Real Madrid – Juventus 4-1: bianconeri annientati a testa bassa

L’immagine di apertura è stata scelta a caso nella enorme libreria disponibile in rete. Abbiamo scritto “Juventus” e sono venuti fuori i suggerimenti: il primo era “Juventus Triplete”, e cliccando la prima immagine era questa. Che poi tutto ‘sto panegirico non sia vero è secondario: l’immagine era bella e ci sta tutta…

Lo scriviamo subito: a testa bassa. Anche se partirà il florilegio del “a testa alta”, “è stata una grandissima stagione”, “non cambia il valore di questa squadra” etc…

Non è così. L’abbiamo scritto il giorno dell’acquisto di Higuain: dopo un mercato del genere, vincere il campionato e la Coppa Italia è il minimo, così come la finale, visto anche lo stato delle avversarie più temibili.

Quindi no, niente “testa alta”, non stavolta: perché la Juventus è stata decisamente poca cosa rispetto a quanto avrebbe dovuto, soprattutto nel secondo tempo.

Questo non toglie che sia una squadra formidabile costruita benissimo, pur avendo in campionato percorso agevolato da arbitri e avversari compiacenti. E, ammettiamolo, il fatto che abbia perso così largamente e così male è un ulteriore motivo di godimento per chi ha dovuto sorbirsi di mesi di “triplete di qua” e “triplete di là”, con tutti i servizi di lecchinaggio senza ritegno praticamente da parte di tutti i media: mai vista una concentrazione tale di servi e lecchini, neanche ai tempi di Berlusconi e del Milan vincente. Il che è tutto dire.

Quindi, sì, abbiamo cominciato a gufare in lungo e in largo già da luglio, abbiamo recitato tutti i mantra possibili: l’hanno già vinta, perché giocarla, il prossimo anno faranno triplete due volte etc…

E quindi sì, abbiamo goduto e ce lo ripetiamo senza alcuna vergogna. Perché oltre l’Inter tifo solo quello che mi piace e mi riappacifica con la mia idea di sport: e la Juventus non ci rientra neanche lontanamente con una idea di sport, figuriamoci con la mia…

E oggi sarà un altro giorno da utilizzare quando vi ricorderanno il 5 maggio:

30 Maggio, sconfitta contro l’Ajax

25 Maggio, sconfitta contro l’Amburgo

28 Maggio, sconfitta contro il Borussia Dortmund e contro il Milan

20 Maggio, sconfitta contro il Real Madrid

6 Giugno, sconfitta contro il Barcellona

3 Giugno, sconfitta contro il Real Madrid

Sette finali perse, professionisti della sconfitta.

LA PARTITA

Lo abbiamo detto più volte quest’anno e Zidane ci dà ragione: si dimostra ancora una volta allenatore di grande pragmatismo, bravo nel leggere le partite sia prima che dopo la partita.

Bayern Monaco e Juventus giocano molto sull’ampiezza, ma l’assenza di Bale ha portato Zidane a giocare con uno schieramento diverso: non più 4-3-3 ma un 4-4-2 rombo. Ma quando affronta una squadra schierata con esterni molto larghi e terzini di spinta, chiede a Isco e Modric di allargarsi in fase di non possesso. Due piccioni con una fava: in attacco guadagna un uomo in mezzo, facendo spingere molto i terzini; in difesa riesce a coprirsi, anche se non sempre il meccanismo è indolore, soprattutto quando Isco decide di andarsi a cercare spazio troppo vicino a Modric.

Mentre il Real si schiera con la formazione più attesa, ad Allegri viene il braccino e schiera Barzagli terzino, alzando Dani Alves a metà campo e confermando Mandzukic dall’altro lato. Il tentativo ha, però, due ragioni di essere: a sinistra il Real attacca in genere di più e meglio; e in fase offensiva può ricomporre l’amata (dai calciatori) difesa a 3 che avrebbe dovuto garantire più equilibrio.

