Inter, finalmente è finita, finalmente è ricominciata

OVVERO: SPALLETTI ALL’INTER, PARTE 1/3

Perché parlare anche della stagione passata? Semplice: perché vogliamo che ricordare sia un monito iniziale.

Mai più come ieri.

Mai più.

Non è per pessimismo, anzi, è ottimismo: in giorni in cui il calciomercato vede l’Inter in attesa, sui social e nei bar è tutto uno sproloquiare di insulti, di delusioni, di tafazzismo cronico, ricordarci la tempesta che abbiamo appena superato è un atto rivoluzionario di ottimismo.

Non è per pessimismo: potevamo scrivere “Inter, una nuova stagione, finalmente” e avremmo mostrato il lato positivo della vicenda, il bicchiere mezzo pieno. Eppure abbiamo scelto diversamente e lo abbiamo fatto con consapevolezza.

Perché la nuova stagione e la nuova Inter (e lasciateci anche usare i plurali…) devono partire da un assunto, ovvero che sono stati commessi degli errori marchiani, imperdonabili, talvolta quasi da dilettanti allo sbaraglio che non possono essere più tollerati e ripetuti.

La lista è piuttosto semplice, seppure non esaustiva:

  • Mercato gestito senza sentire l’allenatore;
  • Allenatore altresì usato come arma per quello che si è rivelato un chiaro regolamento di conti;
  • Giocatori “autorizzati” a scazzare in pubblico (vero Eder?), a giocare svogliati e sbuffanti (vero Miranda?), con una superficialità imbarazzante (vero Brozovic) e “autorizzati” all’ammutinamento;
  • Dichiarazioni in pubblico da licenziamento in tronco;

Dannazione, la lista sarebbe lunghissima ma intanto ci fermiamo qua. E partirei proprio dall’ultimo punto.

LE DICHIARAZIONI IN CHIUSURA

Incredibile come Piero Ausilio sia ancora al suo posto, per quanto ad oggi l’impressione è che abbia meno diritto di parola. Che lo sia dopo avere sproloquiato talmente tanto da essere persino di nocumento alla squadra che lo stipendia. Trovate tutta la sequenza in questo articolo:

Parlano tutti. Zhang, poni fine a questo scempio!

Dichiarazioni fuori da ogni logica e prive di senso, se contestualizzate all’interno di un progetto che vuole rilanciarsi. Se poi ci mettiamo che a parlare è quel dirigente che da mesi non ne imbrocca una…

Eppure Ausilio è ancora lì e, anzi, da buon ventriloquo, ha messo una buona controfigura nelle ultime partite: buona per giustificarsi. Parliamo di Stefano Vecchi. Sì, esattamente: quel bravo ragazzo che è appena diventato campione d’Italia con la sua Primavera.

Negli ultimi periodi era diventato uno stillicidio di… perdio, come vuoi chiamarle altrimenti?… minchiate sesquipedali a ruota. E dire che gli si vuole anche bene perché il suo lavoro con i giovani è straordinario: ma quando ha dovuto trattare i “grandi”, è uscita una versione che inizialmente si potrebbe essere tentati di definire “aziendalista”, ma non è così. La lista (un’altra?) delle dichiarazioni fuori luogo è imbarazzante;

  • Qui c’è gente abituata a vincere e trovarsi in questa situazione non è semplice;
  • La differenza (nelle gare) la fa il fatto di provare a superare i propri limiti e andare oltre nel momento della fatica, ma in questo momento (la squadra) non accetta lo sforzo;
  • La squadra ha bisogno di essere incitata, spinta, sempre e in ogni situazione. L’aspetto mentale è una cosa che fai fatica a ritrovare. Fisicamente la squadra sta bene, ma fatica ad andare oltre (domanda, ma non erano abituati a vincere?);
  • Ringrazio coloro che si sono impegnati, la parte del gruppo che ha deciso di ripartire in questo finale;
  • Al mio successore dico che è necessario partire dalla cultura del lavoro, dando entusiasmo ad una squadra che di batoste ne ha vissute parecchie;
  • (domanda: quanti sono i giocatori che meritano di continuare a vestire questa maglia?) Non faccio nomi perché non è detto che la società condivida il mio parere;
  • (domanda: se dipendesse da te, c’è qualcuno che non indosserebbe più questa maglia in futuro?) Posso avere in mente valutazioni di questo tipo, ma non posso esprimerle perchè la prossima stagione ci sarà un altro tecnico e toccherà a lui considerare certi aspetti;
  • su Gabigol: credo sia particolare che venga applaudito ed esaltato prima dell’ingresso in campo, sarebbe meglio premiarlo dopo qualche giocata, così da stimolarlo;
  • su Gabigol:  oggi Gabigol ha lasciato la panchina e la società prenderà provvedimenti;
  • Salvo l’attaccamento alla maglia di Nagatomo, Santon, D’Ambrosio, Andreolli che con la qualità di Perisic Brozovic, Eder e Candreva sono risorse importanti. Possono essere la base per l’anno prossimo.

Ha descritto la squadra come una massa di imbecilli senza nerbo; gli ha anche detto che sono smidollati; che mancano di professionismo; si è sbilanciato dicendo cose che non erano sua pertinenza; ha forzato la mano su Gabigol (io applaudo chi voglio e quando voglio, e soprattutto non sei tu che devi chiedere la sanzione del calciatore, non in diretta tv). Tutto vero? In parte sì, in parte no, ma non era e non era nel suo ruolo prendersi quelle libertà.

Ma all’ultima, giuro, ho rischiato di dare di matto. Ci hai raccontato che Nagatomo è un top da cui ripartire? Che le qualità di Brozovic e Eder sono risorse importanti? Eddai, questa non è una valutazione super partes: questo era il ventriloquo Ausilio che parlava.

Per non dire delle formazioni da arresto sul posto, così come delle punizioni a Joao Mario e a Gabigol, nell’anno in cui più o meno tutti hanno fatto i propri leggendari “porci comodi”. Ma si sa, “ogni scarrafone è bello a mamma soja”, e Joao Mario e Gabigol sono evidentemente orfani (in società).

 

OGGI

Insomma, le ultime settimane ci hanno chiarito ulteriormente una cosa: c’è bisogno di un uomo forte in società che zittisca tutte le voci in giro, che affianchi l’allenatore e lo protegga. Ma che, soprattutto, azzeri questa squadra.

Non c’è alternativa. Dal punto di vista mentale, il danno fatto in questa ultima stagione è enorme e il rischio è di ritrovarsi gli stessi problemi fra 6 mesi, con un’altra stagione da buttare.

Come abbiamo scritto più volte, non può essere Ausilio a disfare ciò che ha fatto in questi anni: significherebbe chiedergli di rinnegare il proprio lavoro.

Dal punto di vista societario qualcosa dovrà pur muoversi: la stagione non è neanche iniziata che già c’è un fuoco di fila pazzesco, roba che abbiamo superato i parossismi visti con Mourinho e De Boer.

