Inter, De Boer, Capello: la notizia che non c’è

Abbiamo illustrato ampiamente alcuni meccanismi dei media italiani per comprendere a fondo come possa generarsi una notizia addirittura totalmente priva di fondamento, nel senso che viene talvolta lanciata persino come una semplice ipotesi, salvo poi ingrossarsi man mano che il tempo passa. Perché la notizia ha sempre una sua “origine”, ma poi ci sono mille altri che da quella notizia devono pur tirare fuori qualcosa per poter campare.

C’è chi la riporta semplicemente perché deve fare numero, c’è chi lo fa perché preso da attacchi di clickbaiting e c’è chi semplicemente ci sguazza in questo contesto, soprattutto se fa male a chi ci piace fare del male.

La stessa cosa è accaduta con la notizia di Capello come possibile sostituto di Frank De Boer, addirittura già scelto.

Ne hanno parlato i media nazionali, e fin qui ci sta, perché il “peracottaggio” è spesso di casa; ma la cosa più grave è che a parlarne e a fare rimbalzare la notizia sono stati molti siti/blog/aggregatori a colori nerazzurri, forse troppo ansiosi di avere 500 visite in più giornaliere: e via di condivisioni su Facebook, tifosi allarmati, disfattismo alle stelle, hanno fallito tutti, cheschifochemmerda.

Proviamo a riportare le cose alla loro dimensione e, per farlo, riportiamo le parole del nostro Stefano Massaron nell’articolo linkato sopra:

Facciamo un breve riassunto del Manuale del perfetto giornalista sportivo XXX — qui, al posto delle “X”, potete metterci l’appellativo che più vi piace e più si confa al vostro pensiero e al vostro stato d’animo.

  1. Stabilire chi è la figura di riferimento (squadra, in questo caso, ma anche personaggio)
  2. Capire in quale modo si può portare acqua al mulino della figura di riferimento
  3. Approfittare del periodo più peracottaro dell’anno sportivo (il calciomercato) per individuare gli elementi di verità (attenzione, di verità) che possono essere distorti
  4. Una volta individuata la distorsione, applicarla e diffonderla seguendo il principio ormai assodato che una notizia, vera o falsa che sia, se viene martellata a sufficienza finisce con il diventare vera a prescindere
  5. Instaurare il “circolo virtuoso” dei rimandi interni — per semplificare: io dico X, la notizia X viene ripresa dagli altri organi di informazione italiani che la trasformano in Y, Y rimbalza sulla stampa estera che la trasforma in Z, i social la amplificano, e Z torna al mittente che, citandola, giustifica la sua X iniziale

Comprendete? Se la notizia viene martellata a sufficienza finisce per diventare vera a prescindere.

In questo caso la figura di riferimento è composta dal duo Inter e Frank De Boer. In che modo è possibile destabilizzare l’ambiente? Mettendo in dubbio l’allenatore appena scelto. Come? Usando un nome, di quelli buoni per tutti i settembre da qualche anno in qua, che sia credibile, di ottimo lignaggio sportivo, italiano e apprezzato dai media: Fabio Capello, quanto di più lontano possa esistere dal mondo e dallo stile Inter.

Come nasce la notizia?

Semplice. C’è un giornalista, generalmente molto apprezzato e che in passato si è anche fatto un nome credibile, al punto che non è raro sentir dire “Ah, ma lo ha detto lui, quindi è vero”.

Come lo scrive questo articolo? Con queste parole, prendiamo degli estratti per comprendere la natura del fenomeno:

Frank De Boer è stato chiamato dall’Inter poco più di un mese fa“. Intanto cominciamo col raccontare la verità.
Ma la “recita” contro i misconosciuti israeliani dell’Hapoel Beer Sheva, al rientro in Europa dopo il digiuno, è stata realmente da dimenticare“. Occhio, primo dettaglio: se oggi siamo al 17 settembre e la “notizia” è già stra-diffusa, quando lo ha scritto il pezzo? Vai a guardare l’orario ed è questo:

inter de boer capello

Avete letto bene: meno di un’ora e mezzo dopo la partita contro l’Hapoel. È bene fissare questo momento perché è importante nelle considerazioni successive.

L’allenatore olandese ha bisogno di tempo, ma l’Inter ha fretta, non intende perdere ulteriore terreno, specie dal punto di vista motivazionale“. Occhio, perché qui la considerazione comincia a entrare nel vivo. L’Inter ha fretta eh, non vuole perdere terreno (nei confronti di chi?), soprattutto dal punto di vista “motivazione”: e che vorrà mai dire? Ma il pezzo forte è questo:

Ecco perché le prossime gare, a partire dal derby d’Italia con la Juve, saranno già indicative per il futuro del tecnico. E se Frank continuasse a non ingranare, non sarebbe da escludere per il futuro un nuovo ribaltone. In tal caso, occhio all’identikit di Fabio Capello, che ha un gran rapporto con i cinesi e che proprio nei giorni scorsi ha annunciato di aver chiuso con le Nazionali“.

