Inter Cagliari 1-2, masochismo nerazzurro

Anche quando le cose si mettono per il meglio, anche quando l’ambiente è più sereno e magari le prospettive più rosee, l’Inter sa sempre farsi male da sola. Sempre.

Lo abbiamo scritto in mille salse, non per ultimo in estate quando Mancini dava in pasto ai media notizie fresche e in anteprima dei suoi malumori: il tafazzismo di certa Inter è talvolta sopra ogni previsione, capace di essere talmente perverso da produrre solo avvenimenti nefasti.

L’Inter perde contro il Cagliari nonostante un primo tempo dominato in lungo e largo, costringendo il Cagliari nella sua area costantemente, pur giocando letteralmente un uomo in meno visto che Icardi, in piena rotta con la Curva Nord, si fa segnalare nel primo tempo per soli 11 tocchi totali (tutti gli altri sopra i 40). Pur non tirando una sola volta in porta, rigore escluso.

Così, nonostante un vantaggio meritatissimo, arrivano due gol papera: il primo di rimbalzo (tra gli altri, c’è Ansaldi che sbaglia il fuorigioco) e il secondo su una deviazione maligna di Murillo che Handanovic legge male (la palla sbatte sul palo prima) e diventa autogol.

LA PARTITA

La si potrebbe fotografare in un solo modo: c’è chi prova a giocare il suo calcio, ma a un certo punto si blocca per una qualche ragione, e chi invece aspetta il momento giusto per tirare in porta. Non c’è bisogno di vedere le statistiche per dirlo: il Cagliari ha tirato di più in porta nonostante poco possesso palla e nonostante si sia affacciato nella metà campo nerazzurra per pochissimo.

L’Inter si presenta finalmente con un 4-3-3 diverso rispetto alle partite precedenti, di più facile lettura, più accorto, con meno pressing asfissiante per evitare i rilanci del Cagliari (lezione della Roma imparata); il Cagliari, invece, con un 4-3-1-2 che però non vede quasi mai la profondità.

Nel primo tempo soprattutto è un costante assedio, con l’Inter che gira palla e il Cagliari che si rintana in area, neanche ci prova a uscire né ad alzare le linee: fa mucchio e si vede. L’Inter però gioca bene sulla trequarti con Banega e Joao Mario ispiratissimi, allarga il gioco e… e alla fine c’è Icardi che non si fa vedere mai, ingolfato come se portasse a spasso chissà quale peso, mentre Perisic e Candreva non riescono mai a trovare il varco giusto.

La heatmap racconta meglio delle parole: Cagliari stretto in mezzo e in area, l’Inter che non trova sbocco al centro.

Soprattutto a quei 4 caxxoni che con i loro proclami hanno contribuito a creare un clima di tensione oggi, avallato purtroppo da Zanetti, che non ha permesso a MI9 di stare.con la testa a posto... Perche se Maurito, serenamente, mette dentro il rigore...

Insomma, una squadra che gioca anche un gran calcio per tanti minuti ma a cui manca l’ultimo passaggio, forse anche perché quasi mai Icardi lo detta in maniera giusta.

Al 24esimo l’episodio che può cambiare la partita, sia per rimettere in sesto Icardi, sia perché l’Inter potrebbe gestire meglio: Valeri assegna un rigore, segnalato da Rizzoli, per fallo più che dubbio su Icardi stesso…. en passant, il rigore è più che generoso. L’argentino si presenta sul dischetto con addosso tensioni e sguardi, i fischi dei primi minuti e evidentemente la testa ingombra di fantasmi e cattivi pensieri: il tiro dal dischetto va fuori.

L’Inter non si scoraggia e continua a tessere la tela, ma purtroppo nessuno trova mai lo spiraglio giusto e Icardi insiste nella sua personale lotta contro i mulini a vento che ha dentro la testa. È soprattutto Candreva a sbagliare moltissimo, lui che è il miglior assistman del campionato da 5 anni a questa parte e che è il miglior crossatore. Sbaglia anche un tiro, su cambio gioco di Perisic che ormai conosciamo, che sembrava facile da metter dentro.