In un giorno, i nerazzurri si sono beccati la prima “Crisi Inter” della stagione, ancora prima della presentazione di Spalletti:

  • Per il Corriere dello Sport c’è un vero e proprio incubo Capello per Spalletti. Che poi, scusate, dirlo a uno calvo mi pare proprio una cattiveria, ma tant’è. Per cui, non s’è ancora cominciato con Lucianone, non s’è fatto ancora neanche mercato, non ha fatto ancora la presentazione ufficiale, epperò… epperò Zhang, da buon diavolo cinese qual è, ha deciso già il suo sostituto: Capello. Grande.
  • Tuttosport è in versione Bargiggia: che schifo questa Inter che fa affari solo esteri. Bloccata l’evoluzione italiana che tanto piaceva ai giornali, anche perché è andato via il vero architetto della rivoluzione made-in-Italy, ovvero Pioli, il guru dell’operazione Gagliardini (tutto merito suo). Ora c’è quel cattivone di Sabatini che fa solo plusvalenze con i giovani stranieri. Poi vai a guardare il mercato che si è appena profilato, o si è già realizzato, a hai un colpo: Kessié, Biglia, Schick, Hector Moreno, André Silva, Musacchio, Rodriguez, Kalinic, Valero, Krychowiak… ma la cattivona è sempre l’Inter.
  • Per la Gazzetta dello Sport… “E l’Inter che fa?“, prologo ad un approfondimento in salsa nostalgia: il Milan compra e si proietta nell’empireo e i nerazzurri… niente, l’Inter è morta. Il mercato si ferma, si deve cedere per forza, le piste si raffreddano, tutto si rallenta, le trattative subiscono frenate. Nel frattempo ci verrebbe da chiedere (così vi diamo anche il link del nostro profilo Twitter):

Insomma, è tutto un fiorire di tristezza, nubi e Crisi Inter. Insomma, esistesse un Eraclito nerazzurro reinventerebbe il “tutto scorre” in “tutto sfuma”.

Anche se il premio “titolo minchione del mese” lo diamo a questo del Corriere dello Sport:

Come se non bastasse, nei giorni scorsi c’è stato chi ha deciso di chiudere il cerchio: dopo aver mostrato il contratto di Gabigol e mostrato al mondo quanto guadagnano quel cattivone di Kia e i suoi amici, lo si è fatto con il contratto di Joao Mario. Inutile starvi a spiegarne la logica, vero? Dico, lo abbiamo fatto solo per gli acquisti suggeriti da Kia, non per tutti gli altri. C’è bisogno che ce lo diciamo?

Che poi in Italia si spendano 200 milioni per l’anno solare 2016 in commissioni ai procuratori è secondario. Ce lo racconta calcioefinanza.it:

E se l’Inter spende 8 milioni di commissione per Joao Mario e Gabigol, figuriamoci se possiamo chiedere ai giornalisti di fare i giornalisti: gli altri 15 milioni e spicci a cosa saranno mai serviti? Quali agenti ha pagato l’Inter? Per quali affari? Banega? Candreva? Eder? La chiusura di Miranda? Erkin?

Misteri della fede giornalistica.

SPALLETTI

Per fortuna c’è Luciano Spalletti. Ora, senza fretta: “per fortuna” nel senso che si è scelto l’allenatore con un buon tempismo e con il tempo giusto per poter programmare il mercato e l’estate. Probabilmente la scelta era già stata fatta qualche settimana prima della fine del campionato e tenuta in naftalina in attesa di sviluppi: c’è chi dice “in attesa di Conte”, ma chi ci legge sa che su Conte non abbiamo mai avuto chance.

Perché Conte non sarà allenatore dell’Inter

Partiamo da un assunto: Spalletti è un upgrade rispetto a qualunque cosa abbiamo visto da Benitez in poi. Si possono avere delle preferenze, certo: io sono un appassionato di De Boer e Stramaccioni, ho (tutto sommato) apprezzato il lavoro di Leonardo e in parte di Ranieri; c’è chi pensa che Mancini fosse l’uomo perfetto e che il problema vero fosse l’Inter… mentre mi pare che su Mazzarri e Gasperini ci troviamo (ormai) più o meno tutti d’accordo.

Ma Spalletti è un upgrade per molte ragioni: è già ambientato in Italia, conosce il campionato (sempre che sia davvero una qualità: Conte in UK ha vinto il primo anno), ha molta esperienza alle spalle, ha anche fatto esperienza all’estero (che non fa mai male), non ha passati troppo scomodi (chiari battibecchi da romanista con i nerazzurri, ma non è Conte col suo armamentario di scheletri nell’armadio), è abituato a lottare per il vertice e nelle sfide di Champions League. Questo non ne fa il migliore in assoluto, ma probabilmente il profilo più “fit” sotto molti punti di vista.

La cosa più importante, però, è che è legato a doppio filo con il dirigente che attualmente ha maggior peso in società, Sabatini.

Pertanto, che ci piaccia o meno, che ci entusiasmi o meno, ci resta una sola cosa da fare: farcelo piacere.

Certo, può non sembrare una ottima prospettiva di partenza, ma questa è. Spalletti è un allenatore capace, una scelta necessaria, razionale oltre ogni limite: probabilmente, nell’attuale panorama degli allenatori disponibili, era persino l’unica scelta possibile per un progetto che già a breve termine vuole aggrapparsi a delle certezze.

Sono passati i tempi dei sogni (Mourinho, declinato oggi in Simeone), delle follie (Leonardo o Stramaccioni), ma per fortuna anche della realpolitik di bassa lega che ci ha regalato Mazzarri e Gasperini. Finite anche, almeno per adesso, le idee rivoluzionarie: niente De Boer, ma niente Pochettino o chi volete voi.

La prospettiva non sembra essere proprio il massimo, ma ho buone impressioni, almeno dal punto di vista mediatico: i primissimi passi sono stati persino piacevoli, con punte di inatteso stupore anche. Come una delle prime dichiarazioni che rischia di entrare nella storia iconica dei messaggi rivolti ai tifosi:

Bisogna far vedere ai tifosi la luce abbagliante di questo club“.

Per certi versi ha più profondità anche di quel “io non sono un pirla” di mourinhana memoria. Ma non sono male neanche quei:

  • abbiamo dalla nostra parte il supporto e il sentimento di milioni di sportivi può sembrare un peso ma invece non lo è: dobbiamo usarli come una spinta, come un’energia da portare in campo“;
  • l’appartenenza diventerà una cosa fondamentale“;
  • e al tifoso juventino “Può essere di chi le pare, noi siamo interisti“.

Anche l’atteggiamento è cambiato: siamo passati dal piatire una cessione a furia di prestiti, sconti, dilazioni, vedremo, chissà, a condizione che, siamo arrivati a “Sconto al Siviglia per Jovetic? Stiamo studiando la situazione ma non credo, è un giocatore che ha mercato“, così come l’atteggiamento per il caso Perisic: il ragazzo vuole andare, ha una chance importante (Manchester United?), richieste e promesse di ingaggi pesanti… se vuole andare, vada, faccia alzare l’offerta.

