Gabriel Barbosa et similia: rilassatevi e abbiate pazienza

(nota: Francesco Santavenere scrive questo articolo lunedì 19 e soltanto una serie di problemi tecnici impedisce che venga pubblicato prima. La partita con la Lazio ci ha già dato alcune indicazioni di un certo tipo, che rafforzano il senso dello scritto).

Ecco il nuovo tormentone. Cioè, nuovo manco per niente. Perché da qualche settimana a questa parte, complice qualche discreto risultato della squadra, che inevitabilmente impone di trovare argomenti differenti su cui rompere il cazzo all’Inter, Gabriel Barbosa è sulla bocca di tutti.

Ma perché non gioca?

Ma cosa lo abbiamo/hanno comprato a fare?

Tutti questi soldi per tenerlo in panchina.

Eh ma se non entra nemmeno sul 3-0.

E via discorrendo.

Bene, signori, volevo solo dirvi di rilassarvi che l’ansia può giocare brutti scherzi.

No, perché con tutti i problemi che abbiamo, e che spero non crediate che abbiamo risolto solo perché abbiamo vinto tre partite consecutive (tre, avessi detto nove), devo leggere, rileggere e ascoltare ovunque teorie, complotti, piani A, piani B, futuro e stronzate varie su questo ragazzo.

E ovviamente, come purtroppo è prassi consolidata alle nostre latitudini, questo giochetto al massacro non viene alimentato soltanto dall’esterno ma anche e soprattutto al nostro interno.

Perché come siamo bravi noi a spararci sui coglioni da soli, nessuno mai.

E allora, visto che il problema principale dell’Inter di Pioli risiede nella gestione di Gabriel Barbosa, avendo ormai risolto tutti i noti problemi tecnico-tattici-societari, sono andato a recuperare – facilmente come al solito, per chi ha davvero voglia di cercare e soprattutto interpretare con la propria testa le informazioni che girano sul web senza farsi rincretinire dalle PI o dai tuttologi “feisbucchiani” che infestano le nostre home – qualche notizia su Gabriel Barbosa e non solo, per capire se davvero siamo di fronte ad una gestione scellerata di un potenziale campione oppure se si tratta di una montatura mediatica, ingigantita da qualche giornalista idiota, alimentata ad libitum dai nemici, che arriva poi a contagiare anche gli amici, che al mercato mio padre comprò.

 E allora buttiamo giù qualche informazione a mio avviso meritevole di qualche considerazione.

Partendo proprio da lui, Gabriel Barbosa, orrendamente soprannominato Gabigol.

Classe ’96, non convocabile per l’Europa League, né per colpa sua, né dei vari allenatori, né dell’attuale società, Gabriel è stato disponibile teoricamente per 17 partite di campionato. Ma non avendo praticamente fatto vacanze durante l’estate, impegnato prima con il Santos e poi con la nazionale olimpica brasiliana, il Nostro ha concordato con la società un fisiologico periodo di riposo coinciso praticamente con il primo mese di competizioni ufficiali.

Rientrato a disposizione della squadra il 21 settembre contro l’Empoli, alla 5° giornata di campionato, è stato quindi effettivamente a disposizione per 13 partite, le prime delle quali però, converrete, non era fisicamente al massimo della forma.

Tutte cose note e preventivate all’atto dell’acquisto.

È stato poi impiegato per complessivi 20 minuti, alla media quindi di poco meno di 2 minuti/partita (da questo conteggio è esclusa la partita contro la Lazio, ndr).

In un contesto, ricordiamolo ancora una volta, come quello dell’Inter di oggi, che non devo certo descrivervi.

DYBALA

Non ve l’aspettavate eh? Ma come, il nuovo Messi paragonato a Gabigol?

Ovviamente no, non siamo idioti come i gobbi.

Ma forse non tutti ricorderanno che l’anno scorso Dybala fu in pratica un oggetto misterioso nella prima parte della stagione. Il 25 agosto Tuttosport scriveva un articolo che titolava:

dybala

Tuttosport eh, noto giornale (giornale?) avverso ai gobbi.

Ma se scorrete appena sotto il fondo dell’articolo, troverete il commento di tale “pazzoide59”, che recita testuale: “Non si può paragonare il Morata dello scorso anno, inserito in una squadra granitica, con un centrocampo fortissimo, e un Dybala da inserire in un contesto decisamente nuovo rispetto allo scorso anno per giunta svilito da infortuni vari nel reparto nevralgico del campo, con disposizioni tattiche precise. Ci vuole pazienza.”

Parliamo, come sapete, di un giocatore arrivato in Italia già da 3 anni, con all’attivo ben 93 presenze in competizioni nazionali con la maglia del Palermo, pagato 40 milioni e inserito nella squadra più forte d’Italia a 22 anni (2 in più del Nostro).

Ma voi direte “Sì, vabbè, ma era solo il 25 agosto”.

