MotoGP: A Phillip Island Crutchlow vince e Marquez cade (maddai?)

Marquez ha vinto strameritandolo il mondiale, ma, come ci aveva promesso subito dopo la vittoria di Sepang, è ritornato ad essere Marquez. Sia chiaro: le motivazioni nella vita sono tutto e nello sport sono ancora di più. Se ti sei già fregiato del titolo mondiale, probabilmente non hai nessuna motivazione a fare una gara “strategicamente accorta” e vuoi dare spettacolo, perchè sei il campione, perchè i tuoi tifosi ti vogliono vedere fare quelle cose per cui sei diventato famoso e perchè hai 23 anni ed in moto ti vuoi divertire. Perchè in moto, prima di tutto, ci si diverte; a prescindere dal fatto che tu sia ingrado di portare un Ciao solo sul dritto oppure sei un funambolo capace di fare pieghe a più di 60°. Quello che conta è divertirsi.

Ma Mark Marquez quando si diverte, di solito finisce per cadere ed in moto è una di quelle cose che è bene fare il meno possibile. Certo, se cadi a 225Km/h, con ginocchio e gomito in terra, perché pinzi un po’ troppo tardi e allora ti si chiude l’anteriore, di solito non ti fai nulla (almeno stando al pieno rispetto delle leggi della fisica) visto che sei già praticamente a terra. Al limite ti si sdrucisce un po’ la tuta, ma siccome non l’hai pagata tu, te ne fotti. Se uno qualunque di noi, mentre va con lo scooter sul pavè frena e gli va via l’anteriore, allora prende una facciata in terra e forse si frattura anche una clavicola. E’ per questo che dopo le prime cadute a quattordici anni capisci che è meglio che non succeda. Mai.

Perchè il punto è che è vero che scivoli, è vero che sei in una pista studiata per avere ottime vie di fuga per garantire la sicurezza dei piloti propio in questi casi, è vero che sulla tangente che prendi non trovi un palo del semaforo o un’altra macchina che viene in senso contrario e non ci sono guard-reil che ti possono affettare come una Berkel, ma dai e dai finisce che ti fai male. E più cadi più rischi.

Quando la settimana scorsa dicevo che Marquez non è Rossi e forse non lo diventerà mai (mutatis mutandis), intendevo proprio questo: Valentino ha sempre saputo riconoscere il limite, che fosse suo, della pista o della moto e quel limite l’ha sempre saputo memorizzare bene, sapendo che un limite lo si può raggiungere, ma non superare, se no non è più un limite. Questo Marquez non l’ha ancora metabolizzato se è vero, com’è vero, che nei box l’hanno pure cazziato dopo questa fesseria e che tutti in Honda, tra tecnici e responsabili vari, si sono baciati i gomiti per essere riusciti quest’anno a far ragionare il ragazzo e portarlo alla vittoria finale. E chissà con che fatica! Intendiamoci, io sono un tifoso e come tale non sono un esempio nè di oggettività e nè di razionalità di giudizio, ma voglio subito rispondere a quelli che mi diranno “Si, ma anche Rossi si è fratturato tibia e perone. Anche Rossi è caduto, cade e cadrà ancora”. E’ tutto vero nella misura in cui fai il pilota di MotoGP. Se pensi di venirne fuori senza mai nemmeno un graffio, allora è meglio che fai l’analista funzionale in una Società Fondo. Ma a mia memoria Rossi non è mai caduto quindici volte in una stagione, come ha fatto Marquez in questa che io reputo la stagione perfetta del catalano. Sono tante, quindici cadute in una stagione. Tantissime! Stai giocando a dadi con la sorte.

Oggi Marquez aveva almeno cinque decimi in meno sul giro rispetto persino a Crutchlow. Perchè cercare di averne sei o sette o un secondo? Puoi fare spettacolo, ammesso che non basti soltanto andare come ha fatto in tutto questo campionato fino ad oggi, anche se non polverizzi i record, non umili gli avversari e non cerchi di sconfiggere la fisica. In fondo quello che ti si chiede e di far divertire il pubblico divertendoti e non di curvare lo spazio/tempo.

