Pillole del 13/04/2017: punto sulla Champions

  • La Juventus vince meritatamente contro il Barcellona. Meritatamente perché ha spuntato l’avversario, pur concedendogli un numero di occasioni pari a quelle avute: ha inciso, ovviamente, la capacità di realizzarle;
  • Non solo di realizzarle, ma anche di costruirle meglio;
  • La partita è girata davvero sulla parata di Buffon su Iniesta;
  • Al ritorno non vedo grandissime speranze di remuntada: il centrocampo è troppo leggero, la difesa troppo esposta, alcuni (vedi Mascherano e Piqué) stanno mostrando difetti che erano rimasti nascosti grazie all’organizzazione, l’attacco troppo isolato;
  • La cosa che fa più impressione, come scritto nell’articolo di presentazione, è la limitatezza delle opzioni di passaggio: quella ragnatela che vedeva 5-6 calciatori in continuo movimento non esiste più. Chi porta palla ha solo una, talvolta due opzioni di passaggio;
  • Prima di azzardare paragoni Dybala-Messi ce ne vuole, solita stampa italiana: a 23 anni Messi vinceva già palloni d’oro da assoluto protagonista e segnava a ripetizione;
  • A 30 anni, imborghesito da una posizione troppo centrale e comodista, subisce anche la sopraggiunta disabitudine ad un certo tipo di movimenti;
  • La Juventus, ovviamente, non ha ancora vinto la Champions, nonostante l’entusiasmo dei tifosi pro e la disperazione dei tifosi contro;
  • La base è comunque buona, perché parte da fondamenta solide: la difesa ha subito solo 2 gol in Champions e questo modulo aiuta a coprirsi ancora di più;
  • Di certo non tutti lasceranno gli spazi del Barcellona né saranno come Piqué (sul 1° gol) o Mascherano (sul 2°) come belle statuine sulle azioni in velocità;
  • Il Monaco è la sorpresa più bella della Champions: squadra corta, bella, efficace e con un attaccante che da solo vale il prezzo del biglietto: Mbappé talvolta somiglia ad Henry, talvolta richiama Ronaldo. Fra qualche anno diremo che qualche ragazzino somiglia a Mbappé;
  • Il Monaco ha eliminato il Manchester City, non il Poggibonsi (con tutto il rispetto): dovrebbe già sottolineare il potenziale di questa squadra, pur “aiutata” dagli errori di Guardiola;
  • Jardim sta comunque facendo un lavoro straordinario, fatto anche di molto buon senso;
  • Al momento, la squadra più solida sembra proprio l’Atletico Madrid, che ha alle spalle due finali in 3 anni;
  • Il problema della banda di Simeone è che l’1-0 dovrà essere difeso in terra inglese, dove si giocherà altro calcio e con un ambiente caldissimo: partita non proprio scontata;
  • Ma sono tanti i meriti dei colchoneros, come quella di una difesa organizzata come poche: chiedere a Vardy, che ha completato ZERO passaggi durante il match;
  • L’Atletico è meglio incontrarlo in finale, perché nei due match ha numeri impressionanti: con Simeone vinte 17 partite su 22 in casa;
  • Non sono bastate  la Champions e la Coppa del mondo per Club, forse la partita contro il Bayern di Ancelotti potrà essere il momento giusto: Zinedine Zidane mostra al mondo di essere un allenatore di tutto rispetto, tattico di qualità e soprattutto gran motivatore e gestore di personalità complicate. L’impronta su questo Real Madrid è enorme, nella tattica, nella disposizione, nella scelta degli uomini, negli arretramenti di Ronaldo e Bale, nel pressing di Modric;
  • Il centrocampo del Real Madrid è, al momento, il più completo e performante del mondo;
  • Sempre per il momento, la principale favorita per la Champions è il Real Madrid, o comunque chi esce da questa sfida. Poi a ruota Atletico Madrid e Juventus quasi (quasi) allo stesso livello, Monaco fanalino del quartetto ma per nulla distante;
  • Cristiano Ronaldo è il mio compagno di squadra ideale: non lo cambierei mai con nessuno;
  • La trasformazione di Cristiano in attaccante è avvenuta molti anni fa: non realizzi più di 50 gol a stagione (per SEI stagioni consecutive!) se fai solo l’esterno di fantasia;
  • Oggi non ha più il dribbling di una volta, ma una voglia di sacrificarsi 100 volte di quella di Messi, oltre ad una utilità tattica impareggiabile e impagabile;
  • Se il Ronaldo Luis Nazario da Lima avesse avuto la testa di Cristiano Ronaldo sarebbe stato più forte di Pelè e Maradona;
  • Fastidio e rassegnazione: durante la telecronaca di Atletico Madrid-Leicester, gli inglesi sono stati insopportabilmente trattati come degli scappati di casa, dei disadattati trovati per caso e buttati su un campo di calcio a improvvisare qualcosa. Inaccettabile.
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