La FIGC tifa Juventus? (Magari non solo lei…)

L’Inter vince il campionato Under 17 A-B contro l’Atalanta ed è il terzo del settore giovanile. Nell’arco di 10 giorni, infatti, l’appena menzionato campionato giovanile si aggiunge ai già conquistati Beretti e Primavera.

Insomma, l’unico triplete del calcio italiano lo fa ancora una volta l’Inter.

Nonostante la Gazzetta ci abbia provato in tutti i modi a sbeffeggiare l’Inter nei giorni scorsi (ringraziamo l’amico Diego Sgambati per la preziosa segnalazione):

Il responsabile del Settore Giovanile, Roberto Samaden, si gongola giustamente per il risultato straordinario che probabilmente non ha precedenti nel calcio italiano: sottolineiamo l’avverbio perché sarebbe necessaria una verifica su tutti gli albi e, sinceramente, non ce la sentiamo. Consentiteci la partigianeria di gongolarci anche noi a occhi chiusi.

Su Samaden prima o poi dovremo approfondire, così come di tutto il settore giovanile: l’Inter negli ultimi 8 anni ha disputato 20 finali vincendone 15.  Intanto possiamo dire che ci sono piaciute, molto le sue parole, riportate sul sito ufficiale:

Quest’anno in Italia si è parlato poco del nostro Settore Giovanile, ma noi abbiamo pensato solo a lavorare, in silenzio. E, con un po’ di fortuna, siamo riusciti a ottenere un risultato storico. Da quello che mi risulta nessuna società è mai riuscita a vincere il titolo Under 19, Under 18 e Under 17 nella stessa stagione. Negli ultimi 6 anni abbiamo disputato 20 finali, vincendone 15. Allo stesso tempo abbiamo lanciato una quarantina di professionisti che stanno giocando nei principali campionati d’EuropaRoberto Samaden, responsabile Settore Giovanile dell'Inter

Quel “si è parlato poco” dice moltissimo.

Dice intanto di una stampa allergica ad affrontare certi argomenti con un piglio diverso. Per cui, nella stessa edizione de “La Gazzetta dello Sport” in cui si piatisce il ripensamento di Gigio “Dollar” Donnarumma come in una enorme riproposizione mediatica de “”O Zappatore” di Mario Merola ma in salsa sportiva:

Dicevamo, nella stessa edizione che si fregia di una delle prime pagine che ritengo tra le più scandalose di ogni tempo, c’è anche un riferimento al settore giovanile dell’Inter. C’è in una delle ultime pagine, talvolta considerate più nobili, talaltra meno nobili, dipende dai punti di vista: precisamente nella sezione delle lettere rivolte alla redazione, in questo caso a Alberto Cerruti.

Ebbene, la domanda era:

Caro Cerruti, l’Inter ha appena vinto lo scudetto Primavera, ma qual è lo scopo di investire su uno dei migliori settori giovanili d’Italia se poi nessuno arriva in prima squadra? Capisco che il salto è sempre critico a ogni livello, ma parliamo di una società di prima fascia, che fa reclutamento anche all’estero. Allora il fine è creare giocatori per l’Inter, o creare plusvalenze di bilancio vendendoli?

Domanda più che legittima per la quale ti aspetti una risposta di una certa levatura. Ovvero che, sì, il settore giovanile può avere due funzioni: la prima è quella di fornire calciatori utili alla prima squadra (vedi Balotelli, Biabiany o Santon), oppure essere comunque utili alla causa, perché chi non trova spazio (per millemiliardi di ragioni possibili) ma ha comunque buone prospettive diventa un “asset”, un patrimonio dell’azienda-Inter. Tipo quelli che hanno consentito di (più che) dimezzare il costo di Thiago Motta e Diego Milito, ovvero Bonucci, Acquafresca, Bolzoni, Fatic e Meggiorini. E nessuna delle due funzioni è più importante dell’altra: se hai la fortuna di trovare un De Rossi o un Marchisio, bene, altrimenti bene uguale: non è detto che tutti siano destinati a alte vette.

Cosa c’è di male? Tu fai crescere dei giovani e poi se restano dipende da mille fattori. Ma per Cerruti è un peccato mortale:

“[dal 2011] l’Inter non ha più promosso stabilmente almeno un giovane cresciuto nella Primavera“.