SECONDO TEMPO

L’Inter parte al piccolo trotto, deconcentrata alla ripresa del gioco come accadeva a inizio campionato: tra tutti, si distingue Banega per  avere “staccato” nettamente la spina: due sue sanguinose palle perse scatenano il Cagliari e fanno giocare finalmente Handanovic.

Nel momento di maggiore confusione arriva il gol. Visto che Icardi è come se non ci fosse, finalmente qualcuno pensa bene di andare sul fondo e non darla né sul primo né sul secondo palo, ma dietro, dove c’è Joao Mario che arriva in corsa e tira, si vede respingere il pallone da Storari, ma segue e in scivolata segna.

Sembra il quadro perfetto, Inter che comanda la partita ed è in vantaggio. Ma questa squadra sembra avere un difetto: sa giocare in un solo modo, non sa aspettare, non riesce a far meno della palla e del suo gioco. È così anche con Banega fuori  che, meritatamente, lascia il posto a Gnoukouri: cambia un po’ lo schema, con Joao Mario che rientra meno in fase di non possesso (somiglia più a un 4-2-3-1), mentre torna 4-3-3 in fase di possesso.

Qualcosa però si rompe nell’equilibrio, ma soprattutto nella concentrazione dei calciatori, forse troppo convinti di poterla portare a casa con facilità. L’Inter potrebbe raddoppiare con Icardi che, servito da un buon Ansaldi che gli regala un gran cross, la butta fuori di testa.

Avviene così che, al 26esimo, il Cagliari pareggia: troppa libertà sul limite dell’area, Ansaldi sbaglia il fuorigioco, la palla rimane lì dopo un rimpallo e Handanovic, fin lì perfetto, non può fare nulla.

Il pareggio manda in confusione l’Inter, compreso De Boer che mette Eder al posto di Candreva: non perché il secondo fosse imprescindibile, ma perché il primo è risultato fiacco e svogliato come pochi. Poco dopo, errore su errore, esce Ansaldi e entra Jovetic. Mossa che vuole essere coraggiosa ma che risulta suicida.

Un errore grossolano dell’allenatore: salta tutto, equilibrio, distanze, logica dei reparti. Sembra un 3-1-3-3 confusionario in cui soprattutto Joao Mario si trova costretto a sostenere Santon quasi da esterno. Il Cagliari ci sguazza, giustamente, finché al 39esimo è l’Inter stessa a fare seppuku. Su calcio d’angolo, Handanovic viene colto da un improvviso e inspiegabile raptus e esce come se l’obiettivo del gioco fosse fare caciara, la palla finisce sui piedi di Melchiorri che non sa esattamente cosa farne e così la sparacchia sulle gambe di Murillo, forse addirittura per conquistare un angolo. La regia occulta e divina però è perversa per i nerazzurri, perché la palla devia poco e va verso la porta, Handanovic è in ritardo e legge male la traiettoria che prima porta il pallone sul palo, e poi lo fa rientrare verso le gambe del portiere nerazzurro: frittatissima di quelle epocali.

Gli ultimi minuti sono di totale confusione per l’Inter, mentre il Cagliari approfitta di tutti gli errori, sposta gli attaccanti su un lato e affonda, potrebbe persino triplicare due volte, ma non lo fa, per incapacità o per i salvataggi di Handanovic.

CONSIDERAZIONI

De Boer ha sulla coscienza due cambi difficilmente spiegabili, anche se le opzioni sono quelle che sono: le alternative erano Gabriel Barbosa e Palacio, di cui forse solo il primo era strada percorribile. Questa la differenza rispetto alle altre uscite.

Perché, per il resto, l’Inter paga le solite amnesie individuali, palle perse malamente (Banega, Medel, Joao Mario), posizioni sbagliate e scelte individuali poco coerenti col resto della squadra, tutto in un secondo tempo letteralmente inguardabile. E paga soprattutto la monotematicità del proprio gioco: a tratti anche molto bello da vedere, ma che non conosce altri sbocchi, soprattutto se questo è Icardi.

