SE VOGLIAMO CHE TUTTO RIMANGA COME È, BISOGNA CHE TUTTO CAMBI

Su ilMalpensante.com ci piace trattare argomenti anche di politica e etica sportiva. Lo abbiamo visto quando si è parlato del caso Schwazer,  quando ci siamo espressi (come sempre) su Calciopoli, o quando abbiamo parlato di giovani e dei problemi che si portano appresso personaggi come Carlo Tavecchio (e un giorno ci toccherà parlare anche degli altri). Perché riteniamo che, per essere credibile, lo sport debba avere dirigenti credibili e specchiati, ma soprattutto gente competente e che sappia quel che fa.

Francesco Santavenere, nel suo primo contributo su ilMalpensante.com, ci offre lo spaccato di un modo di ragionare all’interno del calcio. Dopo Calciopoli, bastò meno di un anno per rivedere alcune figure del mondo sportivo riciclarsi in nuovi ruoli: tolta la testa, il sistema sapeva risorgere. Per dirne uno: Carraro, coinvolto nelle intercettazioni di Calciopoli, squalificato per 4 anni e 6 mesi dalla Commissione d’Appello Federale, eppure è rimasto fino al 2009 membro nel Comitato Esecutivo dell’Uefa.

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SE VOGLIAMO CHE TUTTO RIMANGA COME È, BISOGNA CHE TUTTO CAMBI

Ne “Il Gattopardo”, Tancredi, nipote del Principe di Salina e personaggio estremamente ambiguo ed al tempo stesso affascinante, con queste parole rassicura suo zio relativamente al tumultuoso susseguirsi di eventi politici e sociali che caratterizzano la “neonata” Italia, e la Sicilia in particolare, poco dopo la metà dell’Ottocento, nella quale la rapida ascesa di un nuovo ceto, quello borghese, stava minando le sicurezze di un ceto nobile in profonda decadenza.

Si tratta di una citazione abusata, e i motivi del suo ricorrere così frequente sono da attribuire proprio alla mentalità, ai comportamenti ed ai “valori” (altro termini inflazionato) delle persone che da più di 150 anni popolano quella nazione che nel celebre romanzo stava conoscendo i primi anni di vita.

Sì, perché in Ita(g)lia è prassi comune, laddove uno scandalo sparigli le carte e apparentemente tenti di stravolgere lo status quo, cercare di ristabilire quest’ultimo facendo finta di cavalcare l’indignazione popolare e l’onda riformista al fine di rassicurare l’opinione pubblica senza aver alcuna intenzione di portare a compimento quanto pubblicamente affermato.

Il calcio, metafora della vita soprattutto alle nostre latitudini, ovviamente non è esente da questo tipo di ragionamenti e gli accadimenti dal 2006 ad oggi li potremmo paragonare, facendo le debite proporzioni, proprio agli stravolgimenti socio-politici dell’Italia della seconda metà dell’800, teatro del capolavoro letterario di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

È inutile ricordare cosa è successo negli ultimi 10 anni nell’Italia pallonara, così come è altrettanto inutile ricordare, alla fine della fiera, qual è in questo momento la squadra indiscussa dominatrice del panorama italiano e quali legami abbia con i suddetti accadimenti.

Ma qui vorremmo porre l’accento su una notizia recentissima e slegata (slegata?) da questi discorsi, passata stranamente sottotraccia.

E siccome qualcuno prima di noi, che ha avuto un certo peso nella storia della Repubblica Italiana, diceva “a pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca” (a proposito di comportamenti e valori tipicamente italici), ecco la notizia che rimbalza su tutte le principali testate nella mattinata di mercoledì:

“Evelina Christillin nominata ai vertici del calcio mondiale”.

Evelina Christillin, la “signora delle Olimpiadi” di Torino 2006, è stata nominata questa mattina per acclamazione dal congresso dell’Uefa (la federazione calcistica europea), membro del Consiglio della Fifa, la federazione mondiale del calcio. Era la sola candidata ed è la seconda donna nella storia nominata in quel ruolo [fonte “La Repubblica”].

Cioè, davvero? Quella Evelina Christillin?

Per chi non la conoscesse, facciamo un breve riassunto della vita di quella che Wikipedia definisce “una dirigente d’azienda italiana”: Evelina Christillin (classe 1955) è figlia del presidente dell’Aci di Torino, laureata in storia, ha gareggiato a inizio anni 70 nello sci alpino. Compagna di scuola di Margherita Agnelli, si inserì ben presto nell’ambiente della nota famiglia torinese e nel 1978 venne assunta all’interno dell’ufficio stampa della FIAT.

È stata anche docente di Storia dello sport all’Università degli Studi di Torino. Fu impegnata nella campagna di rielezione alla carica di sindaco di Torino di Valentino Castellani (indipendente di centro sinistra in carica dal 1993 al 2001 prima di Sergio Chiamparino) e successivamente presidente del comitato olimpico per Torino 2006 di cui proprio la Christillin (vicepresidente) fu tra le principali sostenitrici e promotrici. Nel 2015 il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ha annunciato la nomina della Christillin a capo dell’ENIT, l’agenzia nazionale italiana del turismo.