E poi si dipana in un discorso fatto tutto di “che brutta l’Inter che non ha pazienza, spende soldi per il settore giovanile e poi li dimentica“, dimenticandosi di fare lo stesso ragionamento anche per altre squadre che si trovano nella stessa posizione se non peggio. Eppure l’Inter ha sfornato, negli ultimi anni un bel gruzzolo di giocatori che, a vario titolo, si sono districati nel calcio professionistico con alterne fortune e alterne vicende:  Balotelli, Bolzoni, Biabiany, Bonucci, Andreolli, Santon, Destro, Krhin, Caldirola, Obi, Mbaye, Duncan, Benassi, Bonazzoli, Belec, Bianchetti, Longo, Crisetig, Rocca, Gnoukouri, Miangue a cui giustamente affianchiamo Pinamonti. E sappiamo di dimenticarne diversi, anche se non sempre sono state carriere importanti.

Anzi, proprio perché molti giovani non hanno saputo districarsi in altre realtà, oggettivamente più semplici dal punto di vista emotivo e della pressione mediatica, ci restituisce il segnale di una carriera che probabilmente non avrebbe avuto altri sbocchi, che ci piaccia o meno. Non ce l’hanno fatta alla Salcazzese, figuriamoci a San Siro dove talvolta ti fischiano anche se metti male i pantalocini (oh, è una iperbole).

Certo, per alcuni sembrava essere scritto un destino superiore (vedi Balotelli, Andreolli, Santon, Destro, Bonazzoli), per altri ci sono stati chiaramente errori di valutazione della società (vedi il caso di Miangue quest’anno), mentre per altri possiamo parlare o di miracolati (Biabiany) o di giocatori che non hanno saputo fare il salto di qualità vero. Poi è chiaro che le carriere siano influenzate anche da altri aspetti: a sostanziale parità di prestazioni, Andrea Pinamonti dai media è relegato a mera curiosità statistica mentre Moise Kean è riportato costantemente sui giornali quasi si trattasse del nuovo Lionel Messi in pectore.

La Gazzetta dello Sport si preoccupa del futuro di Kean un giorno sì e l’altro pure:

Mentre per Tuttosport è addirittura da prima pagina: voi ne avete mai vista una così?

Solo che il mio pensiero torna sempre là, alla tragicommedia per eccellenza, alla sceneggiata d’autore, roba che il “non si vende Kakà” è, al confronto, qualcosa persino di normale e accettabile. Quindi prendiamo l’edizione odierna della Gazzetta su Donnarumma, roba che davvero si fa fatica a descrivere, anzi, ci prova l’amico Santucci su Twitter:

IL SETTORE GIOVANILE DIMENTICATO

E quindi, invece di fare i complimenti all’Inter per il continuo investimento, corposo, si punta sempre e comunque il dito. E chi se ne importa se i problemi sono strutturali (Cerruti ne fa solo un breve accenno) e impediscono, di fatto, una crescita reale di tutto il settore giovanile. Il punto lo ha centrato lo stesso Samaden, un paio di anni fa:

Con una seconda squadra gente come Marco Benassi e Alfred Duncan ora sarebbe la coppia di centrocampisti titolari dell’Inter, perché avrebbero avuto il ponte ideale e non li avremmo persi. Comunque, la Figc si è accorta che è necessario investire nei giovani, a regime saranno creati 200 centri di formazione. Ora tocca ai club investire in progetti a medio-lungo livello. La tradizione ci vede sempre ad alti livelli, se saremo sostenuti potremo continuare ad esserloRoberto Samaden, responsabile Settore Giovanile dell'Inter

Ma non è neanche la cosa più grave. La cosa grave è quando ti accorgi che a questa sostanziale differenza di spinta mediatica partecipa anche la Federazione Italiana Giuoco Calcio (sì, è ufficialmente ancora con la famosa “u”).

Cardiff, diciamolo chiaramente, ha lasciato segni non solo tra gli juventini, ma anche in chi faceva il tifo trasversale per loro… chissà perché poi. Cardiff è una bastonata sui denti.

Tornando a noi… i complimenti della FIGC per la conquista del campionato Under 17 dell’Inter arrivano con un tweet (1, UNO, one etc…), diremmo quasi “obtorto collo”:

Grazie FIGC!

Il social ufficiale dell’Inter, invece, ne dà giustamente più spazio, e ci mancherebbe:

Fin qui niente di strano. Ma poi?

Poi per la Danone Nation Cup Under 12 la FIGC si sbilancia, ben tre Tweet per la Juventus vincitrice, olè:

Dai, diamine, siamo davvero malpensanti: uno è un torneo nazionale e l’altro è un torneo internazionale (pur se nella fase nazionale), certo che gli si dedica dello spazio in più, è naturale!

