Video: Inter Cagliari con vista Atalanta

Inter Cagliari è stata una partita davvero strana e per larghi tratti ingannevole: rivedendola, l’impressione è che anche a rigiocarla 100 volte, quel risultato non si ripeterebbe più.

Il Cagliari si è difeso bene, con ordine, ma senza riuscire davvero a bloccare l’Inter, che ha trovato soluzioni con continuità, salvo poi sbagliare scelta o esecuzione nell’ultimo passaggio. Per riproporre il grande Brera già citato da Massaron, l’Inter ha masturbato calcio, il suo calcio, ma non è bastato.

I dati del possesso palla sono impietosi, con quelli forniti da Opta che sono ancora più sbilanciati a favore dell’Inter rispetto a quelli elaborati dalla Lega Serie A (la tabella sotto):

Spicca anche quel 66% di possesso palla nella metà campo avversaria.

Nonostante molti giornalisti insistano a scrivere “4-2-3-1” come modulo (il che lascia viva l’impressione che le partite non le guardino neanche), quello dell’Inter è chiaramente un 4-3-3, in cui i terzini sono chiamati a osare di più, soprattutto se De Boer vuole che gli esterni d’attacco poi vadano in area: all’ampiezza non rinuncia, e quindi i terzini dovranno salire ancora di più.

L’Inter ha provato ad allargare il gioco, complice un Cagliari molto stretto e, quando ha potuto, anche molto corto. Lo ha fatto nel solito modo, iniziando spesso l’azione centralmente, dove Joao Mario e Banega impongono la loro caratura tecnica, per poi allargare nella fase finale: progresso che viene esplicitato anche dalla heatmap della partita (entrambe le squadre attaccano da destra a sinistra, da notare il Cagliari molto centrale e molto difensivo):

Del numero di palloni finiti sulle fasce ci raccontano anche le combinazioni più frequenti, che vedono praticamente solo esterni coinvolti, fatta eccezione per Banega:

Va detto che la coppia Ansaldi-Candreva comincia a funzionare bene in fase offensiva, molto meglio della Santon-Perisic, soprattutto perché il primo è troppo timido per osare.

Il problema dei nerazzurri, però, è che stavolta hanno davvero giocato con un uomo in meno: Icardi nei primi 45 minuti aveva fatto solo 11 tocchi. Ha cercato sempre la profondità, quasi mai la sponda o l’appoggio, e i compagni hanno provato a innescarlo seguendone l’indole della serata, sbagliando. I passaggio destinati all’ultimo terzo di campo raccontano di tanti, tantissimi, troppi errori (una quarantina!):

Il Cagliari, invece, ha provato spesso a verticalizzare subito, possibilmente evitando il pressing dei nerazzurri e lanciando 1vs1 gli attaccanti contro i difensori dell’Inter. Tanti tentativi, ma anche tantissimi errori: 85 su 285 (da notare che la statistica precedente dell’Inter era relativa soltanto ai passaggi nell’ultimo terzo di campo, mentre questa del Cagliari riguarda i passaggi totali):

Tattica che si è esasperata con l’ingresso di Borriello, che ha consentito ai sardi di appoggiarsi più spesso in avanti proprio scavalcando il centrocampo nerazzurro: scelte azzeccate nei cambi, così come quello di Isla, mentre De Boer ha sbagliato i suoi.

Gnoukouri sta vivendo una flessione, forse dovuta all’emozione e alle maggiori responsabilità: è vero che Banega perde due palloni pericolosissimi e che la sostituzione era sostanzialmente giusta, ma forse il modulo non aiuta il ragazzo. In questi casi forse sarebbe meglio un 4-2-3-1 con Joao Mario trequartista.

Anche il cambio di Jovetic è stato sbagliato, perché ha costretto l’Inter a schierarsi con un 3-3-4, o meglio un 3-3-3-1, che ha tolto l’arma principale dell’Inter (l’ampiezza) e ha consegnato la trequarti agli avversari. Un errore grossolano che è stato punito subito.

IL VIDEO

Nel video raccontiamo alcune delle scelte sbagliate dai nerazzurri, i movimenti non ideali di Icardi, e ovviamente raccontiamo i gol.

VISTA ATALANTA

L’Atalanta di Gasperini è un bel rebus, ma è una versione assolutamente evoluta del Cagliari che abbiamo visto. A inizio stagione si era più o meno tutti convinti che avrebbe fatto un campionato molto interessante, soprattutto perché gli uomini a disposizione sembravano l’ideale per il gioco di Gasperini.

L’inizio è stato disastroso: fatta eccezione per la vittoria col Torino alla terza giornata, solo sconfitte con Lazio, Sampdoria, Cagliari, e Palermo.

Poi, però, la svolta: prima vittoria a Crotone, ma soprattutto la splendida vittoria contro il Napoli, seguita dal preziosissimo pareggio contro la Fiorentina.

Insomma, Gasperini sembra avere trovato la quadratura e il bandolo della matassa. Lo ha fatto anche con coraggio, lanciando nella mischia giovani interessanti come Conti, Kessié e Petagna su tutti, lasciando in panchina gente che era papabile della titolarità, come Carmona, Migliaccio, Stendardo, Raimondi, Pinilla e Paloschi.

