L’ostile Juve

Tanto tuonò che piovve. E poi grandinò.

Le polemiche della tanto discussa Juventus-Inter non si sono fermate e non si fermano. Gli interisti, giustamente, hanno provato a manifestare tutta la rabbia per una partita condotta malissimo dall’arbitro Nicola Rizzoli: purtroppo alcuni inconvenienti ci hanno detto male, ma contiamo entro domani di pubblicare la rivisitazione della sua performance, decisamente più interessante di quel che sto scrivendo. Ovvero ribattere a Beppe Marotta, in qualità di DG e AD della Juventus, e a John Elkann, in qualità di presidente e amministratore delegato di Exor SPA, che controlla il 63,8% della Juventus.

Pesi massimi, insomma. Ci sarebbe anche la Christillin, Evelina, ma non so se avrò tempo e voglia. Vedremo.

Facendo un rapido riepilogo, dopo la partita si è lamentato Stefano Pioli dell’arbitraggio di Rizzoli. Alzi la mano chi avrebbe taciuto al posto suo. Dico di più: io avrei sputato fuoco e fiamme oppure mi sarei presentato in sala stampa con le “manette” alla Mourinho e avrei tenuto un religioso silenzio ad ogni domanda. Poi un giorno ci dovranno spiegare perché fare un gesto delle manette ti costa 3 giornate più reprimenda pubblica da parte dell’associazione arbitri, mentre insultare, aggredire, circondare arbitri e assistenti viene tollerato con un rispettoso “nulla di fatto”.

Dopo l’uscita di Pioli è stata chiara la strategia dell’Inter: toni bassi e nessuna dichiarazione ufficiale. Soltanto InterChannel ha evidenziato un fatto piuttosto clamoroso: il fischio “ad intuito” di Rizzoli sulla palla rubata da Icardi a seguito della punizione battuta da Chiellini. Che possa piacere o meno alla Juventus e ai suoi tifosi, questa è una notizia e come tale deve essere trattata.

Ma finisce lì, di ufficiale nulla.

La Juventus ha invece messo in fila ex calciatori, Evelina, Marotta e Elkann, sempre per stabilire un ordine di ufficialità. Oh, la Christillin, perdio: è nel consiglio della Fifa, rappresenta l’Italia, perché diamine dovrebbe intromettersi in tackle in una discussione del genere? Chiusa parentesi, è personaggio di cui ho veramente fortissima allergia.

Il discorso si fa un attimo cavilloso. Gli interisti, e al limite Inter Channel, si sono lamentati di Nicola Rizzoli, di professione arbitro. Non della Juventus. Perché risponde la Juventus? Un po’ come quando 3/4 di Italia si lanciò (giustamente) contro l’allenatore della Sampdoria, Marco Giampaolo, per avere schierato metà riserve proprio contro i bianconeri: ci si lamentava di Giampaolo, lo difendevano i tifosi bianconeri. Siamo rimasti settimane a chiederci perché ma il più delle volte rispondevano con un grugnito o un insulto.

Ebbene, tra tifosi è naturale sfottersi, prendersi in giro: cosa che sarebbe anche divertente se, come appena riportato, nella maggior parte dei casi non ti arrivassero insulti. Certo, anche qui la faccenda si fa cavillosa. Se dico “Juventus ladra” è un’astrazione, parlo di un’entità: come quando i tifosi juventini sfoderano il rosario del “guido rossi tronchetti provera telecom intercettazioni la madre di tutte le telefonate prescritti passaporti denti gialli” etc…, rigorosamente tutto d’un fiato (inutile sottolineare che gli interisti hanno più argomenti nella disputa: ma questo potrebbe rientrare nell’ottica della facinorosità del tifo).

Ma le due società? Pioli e Inter Channel hanno parlato di Rizzoli e della brutta partita che ha fatto. Punto. Sappiamo come si ragiona in casa Inter e, benché il tifoso se lo augurasse, Piero Ausilio, Javier Zanetti o chi per loro non parlano né parleranno additando la Juventus: questo è stile Inter.

Poi c’è l’ostile Juve, quello di Beppe Marotta, che ha la memoria… divergente.

