Prima di Roma-Inter: come stanno i giallorossi

Potrebbe non aver senso parlare della partita di questa sera ipotizzando la formazione della Roma in base alle altre viste, mentre invece potrebbe averne molto pensando a tutto ciò che dovrà cambiare rispetto a ciò che abbiamo visto fino ad ora dal preliminare col Porto fino alla partita di EL con l’Astra Giurgiu.

MERCATO E PROBLEMI STRUTTURALI

pjanic-roma-Custom.jpgFacciamo un passo indietro. Questa estate la Roma ha perso Keita, Pjanic e Digne ed ha acquisito Vermaelen, Bruno Peres, Mario Rui, Fazio, Juan Jesus a cui aggiungere il ritorno alla base di Paredes e quello a tempo effettivo di Strootman. Di Gerson è inutile parlare visto il ritardo rispetto ad una concezione di gioco europea.

Fino all’ultimo giorno si è cercato di acquistare anche un altro centrocampista di spessore che sapesse ragionare più di quelli che avevano in rosa.

Gli infortuni di lungo corso di Rudiger (a giugno) e di Mario Rui (a luglio) hanno creato dei notevoli problemi. Vermaelen, visto in ritardo di condizione e di affiatamento nella partita col Porto e nelle prime due partite di campionato, è poi sparito per una pubalgia.

La Roma è stata ben lontana dal trovare una quadratura del cerchio perché Spalletti ha pensato di continuare sull’idea iniziale di un 4231 avendo però interpreti che mal si sposavano tra loro per via dei limiti impliciti della rosa, degli infortuni, di una condizione non ottimale in alcuni suoi giocatori e del trauma post eliminazione dal preliminare di CL.

In difesa l’unico giocatore ben saldo del ruolo è Manolas, ma anche lui sotto gli standard degli scorsi anni probabilmente per via delle voci di mercato: gli altri sono stati cambiati in continuazione senza mai trovare effettivamente un equilibrio. La causa è da ricercare nei limiti difensivi di tutti i terzini a disposizione e del centrale da far giocare accanto al greco.

bruno-peres-roma-udineseBruno Peres e Florenzi, molto capaci in fase offensiva hanno evidenti lacune difensive soprattutto in una difesa a 4; Juan Jesus, che di base è un centrale di sinistra di una difesa a 3, è stato spostato più volte sulla fascia ma in ogni partita giocata, anche la migliore, ha mostrato almeno un’amnesia grave come gli è sempre capitato in carriera. Fazio ha anch’esso dei limiti notevoli in quanto a mobilità ma al momento è la soluzione migliore come compagno di Manolas. In questa squadra continua a mancare chi guida veramente la difesa e un centrale con i piedi buoni per far partire l’azione, gravando sui due centrocampisti.

Ma anche a centrocampo si soffre, soprattutto epr la mancanza di un regista che sappia dettare i tempi velocizzando o rallentando il gioco a seconda del momento: Paredes potrebbe essere l’uomo adatto ma dovrebbe avere la fiducia del tecnico e del tempo per poter crescere. De Rossi pensa più da difensore aggiunto che da regista, mentre Strootman, che non è ancora in condizioni ottimali, non è quel tipo di giocatore: notevole, comunque, che anche in queste condizioni è tornato ad essere importante per la squadra. In avanti la Roma non riesce a giocare con fluidità e non vengono sfruttate al meglio le punte perché manca quella qualità che serve proprio a far ripartire velocemente l’azione e superare gli schieramenti avversari quando questi sono molto compatti e si difendono bene.

È per questo che un Totti, che ha iniziato la stagione più da mascotte, è diventato importante e ne è stato richiesto a gran voce l’utilizzo dai suoi tifosi ma anche dagli stessi compagni che lo hanno visto più volte come la più classica delle coperte di Linus a cui aggrapparsi nel momento del bisogno sia da un punto di vista tecnico, proprio perché l’unico capace di accendere veramente la luce, sia da quello caratteriale, perché in grado di infondere sicurezza e fiducia a tutta la squadra.

Totti Mascotte
Totti distribuisce caramelle ai compagni in panchina

La sua presenza non era ingombrante all’inizio della stagione: con la squadra a pieni giri e funzionante, nessuno avrebbe fatto polemica se il tecnico mette in panchina un 40enne. Ma la Roma non ha funzionato a dovere, e i tanti errori commessi in fase di costruzione della squadra hanno palesato tutte le mancanze della rosa nonché evidenziato gli errori nella gestione dei giocatori: Totti è tornato a essere fondamentale.

MODULO E UOMINI

Spalletti finora non ha trovato un vero 11 di base che funzioni con regolarità anche se i primi 30 minuti di Oporto facevano pensare ad una formazione vicina a quella ideale. Eppure non è stato così e finora Spalleti ha cambiato molti giocatori pur senza discostarsi mai (se non per rari momenti) dal suo 4231.

roma-2

Novità (o quasi) di quest’anno è Nainggolan trequartista: mossa che può diventare importante se il ruolo del calciatore belga diventa a supporto di una squadra che gioca in velocità, grazie alle sue qualità di inserimento negli spazi che gli si aprono davanti; quando, invece, diventa statica, ha già mostrato di non essere efficace, gioca pochi palloni, con poca qualità e con una bassa percentuale di passaggi corretti, soprattutto in relazione al fatto che difficilmente sono passaggi pericolosi per le squadre avversarie.

L’impostazione tattica avuta fino ad ora ha evidenziato dei limiti difensivi enormi.