E allora parliamo del torneo Under 15? Nazionale anche questo. Tweet ufficiali della FIGC.

Soli tre tweet? Macché, in piena fase agonistica del godimento da vittoria, i social della FIGC retwittano anche la Juventus (!!!):

E di retweet ne è rimasto solo uno anche se in realtà inizialmente erano due! Ovvero ben CINQUE tweet per la vittoria della Under 15 bianconera.

Nel frattempo l’account social dei bianconeri fa le moine alla FIGC:

Nell’ansia, rigorosamente ligi al motto “melius est abundare quam deficere“, perché ritwittare anche della promozione in A femminile, direttamente dall’accont della Juventus:

Al punto che sorge un sospetto: ma non è che l’account è gestito da una sola persona?

Ovviamente non c’è un solo cenno riguardo alla Primavera dell’Inter vincitrice: la “scusa” ufficiale è, ovviamente, che si tratta di torneo organizzato dalla Lega Calcio e non dalla FIGC.

Questa è una delle dimostrazioni, tra le tante, di come la promozione dei vivai e delle giovanili è condizionata da moltissimi aspetti, non secondario l’attenzione delle istituzioni e dei media: che sono chiaramente sproporzionati. Anche perché prendere posizioni dall’una o dall’altra parte sembra essere conveniente, nel senso che può portare molta, moltissima fortuna.

Michele Uva, ricordate?, direttore generale della FIGC? A marzo 2017 va a gamba tesa contro la Commissione Antimafia pur di difendere la Juventus:

La data l’avete memorizzata? 24 Marzo 2017. Ecco cosa succede il 4 aprile 2017:

E cosa succede il 5 aprile:

Insomma, porta davvero fortuna difendere la Juventus, forse è per questo che il settore comunicazione della FIGC è così prolisso quando si tratta di adulare i bianconeri. Quindi non stupitevi se da domani lo facciamo anche noi (oh, stiamo scherzando!).

En passant e in chiusura, la storia degli ultimi anni dell’Ufficio Stampa e Relazioni Istituzionali FIGC è interessante. Per un periodo è stato assegnato ad interim allo stesso Uva (ma va?), ma prima era gestito da Antonello Valentini, che è una figura interessante che negli ultimi tempi è sembrata voler tornare in auge in qualche modo, prima con una partecipazione alla Rai durante gli europei del 2016 (partecipazione che fu osteggiata, giustamente, dallo stesso Uva), e poi con questo intervento (sperava anche lui in qualche botta di fortuna?):

Solo che quando sento quel cognome mi torna un mente una famosa intercettazione, quella che reputo tra le più importanti di Calciopoli, al tempo stesso una delle più “dimenticate”. Perché, forse, anche “dimenticare” porta fortuna:

 

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  • Augusto Carta

    Ma nooo, ma non è vero…quello era un sistema giusto. Poi l’Inter ha messo in mezzo telecomguidorossitrochettiproverapreskritticartonati solo per liberarsi della juventus

  • maigobbo

    Sul livello morale e deontologico della gran parte dei giornalisti (giornalisti ? Brera, Beppe Viola, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca SCUSATEMI) è meglio stendere un velo pietoso giacchè l’unica cosa che si può fare è non comprarli più. L’aspetto più inquietante è la complicità Figc- Rube a tutti i livelli: il poter esibire impunemente il numero di scudetti da loro millantati nel loro stadio barzelletta, il poter lanciare bombe carta sui tifosi del Torino senza che nulla succeda a livello di giustizia sportiva (ma la nostra e le altre curve per cori o striscioni vengono prontamente colpite dall’occhiuta giustizia sportiva), la differenza di trattamento delle vittorie giovanili come da Voi ben documentato, è qualcosa di desolante!
    E’ per questo che io in un altro Vs. articolo avevo chiesto se dal punto regolamentare fosse possibile per una squadra italiana affiliarsi ad una federazione estera e giocare in un altro campionato: è deprimente, ma, personalmente, mi fiderei di più essere arbitrato da un direttore di gara tedesco contro una squadra di Bundesliga che affidarmi ai killer con fischietto di casa nostra (o cosa nostra?)

    • Nunziocity

      Appunto arbitrare come Coppa Valeri.

