Video: il ritorno al futuro dell’Inter di De Boer

In prima pagina della Gazzetta dello Sport del 23 Settembre 2016, titolone in onore dell’Inter e di quella che ci si chiede se sia la “(s)volta buona”. A corollario del titolone, le parole che sembrano al miele su Frank De Boer:  “Tecnica, gioco, personalità L’olandese, rispetto a Mancini, ha uomini per far crescere la squadra“. Che, insomma, non sono proprio al miele, perché fanno presupporre che il cambio di gioco e mentalità dell’Inter sia dovuta più ai calciatori che non al tecnico.

Non scomodiamo la “prostituzione intellettuale”, che ci starebbe pure: è semplicemente pretestuoso. Non vogliamo tornare sull’irritazione di Mancini all’idea di Banega e Joao Mario, al suo insistere su Touré piuttosto che su calciatori funzionali a un gioco moderno, né rifaremo le liste degli acquisti voluti fortemente e sbagliati. Perché i calciatori buoni puoi averli o no, puoi accettarli dalla società che ha interessa ad acquisirli, ma puoi anche richiederli tu: Yaya Touré non lo prescrive il dottore.
Nell’approfondimento in seconda e terza pagina va un pochino meglio, approfondendo alcuni numeri interessanti: atteggiamento di fuorigioco più alto, atteggiamento del recupero palla più alto, più intercetti, più sponde, più tiri dentro l’area. Tutto meglio, insomma.

Improvvisamente si sono tutti accorti che Frank De Boer non è un deficiente come ce lo avevano descritto, non è quel marziano sceso sulla Terra di Coverciano inconsapevole delle magie possibili in Italia, e cominciano i peana, in qualche caso persino esagerati se è vero, come è vero, che qualcuno si sta portando avanti per criticare di più e meglio quando arriverà qualche battuta d’arresto.

Noi de ilMalpensante.com abbiamo anche approfondito altri aspetti che pongono l’Inter come una delle realtà più interessanti di tutto il campionato, e abbiamo avuto il coraggio di parlare di una “Inter che sta cambiando” persino dopo il Chievo. Non lo facevamo perché “tifosi” del tecnico o per fare gli anticonformisti: semplicemente perché anche lì c’erano tutti i prodromi della squadra che avremmo visto da lì a poche settimane.

In questo approfondimento vogliamo porre l’attenzione sull’atteggiamento dell’Inter in fase di non possesso palla, soprattutto quando non è in fase di pressing altissimo: vi rimandiamo all’analisi di Inter Juventus per questo aspetto. Vogliamo approfondire altri aspetti del pressing, l’attenzione uomo contro uomo, l’atteggiamento aggressivo, la concentrazione dei singoli, la partecipazione ordinata di Medel; ma anche come Icardi stia imparando a essere prezioso in fase di non possesso, cosa che gli consente di avere chance diverse dal passato.

Infine, uno sguardo sui tempi di Joao Mario, davvero eccezionale nella lettura del gioco avversario.

Aspetto che, alla fine, riportano l’Inter in quella realtà di “calcio moderno” che aveva abbandonato per troppo tempo, rimanendo nell’improvvisazione e in un calcio senza futuro soprattutto negli ultimi 3.

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