LA CONFERENZA DI IERI

Ha avuto molto tempo per prepararla, chiaro, però è stata interessante e ha fatto emergere cose interessanti, tre su tutte.

La prima è che sembra essere un fottuto narcisista, innamorato di sé stesso e delle cose che dice. Non è un difetto in sé, ovvio, ma è chiaro che gli piacciono la telecamera, i microfoni e i riflettori. All’Inter ne troverà tanti, tantissimi, come ha già avuto modo di vedere: se capirà che dovrà accentrare moltissimo la comunicazione avrà fatto metà del lavoro.

La seconda è che è una persona più intelligente di quanto da lontano ci aveva fatto pensare.

La terza è che sembra sapere già molto dell’Inter ed è stato bravo a toccare molte corde giuste. Intanto il chiaro riferimento alla data del 30 giugno come scoglio prima degli acquisti, cosa che molti tifosi hanno dimenticato: inutile guardare il Milan, che sta facendo una scommessa pericolosa che sono felice l’Inter non abbia tentato. Ma è chiaro che l’Inter si è già mossa per tempo, visto che lui stesso si augura di avere giocatori nuovi già 3 giorni dopo.

Poi l’orgoglio mostrato per essere allenatore dell’Inter e il “ripudio” delle polemiche facili di giornalisti che non vedevano l’ora:

Quanti allenatori c’erano prima di me come candidati per questa panchina? Non me ne frega niente di chi era in corsa per questa panchina, sono io l’allenatore e sono eccitato. E ve lo farò vedere” entra di diritto tra le cose memorabili che ricorderemo a lungo. Così come il “Tutti mi dicono che mi sono preso una bega venendo qui. Non la vedo così e comunque me la prendo tutta volentieri questa bega“.

Per finire ai messaggi chiari ai calciatori: partendo dal “Senza senso di appartenenza non ci possono essere risultati. Ci dovranno essere cambiamenti radicali“,  passando per “Niente cori per Spalletti, Spalletti non fa gol. Più remeremo tutti dalla stessa parte, più riconcilieremo squadra e risultati” e finendo con la stoccata sugli allenamenti “La partita più importante? Io vado oltre, contano gli allenamenti. Sennò ci passano sopra“.

Anche questa dà la dimensione di un allenatore che ha oggi le idee chiare: “ne stiamo parlando ora con i direttori e la proprietà per creare una squadra più forte anche se non sarà facile perché gli acquisti non vanno assolutamente sbagliati. Stiamo lavorando sentendo anche l’umore dei calciatori, l’Inter forte deve essere l’Inter, non questo o quel nome. Siamo una squadra e tutti devono vivere dentro la squadra, mettere il sudore comune per lo stesso obiettivo. Non ci sono obiettivi individuali se non c’è l’obiettivo comune.

Il discorso su Icardi si può leggere in due modi: Icardi dovrà provare a fare il lavoro di Dzeko oppure la squadra dovrà fare in modo che non sia necessario? Anche questo sarà un ottimo spunto tattico: “Dobbiamo lavorare nel quotidiano, questa è la premessa. Icardi ha delle qualità incredibili che non voglio perdere: dobbiamo metterlo nelle giuste condizioni, sia in fase di possesso che di non possesso. Dzeko è bravissimo a giocare per la squadra, forse meno di Mauro all’interno dell’area di rigore”.

Qualche dubbio sulle dichiarazioni relative a Joao Mario. Spalletti è stato bravo a lasciare intendere e non intendere, a giocare sui doppi sensi e sugli equivoci: non credo sia casuale, anzi, credo proprio che sia un atteggiamento studiato a tavolino. “Joao Mario? Parliamo di un calciatore offensivo in grado di giocare tra le linee, bravo a offrire ottime soluzioni. A Roma, per esempio, cambiai ruolo a Pjanic e Nainggolan: il primo più indietro, il secondo più avanti. Poi conta anche la disponibilità del ragazzo, a volte si può anche stare fuori“. Il dubbio nasce dalla valutazione fatta sul calciatore, che io non considero “in grado di giocare fra le linee”: chi volesse rispolverare cosa ne penso può leggere questo articolo, la valutazione è rimasta intatta, anzi, si è rafforzata dopo un anno di Inter. Però, nella valutazione spallettiana, c’è il riferimento a Pjanic che fa brillare una luce di speranza: sarà il suo Nainggolan (e per me sarebbe un errore) o il suo Pjanic (e per me sarebbe la sua collocazione ideale)?

Su Nagatomo l’exploit che rischia di fare innamorare una fetta consistente di tifoseria, me compreso: “Nagatomo è un ragazzo serio, quando gioca ha le qualità di cui si è parlato finora gettando tutto oltre l’ostacolo. E’ una bella persona, poi ha commesso alcuni errori come tutti i calciatori, ma sulla professionalità del calciatore nessuno gli si può dire niente. Fa parte del ragionamento di prima che faremo con il direttore perché nel suo ruolo abbiamo diversi calciatori e bisogna analizzare bene la cosa“.

A questo fa coppia il fatto che per Medel l’Inter sta ascoltando le richieste che arrivano, non più intoccabile e rinnovo congelato: la valutazione di certi calciatori, questo è il vero discrimine tra il passato recente e Spalletti. Su questa parte della sfida-mercato si giocherà parte della sua credibilità, e anche quella di Sabatini: la cessione di giocatori sopravvalutati e che non hanno più nulla da dare a questa squadra, soprattutto dopo l’ultima stagione.

Se fosse poi capace di liberarsi di entrambi in una sola sessione di mercato potrei rischiare di andare ad Appiano piangendo nudo e abbracciarlo pubblicamente dichiarandogli il mio amore eterno.

CONCLUSIONI

Insomma, l’inizio non è per niente male, anzi: sinceramente mi ha stupito. È entrato subito nel ruolo, ha catturato l’attenzione, ha usato i toni giusti e ha svicolato a dovere le fosse preparate da media con la critica pretestuosa facile.

Spalletti è un buon allenatore dal carattere un po’ particolare… diciamo più particolare di molti altri. Questo lo metterà presto in una condizione particolare e ho l’impressione che non ci saranno mezze misure: potrà essere bravissimo (fuori dal campo) e trascinare i tifosi come un vero capopopolo, figura che gli era rimasta inespressa a Roma per fattori endogeni; oppure cederà alla sua parte più lamentosa e meno interessante.

Intanto i primi punti virtuali sono per lui: sembrano non valere nulla, ma sciogliere il ghiaccio con una tifoseria diffidente, naturalmente ritrosa per via delle recenti ferite, è un passo importante. Domani approfondiremo degli aspetti tattici del suo passato e del suo presente, in attesa di una più esaustiva trattazione delle ultime due stagioni romaniste.

