Ping Pong: il buono di Moratti

Abbiamo scritto la prima parte del confronto “sì/no” della nostra rubrica “ping pong” (l’immagine in evidenza rende anche la dualità inconciliabile dei confronti che faremo). Francesco Santavenere si è già espresso, adesso tocca ad Alberto Bossi, coadiuvato da parte della nostra redazione.

Avevamo scritto entrambi gli articoli prima dell’intervista in cui si diceva possibilità sul suo ritorno da presidente. E voi? Che ne pensate?

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MASSIMO TI VOGLIO BENE

di Alberto Bossi

Voglio bene a Massimo Moratti e fatico a scindere ogni valutazione dall’aspetto emotivo se si parla di Inter, perché sono tifoso dell’Inter e il tifoso, per fortuna, è per definizione condizionato in tutto e per tutto dall’emotività e dai sentimenti, buoni o cattivi che siano.

Ci sono elementi lampanti che da sole giustificherebbero tutto: Inter Campus, progetto sportivo legato alla solidarietà di una bellezza unica, e l’avere trovato gli “acquirenti giusti” quando non è più riuscito a tenere l’Inter. Thohir ha fatto e sta facendo bene, e Thohir è una scelta di Moratti. Non ha smantellato, non ha venduto al primo che capita: ha cercato per bene, ha alzato il livello.

Poi ci sono le statistiche, che a volte sono limitanti, ma mai come l’idea dei tifosi che parlano di bilanci prima che dei risultati sportivi. Qualche volta sono disarmanti, come queste, sulla percentuale di titoli vinti dalla famiglia Moratti sul totale, in complessivi trent’anni circa di gestione

STAGIONE POS. P.TI V N P GF GS COPPE EUROPEE COPPA ITALIA
FRAIZZOLI 1979-80 1 41 14 13 3 44 25 Sedicesimi di Finale Quarti di Finale
1980-81 4 36 14 8 8 41 24 Semifinale Fase a Gironi
1981-82 5 35 11 13 6 39 34 Sedicesimi di Finale VINCITORI
1982-83 3 38 12 14 4 40 23 Quarti di Finale Semifinale
1983-84 4 35 12 11 7 37 23 Ottavi di Finale Fase a Gironi
PELLEGRINI 1984-85 3 38 13 12 5 42 28 Semifinale Semifinale
1985-86 6 32 12 8 10 36 33 Semifinale Quarti di Finale
1986-87 3 38 15 8 7 32 17 Quarti di Finale Quarti di Finale
1987-88 5 32 11 10 9 42 35 Ottavi di Finale Semifinale
1988-89 1 58 26 6 2 67 19 Ottavi di Finale 2ª Fase a Gironi
1989-90 3 44 17 10 7 55 32 Sedicesimi di Finale 3ª Fase a Gironi
1990-91 3 46 18 10 6 56 31 VINCITORI Ottavi di Finale
1991-92 8 37 10 17 7 28 28 Trentaduesimi di Finale Quarti di Finale
1992-93 2 46 17 12 5 59 36 Quarti di Finale
1993-94 13 31 11 9 14 46 45 VINCITORI Quarti di Finale
1994-95 6 52 14 10 10 39 34 Trentaduesimi di Finale Quarti di Finale
MORATTI 1995-96 7 54 15 9 10 51 30 Trentaduesimi di Finale Semifinale
1996-97 3 59 15 14 5 51 35 Finale Semifinale
1997-98 2 69 21 6 7 62 27 VINCITORI Quarti di Finale
1998-99 8 46 13 7 14 59 54 Quarti di Finale Semifinale
1999-00 4 58 17 7 10 58 36 Finale
2000-01 5 51 14 9 11 47 47 Ottavi di Finale Quarti di Finale
2001-02 3 69 20 9 5 62 35 Semifinale Ottavi di Finale
2002-03 2 65 19 8 7 64 38 Semifinale Ottavi di Finale
2003-04 4 59 17 8 9 59 37 Quarti di Finale Semifinale
2004-05 3 72 18 18 2 65 37 Quarti di Finale VINCITORI
2005-06 1 76 23 7 8 68 30 Quarti di Finale VINCITORI
2006-07 1 97 30 7 1 80 34 Ottavi di Finale Finale
2007-08 1 85 25 10 3 69 26 Ottavi di Finale Finale
2008-09 1 84 25 9 4 70 32 Ottavi di Finale Semifinale
2009-10 1 82 24 10 4 75 34 VINCITORI VINCITORI
2010-11 2 76 23 7 8 69 42 Quarti di Finale VINCITORI
2011-12 6 58 17 7 14 58 55 Ottavi di Finale Quarti di Finale
2012-13 9 54 16 6 16 55 57 Ottavi di Finale Semifinali

