Derby, tra attesa, numeri e curiosità

Domenica c’è un derby da giocare: è questo il piccolo particolare che separa l’Inter di adesso dall’Inter che sarà, con Pioli in panchina in grado di incidere tatticamente sulla squadra, aspetto che analizzeremo a parte.

Inutile girarci attorno: al fischio di inizio, avrà avuto la squadra al completo per due giorni scarsi. La possibilità di incidere è davvero ridotta ai minimi termini e servirà un impegno extra da parte dei calciatori, consapevoli che non si può perdere altro tempo soprattutto per quella che potrebbe confermarsi come una “concorrente diretta” per le posizioni che contano: la Roma è a 9 punti, il Milan a 8, e vincendo il derby si avrebbe la garanzia di 5 punti di distacco dal 3° posto a prescindere dal risultato delle altre squadre (Lazio e Atalanta 22, Napoli 21). A 1/3 di stagione non sarebbe una posizione così malvagia, considerando che l’Inter deve fare la sua corsa puntando al 3° posto e non a posizioni migliori, che ad oggi sono improbabili, pur non essendo impossibili (il calcio è calcio, si sa…). L’occasione è d’oro per i nerazzurri.

CHE MILAN TROVA

Pioli troverà un Milan che fino a oggi ha raccolto di più (secondo qualcuno “parecchio di più”) di quanto abbia effettivamente meritato, anche per aver sfruttato al meglio alcuni clamorosi abbagli arbitrali, indipendentemente da quel che dice Galliani, cioè l’esatto opposto: secondo lui è il Milan a essere stato sfavorito.

È una squadra che ha saputo capitalizzare al meglio anche brutte partite, e fin qui non si è distinta per un buon gioco: nessun svolazzo e tanta concretezza, vedi partite contro il Pescara e, soprattutto, Palermo, arrivate dopo la batosta contro il Genoa.

Rispetto a un Milan “ideale”, ovviamente solo sulla carta, mancano l’oggetto misterioso Bertolacci (mai nessuno che si stupisca dei 20 milioni spesi) e Montolivo, probabilmente mancherà Romagnoli e anche quel Davide Calabria che sembrava in grado di prendere definitivamente i gradi di titolare. Montolivo e Romagnoli sono oggettivamente assenze importanti: sono oltre 1700 minuti su 18 presenze in due.

A metà campo si dovrebbe sopperire con Bonaventura, Kucka e Locatelli, tutt’e tre dati in buona forma e che non stanno facendo rimpiangere gli assenti. In difesa la cosa si fa più complicata: accanto a Paletta, difficile che si possa vedere Zapata, fino ad oggi a zero minuti; mentre è probabile che ci sia Gustavo Gomez.

Davanti Suso, Bacca e Niang, tridente piuttosto definitivo: difficile, ma non improbabile, l’inserimento di Lapadula, quest’ultimo in grado di meritarsi una nazionale con appena 174 minuti in serie A. Epico.

Montella è un allenatore intelligente e sta facendo di necessità virtù: ha abbassato il possesso palla (sotto il 50%), abbassando anche la precisione (sono aumentati i rinvii e le “spazzate”), diminuiscono sia i tiri effettuati che quelli subiti. Inoltre, al di là degli infortuni, ha trovato subito la quadratura e una base solida con cui fare una formazione titolare, cosa che all’Inter è riuscita soltanto nella teoria.

INTER E CONFRONTI

Il problema dei nerazzurri è stato quello di una squadra costruita non proprio con grande equilibrio. La presenza di Candreva e Perisic quasi obbliga gli allenatori a schierarsi in un determinato modo, scartando altri moduli come il rombo che avrebbero magari garantito più copertura: lasciarne in panchina uno ha sempre generato malumori, che se non gioca Perisic è un dramma, se non gioca Candreva è un dramma, ma se giocano entrambi è un dramma.

A metà campo manca chi dà a questa squadra una logica nella ripartenza dell’azione. Avrebbe potuto farlo Banega, abbiamo prima tifato e poi scoperto che Joao Mario è assolutamente in grado di farlo, ma il clima di delegittimazione dell’allenatore ha fatto sì che entrambi si siano imbizzarriti all’idea di riproporsi in quel ruolo. In più, l’impressione è che, soprattutto con Pioli, la presenza in contemporanea del portoghese e dell’argentino non sia così scontata, ma ci torneremo con un approfondimento a parte.