Cadi di meno ragazzo, perchè ti voglio vedere correre a lungo: non togliermi questo piacere!

Pedrosa, che è un pilota che amo tantissimo, perchè ha sempre guidato in modo spettacolare, ma senza mai un eccesso, mai un “di più”, da un po’ ha cominciato a fare queste follie

è evidente che prima o poi ne esci fuori rotto. Dani nella sua carriera è stato sfigatissimo come e forse anche più di Paperino, ma è uno che si è letteramente distrutto. Vedi il volo pazzesco che ha fatto a Motegi dove s’è rotto per l’ennesima volta la clavicola.

https://www.youtube.com/watch?v=69fvIuqHhX0

E’ evidente che in questo caso il ragazzo è forse un po’ troppo sotto pressione e quindi eccede in cose che sarebbe meglio non fare anche se sei un pilota di MotoGP.

E parlando di Paperino, mi viene in mente una leggenda per noi motociclisti che abbiamo passato e strapassato gli “anta”: Barry Sheene. Quello che faceva suonare tutti i metal detector in tutti gli aeroporti del mondo. Ma un giorno vi parlerò di lui e della leggenda dei piloti inglesi.

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Parlare di piloti inglesi mi dà l’assist per parlare di Cal Crutchlow. Gran bel pilota. Perfettamente inquadrato nello stereotipo dei piloti di terra d’Albione. Basti solo il fatto che risiede all’Isola di Man e questo me lo rende immediatamente un semi dio. Oggi ha vinto la sua seconda gara di MotoGP con un temperamento eccezionale ed un manico tipico di chi si è fatto le ossa a Brands Hatch.

Dopo la vittoria di Brno, inconsapevole perchè non sapeva che lì la Honda non può vincere in quanto pista non gradita (ma quante cazzate dicono i giornalisti?), si è ripetuto oggi. Certo, complice un Marquez dissennato, ma che bello era vederlo viaggiare come un Harrier puntando l’Oceano Indiano dietro allo scollinamento? E poi: l’alvete mai visto sbagliare una curva? Preciso come un goniometro su quella che ritengo, dopo il Mugello, la pista più difficile al mondo. Cal forse non sarà mai campione del mondo . Hai trent’anni e se fino ad oggi non sei riuscito ad inanellare nemmeno un titolo nelle super stock, forse non ce la puoi fare in MotoGP. Ma anche Villeneuve non è mai stato campione del mondo, ma se c’è un pilota nel cuore dei ferraristi, beh … quello è Gilles. Ecco, Crutchlow ha un nonsoché che lo fa piacere a tutti. Sarà il sorriso che sfoggia anche quando parte dalla 73a posizione in griglia, sarà che trasmette proprio la gioia di guidare la moto ed il divertimento che ti dà. Resta che lui è uno dei miei preferiti ed oggi sono molto contento che abbia vinto. Che un pilota inglese abbia vinto.

Rossi ha dato l’ennesima dimostrazione di se. Inutile dilungarsi. Se parti 15° e arrivi secondo e soprattutto se il più vecchio dopo di te ha 7/8 anni di meno, allora sei Rossi. Si, ma lo sei anche perchè sei partito in 15a posizione E non mi piace quando vai a dire “Il box ha dormito” perchè scadi nel biaggismo e questa cosa l’ho già rilevata un’altra volta quest’anno. Sei Rossi e puoi anche permetterti di fare una cazzata nelle prove.

L’ultima nota di oggi è su Maverick Viñales e Jorge Lorenzo. Mentre il primo il prossimo anno ci farà rivedere un film già visto quando proprio Lorenzo arrivò in Yamaha a dar “fastidio” ad un Rossi all’apice della carriera, il secondo, avendo voluto seguire pedissequamente le orme del suo incubo, l’anno prossimo dovrà affrontare tempi veramente magri, con una moto che sul dritto è un F-16 ed in curva è un bradipo annoiato. Prevedo tempi durissimi per lui … e non so se mi dispiace.

Amen

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