  • johannpeter

    La cosa più triste é che le prove sono evidenti, ma non si riesce a fare nulla

    • maigobbo

      Non si riesce perchè non si vuole; il P.M. Narducci disse testualmente: ” con calciopoli il sistema calcio italiano aveva la possibilità di voltare veramente pagina, ma non l’hanno voluto fare e tutto tornerà come prima” C.V.D.
      A proposito di reazioni alle vittorie dell’inter che stanno sulle palle alla classe “giornalistica” ed al sistema pallonaro: vi ricordate quando l’Inter Primavera vinse la “Coppa dei Campioni giovanile”? Tutti a minimizzare, a dire che quel torneo non valeva nulla, che si trattava di poco più che amichevoli! Adesso che noi non partecipiamo più, ma c’è la squadra dei picciotti dell’onorata famiglia, è improvvisamente diventato il torneo giovanile più importante del sistema solare…Ma l’unica squadra ad averlo vinto è la nostra e non solo: nessuna italiana c’è andata neanche lontanamente vicino, ma questo nessuno lo ricorda.

  • Nunziocity

    Povero Paparesta, si avviava ad una splendida carriera per certi fara…accomunati. Ecco perchè gli arbitri hanno il terrore di fare la stessa fine, ecco spiegate tante cose, Juve-Inter, Juve-Milan, Juve-Napoli Coppa Nazionale, Napoli-Juve Supercoppa Pechino. Si arrogano 2 scudetti revocati, bombe carta in Curva in carrozza, Agricola….Fifa, Pogba, Ndrangheta, Cori ostili derubricati in ammenda ridicoli, Volo penso alToro,(Superga) e tutto questo niente. Poi fanno fare la morale da Buffon, da che pulpito, si guardi il diploma. Ecco lo schifo per il resto d’Italia. Poi si domandano perchè dei festeggiamenti pro-Real….

  • Riccardo Anelli

    Intanto abbiamo vinto anche la Supercoppa Under 17…io mando qualche tweet alla FGCI

  • Riccardo Anelli

    lapsus politico giovanilistico FIGC

  • Michele

    Hai una passione per seguire questo lato del calcio che io non ho e non ci tengo. È noioso e (forse) inutile

  • tornadoneroazzurro

    ma perché non scrivono di shick che è già fuori dall’europa come vuole la tradizione della ruBe..ahahah

  • terni1908

    Buongiorno a tutti ricordo che anche nel 2012 il settore giovanile dell’Inter ha rischiato di fare l’en plein vincendo il campionato primavera, il campionato berretti e quello dei giovanissimi; per gli allievi la corsa si è fermata alle semifinali. Oltre ad aver vinto la Next G. con la primavera. Ogni anno portiamo a casa (chiedo scusa ma mi immedesimo nella mia squadra) uno scudetto del settore giovanile. Orgoglioso molto orgoglioso del ns settore giovanile. Anche quell’anno non è stata riconosciuta la validità del ns settore giovanile. Adesso aspettiamoci i peana per il campionato vinto dal Milan negli under 15.

  • Andrea Smedile

    sarò strano io, ma le 20 finali (di cui 15 vinte) giovanili in 8 anni le baratterei all’istante con 1 (UNO) giocatore che potesse stare in prima squadra.

    alla fine produrre 20 calciatori da bassa Serie C all’anno a che ti serve se non per venderli a tranci al mercato del pesce? Meglio un Ferri (non dico Bergomi, figuriamoci Facchetti…)!

    • scanziani2001

      Benassi duncan desttro bonucci longo (il prossimo anno in spagna)…. titolari in massima serie. Piu un sacco di altri. Che poi una mediana benassi duncan sia meglio di una kondo medel è un altro discorso

      • johannpeter

        Fidati! Benassi-Duncan non é meglio di Kondogbia-Medel

        • Fabio

          Magari non è meglio, ma coi soldi spesi per Kondo e Medel ci compravi un giocatore da 55 milioni da affiancare a Benassi e Duncan!!! 😉

          • johannpeter

            Quando é stato preso Kondogbia tutti a sbavare…ah ecco quello che in Champions ha battuto da solo il Bayern, contro la Juve giocava solo lui…poi…ah é una pippa se ne poteva comprare un altro. Magari compravi una pippa da 55 mln. E’ chiaro che se vuoi puntare in alto devi spendere e a volte, spendendo, si rischia. Il Manchester con Di Maria ha preso la “sola” tanto da doverlo dar via rimettendendoci una quindicina di milioni. Stesso discorso con James Rodríguez. I giocatori in certe squadre rendono in altre no. Poi é chiaro che se, come Vecchi, si reputa Nagatomo la pietra angolare…