Ricordate le parole di Marotta?

l nuovo filmato fa infuriare l’Inter? Sono imbarazzato: non immaginavo che, dopo una bella partita, si potessero ancora analizzare episodi mai esistiti. In Italia dovremmo allenare giocatori, allenatori e dirigenti a una cultura della sconfitta che non esiste. In Italia esiste la cultura della polemica contro l’arbitroBeppe Marotta

Parentesi: come si fa a dire “episodi mai esistiti” se ci sono le immagini? Forse perché sono immagini amatoriali da un cellulare e non provenienti dalla regia dello Stadium (a cura della Juventus)? Forse le immagini di un cellulare hanno meno credibilità per qualche pixel in meno? Dato per scontato che ognuno si ritrova la vista che vuole, o che si merita, c’è un certo piacere quando, ad un certo punto della tua vita, ti puoi permettere di dire: “ve l’avevo detto eh!”. Ecco, questo è uno di quei casi. Io ve l’avevo detto, con largo anticipo.

Chi ci segue da inizio campionato se lo ricoderà: 3 ottobre 2016, su queste pagine scrivevamo un discretamente lungo testo riguardante il metro arbitrale. In realtà l’articolo inizialmente si chiamava “l’opportunismo delle lagnanze” e riguardava esclusivamente il doppiopesismo bianconero quando si tratta di errori arbitrali: vanno bene quando sono pro, si fa polemica se sono contro. L’articolo originale potete leggerlo qui.

Vi riportiamo, però, un lungo estratto dell’articolo, dove abbiamo anticipato di gran lunga i tempi di questo:

REWIND: L’OPPORTUNISMO DELLE LAGNANZE

marottaPerché, vedete, di arbitri si parla soprattutto quando non è più conveniente tacere: per cui siamo tutti straordinariamente attenti all’arbitraggio del volley nazionale contro il Brasile o dei voti dei giudici quando si parla di ginnastica (ritmica, a corpo libero etc…) o di tuffi. Purché questi siano contrari ai nostri beniamini, altrimenti è facile dire “giusto così, meritato comunque”: sentito con questo paio di orecchie in dotazione.

Lo spunto per questa riflessione e per questo articolo lo dà Beppe Marotta,  Amministratore Delegato della Juventus. Ebbene, in una intervista a “Radio Anch’io Sport” su Radiouno dice più o meno testualmente:

Ben venga la tecnologia, ma se utilizzata per determinati obiettivi: fuorigioco, gol non gol e sostituzione di persona. Non si deve però togliere soggettività e discrezionalità dell’arbitro, altrimenti verrebbe meno l’essenza del calcio Beppe Marotta, AD Juventus
Seguici su Twitter:

E chi ha paura della tecnologia? In cosa condizionerebbe la “soggettività e la discrezionalità” dell’arbitro? Di quale “essenza” parla? Fossi stato in studio avrei chiesto “Lo sa che per un fuorigioco e un gol fantasma avrebbe perso almeno uno scudetto? E poi, in che senso, scusi? Se un intervento è fallo, è fallo. Punto. Se su Niang non c’è rigore, non c’è rigore. In cosa consiste la ‘discrezionalità’ dell’arbitro?”.

E poi avrei ricordato al buon Marotta periodi antichi, ma non troppo, quando la si pensava diversamente. Quando quella “discrezionalità” probabilmente gli piaceva meno, mentre adesso, chissà perché, gli piace un filo di più.

Noi siamo una ‘provinciale’ e facciamo fatica a puntare grandi traguardi, evidentemente anche a livello mediatico abbiamo uno spazio limitato, che porta ad una sudditanza psicologica da parte degli arbitri e li condiziona. Quella esiste sempre, perché il giudizio negativo di un giornale e’ diverso se l’errore lo subisce una grande, rispetto allo stesso errore a danno di una squadra medio-piccola. Sicuramente la Sampdoria non e’ trattata come Juve, Milan o Inter. Ma non da quest’anno Beppe Marotta, 2009 (Sampdoria)

Oppure quando disse:

C’è molto da recriminare, credo non si possano subire situazioni del genere. È un errore che incide pesantemente, nessun commento da parte mia se non questo: speriamo che il calcio italiano venga protetto, speriamo a livello internazionale di farci tutelareBeppe Marotta, post eliminazione Bayern Juventus

Ci piacerebbe rigirare le stesse considerazioni e vedere la reazione di oggi. Perché a quel tempo la “discrezionalità” dell’arbitro era chiamata in un altro modo, ovvero “sudditanza psicologica”?