O questa lista sui piazzamenti dal 1980 al 2013/2014 (ultima stagione con Moratti azionista di maggioranza), che sorprendentemente rivela come non è che senza di loro siamo così avvezzi a frequentare i quartieri alti della classifica, sempre e comunque.

Totale famiglia Moratti: 8 scudetti, 3 coppe dei Campioni (tutte), 1 coppa Uefa (su 3), 4 coppe Italia (su 7), 4 supercoppe italiane (su 5), 3 coppe intercontinentali/mondiale per club (tutte), in sostanza il 44% degli scudetti e il 78% dei titoli internazionali

Sì, ci piace vincere facile (coi numeri) e quindi rammentiamo che senza la famiglia Moratti l’Inter avrebbe più o meno il palmarès del Bologna. Quindi ribadisco: voglio bene alla famiglia Moratti, mi piace il loro modo di essere, di porsi e soprattutto mi piace come godono quando vince l’Inter, ovvero non per loro, ma per l’Inter.

VENTENNIO E CALCIOPOLI

Siccome siamo bauscia, non ci basta vincere facile, vogliamo farlo in maniera nitida, per cui continuiamo il nostro personale racconto sul ventennio di Massimo Presidente.

Moratti e la passione. Chi tifa ha passione, tutti, nessuno escluso: altrimenti non tiferebbe. Certo, da questo ci sentiremmo di escludere alcuni “vip” che sembrano interisti soltanto a targhe alterne (e nei giorni di sconfitta), come se la sconfitta dell’Inter consentisse loro un’occasione di catturare la simpatia del resto d’Italia e empatizzare con esso. Ma in questo caso parliamo di una passione che ha qualcosa in più, là dove non è solo godere quando si vince e tenere botta quando si perde, ma è anche esborso economico… e su questo, intendiamoci, sono soldi suoi anche se c’è gente che fa le pulci ai bilanci e non hai mai tirato fuori un soldo per una tazza col logo ufficiale… dicevamo, soldi spesi soprattutto nei 12 anni (1995 / 2006) calcisticamente vissuti sotto il gioco di quella che poi i tribunali hanno condannato come un’associazione a delinquere.

Associazione
A
Delinquere.

Perché forse qualcuno dimentica, e allora noi riprendiamo le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione.

Un vero e proprio mondo sommerso la cui carica intrinseca di offensività degli interessi ‘ultra individuali’ è stata particolarmente intensa e tale da sconvolgere l’assetto del sistema calcio, fino a screditarlo in modo inimmaginabile e minarlo nelle sue fondamenta, con ovvie pesantissime ricadute economiche […] Sono certamente presenti nel caso di specie gli elementi sintomatici della stabilità del gruppo di persone e del numero non inferiore a tre e delle finalità illecite perseguite e dell’esistenza di una ben strutturata ed articolata organizzazione idonea al perseguimento degli obbiettivi prefissatiCassazione Penale, Sez. III, 9 settembre 2015 (ud. 23 marzo 2015), n. 36350 - Presidente Fiale, Relatore Grillo

(per chi volesse scaricare la sentenza, è disponibile qui).

Basta a “giustificare”? Quantomeno dovrebbe bastare a fare la tara.