          • maigobbo

            vado controcorrentissimo mi sa e mi attirerò valanghe di insulti: Vabbè lo dico e Dio abbia pietà di me…a me Kondogbia piace!!! Credo che, se inserito nel modo giusto, sia un ottimo giocatore (non un campione sia chiaro); prima di darlo via ci penserei anche perchè i “giornalisti” che adesso lo reputano un flop, sarebbbero i primi a scrivere di un’inter improvvida che cede i suoi giocatori senza concedere il tempo di inserirsi e via con gli esempi di Coutinho, Pirlo ecc.

          • MATRIX61

            Se vuoi possiamo dividere gli insulti, anche a me Kondo non dispiace. Secondo me il problema è che non sono riusciti a trovargli una collocazione giusta in campo e qualche altra possibilità gliela darei, Spalletti permettendo.E sicuramente in caso di cessione sai le secchiate di sterco che prenderemmo dalla stampa “amica”?Spalletti sicuramente è uno che ne capisce di calcio, speriamo che riesca a trovargli un ruolo preciso e e speriamo anche……….. nell’indulgenza degli altri.

          • johannpeter

            Figuratevi sfondate una porta aperta. Ho citato Kondogbia perché sui vari blog, questo compreso, é dipinto come il giocatore più scarso del mondo

          • johannpeter

            Figuratevi sfondate una porta aperta. Ho citato Kondogbia perché sui vari blog, questo compreso, é dipinto come il giocatore più scarso del mondo

          • maigobbo

            ma sai, noi tifosi siamo bravi a riempirci la bocca con “bisogna lanciare i nostri giovani”…Vi porto un piccolo, ma, credo, significativo esempio: ero allo stadio 1° anello blu per un preliminare di champions (mi sembra) e giocava in porta Belec il quale, sicuramente per l’emozione, ha svirgolato un paio di rinvii: non vi dico i fischi ed i mugugni di questi tifosotti (i quali, detto con massimo rispetto, se ne stessero a casa sarebbe meglio) tant’è che il sottoscritto si è messo animatamente a discutere con alcuni di costoro: questa è la pazienza che i tifosi (non tutti) hanno con i giovani! Se non permettiamo loro di sbagliare, mettendolo nel conto della loro crescita professionale, senza subissarli di insulti, bene fa la società a darli ad altre squadre dove possono giocare con meno pressione addosso.

    • willerneroblu

      Hai perfettamente ragione!!!

  • MATRIX61

    L’utilizzo dei primavera in prima squadra è legato molto all’allenatore che hai ed alle prospettive per le competizioni nella stagione. In poche parole, un allenatore che viene all’Inter non viene per una stagione interlocutoria ma per vincere e cioè per fare ciò che gli viene chiesto a gran voce da società e tifosi. E’ più che palese che se sei l’allenatore dell’ Inter e vuoi vincere, non punti , specie se appena arrivato, su un giovane primavera che non conosci ma chiedi alla società un giocatore più esperto, che magari più avanti si rivelerà poi una pippa galattica, main sede di pianificazione ritenuto più confacente al suo gioco/progetto. E anche quando questo si rivelerà in tutta la sua scarsezza, continuerà a giocare per non perdere valore e per far si che l’allenatore non si autosputtani sulle sue (sempre che siano state sue) scelte di mercato. A parte Mou, che aveva le capacità ed il carisma per vincere il triplete con vari primavera in squadra facendoli anche rendere bene (e togliendo di squadra le varie pippe galattiche acquistate anche all’epoca), da allora solo Stramaccioni ha provato l’inserimento di alcuni giovani in prima squadra e purtroppo sappiamo come è andata. E a questo punto società e tifosi debbono chiedersi una volta per tutte: cosa vogliamo? risposta facile:VINCERE! Qui scatta il secondo punto: come? Aspettiamo la crescita di qualche giovane o compriamo il supposto crack subito?Per adesso , visti i soldi di Suning, credo che verrà applicata la seconda soluzione ma dobbiamo anche ricordarci una cosa fondamentale, ribadita anche da Spalletti, e cioè il senso di appartenenza al gruppo che viene soprattutto da chi ha giocato molto (e vinto) CON LA NOSTRA MAGLIA. L’ideale: il mix giusto (facile a dirsi….) che ha bisogno però di un cosa fondamentale per essere messo in atto:il supporto di una dirigenza efficiente, professionale e competente in tutti i campi , dalla comunicazione con i media (AHi AHI…..), al rapporto con le varie associazioni (uefa, lega, figc…), alla gestione della società e del parco giocatori per creare il clima giusto e raggiungere i risultati.
    Utopia? no, io sono alquanto ottimista ma purtroppo ne abbiamo (tutti) di strada da fare.

