Inter-Roma 1-3: pagelle e soda caustica

Da questa partita in poi le pagelle de ilMalpensante.com saranno pubblicate l’indomani mattina: questo perché a mente fredda si riesce anche ad essere più lucidi e equilibrati, nel bene e nel male.

Sulla partita di ieri abbiamo già scritto a caldo e ne riparleremo ampiamente durante la settimana: l’Inter ha perso malamente, complici una tattica suicida e una applicazione non brillante e priva di carattere, senza dimenticare un arbitraggio ancora colpevole di almeno un errore grave.

Rivedendo il primo tempo la sensazione di sicurezza della Roma è stata più ampia che in diretta: la conseguenza è una netta disparità dei voti tra le due squadre

PAGELLE

INTER 4,5: una delle peggiori partite in campionato, soprattutto nel primo tempo che va a fare il paio con Hapoel, Atalanta, Napoli, Genoa e Bologna.

HANDANOVIC 6: c’è solo il piccolo dubbio sul secondo gol, per il resto incolpevole.

MURILLO 5: dal suo lato c’è una voragine. Spalletti chiede a Dzeko di “cercarsi” Murillo e portarlo fuori, lui rintuzza finché può, ma la disposizione non aiuta.

MEDEL 5-: il solito problema: lo vedi quando la palla arriva dalle sue parti e sembra esserci sempre. Il problema è il prima e dopo, con movimenti sbagliati, posizioni non corrette, squadra allungata per questa interpretazione stile anni 60-70. Sul secondo gol sbaglia clamorosamente l’ultimo movimento, scartando a destra per paura di Salah: Nainggolan ringrazia. Il rigore per la Roma (purtroppo c’è) è la perla della partita, intervento ai limiti dell’idiozia.

Fioccheranno le sufficienze e i peana, ma è il maggiore equivoco di questa squadra: da quanto è tornato, difesa a 3 e identità persa.

D’AMBROSIO 6-: alla fine risulta il meno peggio, perché l’applicazione su Salah è intensa e costante, pur non sempre perfetta: recupera anche 7 palloni. Alla fine dei conti il duello non è perso: e se l’Inter avesse giocato a 4 con Santon/Nagatomo dall’altro lato?

CANDREVA 4,5: un tiro, da posizione impossibile, e poi niente più. Ma non ha colpe: è chiaro che va in sofferenza se gli si chiede di fare tutta la fascia senza i dovuti accorgimenti. L’idea sembrava quella di creare delle coppie con i trequartisti, ma non ha funzionato: Candreva ha bisogno delle sovrapposizioni per rendere al meglio… togliergli un terzino alle spalle è un delitto da non ripetere mai più.

GAGLIARDINI 4,5: è, con Candreva, quello che soffre di più il nuovo schieramento. Ed è un vero peccato, perché nel 4-2-3-1 era assolutamente dominante, più presente in attacco, perfetto nel pressing: questa è una copia pallida e sbiadita che soffre le enormi distanze tra centrocampo e difesa, che condisce tutto con ben 6 palle perse. Nainggolan lo fa a fettine, il duello lo straperde, ma non è colpa sua.

KONDOGBIA 5: quando la Roma lo pressa va in difficoltà, perde tanti palloni ma ne recupera anche. Sarebbe anche da mezzo voto in più se non fosse per quelle 8 palle perse, troppe. Qualche buona apertura, solo che poi Pioli lo avanza e lui non ci capisce più nulla: perché tenere in campo Kondogbia e avanzarlo avendo Banega in panchina? Porqué?

PERISIC 5,5: alterna il nulla più totale a fiammate di imprendibilità. La palla del gol di Icardi la mette lui: è un errore, ma almeno ci ha provato. Anche lui fa parte della banda del buco: 8 palle perse.

BROZOVIC 4: in versione pascolante, come gli succede talvolta. Un tiro e un mezzo assist non gli risparmiano una partita in cui non si segnala praticamente per nulla: zero constrasti, zero palle recuperate, non fa neanche falli e non ne subisce, perde 6 palloni. Assente.

JOAO MARIO 5,5: a centrocampo è l’unico che ci prova per davvero, ma non trova mai la posizione giusta. Peccato, perché aveva la palla buona per rimetterla in piedi da subito.

ICARDI 6: salviamo praticamente solo lui oltre ad Handanovic, perché non è colpa sua se attorno a sé è il vuoto. Assurdo lasciarlo annegare tra tre marcantoni come i centrali romanisti… e non è un caso che con Eder in campo abbia lo spazio giusto per segnare. Certo, se lo paragoni a Dzeko e ai movimenti che fa ti viene un coccolone, ma c’è da fare la tara: è un problema suo o di consegne tattiche?

