La Juventus spezza le reni a un indomito Sassuolo

La Juventus riesce a vincere e convincere anche contro il Sassuolo, nonostante una fatica tremebonda e una strenua resistenza dei neroverdi che hanno venduto cara la pelle e fatto sudare le proverbiali sette camicie ai bianconeri, al punto che si è sfiorata anche la rissa in tribuna tra Marotta (AD e DG bianconero) e Carnevali (PC e XP dei neroverdi) per lesa maestà e la messa a rischio della classifica e della riuscita del campionato juventino.

I bianconeri si presentano con la formazione praticamente al gran completo nel solito 3-5-2 con la sorpresa Lemina in mezzo e Pjanic da interno. Il Sassuolo deve rinunciare a Mimmo Berardi, Greguàr Defrel, Paolinho Cannavaro, Ciccio Mezzapanza, Santuzzu Femorestorto e Anacleto Panefritto: nonostante queste assenze fondamentali, l’allenatore Di Francesco può contare su una formazione di primissimo ordine, perfetta per l’occasione e per la partita, schierandolo con un 4-3-3 aggressiverrimo di cui vi proponiamo anche la disposizione in campo con i dati IperOpta che ne stabiliscono in maniera assolutamente incontrovertibile l’ordine, le fila serrate, linee strette e spazi coperti nelle zone nevralgiche del campo:

antonio inoki hulk hogan.jpgIn porta The Undertaker, sugli esterni John Cena e Rey Mysterio a sgaloppare per tutta la fascia, mentre in mezzo proteggono Goldberg e Steve Austin; a metà campo un terzetto muscolare per impedire il palleggio bianconero con Shawn Michaels, Bruno Sammartino e in mezzo il preoccupante e insuperabile Andre the Giant; in attacco, sugli esterni la fantasia di The Ultimate Warrior, la forza di Hulk Hogan, mentre in mezzo come centravanti di sfondamento il temibile Antonio Inoki. In panchina Holly e Benji, che però non vedranno il campo.

Gli esperti di tattica lo hanno già definitio lo schema del secolo #Scansuolo
Gli esperti di tattica lo hanno già definitio lo schema del secolo #Scansuolo

La partita comincia con ritmi stratosferici, roba che il derby di Manchester tra City e United sembra il subbuteo, se non proprio calciobalilla, con Di Francesco che azzecca tutte le mosse (straordinario il lavoro di Steve Austin su Higuain) e fa soffrire la Juventus nonostante il vantaggio del campo. La telecronaca Sky racconta la partita con straordinaria vivacità e intensità, lasciandosi scappare un “partita coraggiosa del Sassuolo” che riteniamo essere lesivo dell’immagine dei neroverdi, oltre che di gran lunga svalutare, disprezzare, screditare, sminuire e minimizzare l’agone furioso di un Sassuolo focoso, combattivo e indomabile.

Hulk Hogan
Il chiaro disappunto di Hogan per la piccola sbavatura e mancanza di concentrazione in difesa nell’occasione del gol di Higuain

Al punto che soltanto dopo 241 lunghissimi secondi Higuain riesce a liberarsi dalla difesa asfissiante, angosciosa e  appiccicosa dei difensori neroverdi (mai vista una roba del genere) e a trovare un pertugio tra le gambe di una difesa affastellatagli sulle gambe e sul groppone: pensate, la Juventus riesce a segnare soltanto a -86 minuti dal termine, quando sugli spalti i brividi di Beppe Marotta e Andrea Agnelli erano palpabili mentre si scambiavano torbide occhiate (che non riuscivano a incrociarsi mai, dannazione).

Qualcuno potrà pensare che il gol ha mandato in bambola il Sassuolo, ma si sbaglia: la reazione è veemente e imprevedibile, al punto che Buffon dovrà persino parare l’innumerabile quantità di pericolosissimi zero tiri nello specchio prima che di nuovo Higuain dia respiro ai bianconeri col secondo gol. Pensate, è servita quell’infinità innumerabile di ulteriori 326 secondi (come ca**o si contano 326 secondi?) per consentire all’argentino di stendere per terra l’avversario: ben 567 dall’inizio della partita, davvero troppo per una grande squadra come la Juventus. Pazzesco, il raddoppio è avvenuto a solo -80 minuti circa dalla fine: si registrano tachicardie pericolosissime per Marotta.