Il primo tempo sembra dargli sostanzialmente ragione, visto che la Juventus parte decisamente meglio nei primi 6-7 minuti e mette in difficoltà il Real, rischiando il gol soprattutto con un gran destro di Higuain e poi di Pjanic.

I bianconeri, però, non sembrano essere compattissimi, soprattutto perché in mezzo Khedira è un fantasma che non trova mai la posizione corretta. I difensori, così, sono spesso esposti al contropiede madrileno, che fallisce spesso per errori individuali. Non fallisce al 20esimo, quando Ronaldo sul centro destra riceve palla da Benzema, scarica no-look per Carvajal che gliela ritorna: Chiellini dorme e Ronaldo insacca anche grazie a una deviazione di Bonucci. Grave l’errore di Chiellini e grave l’eccesso di paura dei compagni, troppo indietro.

Ronaldo si erge nell’olimpo dei più grandi di sempre: segna in 3 finali diverse di Champions (o Coppa dei Campioni), come Alfredo Di Stefano. E qualcuno dice che alla Juventus farebbe panchina o il tornante… toglietegli il fiasco!

Sembra quel classico gol spaccagambe, anche perché i bianconeri sembrano fermarsi letteralmente per un paio di minuti. Poi la reazione, la palla circola più fluida, il Real forse sottovaluta un po’ l’avversario: il gol di Mandzukic nasce quasi casualmente, bellissimo, dopo una sponda di Higuain. Il croato dopo lo stop inventa un pallonetto in semirovesciata che Navas, posizionato male, non può prendere.

Anche Mandzukic entra in una statistica interessante: è il terzo giocatore a segnare in una finale di Champions/Coppa dei Campioni con due maglie diverse.

È il 27esimo, e c’è una costante in tutta la stagione della Juventus: spesso ha dato il meglio nella prima mezz’ora, calando nel resto della partita. Spesso la sproporzione di forza le ha consentito di vincere comunque, ma stavolta aveva davanti il Real.

Perché da quel momento in poi la Juventus tira i remi in barca, quasi senza forze.

Il Real cresce, pur non essendo pericolosissimo, comincia a macinare gioco, soprattutto perché crescono Modric, Kroos e Casemiro: il miglior centrocampo del mondo al momento (e uno dei migliori mai visti in circolazione).

Il finale è pura sofferenza, con i bianconeri troppo indietro e troppo contratti, pur essendo troppo lento il giro palla dei madrileni, che non creano tantissimo (solo un tiro sbilenco da lontano di Casemiro) ma dominano.

Il fischio finale è una liberazione.

SECONDO TEMPO

Ti aspetti una Juventus diversa, più aggressiva: e invece è il Real che rientra trasformato. Un altro avversario, con pressing più alto, circolazione di palla più rapida, verticalizzazioni che fanno male. I bianconeri non sembrano pervenuti.

L’unico modo per rallentare il ritmo è quello di alzare il tasso di nervosismo e fare qualche fallo in più, e in questo è sfida tra professionisti… anche se a Madrid c’è il re dei re tra i bulli da prato verde: Sergio Ramos.

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L’arbitro sembra anche perdere un po’ il metro della partita, risparmiando Pjanic e Bonucci (su Isco) da gialli chiari.

Non sappiamo se Allegri volesse proprio questo approccio così chiuso, senza pressing alto, soprattutto su Casemiro (in giro si dice che non abbia piedi buoni, ma vabbe’, lasciamoli dire): Zidane gli complica la vita allargando il gioco e le maglie della difesa bianconera. Il gioco del Real schizza alle stelle, triangolazioni rapide, sovrapposizioni, scambi, accelerazioni: uno spettacolo.

Il gol al 61esimo era nell’aria, anche se arriva con un’altra deviazione: tira Casemiro da lontano, deviazione di Khedira e palla che prende un effetto ingannevole per Buffon.