Oppure quando ci raccontava che “Ogni volta la Juve è additata di situazioni poco chiare, ma nell’arco di un campionato gli episodi si compensano” salvo poi trovarsi qualche anno prima sul lato oscuro della sofferenza arbitrale:

Per un arbitro come Guida di Torre Annunziata ci sono difficoltà a venire ad arbitrare la Juventus. Non parlo di malafede ma di difficoltà. Al 94′ un arbitro della provincia di Napoli si è trovato in difficoltà. La designazione di Guida è stata infelice. Non metto in dubbio la buona fede, ripeto ma non si designa un arbitro di Torre Annunciata ad arbitrare la Juventus.Beppe Marotta, dopo Genoa-Juventus

Oppure qui:

Penalizzati da Rizzoli la cui prestazione è stata largamente insufficiente. Non c’è uniformità di giudizio e su Borriello pretendo la prova tv. Mani come in Milan-Palermo ma scelta opposta, il rigore è discutibilissimo.Beppe Marotta, dopo Roma-Juventus

Oppure:

Lo stato d’animo dei ragazzi è di grande amarezza. Non sono qui ad accampare delle scuse, ma sono qui a esprimere questo sentimento di critica molto decisa nei confronti della classe arbitrale. Non vorrei che quella che una volta era definita sudditanza diventi quasi arroganza. Lo stesso arbitro ci ha annullato un gol in Napoli-JuventusBeppe Marotta, dopo Palermo-Juventus

O quando era ancora alla Sampdoria e aveva ben chiaro quale fosse il “male oscuro del calcio”:

Vogliamo uniformità da parte degli arbitri, nel derby abbiamo subito un rigore con la stessa dinamica, per un intervento di Ziegler su Palacio. La differenza è che stavolta Rocchi era a due metri dal fallo ed ha ripensato da solo alla sua valutazione dell’episodio, a quanto ha detto ai giocatori, senza interferenze. È strano perché è passato un minuto nel frattempo. È la prima volta che assisto ad una dinamica simile: non riusciamo ad avere risposte riguardo ad alcune decisioni arbitrali e questo secondo me è il male oscuro del calcioBeppe Marotta, dopo Parma-Sampdoria

E perché non ricordare a Marotta il “pendolarismo” di certe dirigenze e certi allenatori sul giudizio nei confronti degli arbitraggi?

I portoghesi non meritavano, avremmo dovuto lamentarci anche noi come hanno fatto loro prima del match. E l’arbitro, non all’altezza, ha concesso loro tutto: si è giocato pochissimoAntonio Conte, post eliminazione contro il Benfica

O quando era persino più imbufalito arrivando a gridare “vergogna, vergogna”:

Accetto che mi si dica ‘ho sbagliato’, non accetto che mi si dica ‘non me la sono sentita’. basta col bon ton. Non è calcio questo. Se io ascolto determinate cose, vergogna è il minimo che io possa dire. Voglio equità, il rigore era sacrosanto. Antonio Conte, dopo Juventus-Genoa

Per non dimenticare chi, pur dicendo di non essersi mai lamentato degli arbitraggi e di non avere mai avuto reazioni scomposte, nel 2007, da fresco campione del mondo, dopo un Parma-Juventus disse:

così è difficile giocare per vincere lo scudetto visto che si danno troppi vantaggi agli avversari. Un rigore incide molto, l’arbitro deve essere sicuro quando lo concede altrimenti è meglio non darlo […] Per compensare questi errori ci dovranno restituire gli scudetti revocati Gianluigi Buffon, Juventus

Esattamente lo stesso che diceva “Non me ne sono reso conto e sono onesto nel dire che se me ne fossi reso conto non avrei dato una mano all’arbitro”.

Allenato oggi dall’allenatore che subì dall’altra parte la vicenda del gol/non-gol di Muntari: “Mi dispiace dirlo, ma c’è solo un episodio che ha condizionato il campionato. Il gol fantasma di Muntari al momento è decisivo per il campionato, anche se qualcuno vorrebbe metterlo in un cassetto“.

