Parlano tutti. Zhang, poni fine a questo scempio!

C’era qualcosa nell’aria.

Si poteva persino pensare a qualcosa di stimolante per qualche senso, un odore, un mormorare lontano.

Qualcosa che era rimasto impercettibile fino alle parole di Eder nel dopo partita contro il Sassuolo.

Eder, bontà divina, Eder che parla di personalità e accusa la società di non averne (avuta?) abbastanza. Eder. Rendiamoci conto: uno dei più costosi in termini di costo/beneficio da che io ricordi; uno dei più grandi equivoci degli ultimi anni; un giocatore che dovrebbe baciare le zolle di San Siro e i percorsi della Pinetina perché l’Inter gli ha dato la possibilità di vestire in nerazzurro e quantomeno ambire a qualcosa di più della salvezza.

Eder, 6 miseri gol, ciascuno di questi costato oltre 2 milioni.

Eder che parla. Eder.

Chi si sente giocatore da Inter e vuole restare deve dirlo alla società, e così chi vuole andarsene: allo stesso modo la società deve avere la personalità di parlare chiaro, è così che si crea un gruppo. Bisogna avere la consapevolezza che una squadra come l’Inter non può continuare così anche l’anno prossimo.

Rendiamoci conto che queste dichiarazioni sono una sorta di liberi tutti: in nessun posto al mondo un calciatore avrebbe potuto dire cose del genere senza essere messo quantomeno fuori rosa.

E invece Eder giocherà titolare la prossima.

Questo perché, evidentemente, Eder è stato mandato da qualcuno a far casino. Non ci può essere altra spiegazione se poi vieni addirittura premiato invece che punito per avere bellamente spalato merda sulla società che ti paga.

IL DOCUMENTO

Vai a leggere i giornali e c’è sempre un pezzo di Inter che viene sempre salvata: la cosiddetta “dirigenza italiana”, un ormai mitologico mostro che però sembra avere tutti i favori della stampa… non fosse altro perché sembra essere la fonte privilegiata di tante veline smistate nel corso degli anni: la più clamorosa, ricordate?, è avere indicato in Pioli scelta sicura quando ancora De Boer era in panchina e la società (parte cinese, of course) non aveva neanche deciso, probabilmente non sapeva neanche chi diamine fosse Pioli.

Così, due giorni fa, a Calciomercato.com arriva un’altra velina.

Occhio, perché la tempistica non è banale: ha a che fare con la fase di ristrutturazione che sta affrontando l’Inter, con l’annuncio di Sabatini e l’interesse verso Oriali e non solo.

Caso strano, vedi te, questo documento viene tirato fuori solo oggi e solo per cosa? Buttare cattiva luce sui consiglieri alternativi di Suning e screditare l’opera di Kia & soci: che poi l’effetto collaterale sia quello di far crollare immediatamente il valore di Barbosa, per quel che gliene rimane, perché ovviamente tutti i media lo descrivono come pacco, è assolutamente secondario.

Guarda il gatto e la volpe!

E già qui la misura sarebbe colma, anche se in effetti lo è da settimane. Ma già questo documento sarebbe bastato a giustificare il titolo: Zhang, falli fuori tutti. Licenzia. Azzera le posizioni, metti mano pezzo dopo pezzo: il peggio che ci può capitare è che si abbia bisogno di qualche mese in più, ma sono 7 anni che ci prendono per il culo, e qualcuno anche da molto più tempo.

Che importa se la commissione rientra perfettamente nell’ambito di abitudini ormai consolidate nel calcio. Che importa se ci sono procuratori che guadagnano sui rinnovi dei calciatori. Che importa se ci sono calciatori che si definiscono “a costo zero” quando invece costano ben più dei 4 milioni di commissione per un giocatore da 29.

L’importante è fare la somma: Gabriel Barbosa è costato 60 milioni, è questo il messaggio. Che poi una buona metà ancora dev’essere retribuita, visto che trattasi di ingaggio, che importa? Il messaggio è che non ci sanno fare, che Suning è mal consigliata perché non capisce, tutt’al più non capisce: e spreca 60 milioni che invece altri avrebbero fatto fruttare oro colato.

Oro colato, beninteso, che si chiamano rinnovi di Medel e Nagatomo, acquisti di Kondogbia o Shaqiri, di Eder o Jovetic, di M’Vila o Gargano, di Ansaldi o chi per loro. Sai che oro colato.

E guarda caso che fa l’indomani la Gazzetta (e mica solo lei)? Difende la “dirigenza italiana”, il refrain che abbiamo sentito per tutta la stagione, compreso quando hanno scelto Pioli… che, aaaaah, quella sì che era scelta giusta!