Per un attimo la telecamera inquadra Bonucci e poi Buffon, sguardo smarrito e idee confuse: l’impressione è che sia finita lì.

Tre minuti dopo il secondo colpo da ko. C’è un appoggio di Alex Sandro (uno dei suoi rari errori) fatto con troppa leggerezza su Mandzukic, anticipato da Modric: il croato lascia a Carvajal e si fionda sulla fascia, ricevendo il pallone…

Adesso, fermatevi un attimo a riguardare l’azione e osservate Cristiano Ronaldo: quando vede il buco in mezzo si fionda a una velocità pazzesca. L’assist di Modric è al bacio, la difesa juventina sbaglia tutta (Buffon forse poteva uscire, Chiellini e Bonucci piazzati malissimo): la palla va dentro ed è una mazzata da cui la Juventus non si riprende più.

Altro record di Cristiano Ronaldo: è il quarto calciatore a segnare una doppietta in finale di Champions League… Si aggiunge a Massaron, Riedle e  Diego Alberto Milito, anno 0  D.T. (Dopo il Triplete).

Allegri prova a rimediare ai suoi errori mettendo Cuadrado al posto di Barzagli, ma il colombiano è chiaramente nervoso già all’ingresso. Dopo 6 minuti prende il primo giallo.

Il Real adesso gioca sul proverbiale velluto, rapido, veloce, si diverte e fa divertire: molti detrattori di Zidane cancellano vecchi tweet e post su Facebook in cui insultavano il franco-algerino.

Mentre il Real dà spazio al ri-tornante Bale (esce Benzema), Allegri alza bandiera bianca: fuori un disastroso Dybala e dentro Lemina. Se non è una resa questa…

All’80esimo unica vera occasione per i bianconeri nel secondo tempo, con Alex Sandro che colpisce di poco fuori un piazzato di Dani Alves.

All’84 il festival dell’idiozia di Cuadrado, giocatore talvolta tanto geniale quanto simulatore, falloso e decisamente idiota in campo. Già ammonito, cade nella provocazione di Ramos e lo sgambetta: pur leggero e veniale, il giallo è quasi inevitabile.

Per il Real entrano Asensio e Morata, ma è il primo a segnare su assist di Marcelo.

La partita finisce qui.

CONCLUSIONI

La Juventus impara ancora una volta qualcosa… secondo Vialli, sicuramente: intanto è bravissima a perdere le finali.

Il 4-1 forse è ingeneroso nei 90 minuti, ma nei secondi 45 ci sta tutto: la Juventus non ha praticamente giocato, si è nascosta, ha basato troppo il suo gioco su difesa e contropiede, ed è stata tradita da un Higuain con qualche problema di troppo nella corsa e coordinazione causa sovrappeso, e da un Dybala che dovrà mangiare ancora moltissimo pane duro, fare fatica e fare gol, tanti, tanti e importanti, per arrivare lontanamente a somigliare a Messi e vincere un pallone d’oro.

Nei secondi 45 minuti c’è un solo aggettivo possibile per descrivere la Juventus: asfaltata.

Troppo leggera a metà campo, troppa palla al Real, troppa corsa a vuoto e mancanza di idee. Allegri non è riuscito ad incidere e busca una sonora lezione da Zidane, che porta la sua squadra a diventare la prima vincitrice “back-to-back” (siamo anche in atmosfera Nba Finals eh…) della Champions League.

Considerazione en passant: il Real ha sofferto decisamente di più contro il Napoli che non contro la Juventus. Questo a dispetto di media italiani che hanno descritto il Real e Zidane come di due realtà quasi naif, facili da battere: che addirittura erano in finale “solo grazie agli errori arbitrali contro il Bayern”… come se quegli arbitri non avessero sbagliato anche a favore del Bayern. Ma tant’è.