La dicotomia di Marotta evidenziata dal nostro Daniele Zizzi
La dicotomia di Marotta evidenziata dal nostro Daniele Zizzi

TORNIAMO AL PRESENTE: ELKANN

Come fa Marotta a non avere un minimo di pudore nell’esprimere posizioni così contrastanti? Se non l’avessimo visto, sentito e letto con i nostri occhi, potremmo persino dire che si tratti di persone diverse.

Poi, come se non bastasse, arriva la sparata di John Elkann. La battuta è una di quelle in grado di fare infiammare un intero campionato e rinverdire i fasti di una rivalità che è atavica e già ben radicata: insomma, potevamo farne a meno.

Potevamo farne a meno perché è una caduta di stile. Potevamo farne a meno perché è fuori luogo. Potevamo farne a meno perché da chi rappresenta in qualche modo le società ci si aspetta sempre un certo tono (ed è per questo che, in segreto, ringrazio sempre quei dirigenti che non assecondano la nostra voglia di rivalsa). Potevamo farne a meno perché non aggiunge né toglie nulla dal punto di vista sportivo. Anzi.

Si tratta semplicemente di una… di una… vedete, ho cercato un termine tecnico, qualcosa che potesse definire esattamente la frase. Ci ho messo un po’ ma ho trovato la parola adatta, termine che potrà sembrare poco giornalistico ma che è adattissimo.

Coglionata. Come se a dirla fosse un tifoso qualunque, non l’amministratore delegato del maggior azionista.

Eccola, la coglionata:

È stupefacente la capacità dell’Inter di non saper perdere, nonostante dovrebbe averne l’abitudine“.

Una coglionata. Di quelle che puoi trovare in un qualunque bar d’Italia in un diverbio tra tifosi ubriachi. Non sono bravo come Mentana, che ha pensato a “emissioni nocive”, che suona decisamente meglio. Perché, caro John, anche noi esseri umani normali, quelli che si alzano presto al mattino e non sanno se arrivano a fine settimana (altro che fine mese!), vorremmo essere come te e la tua famiglia e avere questa abitudine a perdere. Perché in genere la Fiat quando ha guadagnato, lo fa fatto privatizzando gli utili; quando ha perso, lo ha fatto statalizzando le perdite. Bontà divina, piacerebbe anche a noi perdere in questo modo.

L’Inter ha risposto tramite il suo sito, sottolineando la perplessità di vedere così attiva la società Juventus in un contesto in cui la società Inter non si è espressa o, quando l’ha fatto (nelle sedi opportune e con estremo garbo e rispetto per tutti), si è rivolta esclusivamente a Rizzoli e compagnia. Mai chiamando in causa, ovviamente, la società bianconera.

Io non sono così politically correct (uno tra i seicentomilioni di motivi per cui non lavoro all’Inter) e avrei risposto così, pari pari:

“L’elemento arbitrale è imprevedibile, c’è in tutte le partite, ma l’Inter ha dimostrato di saper giocare bene nonostante gli arbitri… Se uno guarda quello che è accaduto a Torino, l’elemento arbitrale è stato un fattore sfavorevole. Nonostante questo l’Inter ha dimostrato che poteva farcela a prescindere dall’arbitraggio”.

Vi ricorda qualcosa? Bravi.

L’elemento arbitrale è imprevedibile, c’è in tutte le partite, ma la Juve ha dimostrato di saper giocare bene nonostante gli arbitri…Se uno guarda quello che è accaduto a Torino e poi a Monaco, l’elemento arbitrale è stato un fattore sfavorevole. Nonostante questo, stavamo vincendo: la Juve ha dimostrato che poteva farcela a prescindere dall’arbitraggioJohn Elkann - marzo 2016

Esatto, quando l’arbitro ti decide contro è sempre fastidioso: solo che in Italia alla Juventus succede davvero poco. E alla fine, come dice la Christillin, gli episodi si pareggiano, ma utilizzando la bilancia della Fiat: sempre a favore di quelli di Torino.

A proposito, visto che prima l’abbiamo eliminato di proposito. Dopo quella partita cosa disse Marotta?