  • Skoglund

    Bello il pezzo Alberto, more solito. Giysta soprattutto la scelta – anche ad uso interno nostro, di noi tifosi dico – di fare un rapido remind delle mostruosità “strutturali” da cui proveniamo (settimane, non mesi o anni).
    Ti dirò: personalmente son convinto che, in un’ottica di rilancio, sia la scelta migliore possibile, anche dei Conte (che ho sempre sperato NON venisse, scusate ma anche il tifoso ha un’etica, o almeno dovrebbe) e dei Simeone. Sì, perchè si fa svelti a dire “questi vincono al primo colpo”, ma non dimentichiamo che anche il VAte (uno a caso) arrivò per darci quel “quid” in più ma inserendosi in una struttura (umana, ancor più e prima che societaria e organizzativa) che era già consolidata e vincente, a livello tecnico e soprattutto nella mentalità. Il gruppo di base era costituito da giocatori che, comunque, dal punto di vista tecnico erano di livello assoluto, idoneo, fra l’altro, a generare appeal anche verso eventuali altri nuovi acquisti “importanti” (che oggi giustamente ci schiferebbero, anche se ricoperti d’oro). E quindi tu puoi anche pigliare i Conte e i Simeone (o chi per essi), ma se poi devi far giocare i Nagatomo e i Medel, anzichè i Maicon e i Samuel, non è che puoi cavarci più di tanto. D’altro canto, il tanto vituperato Club dell’Asado, gente come Matrix, Deki, lo stesso Chivu, erano molto più che una “buona base” – non (solo) tecnica, ma umana e mentale – da cui partire… immaginiamoci, per dire, un Balotelli versione 2009 che si fosse affacciato in prima squadra la scarsa stagione, cosa poteva combinare… e tutto ciò per dire che l’asse verticale Sabatini-Spalletti confido possa costituire quell’asse attrattivo attorno a cui ricostruire l’Inter dalla base, un po’ come il bastoncino che si usa per lo zucchero filato… (chè poi, diciamocela tutta, materiale umano ampiamente “riciclabile” ce ne sta, eccome, il problema è che bisogna riconoscerlo separandolo dalla schifezza irrecuperabile).
    La frase più importante secondo me è quella sull’appartenenza, perchè per riportare l’Inter al ruolo che la sua Storia le attribuisce, non possiamo essere, per chi viene qui, una mera “rampa di lancio” per qualcosa d’altro. E finalmente, per la prima volta dopo un sessennio di miserie e miserabilia post triplete, la strada imboccata (sembra) essere quella giusta. Sperem.

    • Alberto Di Vita

      bravissimo.
      Spalletti credo possa essere il “primo mattone” definitivo per il rilancio dell’Inter. Quando fra 4 anni ci sarà Simeone allora ricorderemo questo inizio come quando nel 2006 tenemmo Mancini 😀

    • Taribo59

      Non ho provato l’entusiasmo di Alberto, ascoltando Spalletti, ma mi sono ripromesso di aspettare il 3 luglio prima di elevare “critiche”.
      Quello che non mi torna è la mancanza di scelte chiare in società: Ausilio rimane, Sabatini non è presente alla presentazione dell’allenatore che ha scelto, Thohir resta presidente (e fa gli auguri alla Juve per Cardiff), Gardini è il fantasma di sempre, Capello dice minchiate davanti a chi gli da 10 milioni netti all’anno, manca ancora il famoso Amministratore Delegato e il Giovane Zhang sta facendo il suo necessario apprendistato, ma da chi dovrebbe imparare?

    • Taribo59

      Non ho provato l’entusiasmo di Alberto, ascoltando Spalletti, ma mi sono ripromesso di aspettare il 3 luglio prima di elevare “critiche”.
      Quello che non mi torna è la mancanza di scelte chiare in società: Ausilio rimane, Sabatini non è presente alla presentazione dell’allenatore che ha scelto, Thohir resta presidente (e fa gli auguri alla Juve per Cardiff), Gardini è il fantasma di sempre, Capello dice minchiate davanti a chi gli da 10 milioni netti all’anno, manca ancora il famoso Amministratore Delegato e il Giovane Zhang sta facendo il suo necessario apprendistato, ma da chi dovrebbe imparare?

  • johannpeter

    Tutto sacrosantamente vero. Però secondo me avere in società un gruppo di rematori che va in direzione contraria è veramente troppo pericoloso. Ausilio è vero che parla meno, però è dappertutto. E peraltro secondo me è la “gola profonda” dei giornalisti. Dell’incontro con il PSG a tre (Henrique per il PSG, Sabatini e Ausilio) i giornali avevano gli aggiornamenti in tempo reale (ci sarebbe solo da verificare che fossero veri, certo) mentre l’incontro era in corso. Spero proprio che fossero millanterie da giornalisti, altrimenti sarebbe da prendere a pedate nel culo qualcuno. Ripeto questa doppia faccia nell’Inter, che in pratica ha rovinato la stagione scorsa, è presente anche quest’anno. Come finirà?

    • Giovanni Lievi

      la hotline corriere dello sport-inter e biasin- inter è molto facilmente alimentata da ausilio

      • johannpeter

        Ecco, appunto! Grazie

    • Alberto Di Vita

      lo diciamo ormai da tempo. Di più, forse siamo stati i primi a smascherare questa messinscena quando ancora c’era FDB in panchina

  • Giovanni Lievi

    ok belle parole bello #interiscoming che fa molto trono di spade anche se più che gli stark l’inter ricorda i targaryen…
    ma vorrei che alle belle e sacrosante parole seguissero più fatti e teste rotolanti (giocatori e dirigenti).

    troppa gente ancora in sella seppur depotenziata (ausilio) o messa in discussione (giocatori a scelta). snodo cruciale fine mese. lì si capirà parecchio

    • johannpeter

      Sì anche perché ormai Eder sta diventando la pietra angolare su cui costruire la futura Inter. Sia a cavallo! Lo vedo bene anche come vice presidente del futuro. Dopo Giacinto Facchetti…il Cittadino

      • Giovanni Lievi

        Scenario apocalittico….

  • rossana banzai

    Bel pezzo, Adv, come molto spesso.
    Io ieri mi sono guardata la conferenza di Spalletti e ho avuto un’impressione un po’ meno positiva, soprattutto per quel che riguarda il suo stile comunicativo.
    Lo trovo prolisso, involuto, non risponde quasi mai direttamente alle domande, alla fine risulta soporifero.
    Anche a me però sono piaciute un sacco le dichiarazioni su Nagatomo. Direi che forse ce lo siamo levati dai coglioni.
    E poi si vede che è carico. Bello il tono di sfida quando ha spudoratamente dichiarato di non essere stato la prima, la seconda, ma forse nemmeno la terza scelta.
    Sputtanando il patetico Ausilio che non più tardi di tre giorni prima aveva detto “abbiamo sempre pensato a Spalletti”. Ma ormai il poverino lo fanno rimbalzare da un campionato primavera a una conferenza stampa, a una trattativa minore.

    Il mercato, quello vero, lo fa Sabatini.