Sulla questione torneremo a parte ma, e la diciamo senza grossi timori, se questo è il riferimento centrale, se deve diventare il limite di questa squadra, l’Inter merita anche una chance senza l’argentino, pur non avendo alcun giocatore in grado di sostituirlo nel 4-3-3.

Si aggiunge la polemica con la Curva Nord, al quale Zanetti ha voluto dare man forte, facendo un autogol mostruoso: dimostra che la Curva “conta”, che si ha paura della stessa, che l’Inter non è “prima di tutto” perché “prima di tutto” ci sono altre logiche, altri concetti di “fedeltà”, di “onore”, di “rispetto” che con l’Inter c’entrano davvero poco. Idem vale per Ausilio: a me basterebbero come motivi per azzerare la parte italiana che resta della società, perché qui veramente si sta andando fuori di testa, le dichiarazioni di Ausilio e Zanetti sono francamente imbarazzanti in un mondo in cui lo sport conta più di tutto. Sarebbe stato il momento di mostrare compattezza per una vicenda assolutamente stupida e di poco conto, e invece la si ingigantisce ancora di più.

L’impressione è che Icardi sia stato strigliato da qualcuno prima della partita: la prestazione è davvero troppo abulica e avulsa dalla squadra.

Probabilmente l’Inter meriterebbe una chance senza Murillo, impeccabile nel primo tempo, un colabrodo nel secondo, che trascina con sé anche Miranda: ma in mezzo l’alternativa sarebbe Ranocchia e pensi che allora va bene così.

Certo, ci va di mezzo anche la sfortuna di rimpalli e deviazioni, ma a rivedere le azioni c’è poco dubbio che l’origine del problema sia nerazzurro, individuale o collettivo. Questo non toglie alcun merito al Cagliari: alla fine della partita (ripetiamo, senza guardare le statistiche) se ti rimangono impressi più tiri e più occasioni da parte sarda vuol dire che, tirando le somme, il risultato può essere anche giusto.

E dire che gli spunti positivi ci sarebbero, come l’adattabilità di De Boer che rinuncia al pressing ossessivo, gioca più alto ma con linee compatte: soprattutto nel primo tempo l’Inter rischia davvero zero, ci sono distanze corrette, ci sono coperture corrette. È il rientro in campo a far saltare tutto.

E, anche qui, l’impressione è che in condizioni normali questa partita l’Inter l’avrebbe vinta a occhi chiusi, piedi legati e mani basse. Ed è un peccato, perché i 3 punti avrebbero portato i nerazzurri al terzo posto col Napoli; ma è un peccato ancora più grave vedendo altre squadre (sopra tutte la Juventus) giocare un pessimo calcio ma vincere comunque.

Insomma, gli spunti positivi ci sarebbero pure, il problema è che non restano fissati nella mente: tutto scorre appresso alla confusione tafazzista che solo l’Inter è capace di creare a sé stessa.

LE PAGELLE

Pagelle che sono condizionate dal risultato, dalla delusione e soprattutto dal cambiamento a 180° tra il primo e il secondo tempo. Si dovrebbero dare due voti a tutti, ma preferisco farlo solo con Handanovic.

Handanovic (1) 7,5: il primo Handanovic è praticamente perfetto, salva il risultato e una squadra dalla confusione che cominciava a dilagare come il “Nulla” de “La Storia Infinita”.

Handanovic (2) 4: il secondo Handanovic si fa impallinare nel modo più stupido possibile. Ma non è tanto l’autogol a metterlo il croce, quanto l’uscita che genera il tutto. Scriteriata.

Ansaldi 5: peccato, perché se non fosse stato per l’errore sul gol era sufficienza piena, soprattutto perché in attacco riesce a costruire con continuità, pur non avendo ancora i tempi giusti con Candreva.

Miranda 5,5: il secondo tempo è da darsi schiaffi perché non ci credi che uno come Miranda rimanga in bambola così.

Murillo 5: lui persino peggio. Tanto puntuale e tempestivo nel primo tempo quanto confusionario e fumoso nel secondo.