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IL RAPPORTO CON I MEDIA

marciapiede-morattiMoratti e i media, parte prima. Il clima mediatico è un altro aspetto che me lo fa amare, perché di fatto me lo ha sempre fatto vedere come un capo, discreto, di una qualche forma di resistenza. Clima sempre pessimo, sempre, acredine a piene mani, la sua figura spesso dipinta come quella di un uomo cresciuto nell’agio e poi diventato un tonto dispersore di patrimoni familiari.

E pensare che a Torino ci sono dispersori di patrimoni pubblici che vengono pure indicati come fenomeni nella gestione aziendale, oppure a Milano dei direttori generali ipocriniti che da presidenti di lega portano a casa giocatori a prezzi di favore sfruttando la propria posizione dominante (penso a Nesta nel 2002), salvo pagare fiori di miliardi di lire o milioni di euro per dei pacchi colossali, stranamente dimenticati dalla critica, o regalando due lire giocatori bollati come fallimentari e poi rivelatisi campioni altrove.

Questo clima ha pure influito, inevitabilmente e spesso inconsapevolmente sulla posizione dei tifosi interisti. Qualcuno lo subisce su tutto, qualcuno sulle questioni tecniche, altri sulle questioni gestionali (ah, il tifoso del terzo millennio…) altri, molti, ancora sulla figura di Moratti.

LA GESTIONE

Moratti e la gestione aziendale. Passione, nella vita reale, non fa rima con sana gestione e i limiti e gli errori dell’ex presidente li riconosciamo tutti: riconoscere quel quid di follia in più nella passione di alcuni tifosi, in questo caso il Presidente, non è negare i limiti e gli errori, bensì dargli il giusto peso di fronte ai successi. Quanti di noi hanno una passione/hobby nel quale abbiamo speso più di quel che avremmo dovuto?

Ha sbagliato? Sì.

Gli antagonisti di riferimento non hanno mai fallito? Lo hanno fatto spesso, e la cosa è sempre passata sotto silenzio, dimenticata, cancellata.

recoba-seedorf-di-biagio-zamoranoQualcuno degli antagonisti è finito anche in B, per via della mirabile ‘gestione’, mentre  qualcun altro, da che Moratti è presidente, ha speso più o meno le stesse cifre e vinto meno trofei… Non si tratta quindi di vedere una realtà differente, semplicemente di interpretarla in maniera diversa rispetto ai detrattori.

L’Italia probabilmente mal digerisce la figura di un signore, ricco, di buona famiglia e che sia anche gentile nei modi e corretto nei modi di comportarsi;  l’Italia vede anche l’affettività, non solo verso i colori, ma anche verso chi li veste, come segno di debolezza, mentre ha in genere una passione spropositata (a tutti i livelli, anche in politica) verso l’uomo forte, maleducato, arrogante, possibilmente ‘sporco’, che spesso fa rima con furbo, qualità irrinunciabile a queste latitudini.

Si rimprovera a Moratti di avere anche tentato di assoldare Luciano Moggi, deus ex machina del calcio italiano. Detto che su quella vicenda sono probabilmente più le leggende che le verità, perché non ricordare l’orda di interisti che ancora a primavera 2006 auspicavano l’approdo di Moggi in nerazzurro come panacea di tutti i mali? A posteriori è fin troppo facile: ne abbiamo qualcuno ancora?

Moratti e i media, parte seconda. Massimo Moratti è vanesio, perché è bauscia e per l’Inter ha dato tantissimo, senza mai fare il protagonista da operetta tipo dittatore sudamericano alle parate militari come il dirimpettaio meneghino, protagonista di un ventennio politico del Paese non esattamente esaltante (oggi siamo in vena di eufemismi): vogliamo concedergli il divertissement di dire la sua ogni volta che qualche giornalista gliela chiede? O vogliamo pensare che ogni cosa detta fuori dagli uffici Saras scateni chissà quali terremoti societari o negli spogliatoi? Perché se Moratti non dice niente i media non inventano comunque polemiche vero? In 3 mesi e spicci di Suning sono state inventate più cose che in un paio d’anni di Moratti, attacchi senza alcuna vergogna (cit.) e senza alcun controllo. Ma era tutta colpa di Massimo, vero?