    Ciò detto, sostengo Spalletti con tutte le mie forze, perché per me era la miglior scelta possibile.

    p.s. Leggo che Cambiasso sta frequentando il corso di Coverciano. Ecco io quello lì lo voglio all’Inter fra due o tre anni

    • Giovanni Lievi

      infatti spalletti era la quarta scelta: conte, simeone, sarri. rimasti col cerino in mano hanno preso il meglio possibile. avrei voluto pochettino ma io sono un romantico

    • johannpeter

      Lo sai che su Cambiasso, persone che lavorano nell’Inter, mi hanno detto che non è quello sembra? E’ leggermente biforcuto, pare. Relata refero, di più non so

      • Augusto Carta

        Non era Zanetti quello che sembra ma non è?

        • johannpeter

          Mah le stesse persone di Zanetti mi dicono che è rompicoglioni, ma non fasullo.
          Sempre per sentito dire, per carità…

        • Alberto Di Vita

          è quel che so io

      • Maffo17

        Basterebbe ricordare le dichiarazioni di Thiago Motta, che avrà tanti difetti ma non mi sembra un doppiogiochista

        • johannpeter

          Dici quando ha detto: sono fuggito dall’Inter, Cambiasso non é un amico?

      • Alberto Di Vita

        sai che si dice (e con più certezza) di Zanetti?

        • johannpeter

          Bon saranno tutti e due biforcuti.

        • willerneroblu

          Il taglia nastri fece fuori Cambiasso che era il vero capitano in campo e che diventerà un grande allenatore

      • rossana banzai

        Non ci credo

        • johannpeter

          Ok, a posto così

  • nacka51

    Liberarsi di medel e nagatomo in un colpo solo sarebbe magnifico. In conferenza a parte un paio di battute esilaranti (vedi giornalista giap) Spalletti e un po’ logorroico.

    • Flat back four

      medel nagatomo e eder via
      a quel punto ignorerei chi prendiamo

  • Riccardo Anelli

    Perfetto Alberto…..anch’io nutro fiducia nella coppia Sabatini Spalletti e sono convinto che dal primo luglio avremo belle sorprese dal calcio mercato…Intanto per chi fosse interessato, domani alle 20.30, finale Inter – rubentus under 15 in diretta streaming sul canale YouTube FIGC-Vivo Azzurro.

  • Augusto Carta

    Ultimo flashback: la stagione scorsa si è conclusa in modo inverecondo, ma su questo lascerei fuori Vecchi per via del suo limitatissimo interim, che parlasse sotto dettatura o meno.
    Spalletti: si è presentato con lo spirito giusto, con le “parole” giuste dimostrando di conoscere quali sono i tasti da spingere nella mente dei tifosi. Un’ora abbondante di conferenza è stata abbastanza faticosa da seguire, ma Spalletti è anche questo, dopodichè lo aspetto alla prova del campo

    • Alberto Di Vita

      Vecchi non l’ho lasciato fuori perché le sue uscite sono state preoccupanti.

      Intanto l’inizio di Spalletti è buono… vedremo già sul mercato che influenza avrà

  • maigobbo

    Spalletti è un ottimo tecnico, ma non è un “one man show” alla Mou o Trap dello scudetto ergo se non avrà il supporto della società faticherà a difendersi dagli attacchi degli ectoplasmi ai quali qualche genio ha fornito il patentino di giornalisti. L’inizio è giornalisticamente promettente: il titolo del Corriere dello Sport (che se non erro ha lo stesso editore di tuttosporc) è di una demenziale stupidità da lasciare basiti e che la dice lunga sulla qualità del giornalismo sportivo (e ahimè non solo) itagliota. Mi aspetto una replica di qualche dirigente in modo da mettere subito in chiaro che non si è disposti a subire attacchi di questo tipo.
    P.S.: ho il rammarico di aver scoperto solo da pochi giorni il Vs. sito: è fantastico! articoli arguti e interessanti che danno dei punti di vista diversi rispetto ad altri siti nerazzurri…Grazie Davide (mio figlio) di avermelo segnalato!

    • Alberto Di Vita

      Salutaci Davide 🙂
      http://www.ilmalpensante.com/archivio/

      qui trovi tutto l’archivio: magari d’estate ti vuoi fare qualche lettura 😀

      • maigobbo

        ahahah sarà fatto…sto già rifacendomi del tempo perso leggendo gli articoli più vecchi.

    • Augusto Carta

      Ma lui vorrebbe esserlo one man show…

      • maigobbo

        Vorrebbe, Augusto, vorrebbe

  • teone

    Pienamente d’accordo su vecchi… Ad ogni conferenza ho urlato “toglietegli quel microfono!!!”

  • teone

    C’è una cosa che ho notato…le mosse dei cinesi (vedi sabatini o esonero pioli) sono spesso sconosciute ai media, che anche per questo motivo a volte risultano scorretti nei nostri confronti e nel modo in cui parlano della dirigenza “non italiana”. Il fatto che non si sappia niente di quello che sta facendo l’Inter per me è un buonissimo segno..la sicurezza di spalletti idem

    • Skoglund

      Non so perchè ma mi aspetto, dalla mezzanotte (CET) del primo luglio, l’annuncio degli acquisti via social al ritmo di uno all’ora (tipo manchester city con i tagli qualche giorno fa), e dal 3 tutti coi nuovi in ritiro… mi pare abbastanza evidente, cmq, che da un lato i media non sanno una mazza e che, dall’altro lato, da qualche tempo in qua – diciamo da quando Suning ha preso definitivamente in mano la situazione – la nostra comunicazione “ufficiale” (tradizionalmente molto carente, anzi spesso autolesionista) parrebbe via via essere in corso di miglioramento… al netto delle patetiche battaglie personali del pierino, già giustamente stigmatizzate nei vari articoli di alberto, mi pare che i vari tweet e post e comunicati ufficiali della società rilasciati nel 2017 (dal dopo derby d’italia al recente inter is coming) abbiano segnato un evidente upgrade….

  • Riccardo Anelli

    Parentesi relativa al calcio minore …….Donnaruma ha deciso di non rinnovare con i biretrocessi.

  • Luca Carmignani

    Fuori tema (ma non troppo), scrivo qui il testo della lettera da meinviata all’Inter.

    Mr Steven Zhang, Le scrivo per porre alla Sua attenzione le dichiarazioni del sig. Fabio Capello, che è appena stato assunto dalla società Jiangsu.

    Il Vostro nuovo dipendente, lautamente retribuito (ma questo non è un problema che mi riguardi), ha espresso, nel suo discorso di presentazione, un concetto fuorviante e gravemente lesivo nei confronti della società calcistica per cui faccio il tifo: l’Inter. Egli (Capello) ha infatti affermato che con il sig. Zambrotta, ha vinto due scudetti quando erano insieme alla Juventus: due scudetti che i tribunali sportivi gli avevano tolto, ma che loro avevano vinto sul campo.

    Vengo al dunque sig. Steven Zhang. Se tale dichiarazione fosse stata fatta, come tante altre volte avvenuto, quando il sig. Fabio Capello non lavorava per nessuna società collegabile in alcun modo all’Inter (oppure quando era un ricco pensionato, perché ultimamente quello era…), non avrei nulla da dire, anzi, mi farebbe persino piacere vedere che ancora “gli brucia” il fatto che quei due scudetti siano stati GIUSTAMENTE revocati alla Juventus.

