L’Inter e i gol subiti: errori vs gollonzi

Avevamo preannunciato, contro il Torino, una partita molto difficile per l’Inter, perché i granata sono una buona squadra, con un’identità precisa, con un buon allenatore che ha anche il coraggio di osare, se serve. Non è un caso che nel secondo tempo abbia rivoluzionato la squadra, passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1, rinunciando ai muscoli a metà campo, inserendo Benassi e spingere sull’acceleratore puntando sui due centravanti di peso.

È, però, venuta fuori una partita in cui l’Inter ha sostanzialmente dominato, in un modo tale che le precedenti avversarie del Torino non avevano ancora fatto: Fiorentina, Roma e Lazio hanno sofferto tutte, con i granata capaci di battere le prime due e pareggiare con la Lazio. Ma è soprattutto il modo ad avere impressionato: vero, il Toro aveva concesso 37 tiri in 3 partite (media di 12 e qualche decimo), ma soltanto 12 erano arrivati da zone dentro l’area di rigore: 4 a partita. E, al contempo, si era concessa la libertà di tirare moltissimo, al punto di raccogliere 7 punti su 9.

L’Inter ha tirato 17 volte, di cui 7 da dentro l’area, creando 15 chiare occasioni da gol: il Torino ha tirato solo 4 volte , di cui solo 2 in porta (statistiche Lega Serie A).

Abbiamo già detto della grande qualità di Joao Mario, in una partita che è servita a sfatare il mito di un Medel decisivo e necessario. Senza il cileno, i nerazzurri si sono dimostrati più compatti, più capaci di mantenere le distanze e la copertura centrale. Ora il turno contro la Sampdoria sarà cruciale anche sotto questo aspetto: in più, il fatto che i doriani abbiano fatto un ampio turnover contro la Juventus (“potevamo perdere meglio”, ovvero, “non sono queste le partite da vincere” e “contro l’Inter faremo la partita giusta”) farà di questa partita un test vero e importante.

Tornando al Torino, distanze e coperture garantite magari anche rinunciando ad alcune caratteristiche che fin qui l’avevano contraddistinta. Il possesso palla, finora ai limiti del 60% di media, è stato 50-50; l’Inter ha attaccato con più intelligenza e tempismo, giocando solo il 58% del suo possesso palla nella metà campo avversaria (ci sono state anche punte, in campionato, sopra il 70); al tempo stesso, costringendo il Torino a un possesso palla sterile nella sua metà campo (il 67% del proprio possesso).

Si è visto anche qualche lancio lungo in più (15 per l’Inter, 16 per il Torino), pur con troppe palle perse (45, secondo la Lega Serie A). Ma soprattutto l’attacco ha puntato molto più sulla zona centrale, caratteristica agevolata dalla presenza di Eder al posto di Perisic, nonché un pressing diverso: portato con decisione sugli esterni, mentre se centrale l’Inter si è disposta con linee più compatte e ha lasciato il Torino la palla senza saper di preciso cosa farne.

Per la prima volta in questa stagione, l’Inter ha affrontato un’avversaria che ha crossato di più: 15 contro 17.

Una partita dominata anche se accorta. Tutto bene? Macché, l’Inter ha sofferto comunque e solo una gran prodezza di Icardi ha fatto sì che il risultato premiasse il merito dei nerazzurri. Sarebbe stata una grande beffa, soprattutto per come è arrivato il gol granata: a seguito di una superficialità stupida e banale di Miranda, nonché di una carambola tra i corpi di Murillo, che cade per primo, e Ansaldi, che viene trascinato a terra dal compagno.

Un gollonzo mica male… che, certo, pareggiava quello di Icardi (papera di Hart), ma che risultava indigesto e ingiusto.

Un film già visto. Lo abbiamo detto a fine partita e qualcuno ha criticato questa visione delle cose. Abbiamo deciso, pertanto, di premiare gli scettici riproponendo una sfida tra titani: con una buona dose di ironia, gollonzo VS errore individuale, un match fatto di colpi bassi. Protagonisti, i gol subiti dall’Inter.

Perché forse qualcuno non ricorda come sono arrivati e che sarebbe bastata più concentrazione in qualche caso, un briciolo di fortuna in più in qualche altra occasione e oggi si racconterebbe un campionato diverso.

Buona visione

 

Loading Disqus Comments ...