GLI ALLENATORI E I CALCIATORI

baggio-facchetti-interDi allenatori ne ha pagati tantissimi, scelti tanti, qualcuno realmente di pancia, andando contro la logica della “sana gestione aziendale che scalda i cuori dei tifosi commercialisti del terzo millennio”, alla quale ormai ci siamo purtroppo abituati tutti, una strada senza ritorno… e pensare che fino a 10-15 anni fa la parola “bilancio” era talmente fuori dal gergo calcistico da non essere praticamente mai pronunciata. Due scelte di pancia su tutte: Mancini e Mourinho, in totale 6 anni sulla panchina interista, in pratica un record, 5 scudetti, 1 champions, 1 mondiale per club, 3 coppe italia, qualche supercoppa, il triplete che ci ha proiettati nella leggenda (nella storia già c’eravamo, e grazie a Moratti non certo in quella criminale…). Quando ha scelto lui in maniera non razionale, ha scelto il meglio per l’Inter.

Qualsiasi dannatissima scelta pre 2006, se si esclude quella di Mancini al posto del già riconfermato (da Facchetti) Zaccheroni, non può essere valutata senza considerare l’enorme, lurida, merdosa tara di cui sopra, che fino al 2006 (e dopo il 2010?) ha condizionato, asfissiandolo, il calcio italiano. Non sarebbe onesto né nei suoi confronti né nei nostri, neanche verso quei calciatori e quegli allenatori.

Moratti e i giocatori. Voglio partire dal presupposto che il controllo del mercato italiano da parte di alcune società ha reso impossibile molte operazioni: essere distante anni luce da certi ambienti ha significato vedersi preclusi molti affari. In un contesto così fortemente condizionato, fare scelte sempre sagge e oculate era un’impresa molto più grande di quel che si pensi.

ronaldo-pallone-doro-interMolte scelte è legittimo, persino obbligatorio, che vengano lette in questa ottica. L’intento di Moratti  era quello di regalarci i migliori del pianeta, vedi Ronaldo (basterebbe questo per perdonargli metà delle cose), che solo la sfortuna e la “cupola” hanno privato dei successi che avrebbe meritato con la nostra maglia. Non sempre ci è riuscito ma, se è vero che Massimo parla(va) alla pancia dei tifosi, è anche vero che spesso i suoi pupilli erano i più vessati da una delle tante derive di certo tifo interista, ovvero quello in perenne conflitto con i calciatori come Recoba (io, per esempio, l’avrei cacciato dopo due anni. nd ADV).

Ora, se in merito ai vergognosi attacchi alla figura di Facchetti credo che tutti gli interisti siano d’accordo nel considerare troppo remissivo l’atteggiamento di Moratti e dell’Inter, è pur vero che nelle sedi opportune quelli che dovevano pagare hanno pagato con condanne reiterate su più ordini di giudizio.

Il merito di essere rimasti fuori da quel merdaio che era calciopoli resta una sorta di monumento all’interismo, esattamente come il triplete, che porta impresso il marchio Moratti più di quanto lui stesso probabilmente pensa e auspica. Certo, è vero che non si è messo la tuta di superman o il completo di Perry Mason con la fondina nascosta di Charles Bronson per smantellare da solo, magari già nell’aprile del 1998, la cupola che gestiva tutto il calcio italiano, pure a livello mediatico, ma sono certo che alcune immagini, da sole, possono farci dimenticare questa grave mancanza .

Per parlare, bene, di Moratti ci vorrebbero pagine e pagine: cosa che qui ci è impossibile. Proviamo a sintetizzare dicendo che per noi essere bauscia è anche amare Moratti, incondizionatamente, e quindi accettarne anche i limiti e gli errori, così come limiti ed errori si perdonano in chi amiamo sinceramente.

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(qui trovate l’articolo di Francesco Santavenere, l’altra parte del rapporto dei tifosi interisti con Massimo Moratti)

La scala della rabbia di Moratti, invenzione geniale degli amici di InteristiOrg

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