Il vicepresidente che vorremmo

Abbiamo immaginato una situazione diversa, un vicepresidente che, invece di intrattenere rapporti con la Curva e sentirsi in dovere di difenderla, si fosse premurato di pensare al bene superiore, quello che trascende Icardi, la Curva e Zanetti stesso.

Un vicepresidente che mitiga l’atmosfera, che fa da paciere, che non offre il fianco alla stampa, che non vuole farsi strumentalizzare e che, soprattutto, comprende quanto possa essere destabilizzante una polemica inutile e stupida in un momento cruciale come questo.

Abbiamo immaginato un Javier Zanetti posseduto dal fantasma di Henry Kissinger e ci siamo trovati colti da improvviso, supremo stupore.

Henry Kissinger

I tifosi, tutti, dal primo all’ultimo, sono importanti per l’Inter: lo sono sempre stati, soprattutto nei momenti critici. Perché crisi è anche cambiamento, porre basi per un futuro di successi. Anche Icardi è importante e non si può prescindere dai giocatori importanti per ambire ai successi di squadra, così come non si può prescindere dai tifosi: è l’amalgama a funzionare. L’Inter è a tutti gli effetti una creatura vivente e, come tale, è un’organizzazione olistica, non riducibile alle  sue singole parti: il tutto è più della semplice somma delle componenti.

C’è qualche disaccordo? Qualche polemica o malinteso? Càpitano sempre, con qualunque giocatore: Icardi ha un carattere probabilmente meno diplomatico della media, i tifosi per definizione vivono la squadra con toni accesi; le autobiografie vengono pubblicate proprio per generare polemiche e quindi interesse, romanzando epidosi minimali e ricomposti da tempo. Fanno cronaca, insomma: non sono per forza espressione di un pensiero corrente.

Pensate che pure io nella mia ho parlato male di qualcuno (Tardelli ndr) (ride) . Qualcuno come me scrive autobiografie a 40 anni, altri a 23, non credevo si potesse fare ma ci sta, è cambiato il mondo nel frattempo: Icardi ha anche una visibilità mediatica che a quell’età io potevo solo sognare.

Icardi e la Curva si spiegheranno, se sarà necessario, e noi staremo ad ascoltare tutti, perché tutti sono parte dell’Inter. Ma oggi c’è la partita ed è un momento cruciale: adesso che si pensi all’Inter e a costruire qualcosa di importante, testa bassa e lavorare, uniti con Frank. Tutti dobbiamo capire che l’Inter viene prima di tutto e sarà così anche stavolta.

Javihenry Zanettinger

 

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