L’Inter domenica avrà l’allenatore

Come al solito ci hanno e ci stanno giocando su. Mentre nelle altre parti del mondo e soprattutto in altri sport discutere, si usa spesso la parola “intervistare”, con più di un allenatore è una cosa assolutamente normale, in Italia e all’Inter diventa un caso nazionale: un prurito da voyeur della notizia che ha generato persino delle “dirette”, con tanto di reporter e fotografi sguinzagliati per gli alberghi del centro Milano, neanche fossero novelli marciapiedi della Saras.

Negli ultimi due giorni i media si sono sbizzarriti. Bersagli? Zhang e i suoi emissari, spesso con affermazioni che lasciano un retrogusto amaro perché chi fa informazione dovrebbe superare le barriere di certi luoghi comuni, talvolta persino razzisti.
Insomma, ci lamentiamo di “Italia=mafia, pizza e mandolino”? Ebbene, i cinesi non sono solo carretti, occhi a mandorla e ping pong.

E, tra i tanti, si segnalano uno dei più vergognosi servizi del tg2 delle 13:00 (una roba indegna che vi trascriveremo nei prossimi giorni), nonché l’ex capo ufficio stampa dell’Inter per questa dichiarazione che è tutta un programma sulla profondità di pensiero che domina il mondo del calcio:

La cosa che preoccupa davvero sono gli (attuali) 352 like e 155 retweet: roba da non crederci. D’altra parte, il mondo del calcio italiano è quello che ha osannato Moggi per anni, si è persino asservito, inginocchiato. Ma tant’è.

Il problema è sempre quello, di coerenza. Se i cinesi sono lontani, è un gran problema, perché la proprietà deve stare vicino e decidere, risolvere, essere parte attiva. Se sta vicina e decide di decidere, è un gran problema perché non è che può decidere proprio tutto tutto, e poi è giusto anche fidarsi della “dirigenza italiana”, quelli sì che son buoni.

La verità è che prima sono stati sondati alcuni possibili candidati e, da questi (molti hanno rifiutato, giustamente direi), la rosa si è ristretta a pochi nomi con i quali intavolare discorsi non soltanto legati al contratto ma anche a prospettive e idee di gioco, moduli, impiego degli uomini etc…

Invece no, dobbiamo farlo sembrare strano.

Detto che uno dei preferiti, Hiddink (probabilmente IL preferito), è pista sfumata perché si dice che non avrebbe accettato la possibilità di liberarsi vicendevolmente a giugno, due sembrano ancora essere i più vicini: Marcelino e Pioli. Abbiamo già detto che il secondo ha un accordo con la dirigenza italiana che, nei suoi desiderata, avrebbe già fatto tutto: è tutto pronto e non c’è bisogno di nient’altro. Ma la proprietà cinese ha deciso di decidere, finalmente, anche perché gli ultimi mesi all’Inter non sono una grande prova di maturità e di capacità gestionale.

Si sono affidati a Kia Joorabchian in veste di consulente. Lontani dai complottismi alla Adam Kadmon, Kia fa il suo lavoro e fa quello che gli viene chiesto. Qualche giorno fa ha contattato alcuni allenatori, pur avendo manifestato anch’egli l’opportunità di un tecnico italiano, che conosce l’ambiente, magari puntando ad un profilo che soddisfi anche la “necessità mediatica” della proprietà cinese: in questa ottica, una di queste telefonate (un paio di giorni fa, sembra) è stata fatta a Gianfranco Zola: al contrario di quello che leggete in giro, la candidatura di Magic Box è a opera di Kia.

Ma se ogni scelta tra quelle analizzate fino ad ora (Marcelino, Pioli, Guidolin, Hiddink, Villas Boas, Pereira) porta con sé un grande difetto, un problema, una incompatibilità (ambientale, tecnica, tattica, caratteriale etc…), Zola sarebbe semplicemente un disastro: così come è stato disastroso al West Ham, al Watford e al Cagliari. Semplicemente un “non allenatore”.

Diverso il discorso nel caso in cui accettasse di fare l’allenatore in seconda, anche se nelle ultime ore l’idea di Beppe Baresi prende più piede: una concessione alla dirigenza italiana.

Qualcuno ha voluto speculare sulla ritrosia di Hiddink ad accettare un incarico che è evidentemente a tempo: ci sarebbe, secondo molti, il tentativo di portare a Milano Simeone o Mourimho.

Detto che su Simeone ci torneremo a parte, ma che sostanzialmente non c’è assolutamente nulla di concreto, su Mourinho stiamo semplicemente parlando di una visione, di una immaginazione pura (sembra uscire, infatti, da Tuttosport).

La proprietà dovrebbe decidere tra domani e lunedì, c’è chi pensa sia meglio farlo prima della partita per rasserenare l’ambiente, e chi crede che Vecchi meriti fiducia e possa ottenere di più dai calciatori se si decide lunedì. Se devo fare una scommessa, dico domenica: ma nulla è scontato.

Al momento sembra davvero in pole Marcelino, ma l’assonanza dirigenza+Kia (che non è affatto convinto su Marcelino)  su Pioli potrebbe far vacillare tutto: Zola rimane un’alternativa,  ma non di più. Occhio anche a chi ha lavorato sotto traccia su Marco Silva, potrebbe essere una sorpresa all’ultima curva.

 

Nel frattempo, la proprietà comincia a assestare i primi colpi: la posizione di Bolingbroke sembra essere in bilico. Mi aveva destato molta perplessità la visita allo studio legale Latham & Watkins in piazza San Babila a Milano: si trata dello studio legale civilistico di fiducia di Thohir. Difficile che si sia parlato (solo) di faccende tecniche e l’evoluzione della vicenda in relazione a Bolingbroke può lasciare spazio a molte interpretazioni sul futuro che verrà.

Sul fronte mercato, difficile muoversi senza allenatore, ma sembra che Kondogbia e Brozovic siano sul piede di partenza, mentre prendono piede le idee Verratti e Krychowiak.

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