L’impegno e la virilità dell’impegno dei neroverdi sono chiarissimi nel video del secondo gol di Higuain, in cui è veramente strepitoso il modo di difendere, stare vicino all’avversario, provare a raggiungere la palla sempre per primi e non dare mai nulla per scontato, non femarsi mai da parte dei giocatori del Sassuolo:

Il gol di Pjanic arriva praticamente a tempo scaduto (e con metà pubblico di casa che si rammarica per avere scommesso male e per il risultato imprevedibile), al 27esimo del primo tempo, mentre il gol di Antei rimane lì giusto per le statistiche.

Il seguito è un duello all’arma bianca che, come detto prima, il derby di Manchester ha potuto solo sognare, con Di Francesco che da lontano dà lezioni di calcio a Mourinho facendogli vedere un vero tuttepunte e un assalto al fort apache bianconero.

Prima della fine, da registrare l’uscita dal campo di John Cena in gravissime condizioni a causa di eccesso di sangue agli occhi: problema che ha colpito tutti gli altri giocatori nel post partita. Mentre per Hulk Hogan c’è da segnalare un problema ai molari del lato sinistro per va di troppa durezza nello stringere il coltello fra i denti.

C’è però anche il tempo per la solita polemichetta, il solito rigore clamoroso per il Sassuolo che non viene concesso, ma è un episodio che fa torto ai meriti juventini in una partita che davvero non lascia spazio ad alcun sospetto e alcuna discussione di alcun genere: qualcuno addirittura si lascia scappare che fosse stato con la maglia della nazionale si sarebbe fischiato il rigore. Per fortuna che in Italia non abbiamo bisogno del Video Assistant Referee.

Insomma, una Juventus che spezza le reni a un indomito Sassuolo, una di quelle partite da far vedere ai piccini per organizzazione difensiva, voglia, grinta, contrasti, attaccamento alla maglia e voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Due squadre che hanno dato vita a uno spettacolo sublime e a una partita vera, a riaccendere la rivalità storica tra le due società, come testimonia la stampa in giornata odierna:

Cari nemici Juventus Sassuolo

Oppure:

Tutti a pensare che il Sassuolo si sarebbe schienato facilmente contro la Juventus e invece sarà ricordata come la partita più difficile della stagione. Per la Juventus, infatti, è il chiaro segnale di tempi durissimi: sono finite le belle uscite con gli amici del Siena quando si facevano 3 gol in meno di dieci minuti (Vieira 3°, Trezeguet 6° e Mutu 8°) o in quel di Udine quando se ne facevano 2 in 11 (Trezeguet 2° e Del Piero 11°): era un’altra Juventus, altro campionato, altra classe. Oggi ne sono serviti ben 27 (!!11!1!!) per fare il terzo, inaccettabile.

Su Twitter e Facebook è tutto un peana sulla vittoria da gladiatori contro un Sassuolo da inserire negli annali del calcio e insegnare persino nelle scuole.

commento di Miguel Conforto.jpg

 

Per il Sassuolo, invece, ora si apre la sfida con il Bilbao, con la certezza che si ritroveranno Defrel e Cannavaro, e magari anche Berardi.

Ti amo campionato, diceva Elio.

(nota a margine della Redazione: nell’immagine di apertura e in evidenza è assolutamente casuale e non dipendente dalla ns. volontà la maglia bianconera dell’arbitro. Si declina da ogni responsabilità).

wwe

Infine, è un po’ lunghetta, ma vi consigliamo fortissimamente di leggere questa intervista al DG AD PC XP del Sassuolo, Carnevali, che è chiaramente un segnale di quel che sarebbe stata questa agguerritissima partita: insomma, coltello fra i denti e vendere cara la pelle.

Buongiorno Carnevali: un posto in Europa, uno dei migliori talenti italiani in squadra (Berardi), uno degli allenatori più brillanti in panchina, qual è il segreto del grande Sassuolo?
«Programmazione, strategia e obiettivi chiari sono i concetti chiave del Sassuolo. Programmare è un dovere avendo a che fare con uno dei più grandi industrali italiani come Squinzi: lui è un appassionato di sport e di calcio, ma il Sassuolo è una delle sue aziende, quindi va gestito come tale. All’inizio di ogni stagione bisogna pianificare tutto, mai improvvisare».