Gli errori di Allegri si sono affastellati uno sopra l’altro, dalla scelta di lasciare fuori Cuadrado a quella di non cambiare nulla a inizio ripresa, quando era chiaro che il Real aveva già preso campo e che la mediana bianconera non riusciva ad arginare la salita di Kroos e Modric. Non ultimo, l’aver lasciato troppo spazio a Casemiro in fase di impostazione.

Per il resto in molti hanno deluso le aspettative, commesso errori grossolani: la tanto osannata difesa bianconera ha preso più gol in 90 minuti che in tutto il torneo. Flop: e cadono qui tutti i paragoni offensivi con l’Inter del Triplete. Altra roba, sinceramente.

Dall’altra parte grandissimo merito a Zidane e lodi per quasi tutti: analisi tattiche più approfondite le lasciamo alla settimana prossima.

Nel frattempo lasciateci godicchiare in santa pace.

LE PAGELLE

BUFFON 5,5: ha colpe sul secondo gol di Ronaldo, quando non copre benissimo e forse poteva anticipare l’uscita.

BARZAGLI 5: nel bailamme della difesa juventina (soprattutto nel 2° tempo) è paradossalmente quello che resiste meglio, nonostante dal suo lato si sfondi spesso.

BONUCCI 5: suo il gran lancio che fa partire l’azione del gol di Mandzukic, ma tantissimi errori di posizione e di passaggio (80% di precisione) e troppa paura: la grinta va tirata fuori soprattutto in questi momenti.

CHIELLINI 3: sciagurato. Non prende praticamente mai Ronaldo e si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.

ALEX SANDRO 6+: in difesa è in zona quando Ronaldo segna il primo e il secondo… e sul secondo ha gravi responsabilità. Ma si salva perché è l’unico a offrire un’idea di gioco, soprattutto a farlo con continuità. Nonostante tutto non annega come i compagni e ci prova sempre.

KHEDIRA 4,5: non si vede praticamente mai, ma nella prima parte del primo tempo è un saggio muoversi tra i reparti. Poi sparisce definitivamente e non si vede più, se non nella deviazione.

PJANIC 6: di stima, perché è uno di quelli che ci prova fino alla fine. Mezz’ora di buonissimo livello, poi sparisce con tutta la Juventus.

DANI ALVES 5,5: ci prova, ma è schierato troppo avanti e non ha mai lo spazio giusto per mettere in difficoltà il suo dirimpettaio. Se poi quello è in forma smagliante…

DYBALA 3: prima finale della sua carriera: esito non pervenuto. La cosa fantastica è che i mediaservi italiani lo spacciano per pallone d’oro nonostante abbia segnato meno di Falcinelli… e Quagliarella, Iago Falque, Thereau, Defrel, Gomez, Borriello e Keita. Per dire, in campionato ha gli stessi gol di Perisic, Nestorovski, Naingolan, Muriel, Destro e Schick (che però ha 600 minuti in meno). Il talento c’è, ma non pompatelo: altrimenti si tuffa troppo.

MANDZUKIC 7,5: non è solo per il gol che rimarrà negli annali e negli highlights Uefa per tutta la vita. Corre, lotta, contrasta, prende falli: un attaccante meraviglioso che meriterebbe di stare più al centro e fare il suo vero lavoro. Una prova anche da leader, l’unico assieme a Alex Sandro.

HIGUAIN 4,5: appesantito, si vede solo per un tiro all’inizio. Dopo i 90 milioni e la più grande plusvalenza della storia (quella del Napoli: ma scommettiamo che nessuno ve l’ha mai raccontato… a parte noi, ovviamente) ci si aspettava di più.

CUADRADO 0: come i neuroni attivi contro il Real.

LEMINA SV

ALLEGRI 4,5: braccino corto e nessuna capacità di reazione dopo la prima buona mezz’ora. Sarà forse che nei momenti clou si perde troppo a urlare ai calciatori senza pensare alle contromosse. Il cambio Lemina-Dybala è da ritiro del patentino.

REAL MADRID

NAVAS 6,5: messo male sul gol di Mandzukic, ma è reattivo su Pjanic e Higuaing… tiri che avrebbero potuto cambiare la partita.