Il modulo è un 3-4-3 più accorto rispetto al passato, con sugli esterni due che sono più difensori rispetto ad altre scelte viste con altre squadre: Dramé e Conti. A centrocampo, libertà a Kessié, una delle sorprese di questo campionato e Remo Freuler. In difesa, Masiello, Toloi e Caldara stanno mostrando una grande applicazione, anche con marcature molto attente e intercambiabili.

L’attacco garantisce una certa imprevedibilità con Kurtic, Petagna ma soprattutto Gomez.

NAPOLI

Se qualcuno pensa che questa sia una partita semplice, si sbaglia di grosso. Non che ce ne siano in assoluto, ma se c’è una squadra che può mettere in difficoltà il 4-3-3 dell’Inter è questa Atalanta. Perché lo schema dell’Inter visto ultimamente ha molti richiami di quello napoletano, pur essendo quello di Sarri uno schema per certi versi più “in binario” rispetto alla libertà concessa ai suoi da De Boer, nonché posizioni più accorte e fase di transizione già di buon livello (e ci mancherebbe altro). Il problema è proprio qui, nel fatto che già il Napoli è passato per le sabbie mobili dell’Atalanta, che ha giocato una partita di straordinaria intensità, con marcature a uomo a metà campo (che rivedremo domani), squadra corta, spazi bloccati e campo ristretto. Significa tanta corsa, tanta spesa in termini di energia, ma è squadra mediamente giovane e che corre molto.

Il Napoli è stato costretto a tirare 8 dei suoi 12 tiri da fuori area, solo 3 in porta: se non si sblocca subito, se Icardi replicherà la partita contro il Cagliari, sarà un altro incubo per l’Inter che dovrà inventarsi qualcosa. L’Atalanta ha messo sotto il Napoli lascinadole il possesso palla (quasi il 70%!), soffocandone gli spazi e asfissiandone la creatività: una soluzione potrebbe essere quella di un 4-2-3-1 più definito, ma stavolta con Joao Mario trequartista: è il più bravo a trovare varchi negli angoli ciechi degli avversari.

In difesa, grande attenzione prima di Toloi, che seguiva Milik per tutto il campo, poi di Caldara, che lo prendeva “di fisico” vicino all’area. Il resto lo hanno fatto centrocampisti molto bravi ad arrivare per tempo sull’uomo, rallentando il giro palla dei partenopei e rendendolo sterile.

Se c’è un lato più debole, questo è il lato destro, dove c’è Conti che è tra quelli che perdono più facilmente il pallone. Fossi io De Boer, invertirei Santon con Ansaldi: sia per sfruttare l’asse Perisic-Ansaldi, sia per affrontare Gomez con Santon che è più difensivo dell’argentino. Altrimenti Nagatomo, anche perché si cercherà più spesso l’uno contro uno da quel lato.

La soluzione, oltre al 4-2-3-1 e all’inversione dei terzini, potrebbe essere quella di allargare ancora di più il campo, cosa che renderebbe davvero il cambio di modulo necessario: questo costringerebbe l’Atalanta a correre molto di più.

Sarà una fatica comunque, a meno di non trovare gol presto. In quel caso si potrebbe aspettare di più l’avversario, costretto ad attaccare, cosa che non è abituato a fare.

PROBABILI FORMAZIONI

 Atalanta (3-5-2): Berisha; Caldara, Toloi, Masiello; Conti, Freuler, Kessie, Kurtic, Dramè; Petagna, Gomez. All.: Gasperini

Inter (4-3-3): Handanovic; Ansaldi, Miranda, Murillo, Santon; Joao Mario, Medel; Candreva,Banega, Perisic; Icardi. All.: De Boer

STATISTICHE E CURIOSITÀ

  • Nelle ultime 8 sfide tra le due squadre, l’Inter ha segnato 15 reti contro l’Atalanta, segnando in tutte e 8
  • tre vittorie e il pareggio a Bergamo per 1-1 dello scorso campionato: queste le ultime 4 partite contro l’Atalanta
  • Inter e Atalanta a Bergamo si sono segnate sempre almeno un gol nelle ultime 7 sfide
  • Delle ultime 16 a Bergamo contro l’Inter, l’Atalanta ha perso 8 volte, vinto 2 volte, pareggiato 6 volte
  • Curioso il cammino in campionato dei bergamaschi: 3 punti nelle prime 5 partite, 7 punti nelle ultime 3.
  • Nelle ultime due partite, l’Atalanta non ha subito gol: il terzo “clean sheet” manca dal campionato 2011-2012
  • L’Inter ha subito ben 12 gol nelle ultime 13 di campionato
  • L’Inter ha perso le ultime due: il terzetto di sconfitte manca da maggio 2013
  • In trasferta, l’Inter ha perso 5 delle ultime 7 partite
  • Secondo i dati Opta, l’Inter e il Napoli si contendono lo scettro per il maggior possesso palla
  • L’Inter è la squadra in Italia che ha crossato di più: per la Lega Serie A, 96 cross utili (seconda la Roma a 75)
  • Icardi è il giocatore in serie A con la maggiore percentuale di contribuzione nei gol della squadra: 80%
  • L’Inter è, con Napoli e Samp, la squadra che ha giocato più tempo nella metà campo avversaria
  • L’Inter ha tirato ben 112 volte in porta, come la Juventus: prima la Roma a 128
  • Per i tiri in porta, invece, è solo sesta
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