Passiamo alla seconda parola chiave: strategia.
(risposta insignificante)
Terza: obiettivi chiari.
(risposta insignificante)
Anche l’Europa era un obiettivo del Sassuolo?
(risposta insignificante)

Modello molto… juventino. (Alla domanda n. 5 si fa scattare la rivalità, ndr)
«Ho avuto la fortuna di avere Marotta come maestro al Monza, al Como e al Ravenna. Poi ho fondato la Master Group Sport e ho vissuto il calcio da imprenditore, per poi tornare da manager con la chiamata di Squinzi».

A proposito di manager, non crede che con qualche Carnevali e Marotta in più la Serie A diventerebbe… la Premier League?
«Lasciando perdere il sottoscritto la risposta è sì, ne sono convinto. Il calcio italiano ha delle enormi potenzialità inespresse e il suo problema è il vivere alla giornata. Si improvvisa, pochi programmano sul serio, fra questi Juventus e Sassuolo che infatti ne raccolgono i frutti. I manager sono esperti che mettono a frutto la professionalità, ma servono anche e soprattutto gli Squinzi e gli Agnelli».

Di Francesco è più Conte o più Allegri?
«Forse è il perfetto mix fra i due. E’ un grande allenatore e già ora sarebbe pronto ad allenare una grandissima squadra per competenza e capacità di gestione».

Berardi, invece, non se la sentiva.
«No, ha voluto fortemente rimanere con noi. E vorrei che questo fosse chiaro: lui non ha mai rifiutato la Juventus, ma ha sempre e solo espresso la volontà di continuare la sua crescita nel Sassuolo, soprattutto quando ha saputo che Di Francesco sarebbe rimasto con noi».

Un lusso per il Sassuolo… (domanda a trabocchetto per sviare l’attenzione: era sottinteso “perché non lo vendevate all’Inter che vi offriva 30 milioni? ndr)
«Abbiamo dovuto cambiare leggermente i nostri programmi di mercato: abbiamo ceduto Vrsaljko all’Atletico Madrid e Sansone al Villarreal. A suo modo un altro bellissimo segnale: il Sassuolo ha dei giocatori in grado di ingolosire grandi club in Europa».

Perché le squadre italiane non investono sui giocatori italiani?
«Questione di cultura e opportunità. Nel vasto mercato straniero è più facile pescare e costa meno. Ma bisogna vedere se alla fine rende. In Italia costa tutto di più perché stiamo lavorando male nei settori giovanili e i talenti faticano a emergere. Noi abbiamo un progetto profondo che parte dagli allenatori».

E’ vero tutto il bene che si dice di Lirola, che avete preso dalla Juventus? (giusto un paio di domande e ci si rifionda sulla rivalità)
«Sì, lo abbiamo fortemente voluto e lo riteniamo un talento che può sbocciare in un giocatore importante. Ha un bel motore, tecnica e carattere: d’altra parte non lo fai giocare a Belgrado contro la Stella Rossa se non ha qualità. E’ a Sassuolo con un prestito biennale, abbiamo un diritto di riscatto. La Juventus ha il controriscatto, e potrebbe trovarsi un giocatore molto interessante fra le mani».

Conosce Marotta da una vita: è cambiato alla Juve?
«Ha meno tempo per se stesso e da dedicare agli amici, poi è rimasto lo stesso che ho conosciuto trent’anni fa: educato, competente e disponibile. Qualità rare nel nostro ambiente e che hanno contribuito alla sua fortuna. Essere a capo della Juventus ha aumentato le sue responsabilità, non lo ha cambiato come persona».

Quando l’anno scorso avete battuto la Juve portando al culmine la crisi bianconera, ha pensato: “Mamma mia, l’ho combinata grossa al mio amico Marotta”?
«Vi confesso che era troppa la soddisfazione di aver vinto contro la squadra più forte di tutte. E poi lo stesso Marotta e Agnelli sono venuti a farci i complimenti con grande sportività».

Una campagna acquisti come quella della Juventus è il sogno di ogni dirigente?
«Marotta deve essersi preso delle belle soddisfazioni, ma anche grande stress. Ma attenzione, questa campagna acquisti non è frutto di follie estive: la Juventus e Marotta sapevano di approdare a una fase in cui era possibile gestire un mercato da top, non ci sono arrivati per caso, ma seguendo un percorso: programmazione, strategia e obiettivi, si torna sempre lì».

(FONTE: il Giornale)

(avete capito bene: 14 domande, 8 sulla Juventus. Il tono è facilmente comprensibile, così come la natura satirica/sarcastica di questo articolo)

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