Compreso? Abbiamo delle certezze (da cosa derivino poi…): Capello è in ottimi rapporti con i cinesi. Cosa abbia stabilito questi buoni rapporti non si sa. Ma la cosa importante qual è?

Che questa non è una notizia: è una dannatissima teoria!

Occhio all’identikit.
Non sarebbe da escludere.
Se continuasse a non ingranare.

Comprendiamo? Un giornalista sta facendo il suo lavoro (criticabile o meno il metodo, ma sono scelte individuali), e il suo lavoro consiste nell’analizzare o nell’ipotizzare: in questo caso sta semplicemente ipotizzando. Non ci sono “soffiate”, non ci sono “spifferi”, non ci sono “voci vicine alla società”: è una teoria di un (bravo, meno bravo, bello, brutto o cattivo, fate voi) giornalista che scrive un articolo.

Ma attenzione, non lo scrive dopo il Pescara, perché sarebbe stato per nulla credibile: lo scrive dopo l’Hapoel. Ovvero dopo una partita in cui anche la cazzata più sesquipedale del mondo contro De Boer avrebbe avuto il risalto dei media italiani.

Capite il meccanismo? Alfredo Pedullà decide di scrivere un articolo, nell’assoluta liceità di scrivere un’ipotesi, basandosi sull’intuito, su qualcosa che vive del momento… quale che sia la ragione, ma lo fa onestamente, non cita fonti, non parla di date, fa tutto con parole chiare. Parole da cui è altrettanto chiaro che si tratta di una dannatissima opinione. “Non è da escludere” non significa “fonti certe assicurano di contatti avuti”: sono due cose diverse.

inter de boer capello

Al limite possiamo riflettere sull’atteggiamento di chi si sente di scrivere mezz’ora dopo la sconfitta (tra impaginazione, scrittura, editing, immagini etc… almeno mezz’oretta sarà passata) lanciando lì un articolo come sale sulla ferita: ma è il massimo che possiamo fare, dire che non ci piace, che sembra pretestuoso, deliberato, ma nulla di più.

Da questo articolo, apriti cielo: un continuo prendere la notizia rimodellarla. Ma ciascuno rimodella a modo suo, tutti ansiosi di ribattere una notizia anche semplicemente leggendo il titolo: “oh, c’è Capello già pronto per l’Inter”, “e quando lo hanno contattato?”, “e fai un mesetto fa”, senza neanche accorgersi che De Boer è in panchina da 1 mese e 7 giorni: l’Inter, per qualche sito/blog/aggregatore (anche e purtroppo nerazzurro) avrebbe contattato Capello SETTE GIORNI DOPO avere presentato De Boer. Un capolavoro, un delirio.

In tutto questo, purtroppo, ad alimentare il fuoco i tanti tifosi nerazzurri che abboccano e linkano e condividono la notizia, indipendentemente dal sito dal quale proviene, senza neanche conoscerne la fonte.

Ecco, la fonte ve la diciamo noi: Alfredo Pedullà sul suo sito persona, un’ora e mezzo dopo Inter-Hapoel, che scrive un’opinione che nell’arco di poche ore diventa “notizia”: “una volta individuata la distorsione, applicarla e diffonderla seguendo il principio ormai assodato che una notizia, vera o falsa che sia, se viene martellata a sufficienza finisce con il diventare vera a prescindere”.

Perché il problema non è affatto il giornalista fonte della “notizia”: è tutto quello che passa dal monte alla valle. Perché da quel momento si perde il ricordo da dove è partita la notizia e si instaura il punto 5 della strategia comunicativa: “Instaurare il “circolo virtuoso” dei rimandi interni — per semplificare: io dico X, la notizia X viene ripresa dagli altri organi di informazione italiani che la trasformano in Y, Y rimbalza sulla stampa estera che la trasforma in Z, i social la amplificano, e Z torna al mittente che, citandola, giustifica la sua X iniziale” solo che qui non c’è stampa estera, ma solo italiana. Che la “notizia” è fresca e se usi con raziocinio google la ritrovi: nel caso specifico, sono stato “fortunato” a leggere la notizia su Twitter un’ora dopo la sua pubblicazione e avevo già pensato di seguire la vicenda, non prevedendo che potesse diventare questa valanga.

Siamo partiti dal “non è possibile escludere” e i “buoni rapporti con i cinesi” e siamo arrivati a “se fallisce contro la Juventus, è pronto Capello, contattato un mese fa dai cinesi“.

Fate voi.

Bufala de boer capello

 

 

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