EDER 5: gli si chiede pure di fare il Candreva: altra vittima del delirio di Pioli.

BARBOSA 5,5: non incide, ma almeno calcia bene gli angoli. Magra consolazione ma zero colpe.

PIOLI 3: a fine partita poco lucido, parla di partita in equilibrio anche nel primo tempo in cui c’erano, sì, due squadre in campo, ma una giocava a calcio e l’altra improvvisava. Ha parlato di “formazione offensiva” e l’unica traduzione che riesco a fare è che, sì, mi sento offeso da questa formazione: l’intento di attaccare era solo sulla carta, pochissimo pressing alto, distanze abissali.

Imbarazzante il confronto con Spalletti, che cambia strategia rispetto all’andata, dove l’unica tattica era ricorrere al lancio lungo su Dzeko e vedere cosa succedeva: vero è che la Roma ha trovato fiducia, quadratura e assetto giusti, ma la differenza è abissale. Pioli impasta tutto e rende l’Inter amorfa, Spalletti si adegua senza stravolgere, scambia Manolas e Rudiger, chiede a Nainggolan gli straordinari, adatta la squadra alle debolezze dell’avversario: con un allenatore meno benvoluto di Pioli i giornali avrebbero titolato “Lezione tattica di Spalletti”.

Cosa ha portato un allenatore a stravolgere qualcosa che funzionava? È davvero una domanda senza risposta, o quasi. Ne abbiamo scritto e ne scriveremo tra domani e mercoledì, ma chi ci legge costantemente ha già tutte le tessere del puzzle.

 

PAGELLE ROMA

ROMA 7,5: più voglia, più carattere, più brillantezza. Un quarto d’ora di vuoto nel secondo tempo, ma la forza di reagire subito al gol dell’Inter.

SZCZESNY 7: dà sempre sicurezza e il tuffo spericolato su Eder è un segnale a tutta la squadra. Poi para il tiro sbilenco di Brozo alla fine del primo tempo.

BRUNO PERES 6: è quello che dovrebbe fare il pendolo terzino/ala. Lo schema lo aiuta perché non è costretto a ripiegare subito: dietro Rudiger gli toglie ogni pensiero.

RUDIGER 6,5: partita di grande sostanza e intelligenza tattica. Nel secondo tempo, però, la Roma perde un po’ le distanze e lui soffre più degli altri: si perde Icardi sul gol.

FAZIO 7,5: che partita! Aiutata certamente dalla splendida solitudine di Icardi, ma sbaglia davvero nulla: pulito, preciso, elegante, comanda la difesa a dovere, letture sempre giuste . Il vero big è lui.

MANOLAS 7: anche lui nel secondo tempo cala, però fa una partita di gran livello nel primo tempo. Nel secondo deve occuparsi spesso di incursioni centrali e non sembra perfetto, però la sfanga sempre.

DE ROSSI 6,5: ordinato e aggressivo al punto giusto, solo che cala davvero presto, mettendo in difficoltà la Roma per diversi minuti arretrando troppo facilmente.

STROOTMAN 7: pazzesco senso di dominio ogni volta che è al centro dell’azione. Alla fine il conto delle palle perse è salato (7) ma funziona. Tante incursioni, insolitamente, ma spesso pericolose. Rischia il rigore su Eder: fortuna sua e della Roma che Tagliavento non abbia visto (o voluto vedere).

JUAN JESUS 7: a qualcuno è venuta nostalgia: ordinato, roccioso, preciso, zero palle perse. A sinistra l’Inter agogna un centrale che sappia allargarsi, ce l’ha la Roma e funziona.

NAINGGOLAN 8: sarebbe stato un voto più alto con meno palle perse (5), ma una partita da urlo. Falletto su Gagliardini che fa partire l’azione del secondo gol: gli interisti si consolino, ricorda tanto Eto’o a Madrid nel 2010, secondo gol di Milito.

SALAH 6,5: era il nemico numero uno, e forse è per lui che si prova a creare un meccanismo obbrobrioso. Troppe palle perse (8) ma spina nel fianco sempre, anche quando non è in gran giornata.

PEROTTI 6,5: fa quello che deve fare, efficace anche se non è Salah. Rigore tirato perfettamente.

DZEKO 7,5: 95 minuti di scienza tattica applicata in campo.

SPALLETTI 8: gli viene a mancare una pedina fondamentale, Emerson Palmieri, e questo complicherebbe la vita a molti. Riporta la Roma a 4, ma con meccanismi tali da renderla a 3 (o 5) alla bisogna. Belle le intuizioni sulla posizione di Salah e Nainggolan, ma anche l’inversione tra Manolas e Rudiger.

Gioca la partita sui difetti dell’Inter, li becca quasi tutti. Per quanto sia antipatico prima e dopo, chapeau.

 

 

 

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