Oggi ho rivisto l’amore

Non è partita da analisi a caldo. Kongo scrive un articolo tutta emozione, l’analisi domani, domani.

Oggi ho rivisto l’amore

Che dico a caldo … a caldissimo: oggi finalmente una squadra di nerchia impressionante. Hanno attaccato per 93 minuti. Hanno pressato per 93 minuti. Li hanno aggrediti per 93 minuti. Senza tregua. Senza sosta. Senza titubanze. Con la convinzione di essere più forti. Con la certezza che l’avrebbero vinta. I clivensi hanno fatto la parte della peggiore provinciale, venendo a San Siro con una sola tattica: mettere il pullman davanti alla porta e si sono trovati Sorrentino che secondo me e per come lo conosco io (calcisticamente parlando) stasera dovrebbe fare l’antidoping (si fa per amore del paradosso … non sia mai che ci crediate davvero!).
Ho visto Kondo prendere di testa il 90% dei rinvii a centrocampo. Gli ho visto fare due veroniche. Murare i centrocampisti avversari come se non ci fosse un domani. L’ho visto ragionare e correre, al centro del gioco e della battaglia. Sempre.
Ho visto Miranda impressionante per la incredibile capacità di governare la difesa. L’unico tiro contro è finito in porta e non mi è sembrata nemmeno tanto voluta la deviazione di Pellissier …
Ho visto D’Ambrosio volare sulla fascia e tornare indietro a difendere. E non gli ho visto perdere un pallone stupidamente.
Ho visto Gagliardo … quello che non vale i soldi che lo abbiamo pagato (2 milioni per i primi due anni!), quello che non è ancora pronto per giocare in un palcoscenico importante come il Meazza. Ha preso in mano il centrocampo e spinto come un matto andando a sovrapporsi su Candreva. Il ragazzo non è solo forte atleticamente e calcisticamente,  ma ha la testa e la usa. Mai una cosa di troppo. Mai un passaggio azzardato. Mai un’incertezza.
Ho visto persino Eder correre e recuperare palloni come se fosse stato colpito dal fuoco sacro della dea Eupalla (grazie signor Brera).
Subìto il gol non abbiamo mollato. Al pareggio non abbiamo mollato. Al vantaggio abbiamo continuato ad attaccare fino al terzo gol. Abbiamo vinto una partita che se non avessimo vinto sarebbero entrati in sciopero tutti i santi del paradiso per eccessivo lavoro straordinario non retribuito.
Oggi, devo dirlo con onestà, ho capito che Pioli ha vinto. Ha vinto con un lavoro molto umile, ma con il tipico lavoro da italiani non sboroni: con la fatica ed il silenzio, intraprendendo una strada complicata, ma con la consapevolezza che i giocatori c’erano. Ci sono.
E poi vorrei parlare del centravanti più sopravvalutato degli ultimi trent’anni: Mauro Icardi, l’uomo che non crea movimento in attacco, anzi che non si sa muovere. L’uomo che segna solo quando il risultato è ormai assodato (ma chi state guardando? E soprattutto: cosa vi fumate?). Ho visto in realtà un grandissimo centravanti moderno, alla faccia di Maradona che fuori dal campo è tanto piccolo quanto sapeva essere grande in campo. Ho visto un trascinatore. Mauro non è uno che in campo fa gesti eclatanti, ma è uno che si sa caricare la squadra in spalla e la porta alla vittoria. Ma questa volta non è stato il colpo del singolo. E’ stato gioco di squadra come non ne vedevamo da anni. Tanti anni. Troppi.
Adesso aspetto i titoloni dei giornali. Sarebbe interessante vedere cosa si inventeranno davanti ad una prestazione così cazzuta. Ma siccome ho un’età, sono pronto alla qualunque. Sono pronto a leggere le più incredibili cazzate, convinto che quello che mi aspetta nelle prossime ore saranno grasse risate.
Oggi io ho rivisto l’Inter che faceva paura a tutti… OGGI IO HO RIVISTO L’INTER!
Oggi ho rivisto l’amore.
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