente. Dall’Udinese piovvero prima garanzie di tenerlo fuori fino a gennaio e poi cederlo, e successivamente (per la regolarità del campionato) che non avrebbe giocato nanche contro Milan e Inter: nulla di tutto ciò e qualcuno si spinse oltre dicendo che il destino di Iaquinta era già segnato e sarebbe andato alla Juventus, cosa che effettivamente avvenne, ma posticipata di un anno a causa di calciopoli.

Ovviamente la situazione di Berardi è diversa (anche se il nostro amico Gabriele Porri ci segnala che è la quarta assenza in serie A su un totale di 25 assenze: cecchino!)… però perché dubitare? Qui si parla di un vero infortunio. Ma la storia è interessante.

LA STORIA CONTRATTUALE DI BERARDI

Il giocatore del Sassuolo è acquistato dalla Juventus nel 2013 e, contestualmente, viene stipulato un accordo di compartecipazione, con l’attaccante che rimane con la formula del prestito. A dircelo, il sito ufficiale della Juventus:

02.09.2013 14:20

Contestualmente la società bianconera ha acquistato a titolo definitivo dal Sassuolo il diritto alle prestazioni sportive di Domenico Berardi, per il quale è stato poi stipulato un accordo di partecipazione. Nella stagione 2013/14 l’attaccante rimarrà in Emilia, con la formula del prestito.

La Juventus è quotata in borsa e i suoi bilanci sono quindi pubblici: nel bilancio 2013-2014 la metà viene valutata 4,172 milioni di euro, contratto di 5 anni.

Nel 2015, altro comunicato ufficiale della Juventus:

25.06.2015 15:00
La Juventus comunica di aver perfezionato l’accordo con la società U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. per la risoluzione a favore di quest’ultima della partecipazione in essere (ex art. 102 bis N.O.I.F.) relativa al diritto alle prestazioni sportive del calciatore Domenico Berardi per un importo di € 10 milioni pagabili in 4 anni. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa € 7,3 milioni nell’esercizio 2014/2015.

La data è importante: consente alla Juventus di iscrivere la somma nel bilancio 2014-2015 e non in quello successivo. Una buona plusvalenza per un giocatore che rimane comunque in “orbita Juventus”.

Il sito calcioefinanza.com descrive l’operazione con parole precise:

“Ma intanto il cartellino è tutto in mano al Sassuolo, e il bilancio 2015 della Juve è un po’ più leggero”. Insomma, non proprio un “sospetto”, ma quantomeno l’odore di una manovra tesa ad alleggerire il bilancio, ma che al tempo stesso consentisse ai bianconeri di controllare il giocatore.

Perché si vocifera da più parti che ci sia un “diritto di recompra”, anche se è un diritto non contemplato dalla Federcalcio: viene giocoforza relegato a un aspetto puramente verbale tra le parti. Per quel che può valere nel gioco del calcio, dove “la parola” vale davvero molto poco, e gli esempi sarebbero tanti. A esprimerlo con più decisione, Carnevali, DG e AD del Sassuolo (fonte Corriere dello Sport):

Sassuolo

domenico berardi juventus

In teoria, il Sassuolo può cedere Berardi a chi vuole, quando vuole e come vuole, senza che la Juventus possa dire granché. Nella teoria.

Perché fin qui la storia potrebbe essere relegata al mero folklore dello sgonfio pallone italico, in cui una società preferisce rimanere nell’orbita della grande di turno come un vero e proprio satellite: regolare o meno chissà (cifra stabilita da chi? Opzione scritta dove? Etc…), ma sarebbe tutto da dimostrare.

Certo, ci sarebbero le troppe assenze del giocatore nonché l’aspetto del bilancio da verificare, ma questa estate succede qualcosa che spariglia le carte e fa diventare la vicenda un po’ più che folklore, al punto che ci si stupisce che davvero nessuno abbia mai pensato di indagare, non per spirito “punitivo”, ma proprio a garanzia delle parti e della regolarità della vicenda.

Il “fattaccio” è creato dall’Inter, estate 2016, che si interessa al calciatore ed è disposta ad acquistarlo: a complicare le cose non solo il calciatore che si era espresso sul suo tifo interista (si dice abbia rifiutato la Juventus) e il suo procuratore che non fa nulla per nascondere il gradimento per la destinazione nerazzurra, ma ci si mette anche Beppe Marotta stesso che si esprime forse con troppa avventatezza:

marotta berardi

Oppure, più mitigato:

Berardi Inter Marotta

Ma anche per le improvvide dichiarazioni del Presidente del Sassuolo, Squinzi:

Sassuolo Squinzi

Insomma, un dirigente juventuno che decide del futuro di un giocatore del Sassuolo ci può stare (siamo sarcastici), ma non così in pubblico ostentando una sicurezza non suffragata da alcun contratto e da alcuna regola: non proprio un felice esporsi. Tant’è che dopo qualche giorno tutte le parti abbassano il tono e si comincia a parlare di volontà del giocatore, della società, di cose buone belle e giuste.

Insomma, la vicenda poteva rimanere nell’ambito della “normalità” (tutta italiana, ovviamente: mica una normalità senza virgolette), se non fosse per gli accadimenti di quest’estate, per la pur consistente plusvalenza in bilancio che complica un poco le cose… e per l’assenza di Berardi giorno 10 settembre. Forse anche per quella mancata convocazione in nazionale che qualcuno reputa “punitiva”: ma sarebbe davvero osare troppo anche per i professionisti veri tra i malpensanti.

Non ci rimane che la speranza di poter vedere Berardi aiutare il Sassuolo contro l’Athletic Bilbao. Perché contro l’Athletic gioca, vero?

 

 

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