Abbiamo parlato più volte della “distorsione della realtà” da parte dei giornali, facendo la differenza tra quella che può essere una “interpretazione” e quella che è una vera e propria manipolazione. Ne abbiamo parlato in questo articolo in cui riportavamo una statistica bizzarra di Sky secondo la quale domenica il Milan può schierare 8 italiani e l’Inter solo due: secondo quale logica, non si sa.

C’è un altro aspetto che viene ampiamente distorto da mesi: la difesa dell’Inter. Si è sempre sottolineato l’atteggiamento iperaggressivo dei nerazzurri, che ha portato, secondo molti, a molti più pericoli, soprattutto a causa della difesa alta.

Ebbene, la statistica dei tiri subiti per partita parla chiaro:

L’Inter è la terza squadra per tiri subiti: ne subisce mediamente 5 in meno del Milan. E, statistica che ovviamente nessuno si cura mai di segnalare né di guardare, il Milan ha subito 15 gol, l’Inter 14: esatto, il Milan ha subito 1 gol in più.

In due numeri annientati mesi di “propaganda contro“: ma è chiaro che, a furia di insistere su quel tasto, rimane la sensazione, rimane la percezione. Distorta, come da brava distorsione della realtà: questa non è affatto “interpretazione”. Né ci stancheremo di ricordare a tutti come l’Inter ha subito questi gol: roba che fa tutta la differenza del mondo.

Quindi Pioli ha da sistemare quasi nulla in difesa e, ne parleremo meglio poi, troverà anzi un buon terreno su cui lavorare secondo le sue idee.

Dovrà migliorare l’attacco, questo sì, soprattutto da un punto di vista mentale. L’Inter di De Boer è stata, per gran parte della sua vita, la squadra che ha avuto più possesso palla, condiviso col Napoli, maggiore dominio territoriale in solitudine abbondante (numeri calati nelle ultime tre, adesso è primo il Napoli col 33%, l’Inter e la Samp col 31%, il Milan e la Juventus decime a 27%): il confronto Milan e e Inter si fa imbarazzante quando si guarda il possesso palla nel terzo di campo più arretrato: il Milan 30% (secondo dietro il Palermo a 32%) e l’Inter a 23% (stiamo parlando di non meno di 3 minuti a partita).

Il Milan ha anche tirato molto meno in porta, più di 4 tiri a partita in meno:

Il Milan, rispetto all’Inter, arriva anche molto meno a tirare in area grande e piccola, come da statistica allegata, essendo la squadra in A che ha segnato di più da fuori area (7 gol):

L’Inter, però, è stata meno precisa, cosa che ha vanificato la buona produzione in zona tiro:

Il Milan ha un 38% circa di tiri fuori, l’Inter circa il 51%.

Insomma, i numeri non ci dicono di squadre distanti, anzi. Ma nell’imprevedibile capriccio del dio pallone la classifica dice di un Milan con 8 punti in più: e alla fine sono gli unici numeri che contano davvero.

CHE DERBY SARÀ

Difficile dire che derby sarà. Detto della formazione del Milan, l’Inter dovrebbe schiarare un 4-3-3 con Perisic e Candreva davanti con Icardi; in mezzo Joao Mario, Medel e Brozovic; dietro solita difesa con sugli esterni favoriti Ansaldi e D’Ambrosio.

Farebbe rumore l’esclusione di Banega, ma ci torneremo dopo. L’alternativa sarebbe un 4-2-3-1 con l’inserimento di Banega al posto di Brozovic, tutto il resto invariato. Il problema è che il trequartista di Pioli è spesso un attaccante aggiunto, anzi, che si sostituisce alla prima punta che svaria molto e si propone in appoggio e sponda: né Icardi né Banega sembrano avere le caratteristiche per questo modo di giocare.

Difficile che sia un derby spettacolare, anche se queste partite poi risentono poco dei pronostici e anzi li sovvertono (il Milan è, ovviamente, favorito). Prima del fragoroso 3-0 di gennaio (Icardi sbaglia un rigore sull’1-0), gli ultimi 4 derby erano finiti con le squadre incapaci di segnare più di un gol.