Il calcio è fatto di episodi ma l’errore clamoroso fatto dalla terna sul gol annullato a Morata, avrebbe cambiato la gara. Sono episodi che hanno un peso notevolissimo nella partita e penso che non si possa subire delle situazioni del genere. Speriamo che il calcio italiano venga protetto. A livello internazionale dobbiamo farci tutelare. Il danno non è solo per la Juve, è per tutto il calcio italiano: certi arbitraggi fanno molto maleBeppe Marotta - marzo 2016

CONCLUSIONI

C’è una sola conclusione: la Juventus non ha alcunché da insegnare. Niente a nessuno, tantomeno se si parla di cultura e etica sportiva.

Altre conclusioni non ci sono: c’è soltanto un ambiente ostile (non alla Juve) che percepisce con estrema paura l’ostile Juve.

La cosa incredibile è che i tifosi bianconeri individuano nei giornali addirittura un nemico. Sapete perché? Perché riportano una notizia.

Se Inter Channel tira fuori un video, documentando un episodio quantomeno dubbio della partita, deve farlo vedere perché quella è una notizia e come tale deve essere trattata dai giornali e dalle tv.

Il problema è che non capiscono: per loro i media dovrebbero semplicemente stare zitti (per noi dovrebbero parlare, ma con onestà: molto diverso). Non comprendono quanto i media gli siano asserviti. Volete un esempio? Prendiamo l’esempio perfetto per comprendere cosa significhi manipolare un evento e mostrarne soltanto una parte.

Gazzetta dello Sport lunedì: “Juve gioia al Cuadrado” e sotto “Furia Pioli su Rizzoli”.

Corriere dello Sport lunedì: “La squadra a 5 stelle continua a volare [etc… etc…] Pioli: c’erano due rigori”.

Avete notato? I titoli in prima pagina sono letti dal 100% e sono più importanti di qualunque cosa all’interno di qualunque giornale. Solo una bassa percentuale approfondisce. Avete notato? Entrambi i giornali rimangono estranei alla vicenda: è Pioli a lamentarsi.

Torniamo indietro nel tempo, Inter-Parma 3-2 del 2008. Ricordate? Quello del mani di Fernando Couto, quando lui stesso sbugiardò l’intero studio di ControInter (ops, Controcampo) dicendo di averla presa di mani.

Titoli l’indomani?

Gazzetta dello Sport: “Pasticcio Inter”.

Corriere dello Sport: “Scandalo Inter!”.

Notate la differenza? Come se il problema l’avesse causato l’Inter; come se il problema fosse l’Inter. Ebbene, se non l’avevate mai notato adesso potrete leggere le prime pagine con occhio diverso. Provate a leggere con questo occhio queste prime pagine:

C’è qualche bella differenza, vero? E i tifosi juventini sostengono addirittura che ci sia un clima mediatico teso a spargere odio contro la Juventus… non comprendono che già la Juventus è brava da sé nell’attirarsi antipatie e odio.

Come quello dell’eroe di giornata, Radja Nainggolan, che mi auguro non venga squalificato (sarebbe una assurdità contro ogni regolamento). Lui lo ha detto con estrema chiarezza e senza peli sulla lingua, con toni duri.

C’è chi l’ha detto con più classe, magari evidenziando una delle tante simulazioni in partita. Io somiglio di più a Nainggolan.

 

 

Anche perché i tifosi bianconeri amano le ricostruzioni fantasiose, come questa. Ma quale fango?

 

AVVISO PER CHI COMMENTA

Una recente sentenza della Corte di Cassazione restringe ancora di più la libertà di chi commenta, facendo diventare le piattaforme corresponsabili di eventuali commenti diffamatori. Questo in caso di moderazione: qui su ilmalpensante.com non c’è moderazione, se non dietro segnalazione o eventuale lettura casuale. Non c’è nessun blocco preventivo dei commenti.

Ogni Vs. commento sulla piattaforma Disqus viene tracciato e, pertanto, siete invitati a moderare i termini e a esprimervi con la massima civiltà possibile. Si può parlare di calcio e sport senza offendere nessuno. 

 Hai un cellulare o un tablet Android e vuoi rimanere in contatto con noi con maggiore frequenza, essere aggiornato sui nuovi articoli, salvare preferiti, visualizzare tutta la nostra produzione? Scarica l’app! A breve disponibile anche per IOS. Provala e facci conoscere la Tua esperienza d’uso.  [wpdm_package id=’4391′]

 .

Loading Disqus Comments ...