Santon 5: in fase di possesso è davvero terribile da vedere, fuori tempo, impreciso, persino spaventato e con scelte tutte opinabili. Va meglio in fase difensiva, almeno finché De Boer non decide di scatenare il modulo pasticcio.

Medel 5: Fa, ma quello che fa è generalmente molto lontano da quello che si presume debba fare.

Banega 5,5: sontuoso per un tempo, non lo buttano giù neanche con le bombe, testa alta, geometrie, intelligenza, palle rapide. Nel secondo entra il fratello scarso, perde due palle sanguinose e corsa zero.

Joao Mario 7,5: unica luce. Lo hanno definito “semplificatore”, ma è un termine errato: si dice “facilitatore”. È uno che rende le cose semplici ai compagni, c’è sempre, gioca rapido, fa tutto con un’intelligenza superiore. Segna anche, cosa chiedergli di più? Di fare da paciere con la Curva Nord?

Candreva 5: se consideriamo quanto produce prima di arrivare al cross sarebbe da 8. Il problema è che poi crossa cose loffie che neanche Conceicao nei giorni peggiori.

Perisic 6,5: si accende a intermittenza, ma è l’unico davanti a riuscire nell’intento di creare qualcosa di concreto. Il problema è che Icardi non lo asseconda mai, ma davvero mai mai.

Icardi 3: la peggiore partita in nerazzurro che ricordi. Fuori tempo, fermo e imbalsamato, fastidioso e indisponente come pochi. Lo stadio non lo aiuta, la società non lo aiuta, dimostra di essere umano, ma a quel punto tu sei l’unico che può dire “non me la sento”, che si tratti di giocare o solo di calciare un rigore.

Gnoukouri 5,5: ci mette del coraggio in più, recupera pure qualche buon pallone, ma annega anche lui.

Eder 4,5: entri sostanzialmente come sesto uomo, dovresti recuperare in credibilità e invece che fai? La parte dell’attore spiaggiato su una distesa di sabbia a prendere il sole.

Jovetic sv: non si capisce perché entri.

De Boer 4,5: l’Inter del primo tempo reclama vendetta. Perché è squadra dalla produzione di gioco importante e che ha idee, ma Candreva si accentra poco, e male, Icardi non si muove e Joao Mario si inserisce sin troppo poco. Il problema vero è che l’Inter gioca in un solo modo, attaccando e tenendo palla: lui poi ci mette tanto del suo sbagliando i cambi e, soprattutto, sbagliando modulo, in una improvvisazione di “qualcosa alla Bielsa” che risulta essere dannosissima.

Curva Nord 2: non se ne sentiva davvero il bisogno, né della tensione né della polemica. A farci male da soli siamo bravissimi: quel rigore lo sbaglia la Curva, non Icardi.

TABELLINO

INTER- CAGLIARI 1-2
(primo tempo 0-0)

INTER (4-3-3) Handanovic; Ansaldi (dal 35′ s.t. Jovetic), Miranda, Murillo, Santon; Medel, Joao Mario; Candreva (dal 29′ s.t. Eder), Banega (dal 15′ s.t. Gnoukouri), Perisic; Icardi. (Carrizo, Kondogbia, Palacio, D’Ambrosio, Nagatomo, Brozovic, Yao, Miangue, Gabigol). All. De Boer.

CAGLIARI (4-3-1-2) Storari; Pisacane, Ceppitelli, Alves, Murru; Munari (dal 24′ s.t. Isla), Tachtsidis, Padoin; Di Gennaro (dal 32′ s.t. Barella); Sau (dal 15′ s.t. Borriello), Melchiorri. (Rafael, Colombo, Isla, Dessena, Capuano, Bittante, Giannetti, Salamon). All. Rastelli.

MARCATORI Joao Mario (I) all’11’, Melchiorri (C) al 26′, aut. Handanovic (I) al 40′ s.t.

ARBITRO Valeri di Roma.

SANZIONIAmmoniti Bruno Alves (C), Joao Mario (I), Sau (C), Munari (C), Tachtsidis (C), Barella (C).

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