In attacco sarà interessante il confronto Bacca-Icardi: anche qui molta “distorsione” della realtà. Si è voluto fare passare il messaggio che si parla dello scontro tra i due migliori bomber del momento, mentre in realtà è Icardi a comandare a 10 (con Dzeko) mentre Bacca è fermo a 6 (pur con ottima media di 0,5 a partita) dietro Immobile, Belotti, Salah, Callejon e Higuain. Ma con due rigori, Icardi uno soltanto: l’argentino, però, ha giocato oltre 260 minuti in più.

Mauro, però, dovrà sfatare un tabù: ha segnato a tutte le squadre della serie A (con larga preferenza alla Juventus, 7 in 9 partite) tranne che al Milan in 7 incontri, in cui non ha fatto neanche un assist e ha anche sbagliato un rigore. I grandi numeri dei bomber, in un verso o nell’altro, sono destinati a livellarsi nell’arco degli anni: il gol presto o tardi arriverà, ma domani sarà più importante di altre volte: abbiamo da poco celebrato l’addio di Milito, è il momento buono per imitarlo.

Il Milan un uomo derby ce l’ha e si chiama Bonaventura: ha già segnato 4 gol all’Inter, ma nessuna da quando è al Milan. Mentre i nerazzurri sperano di poter contare sul “veterano” Abate: sarà il giocatore con più stracittadine (11 partite), ma ha spesso sbagliato partita risultando tra i peggiori. Con lui, il Milan ha vinto 4 volte, perso 5 e pareggiato 2: anche il suo esordio, a Empoli, è stato con l’Inter vittoriosa per 2-0.

Segnare per primi sarà importantissimo. L’Inter si è spesso trovata in svantaggio, pur essendo la squadra ha recuperato più punti di tutti da una situazione di svantaggio (8), mentre il Milan è la squadra che più di tutti ha saputo capitalizzare un vantaggio (8 punti): negli ultimi 17 derby, chi ha segnato per primo non ha mai perso, l’ultima rimonta risale al 2007, con Cruz e Cambiasso che rispondono a Pirlo.

L’Inter ha segnato 7 dei suoi 16 gol nell’ultimo quarto d’ora, ma anche subito 8 gol nell’ultima mezz’ora, con alcune false partenze (3 gol nei primi 15). Anche il Milan ha subito molto nell’ultimo quarto d’ora (6 gol), facendo la quasi totalità dei gol fatti (14) nel secondo tempo: rischieremmo un 0-0 al primo tempo, con l’ultima mezz’ora con squadre che perdono distanze e si affrontano a viso più aperto.

Sarà anche una sfida tra i due allenatori, uno con scelte facili e già pronte, l’altro con tanto da improvvisare. Pioli è in vantaggio su Montella (5 vittorie, 3 sconfitte e 1 pareggio), mentre contro il Milan ha uno score pessimo con 1 sola vittoria, 4 pareggi e 8 sconfitte. Insomma, una buona occasione per rinverdire le statistiche.

Poi da lunedì comincerà un’altra storia, soprattutto per l’Inter e con Pioli che dovrà incidere rapidamente: per capire che Inter potrà essere ci torneremo con un approfondimento a parte, ma questa partita è lo snodo cruciale per tutta la stagione. A posteriori, a scelta già fatta (De Boer non è stato licenziato mica per la sconfitta contro la Samp…), probabilmente sarebbe stato saggio anticipare i tempi di qualche giorno, piuttosto che arrivare a questa partita con l’acqua alla gola e sostanzialmente con un solo risultato utile: arrivare a -11 dal terzo posto significherebbe rinunciarvi quasi definitivamente.

ALTRE CURIOSITÀ

Derby numero 165 in Serie A: Inter 61 vittorie a 51, mentre sono 52 i pareggi.

Le ultime sei sfide tra le due squadre in campionato hanno visto due vittorie per parte e due pareggi.

Il Milan ha un’ottima striscia nelle ultime 9 partite: 7 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta con una media di 2,44 punti a partita.

Bacca è il calciatore più preciso, con 0,5 gol a partita a fronte di 1,7 tiri a partita (Mauro 0,83 gol a partita con 3,6 tiri).

Icardi ha 10 gol e 3 assist: l’81,25% di contribuzione in zona gol è record anche in Europa.

 

 

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