Una quadratura poteva trovarsi con la difesa a 3, con tutti i giocatori nei ruoli originari, da Manolas a Juan Jesus con Fazio o De Rossi al centro della difesa, per arrivare a Florenzi e Bruno Peres esterni di centrocampo, Paredes in mezzo al campo con Nainggolan e Strootman intermedi. Davanti sarebbe servito qualcuno più adatto di Salah che giocasse insieme a Dzeko, ma loro sono anche gli unici che per numeri potrebbero garantire un buon numero di gol rispetto agli altri.

COSA ASPETTARSI DALLA ROMA

Molto dipenderà anche dall’Inter, con occhi alle condizioni di Joao Mario. La squadra che ha giocato contro la Juventus tutte le caratteristiche per far male alla squadra giallorossa, se questa fosse quella vista fino ad ora.

perisic.inter.bologna.2015.16.750x450.jpgSe è vero che sugli esterni la Roma soffre, Perisic e Candreva potrebbero creare non pochi problemi. Il pressing continuo, organizzato e altissimo visto finora creerebbe non poche difficoltà in fase di costruzione della manovra proprio perché di base manca chi sappia far ripartire l’azione da dietro e un regista per far girare meglio la squadra. Se giocasse Dzeko, il cui rendimento è buono sotto il profilo tattico ma contiuna ad essere poco prolifico pur con tante occasioni avute, potrebbe essere controllato bene da Miranda e Murillo, che avrebbero anche la “comodità” di scambiarsi l’uomo e andare ad aiutare gli esterni che saranno attaccati alle spalle giocando molto alti.

Per questo mi aspetto dalla Roma alcuni cambiamenti che portino a soluzioni finora mai viste fermo restando il il 4231 come modulo base (per cui niente difesa a 3), come Florenzi alto sulla stessa fascia di Bruno Peres a dare una mano in fase difensiva al brasiliano concedendogli la possibilità di salire di più senza rimanere scoperti dietro.

Mi aspetto tra le possibili varianti Salah davanti al posto di Dzeko per impedire alla difesa dell’Inter di salire molto o per sfruttare al meglio eventuali errori sul fuorigioco. Più difficile che possa esserci, ma avrebbe una sua logica, Paredes per migliorare la manovra e per lanciare il più velocemente possibile l’egiziano in verticale. Avrebbe la sua logica avrebbe l’inserimento di Totti come trequartista al posto di Nainggolan, anche se più probabilmente lo potremmo vedere in campo a partita iniziata in caso di necessità (così come il bosniaco) a squadre stanche e la possibilità di avere più spazi per lanciare le punte. I 40 anni appena fatti si fanno sentire dal punto di vista fisico – e non potrebbe essere altrimenti – ma il piede resta lo stesso e le sue giocate restano di un altro livello se gli viene lasciato lo spazio per effettuarle.

francesco-totti-roma_zfg6lwoucbaz1t0dtbxnhs5s1Il modulo potrebbe cambiare passando ad un 4141 mettendosi a specchio rispetto al sistema con cui potrebbe scendere in campo l’Inter. Florenzi e Perotti (o El Shaarawy) potrebbero costringere Perisic e Candreva ad aiutare costantemente i terzini. Con l’Inter più pericolosa sugli esterni, De Rossi (ribadisco) avrebbe meno senso di Paredes, mentre Nainggolan e Strootman hanno le carte in regola per confrontarsi con le menti dell’Inter, Banega e Joao Mario, con il compito di impedirgli di dialogare per poi lanciarsi negli spazi in avanti. Perotti indispensabile con il movimento che lo porta a tornare indietro dà un ulteriore punto di appoggio per la circolazione della palla.

Entrambe le squadre sono ancora, per dirla con una frase abusata, un cantiere aperto: la partita dell’Inter contro la Juventus ha fatto vedere una squadra di altissimo livello ma che deve dare continuità a quelle prestazioni anche solo in campionato.

La Roma pur partendo da una situazione di vantaggio non ha ancora mai raggiunto quei livelli, ma sono nelle condizioni di poter “indovinare” la formazione giusta per farla sbocciare da un momento all’altro.

Max Solano

I PROBLEMI DELL’INTER PRIMA DELLA ROMA

(di Alberto Di Vita)

Un inconveniente tecnico ci ha impedito di produrre il video di Inter Bologna, in cui avremmo evidenziato le difficoltà dell’Inter in fase di pressing al verificarsi di due condizioni: la difesa che segue meno il pressing della squadra (ma in questo caso molte responsabilità erano di Ranocchia) e la capacità degli avversari di trovare spazio e libertà alle spalle dei centrocampisti: contro il Bologna sono stati moltissimi gli errori di Kondogbia e di Medel, almeno finché ha giocato il francese.

La Roma può schierare, ed è quello che mi aspetto, 3 attaccanti rapidi e di movimento, con El Shaarawy, Salah e Perotti in grado di cercarsi quello spazio tra difesa e centrocampo nerazzurri, e soprattutto di poter dare una grande mano quando è l’Inter a impostare, con una presenza fissa in mezzo a dare fastidio a Banega, che farà sempre la sua spola tra le due trequarti. Interessante come, contro il Bologna, De Boer abbia chiesto all’argentino di smetterla di abbassarsi troppo, perché questa sua tendenza portava un avversario in più sulla trequarti interista. Oggi non mi aspetto una marcatura a uomo su Banega: l’unico in grado sarebbe Nainggolan.

Ma c’è un calciatore che potrebbe sparigliare le carte in tavola ed è Totti, che su quello spazio ci ha costruito una intera carriera, grazie alla sua capacità di verticalizzazione rapida di prima.

Per Spalletti un bel dilemma: da un lato, l’Inter soffre molto centralmente; dall’altro, la Roma soffre sugli esterni. Le due cose sembrano inconciliabili.

Loading Disqus Comments ...