    Purtroppo tali dichiarazioni sono state rese del sig. Capello, da neo assunto allo Jiangsu, società che ha la stessa proprietà dell’Inter: la famiglia Zhang.

    Mi corre quindi l’obbligo, di aiutare il sig. Capello a ricordare bene ciò che avvenne aggiungendo, alla frase da lui pronunciata, alcune parole. Gli scudetti, quegli scudetti, sig. Fabio Capello, li avete vinti sul campo, SENZA RISPETTARE LE REGOLE. Questo è ciò che la giustizia ordinaria e “in nome del popolo italiano”, hanno stabilito al di là di qualsiasi ragionevole dubbio.

    Gentilissimo sig. Steven Zhang, la società Inter, non può in alcun modo lasciar passare sotto silenzio le affermazioni del sig. Capello.
    Occorre correggerlo, aiutarlo a ricordare bene.

    Sig. Steven, forse Lei si sarà chiesto il motivo per cui, nonostante un’ annata pessima dal punto di vista sportivo, l’Inter abbia avuto la media spettatori più alta di tutta la Serie A. Le rispondo io: è per il senso di appartenenza, l’orgoglio di tifare per questa società. Noi interisti siamo una tifoseria molto speciale, magari litighiamo fra di noi su tutto, siamo “brontoloni”, forse iper critici, alcuni irrimediabilmente pessimisti, ma se Lei vuole mettere d’accordo il 99,9 % dei tifosi della Beneamata (si chiamano così i tifosi dell’Inter, Mr. Zhang), faccia vedere lo STRARIGORE su Ronaldo del 26 aprile 1998, parli di CALCIOPOLI, parli di ciò che è avvenuto in quel periodo, e Lei vedrà i tifosi nerazzurri ergersi come un sol uomo, fare fronte comune e pensarla tutti nello stesso modo, con pochissime sfumature o distinguo.
    Perché aver subito quei torti (come dimostrato dai tribunali sportivi e non), rende tutti noi estremamente uniti sotto questo aspetto, ci rende partecipi, consapevoli che quello che ci hanno insegnato i nostri padri e madri, o i nostri nonni, su cosa si intenda per “tifare Inter”, sia vero e ci distingua da tutti, soprattutto “da quelli là”.
    La Storia di un club è l’unica cosa che conti davvero. La nostra Storia è gloriosa, ne siamo fieri, e non possiamo permettere ad un Capello qualunque, di fare affermazioni simili. Anche per non dare informazioni sbagliate alle centinaia di milioni di tifosi nerazzurri che abitano in Cina e che, forse, ancora non conosco bene la Storia del nostro club: l’Inter.

    Calciopoli è esistita, negarla è contro la nostra Storia. Lo faccia capire bene al sig. Fabio Capello.

    Certo di una Sua cortese attenzione, La ringrazio e porgo distinti saluti.

    Luca Carmignani, abbonato stagione calcistica 2017-2018 primo anello arancio settore 155 fila 5 posto 20.

    • rossana banzai

      Bravo!

    • RanieroB

      Eccellente lettera, ma temo che né Steven né altri che contano la leggeranno, né diranno qualcosa (pubblicamente) a quel mafioso di Capello.
      Mai all’Inter malfattori come lui e Conte eccetera eccetera eccetera.

      • Luca Carmignani

        Lo penso anche io, ma non per questo non scrivo. Il mio lo faccio. Se invece di una lettera (la mia, che poi ho mandato due mail ed una lettera in formato cartaceo, visto che c’ero), scrivessimo in 100 persone, oppure 1.000, forse qualcosa accadrebbe. Per me i blog come questo servono anche a fare fronte comune. Scrivere qui è bello ed utile per tutti noi che ci scambiamo idee, e sensazioni, ma se poi non facciamo altro, serve a poco… rimane fine a noi stessi.

    • alan4367

      Complimenti Luca, anche se ufficialmente non si saprà mai se a Capello gli tireranno le orecchie

    • maigobbo

      non ho parole…solo applausi !

      • Luca Carmignani

        grazie

    • Skoglund

      FANTASTICA… ma hai provato a farla tradurre in inglese e mandarla a Steven? Non credo che si muova ancora così bene con l’italiano da poterla comprendere da solo…

      • Luca Carmignani

        Non ci crederai, ma sì, l’ho fatto. Per un semplice motivo: gentilezza nei confronti di Steven Zhang.
        Non la leggerà mai (una probabilità su un milione), ma nel caso, non vorrei se la dovesse far tradurre, mi sembra scortese.
        Quindi sì, ho mandato anche la versione in inglese. Per quello che vale…
        La versione in inglese è per forza di cose (molto) più breve e meno articolata, rimandando alla versione italiana la lettera completa.
        Non hanno mai tempo, se vedono due pagine non leggono. Se vedono 20 righe, (forse) sì.
        Ho aumentato le possibilità che venga letta (che altrimenti sarebbero state nulle).

  • willerneroblu

    Sono forti,per anni Raiola è stato descritto come un fenomeno ora perchè non gli aggrada è un farabutto;hanno creato il personaggio Donnarumma il portiere bambino fenomeno innamorato del Milan ora che l’hanno presa in quel posto è diventato una merda,intanto Perisic fa il ciaone dai su devono impazzire i giornalai!!

  • Gio-Bonimba ’61

    Si è detto che lei e Zhang siete accomunati dall’ossessione di vincere l’egemonia della Juventus, qual è la sua strategia in merito?

    “L’anno scorso non ho visto tutta questa differenza di punti tra Inter e Juve, sicuramente vanno rispettati i bianconeri perché a volte sono
    oggetti di cattiverie gratuite perché sono forti, faccio i complimenti ad Allegri per quello che ha fatto, per la finale di Champions
    guadagnata, quando si hanno calciatori forti di solito si pensa che sia facile vincere. Invece è difficilissimo, facile è avere calciatori
    normali e non vincere niente. Avere calciatori forti e vincere è difficile, quindi brava la Juve. La dobbiamo rispettare per la sua forza
    ma il rispetto non va confuso con il timore”.

    LETTERA APERTA AL SIG. Luciano SPALLETTI.

    Gentile Mister Spalletti – preferisco chiamaLa così, e non Luciano, per non far confusione con altri che a tutt’oggi hanno facoltà d’infangare quella storia che Lei intende riposizionare nella sfera che le compete – Le dirò che al primo sentore del suo arrivo in nerazzurro ho storto un po’ il naso, non per il suo spessore umano e tecnico, ma perchè con la sua cadenza tipicamente toscana mi sono venuti in mente precedenti allenatori della Beneamata che già mi erano antipatici prima dell’arrivo all’Inter e che non hanno fatto altro che confermare l’impressione iniziale durante la loro attività per i nostri colori: Lippi e Mazzarri, ma aggiungerei gli attuali avversari Sarri ed Allegri, quest’ultimo quasi indecifrabile quando interloquisce: se è per questo, lei è molto più chiaro e simpatico, ma di tutti costoro mi ha dato sempre fastidio il senso, che tengono a far emergere, di una loro superiorità, la mancanza di umiltà, l’arroganza e la certezza che quello che dicono loro e giusto mentre gli altri sono dei mentecatti incompetenti. Magari sarà solo carattere, e non c’entra niente la provenienza geografica, però…..che coincidenze!