 

AUSILIO

Poi parla Ausilio e a riportare le sue parole, guarda caso, sempre Calciomercato.com. Non una intervista, si dice, ma una sorta di incontro informale. Bene, anzi, no: peggio. Leggerezza inaccettabile e gravissima.

E le parole sono macigni, sono coltellate sul corpo di un’Inter moribonda. In uno di questi passaggi, Ausilio dice che l’Inter dovrebbe migliorare nella comunicazione… e lo fa in un contesto di dichiarazioni fuori luogo, devastanti, che di “attenzione alla comunicazione” non hanno nulla: che hanno effetti enormi e negativi contro l’Inter.

Abbiamo selezionato solo i passaggi che reputiamo chiave:

Non può esserci un progetto se non c’è una continuità di dirigenza e di proprietà. Siamo al terzo anno e stiamo ripartendo con un nuovo progetto. […] Prima di arrivare alla proprietà attuale, c’è stato un signore in Indonesia che ha comprato l’Inter, ha fatto un bel business e ha sicuramente favorito l’Inter in un percorso che oggi è quello rinforzarsi nelle logiche del nuovo mercato […] E’ una forbice che può ancora allargarsi e si fa fatica a recuperare, perché non si recupera con il calciomercato. Non si recupera prendendo i migliori calciatori, perché poi i migliori calciatori vanno dove ci sono più soldi, dove possono giocare la Champions […] Bisogna rischiare anche prendendo calciatori giovani. Gabigol? No quello è qualcosa di diverso, ma non posso spiegarlo (ride, ndr)[…]È un percorso che richiede tempo, idee, management. Bisogna fare meno errori possibili, sicuramente meno di quelli che abbiamo fatto quest’anno, dove ce ne sono stati tantissimi[…] così siamo andati su un allenatore che non conosceva il calcio italiano (de Boer, ndr). Ma in quel caso anche chi non ha immaginazione poteva capire che non è un modo di cominciare la stagione, perché si parte male, in ritardo rispetto agli altri. Devi cominciare da capo con la preparazione, con la conoscenza dei calciatori e devi anche riprendere il concetto di squadra, dato che chi c’era prima preferiva un modulo diverso, o si fidava di alcuni calciatori invece che di altri. Nel calcio è come nelle aziende, se non programmi bene, puoi andare incontro a una stagione negativa. L’Inter quest’anno ha programmato male, abbiamo cambiato 4 allenatori, arriveremo settimi o ottavi. Eppure la rosa dell’Inter è una rosa di buoni calciatori. […] Noi come società dobbiamo anche essere più forti a livello di comunicazione. Quando dovevamo affrontare la Juventus a Torino, c’è stato un giornale che ha aperto con Conte all’Inter. Abbiamo perso la partita e per tutta la settimana si è parlato dell’allenatore che sarebbe venuto al posto di Pioli. È in quei momenti che devi dare sostegno all’allenatore. Oggi il calcio è soprattutto comunicazione, inutile stare qui a raccontarcela[…] Ad Appiano non c’è gente che non si allena. Si allenano e anche bene. Siamo lì tutti i giorni. Manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani. Non ci sono cattivi ragazzi, arrivano al mattino, fanno colazione insieme e si allenano bene, si fermano a pranzo. Fai anche fatica a trovare cose negative, ma sicuramente hanno i loro difetti. Non sono un gruppo solidale tra loro, ci sono tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa. Ognuno non fa più del suo, non c’è grande personalità e forza d’animo[…] Piero Ausilio

Sinceramente io non so come la pensino i cinesi, che rapporto abbiano con queste forme di insubordinazione. Ma mi chiedo che reazione abbiano avuto, visto che a me si è triplicato il sangue al cervello e ho rischiato un coccolone.

Davvero dobbiamo far sì che un dirigente possa esporsi in questo modo a danno dell’Inter?

Ausilio parla, parla, parla e dalle sue parole sembra che lui non c’entri niente, come fosse un osservatore privilegiato. Anzi, uno che ha persino subito quasi un trattamento alla Arancia Meccanica, costretto a guardare roba che non avrebbe mai voluto guardare.

E parla, parla, parla, aprendo una sorta di vaso di Pandora… solo che lo fa a contratto rinnovato. Chapeau: così se ti licenziano ti devono anche pagare di più. Inqualificabile.

Sembra che lui sia stato su Marte, che non c’entri nulla con la situazione. Lui è uno dei responsabili. Era tutto sbagliato? Tutto fatto male? Abbi la dignità di dimetterti, di non annegare in quello squallore che oggi rivanghi come se non c’entrassi niente.