CARVAJAL 7: soffre ogni tanto le sgroppate di Alex Sandro, ma poi cresce, lo rintuzza e va avanti: grande l’assist per Cristiano.

VARANE 7: Mourinho aveva ragione nel vedere in lui un potenziale top-top-top tra i centrali. Che naturalezza, che calma, che eleganza.

RAMOS 7: il bullo della situazione. Dove c’è lui ci sono sempre nervi tesi, alta tensione, proteste. Su questo è un professionista, anche se spesso gli capita di cedere e farsi espellere: oggi, nonostante il giallo, si contiene e fa una gran partita.

MARCELO 7,5: anche lui è uno di quelli che deve tantissimo a Mou, che lo ha disciplinato difensivamente. Poi Ancelotti e Zidane hanno fatto il resto: ma con questa qualità sarebbe stato un delitto fare meno.

MODRIC 8+: una delizia, la genialità al potere, semplicità ed efficacia a livelli altissimi. Non ha il dribbling di Iniesta, ma gli contende (tra i miei pensieri) lo scettro del centrocampista “più totale” che abbia mai visto. L’assist è solo il coronamento di una partita meravigliosa: l’azione nasce anche da un grandissimo recupero. Non benissimo nei primi 20-25 minuti, ma poi cresce e non si ferma più.

KROOS 8-: per fare capire quanto sia spaventoso, basti pensare che il 92% di precisione nei passaggi non è neanche nella sua top 10 delle prestazioni stagionali. Parte in sordina, ma poi cresce: per apprezzarlo, però, spesso devi guardare solo lui, i movimenti che fa, i tempi del suo pressing, la testa sempre alta, la palla sempre precisa, controllo di palla fenomenale. Il voto è una media tra primo e secondo tempo, nel quale fa una prestazione da alieno.

Che bellezza.

CASEMIRO 7,5: alla faccia di quelli che dicono “è uno scarparo”. Grande copertura, la disciplina di sempre e anche una regia intelligente, favorita dalla tattica di Allegri che gli ha lasciato spazio: che errore clamoroso. Segna anche un gol fortunoso ma meritato.

ISCO 7: fa impazzire metà difesa juventina ogni volta che parte, ed è anche molto bravo nel fare le due fasi. Titolarità meritata e gran partita.

RONALDO 10: un voto ai gol, alla prestazione, alla corsa, alla presenza, alla costanza, alla carriera. I numeri non bastano più, gli elogi neanche. Segna con una frequenza sovrannaturale, è sempre pericoloso, letale. Altro pallone d’oro messo in cascina, altro che Dybala e Dybala… niente male, comunque, per uno che nella Juventus farebbe la panchina o il tornante.

BENZEMA 6,5: tantissimo lavoro oscuro, variazioni sul tema, movimento continuo. Qui il merito è tutto di Zidane, che è riuscito dove avevano fallito sia Mou che Ancelotti: ha trasformato Benzema in un attaccante a tutto tondo, che corre e si sacrifica per i compagni. Forse la cosa più difficile fatta al Real Madrid.

BALE 6+: entra e fa quello che gli chiedono. Lui sì, il tornante.

MORATA SV

ASENSIO 7: entra e segna in una finale: cosa vuoi di più?

ZIDANE 9: l’elogio del pragmatismo e dell’attenta analisi. Insiste col rombo ma lo adatta agli avversari, allargando Modric e Isco per coprire il campo allargato dagli esterni bianconeri. Ronaldo ormai punta centrale fissa con libertà di svariare (data anche a Benzema) e gioco che sa essere pragmatico e efficace quando serve, bello e spettacolare quando è necessario.

Finalmente dovrebbero cadere tutti i dubbi: è un grandissimo allenatore. Fra qualche anno la prossima sfida: esportare Zidane fuori dal guscio del Real.

Nel frattempo sui social…

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