    Tralascio i trascorsi romanisti, quando Lei competeva con l’Inter dei recenti 5 scudetti consecutivi ed altri trionfi, ed il Corsport per es. stilava un giorno sì e l’altro pure presunte tabelle di favori arbitrali per lo scudetto dell’Inter ignorando i continui errorini pro-Roma, e quando Lei e Ranieri (allora allen. della Juve) ve la cantavate e suonavate davanti la TV, senza contraddittorio nerazzurro, per far risaltare l’essere presunte vittime di un sistema pro-Inter. Fa parte del gioco. Ci sarebbe molto da dire a proposito, ma non è la sede: imparerà da solo sedendo su quella panchina, e capirà da che parte stanno o meno i giochini del vertice del calcio, e che occorre farsi sentire contro quella egemonia, altrimenti per es. gli arbitri continueranno a pensare che l’unico modo di far carriera sta nel non contrariare solo quel mondo.

    Prendo atto che il suo arrivo all’Inter porterà chiarezza nei comportamenti e nei rapporti con i giocatori, e non vedo perchè Lei sarebbe una seconda scelta rispetto al mitico Conte, certamente bravo ma fortunato per come gli è andata sino ad adesso la carriera. Sicuramente Conte non può appartenere alla storia dell’Inter, ci sono troppi precedenti che ne sconsigliano l’approdo in nerazzurro, e se è per questo non mi riesco a capacitare di tutta questa amicizia tra lui e l’Oriali nerazzurro che ricordavo.

    Ma ecco il punto: alla precisa domanda sull’egemonia bianconera, che avrebbe potuto fornirLe molti spunti per far scaldare i cuori nerazzurri, oltre alle frasi di circostanza e di routine che Lei ha detto e con le quali avrebbe potuto al limite chiudere il discorso, se n’è pure uscito con la seguente “sicuramente vanno rispettati i bianconeri perché a volte sono oggetti di cattiverie gratuite perché sono forti, faccio i complimenti ad Allegri”, continuando pure con “Avere calciatori forti e vincere è difficile, quindi brava la Juve”.

    Come: noi tifosi dell’Inter assistiamo quotidianamento al revisionismo storico su calciopoli e su tutta la leggenda di chi ha quale motto che conta vincere ad ogni costo, persino alla presentazione del nuovo allenatore di una società appartenente al medesimo proprietario dell’Inter assistiamo impotenti, da parte quindi di un assimilabile a dipendente dell’Inter, alla rivendicazione juventina di due scudetti vinti in modo irregolare (e poi ci si dimentica che quando si vantano quei due scudetti sul campo, in realtà uno è quello dell’Inter e si sta chiedendo apertamente di toglierglielo), non aspettiamo altro che la società intervenga in modo definitivo per porre fine a questo stillicidio e che arrivi un allenatore che, se necessario, ci metta la faccia e rivendichi il senso d’appartenenza come fecero Herrera e Mourinho, e Lei se ne esce con le cattiverie gratuite a quei “poveretti”, con i complimenti a chi Le ha rubato lo scudetto per soli 4 punti, ricordi, solo 4 punticini (con le vittorie che garantiscono 3 punti, capisce bene che due soli pari trasformati in vittorie dagli aiutini arbitrali abbiano regalato il 6° campionato consecutivo, perchè era quello lo scopo, non essere emulati dall’Inter ma fare qualcosa di più..).

    In casa Inter è ora di finirla con considerazioni di stima per il mondo Juve: le cattiverie contro di loro non saranno mai gratuite, ma guadagnate sul campo, non vogliamo sentirci accomunare a loro nè avere sentimenti di pietas e conforto verso chi ha un Presidente accomunato alla ‘ndragheta ed ha intentato causa contro l’Inter (oltre che contro la FIGC, che stipendia con lo sponsor, contribuendo quindi a pagare l’AIA che è componente FIGC).
    Brava di cosa? Avere giocatori forti e vincere è difficile? Sì, vero, quando le condizioni di concorrenza non sono pari per tutti ma qualcuno viene costantemente avvantaggiato, nei momenti cruciali e non certo se gli negano un rigore quando già perde 3-0, o una volta tanto se si trova con 9 punti di vantaggio in classifica. Come mai non ha dissentito dalle varie frasi di Naingolan, De Rossi, Totti ecc verso la Juve durante la sua permanenza alla Roma? Proprio adesso, da nerazzurro, anche Lei si sente autorizzato a simpatizzare per gli avversari storici dell’Inter?

    Spero che la caduta sia solo stata un inciampo casuale ed irripetibile, forse dovuta al troppo buonismo che a volte circola tra addetti ai lavori: peccato però che da parte loro non sia così quando capita l’occasione per stigmatizzare presunti comportamenti scorretti (fiero di non somigliare a loro, i gufi, buon 5 maggio dal sito ufficiale Juve, le lamentele sono gli alibi dei perdenti, e via dicendo).

    Chiudo con l’augurio di un proficuo lavoro, non sarà facile, e con la speranza che ci faccia innamorare del suo modo di essere nerazzurro, senza più troppe concessioni al valore degli avversari: siamo l’Inter, e, come disse Herrera appena stuzzicato dalla Juve, le spezzeremo le reni!

    Un tifoso dalla nascita (abbonato tramite TV, causa distanza).

    NB: Avevo avuto subito in mente di scrivere qualcosa del genere, fuori dal coro anche rispetto all’articolo di Alberto che condivido, ma manca proprio questo appunto secondo me necessario.

    Ho atteso ma non voluto copiare l’idea di Luca Carmignani della sua perfetta reprimenda al sopravvalutato Capello. Il vero problema è: ma l’Inter che fa? Perchè tace sempre in questi casi? Giovanni Gardini che ruolo ha, per cosa viene pagato se non parla mai? Chi deve farsi sentire, se la proprietà è cinese o indonesiana? Tutto nasce dal “silenzio” di Moratti, sin dalle cause Juve-FIGC-Inter, gli scudetti in più su maglie, bus e stadio, le rivendicazioni “del cuore” da comprendere, poveretti, secondo i vertici di allora, le accuse a Facchetti lasciate passare senza uno scritto ufficiale di disgusto e di minaccia a non rompere più i cabbasisi, diffide ufficiali mai partite a FiGC e CONI verso tali comportamenti “formali” della Juve e suoi affiliati, interventi chiari e definitivi quando si nega o si interpreta a proprio piacere calciopoli e gli anni appena precedenti, certificati dalla Cassazione come influenzati sin dal ’99 dalla nota associazione a delinquere, ecc…

    Scusate la prolissità, ma scampato il pericolo Conte (che immaginavo potesse uscirsene anche lui con l’amore per la Juve), mi devo pure sorbire il nuovo allenatore appena arrivato e quel tal Capello dalla Cina a strariparmi i cosidetti con il passato o la comprensione proprio a loro per le cattiverie sulla Juve? BASTAAAA, che vigilino a mettare un freno e la parola fine sull’argomento.