Ma al di là del suo fantastico curriculum, decisamente in linea con il percorso tipico di un dirigente sportivo, la Nostra balza agli onori della cronaca nell’ottobre del 2014, pochi giorni dopo il passaggio di mano di Moratti della società nerazzurra, in un articolo a dir poco agghiacciante sulla vendita dell’Inter al tycoon indonesiano Erick Thohir. Il link è qui, per chi volesse gustarsi per intero questo saggio di letteratura moderna.

In soldoni, l’attuale rappresentante italiana, ed unica donna, nel massimo organismo calcistico mondiale, apostrofò l’attuale Presidente e socio di minoranza dell’FC Internazionale come “un piccoletto ciccione indonesiano” e “cicciobello a mandorla”.

dagospia__evelina_christillin_al_posto_di_andrea_agnelli_alla_presidenza_della_juve.jpgOra, a prescindere dal tifo e dalle opinioni, mentre un Ferrero qualsiasi rimane confinato nel provinciale e coatto orticello italiano (fosse solo lui), la Nostra viene addirittura candidata alla FIFA dalla FIGC che, sempre addirittura, va allo scontro con la Federazione gallese pur di portare avanti tale nomina.

Quella stessa FIGC a cui la squadra di cui è tifosa la Nostra ha appena chiesto un risarcimento record di 440 milioni e spiccioli per i motivi arcinoti (ricevendo l’ennesima pernacchia, ma questo è un altro discorso). E dire “tifosa” è anche dire poco, visto che ha lavorato nell’Ufficio Stampa FIAT dal 1978 al 1985 ed è membro del Gruppo Cultura Juventus dal 2007;  visto che per parlare con lei si deve chiamare casa Agnellivisto che si vociferava potesse essere addirittura sostituta di Andrea Agnelli come presidente della JuventusE per comprendere come la pensa, basta leggere il suo blog su ilFattoQuotidiano (gli insulti a Thohir sono stati cancellati).

Ovviamente esistono i resoconti. Un personaggio buono per tutte le occasioni, anche quelle per rinsaldare addirittura tra Agnelli-Fca e il governo Renzi.

Nonostante questo, il punto della questione non è rappresentato dalle sue opinioni su Calciopoli o dalla sua fede juventina o dall’antipatia nei confronti della famiglia Moratti – descritta tra l’altro con l’acidità di una bambina dispettosa a cui è stata sottratta la bambola preferita – e nemmeno dagli insulti e dai tristi epiteti utilizzati nei confronti del Presidente in pectore dell’Inter. Inoltre sarebbe anche ridicolo (sicuri?) immaginare che nel suo nuovo ruolo possa in qualche modo favorire la propria squadretta del cuore, per cui non è davvero questo il punto, facciamo di tutto affinché non lo sia.

Il punto invece è la diffidenza, intrisa di luoghi comuni e abbietto provincialismo, nei confronti di un tycoon straniero che viene ad investire nel malandato calcio nostrano.

E, cosa a mio parere ancor più grave, il fatto che la Federazione Italiana, la stessa che è stata sbeffeggiata, diremmo in slang “perculata”, raggirata e insultata a più riprese dai proprietari della società di cui la Nostra è accanita tifosa e che continua ad esporre un numero di scudetti illegittimo in barba a qualsiasi regolamento, sponsorizzi la candidatura di una persona, oltre che estremamente incompetente in materia calcistica, anche molto vicina a quella stessa famiglia che negli ultimi 10 anni ha fatto di tutto per mancarle di rispetto ed attaccare la sua credibilità e autorità. Poteva persino esserne parte in causa se avesse sostituito Andrea Agnelli.

Quindi, da oggi avremo come massimo rappresentante nazionale nel più importante istituto mondiale relativo al gioco del calcio (quello che, tra le altre cose, si occupa di determinare date, luoghi e formato di tornei, nominare i delegati FIFA all’IFAB ovvero al board che decide delle modifiche al regolamento di gioco) una persona che, oltre a non avere alcuna esperienza e conoscenza calcistica a nessun livello, non riesce nemmeno a vedere di buon occhio l’ingresso di capitali stranieri in uno dei campionati più importanti del mondo e che è da sempre vicina ad una società condannata in tutti i luoghi, in tutti i mari e in tutti i laghi [semicit.] per illeciti sportivi, civili e penali.

E noi qui a chiacchierare di tattiche, giocatori, allenatori e a farci il sangue amaro per la nostra squadra…

Francesco Santavenere

PS: nota de ilMalpensante: non solo temporalmente, ma c’è un qualche nesso tra la decisione del Tar e l’elezione della Christillin?

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