Sì ma tenete conto che l’articolo l’ha scritto Tuttosport, cioè praticamente porta la firma della dirigenza juventina.

Ma in ogni caso, il 24 Ottobre 2015 la situazione non era granché migliorata, se Allegri, in conferenza stampa, si sfogava così:

dybala

Due mesi dopo, cioè, in una squadra in profonda crisi (similitudini con l’Inter di oggi? No eh?), Dybala veniva ancora tenuto fuori per scelta tecnica dall’allenatore della Juve, perché è “un ragazzo che ha ottime qualità, un giocatore che avrà un grande futuro e che l’anno scorso era il leader nel Palermo. [Ma] Questo non vuol dire addossargli le stesse responsabilità in una squadra come la Juventus. E chi l’ha fatto, ha sbagliato, perché in questo momento Dybala deve essere un giocatore che dà il suo apporto alla Juventus, con le qualità tecniche che ha, senza avere grosse responsabilità addosso”.

E stiamo parlando di una squadra che, nonostante la falsa partenza della scorsa stagione (era 14° in classifica in quel momento), rappresentava un contesto decisamente più semplice del nostro sotto tutti i punti di vista per inserire un giovane calciatore dalle ottime prospettive.

Eppure non ricordo tutto questo accanimento mediatico contro la Juve, contro la società che aveva speso molti più soldi di quelli spesi dall’Inter per Gabriel, contro l’allenatore che non sapeva come valorizzarlo.

Tutta questa “ironia social”, come va di moda dire oggi, proprio non me la ricordo. Ma sarò smemorato io.

PJACA

Marco Pjaca, classe ’95 (un anno in più del nostro), arrivato alla Juve per circa 25 milioni di euro al termine di un’asta con il Milan, ad oggi ha racimolato appena 76 minuti giocati.

Il giocatore croato si è infortunato durante la sosta di Ottobre per le Nazionali e soltanto pochi giorni fa è tornato a disposizione di Allegri, per cui presumibilmente tornerà a calcare nuovamente il campo nel 2017.

Pertanto, nelle prime 9 partite della stagione juventina, un giocatore pagato 25 milioni di euro è stato impiegato per 76’, alla media di 8 minuti/partita, in un reparto di attacco come quello bianconero, che, nonostante i tanti impegni, non abbonda certo di alternative (oltre a Dybala e Higuain, vi è il solo Mandzukic, oltre a Cuadrado che però viene utilizzato da Allegri soprattutto come laterale di centrocampo).

Per tacere della querelle relativa al suo infortunio, con tanto di accuse lanciate dallo staff medico della Croazia all’indirizzo dei colleghi juventini:

Pjaca

e un continuo spostamento dei tempi di rientro, questo a novembre 2016

Pjaca

Anche qui, però, nessuna “ironia social” e nessun caso mediatico.

GERSON

Gerson Santos da Silva, meglio noto come Gerson, classe ’97, è stato acquistato dalla Roma questa estate per 17 milioni di euro.

Fino ad oggi ha totalizzato 131 minuti in serie A, senza considerare ovviamente le competizioni europee (preliminare di Champions e girone di Europa League, dove comunque è partito titolare solo 3 volte su 8) dove il Nostro non era appunto utilizzabile.

A differenza di Pjaca, Gerson non ha subito infortuni di alcun tipo in questa prima parte di stagione ed è sempre stato convocato da Spalletti.

In totale, quindi, su 17 partite ufficiali, ha raggiunto la media di meno di 8 minuti/partita.

Anche qui, sia pure in misura certamente minore rispetto alla Juve, il contesto attuale della Roma è decisamente più tranquillo e ideale per inserire un giovane dal grande potenziale, tenuto conto anche del significativo numero di defezioni che ha colpito la retroguardia giallorossa fino ad oggi (Mario Rui, Florenzi, Vertonghen).

CONCLUSIONI

Rilassatevi.

Quando Gabriel Barbosa è stato acquistato, personalmente ho sperato proprio che non fosse venuto qui a giocare titolare perché ero sicuro che avrebbe fatto una brutta fine.

Sono lontani i tempi i cui potevamo permetterci i Balotelli, i Santon e i Mariga in rosa senza colpo ferire, la situazione attuale ci dice che purtroppo neanche i veterani sono in grado di reggere la pressione che proviene dall’esterno o che, molto spesso, autoalimentiamo noi stessi dall’interno.

Soprattutto in questa assurda stagione.

E non venitemi a dire che se avesse giocato di più avremmo più punti in classifica.

Se avesse collezionato più minuti oggi avremmo soltanto un giocatore in più su cui vomitare tutta la rabbia e la frustrazione.

Certo, tra il non giocare titolare inamovibile e giocare solo 20 minuti vi sono in mezzo mille sfumature, ma non capisco perché giocare 8 minuti a partita è “fisiologico, normale, fa parte del processo di crescita”, mentre giocarne 2 è passibile di prese per il culo.

Anche, e soprattutto, da parte nostra.

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