E alcune parole sono di una gravità inaudita, a partire da quel “c’è stato un signore in Indonesia che ha comprato l’Inter”. Chi è questo signore? Dillo con nome e cognome e carica attuale: Erick Thohir, presidente dell’Inter. È attualmente il tuo presidente, non “un signore” in Indonesia. È quello che ti ha garantito il lavoro e ha permesso all’Inter di sopravvivere ed essere appetibile a proprietà di progettualità più ampia come Zhang/Suning.

Non è un “signore in Indonesia“.

Su Gabigol è inquietante, è dannoso, è irresponsabile, con un modo di fare che mi ricorda tanto la scuola Moggi: e mi fa schifo. Non puoi spiegare Gabigol? Raccontaci allora di Kondogbia o di Jovetic, di Shaqiri o di Podolski, di  tutte le operazioni di mercato che hai fatto e degli oltre 180 milioni che hai buttato in due anni. Spiegaci questo, Ausilio. Raccontaci del prezzo di Kondogbia e dei rinnovi di Nagatomo e Medel. Dai, raccontaci almeno questo sul quale sei certamente istruito.

De Boer non era adatto? De Boer doveva ricominciare da capo? E per questo gli avete fatto guerra, facendo ricominciare da capo altre DUE volte? Ma che genialata! Non poteva semplicemente avere la vostra protezione, affidarsi alla vostra sapienza del calcio italiano… oh, quella stessa sapienza che vi ha fatto portare Mazzarri e Gasperini eh, mica cotiche… affidarsi alle vostre arti magiche nel comprendere la squadra: no, troppo difficile. Frank De Boer è stato scelto da quello là, il signore in Indonesia, e pertanto gli si doveva fare la guerra con tutti gli amici della stampa pronti a sparare a zero dal primo giorno. Frank di Burro, De Burrone, Inter ma non ti vergogni… sono oscenità sulla vostra coscienza, non dell’olandese.

Eppure la rosa dell’Inter è una rosa di buoni calciatori? Chissà perché, una difesa ad oltranza del proprio lavoro. Peccato che poi ammetta che questi calciatori non abbiano capacità empatiche né sanno relazionarsi tra loro… magari qualcuno spieghi ad Ausilio che anche in questo si vede il lavoro di una buona società: se non sai farlo, non è il tuo mestiere.

E quel “non c’è grande personalità o forza d’animo”. Ma chi li ha scelti? Chi? Quanti sono idee tue o tue compartecipazioni?

Ma a che titolo parli?

Non è questione di cose giuste o meno giuste o sbagliate. Detto che buona parte sono anche sbagliate… se non nella sostanza, nei tempi e nei modi certamente, che fanno parte sempre del messaggio… è una questione di ruoli: tu sei un dirigente. Sei un DS dell’Inter.

Ma a che titolo parli? Una cosa del genere può scriverla un giornalista, un giornale, un blog, non chi ha contribuito più di tutti a creare quel gruppo di smidollati “senza grande personalità o forza d’animo”, dipinti come tanti ragazzetti bravi bravini, che fanno colazione, mangiano, ma poi so’ così, limitatucci che “non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani“. Valori umani.

Ma dannazione, fossi io un giocatore dell’Inter andrei sotto casa sua a gambizzarlo appena mette fuori mezzo piede.

Ma con che faccia?

E ancora una volta rimbombano le parole di Frank De Boer… basterebbe raffrontare questo sciocchezzaio immondo appena riportato alla signorilità di chi disse “Nessuno è più grande dell’Inter“.

Neanche tu, caro Ausilio. Neanche tu.

Due ipotesi: o Ausilio sta alzando la posta e la proprietà è persino d’accordo oppure ha deciso di farsi licenziare, con buonuscita e privilegi visto il recente rinnovo.

Nel primo caso sarebbe un errore madornale, clamoroso: e speriamo che qualcuno intervenga, magari Sabatini… nella speranza che ne sia all’oscuro, perché altrimenti qui si comincia col piede peggiore.

Di certo che Ausilio non può più fare il DS dell’Inter: con quale faccia? Con quale credibilità?

Di certo è che non può esserci, a mio avviso, un progetto di grande Inter finché personaggi di questo genere, lui e tutta la fantomatica “dirigenza italiana”, quale che ne sia la composizione, rimarrà all’interno della società Inter: ne sono un male e vanno estirpati senza più alcun dubbio. Tutti.

Partiamo con #AusilioOut

 

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