    Con la consueta stima per Alberto Di Vita, Luca Carmignani ed i fratelli di tifo,
    Giovanni Al.

    • maigobbo

      Penso lo abbia fatto per non dare alibi in anticipo ai nostri “eroi” che quanto a coraggio potrebbero fare a gara con don abbondio; quello che veramente non comprendo è la passività con la quale la società sopporta attacchi e revisionismo in genere.

      • Augusto Carta

        Io invece penso che certi discorsi restino ad uso e consumo della tifoseria, imbeccata dai media e che a loro, piani alti, interessino relativamente. D’altra parte il primo a tirarsi fuori dalla lotta è stato Moratti, ossia il diretto interessato. I nuovi queste cose non le hanno vissute.

    • Alberto Di Vita

      di chi è la lettera? Tua?

      • Gio-Bonimba ’61

        Sì, ma scritta di getto su questo sito

    • Luca Carmignani

      Caro Giovanni, provo a darti un mio parere sulla frase di Spalletti (toscano come me….)
      Lavoro a Santa Croce sull’Arno ed a poche centinaia di metri da dove lavoro c’è un campo di calcio che ha visto (fra gli altri) Allegri e Spalletti, giocarci molte partite. Questo per farti capire che qui, li conoscono praticamente tutti.
      Un po’ quindi perché si conoscono, un po perché sono toscani, forse riesco a dare un interpretazione più corretta (forse).
      Innanzitutto: per capire davvero cosa dice un toscano, occorre capire il contesto, il tono e vedere l’espressione con cui parla. La stessa frase può voler dire cose diametralmente opposte.
      alla domanda :”Come va?”
      La risposta “Bene”, qui da noi può significare tutto, anche che va malissimo, dipende dal tono. Se un toscano ti risponde “Di molto bene” oppure “Bene, ‘un lo vedi?” stanne quasi sicuro: va male, molto male.
      Ho visto e sentito l’intervista di Spalletti. Provo a spiegartela così. Anche io, ero a pranzo con uno juventino pochi giorni fa. Ho passato il pranzo a dirgli: “cazzo, eravate ad un soffio dalla CL, dal triplete. Vi mancava tanto così… Lo sai, sono interista quindi non mi dispiace che abbiate perso, però… boia deh! c’eravate davvero vicini! Avete giocato bene tutte le partite, ma proprio quella avete sbagliato! Ma poi, oh, con la squadra fortissima che avevate! Era quasi fatta, anzi era praticamente fatta”
      Secondo te volevo dirgli che erano forti? :-)))
      Sai cosa penso? Che da una parte Spalletti abbia voluto responsabilizzare chi rimarrà e chi verrà all’Inter e dall’altra abbia voluto ricordare ai gobbi, la finale di CL persa…

    • Luca Carmignani

      Ah Giovanni, un unico appunto: non scrivere che “hanno un Presidente accomunato all’ a’ndrangheta”
      E’ inesatto.
      Non si sa mai, lo dico con affetto nei tuoi confronti. Le parole sono “sassi”. Vanno utilizzate con cura.
      E’ una raccomandazione che vale per tutti: al limite un “vaffa” si può scrivere, così come “non capisce un c..”
      Ma occhio ad affermazioni all’apparenza quasi innocue ma invece pericolose.
      Alberto, vienimi in aiuto anche tu su questo aspetto :-)))
      Scusate la digressione…

      • Gio-Bonimba ’61

        Scusa il ritardo: grazie per il prezioso consiglio, comincerò a vomitare una serie di mer.., vaff…, caz.., stron.., ecc per essere più degno dell’etica italiana.
        Comunque, non è inesatto scrivere in quel contesto accomunato, perchè non lo dico io ma “hanno accomunato”, cioè giornali, tribunali ecc, infatti viene ascoltato nelle sedi competenti per questo, no? In merito alle lodevoli intenzioni del Mister di responsabilizzare i giocatori e di prendere per i fondelli i gobbi, ti credo, ma la lingua italiana resta lingua italiana: se mi esprimo dicendo di finirla di parlar male di loro, resta scolpito quello che ho detto, e a me, interista fin da quando mio papà mi raccontava dei furti anni ’60, mi girano non poco. Io sono siciliano, e da noi dire “minchia” può significare tante cose, dipende dal tono, dalla domanda ricevuta, dall’argomento, può intendersi come stupore, o dubbio, o rassegnazione, o ilarità, o rabbia, o fermezza, o semplice intercalare abitudinario, ecc, ma non per questo mi sogno di lasciare all’interprete un tale dilemma se parlo in pubblico in veste ufficiale, a quel punto devo dire le cose come stanno e come meglio credo.
        Però, alla fine, se dalle tue parti lo conoscono e in un modo o nell’altro gli arriva il messaggio, credo che abbia già capito che a noi interisti non deve stuzzicarci su questo tema del politically correct con gli innominabili (altro loro passo avanti nell’ignorare le sentenze o quanto meno il loro significato morale, con la riassunzione del medico Agricola: tanto in Italia non ci si scandalizza e li lasciamo fare, da quando un presidente del coni poteva giustificarli in nome delle sacrosante “ragioni del cuore”, e via dicendo).

        • Luca Carmignani

          Capisco il tuo pensiero. Vediamo come se la cava il nuovo mister, facciamo un punto della situazione più avanti, magari dopo qualche partita che i gobbi ci rubano (come al solito…)… così, giusto per vedere cosa dice :-)))

  • Augusto Carta

    Ma solo io alla conferenza ho notato l’assenza di Zanetti? O era nascosto?

  • Gus

    E Marotta rincara la dose, chiaramente. Nel silenzio assordante del nostro settore comunicazione. Capello ahimè è la dimostrazione che si riprende da dove si era finito: tesserati (se poi vogliamo ipocritamente nasconderci dietro la distinzione Inter-Juangsu…come no, Capello non pensava minimamente all’Inter mentre vomitava sul piatto della proprietà il suo revisionismo autoriferito…) che parlano in libertà. Il tema identitario suggerito a Spalletti lo si ritrova solo nelle (pur belle) campagne per vendere abbonamenti allo stadio. Inter is coming, bene. La luce abbagliante, certo. Gradirei però ci si ricordasse che per noi identità è guerra alla Juve. E calciopoli inestinguibile terreno di scontro.

    • RanieroB

      tutto giusto e detto bene. sottoscrivo tutto: soprattutto, guerra alla juventus di calciopoli, cioè la juventus di sempre, oggi compreso.
      assumere capello è stato un errore incredibile, e conte lo sarebbe (stato?) altrettanto.

  • 1c3m4n