  • MATRIX61

    L’utilizzo dei primavera in prima squadra è legato molto all’allenatore che hai ed alle prospettive per le competizioni nella stagione. In poche parole, un allenatore che viene all’Inter non viene per una stagione interlocutoria ma per vincere e cioè per fare ciò che gli viene chiesto a gran voce da società e tifosi. E’ più che palese che se sei l’allenatore dell’ Inter e vuoi vincere, non punti , specie se appena arrivato, su un giovane primavera che non conosci ma chiedi alla società un giocatore più esperto, che magari più avanti si rivelerà poi una pippa galattica, main sede di pianificazione ritenuto più confacente al suo gioco/progetto. E anche quando questo si rivelerà in tutta la sua scarsezza, continuerà a giocare per non perdere valore e per far si che l’allenatore non si autosputtani sulle sue (sempre che siano state sue) scelte di mercato. A parte Mou, che aveva le capacità ed il carisma per vincere il triplete con vari primavera in squadra facendoli anche rendere bene (e togliendo di squadra le varie pippe galattiche acquistate anche all’epoca), da allora solo Stramaccioni ha provato l’inserimento di alcuni giovani in prima squadra e purtroppo sappiamo come è andata. E a questo punto società e tifosi debbono chiedersi una volta per tutte: cosa vogliamo? risposta facile:VINCERE! Qui scatta il secondo punto: come? Aspettiamo la crescita di qualche giovane o compriamo il supposto crack subito?Per adesso , visti i soldi di Suning, credo che verrà applicata la seconda soluzione ma dobbiamo anche ricordarci una cosa fondamentale, ribadita anche da Spalletti, e cioè il senso di appartenenza al gruppo che viene soprattutto da chi ha giocato molto (e vinto) CON LA NOSTRA MAGLIA. L’ideale: il mix giusto (facile a dirsi….) che ha bisogno però di un cosa fondamentale per essere messo in atto:il supporto di una dirigenza efficiente, professionale e competente in tutti i campi , dalla comunicazione con i media (AHi AHI…..), al rapporto con le varie associazioni (uefa, lega, figc…), alla gestione della società e del parco giocatori per creare il clima giusto e raggiungere i risultati.
    Utopia? no, io sono alquanto ottimista ma purtroppo ne abbiamo (tutti) di strada da fare.

    • johannpeter

      Scusa ma mi sfuggono i vari primavera di Mou nell’anno del triplete (Santon?)? IL problema é che, come aveva saggiamente detto Stramaccioni, che tra prima squadra e primavera c’é una differenza enorme. Lo stesso Pinamonti le rare volte in cui é stato impiegato in prima squadra non é che sia stato particolarmente incisivo. Ricordiamoci poi Bonazzoli (in primavera un cecchino infallibile con i grandi impalpabile) e così via. E’ difficilissimo far fare il salto ad un primavera

      • RanieroB

        E infatti vengono “mandati a giocare” per farli crescere in forza, esperienza, e anche valore economico, sperando possano poi tornare all’Inter o almeno rivenderli a un po’ di più (Puscas, Bardi, Longo, Donkor, Palazzi, Bessa, Gyamfi, Biraghi, Duncan, ecc)
        La soluzione chiesta dalle ‘grandi’ squadre e osteggiata dai club di serie C potrebbe essere le ‘squadre B’, come in Spagna e altri paesi, per ammortizzare il salto di categoria senza doversi privare troppo presto di questi giovani.

      • MATRIX61

        Stevanovic Crisetig Khrin e lo strano duo Balotelli Santon prima che entrambi si perdessero. E sono gli ultimi due che abbiamo prodotto di un certo livello, insieme a Bonucci, purtroppo. Non si può parlare di Coutinho e Kovacic perchè non li abbiamo prodotti noi. E’ vero che il salto dalla primavera è molto difficile ma chi ha un po’ di classe (e voglia…..) riesce a rimanere agganciato al calcio che conta. Essere un fuoriclasse però è diverso. Personalmente Miangue lo avrei provato ancora se non altro ha più fisico e cervello di Nagatomo (giocatore di calcio, nulla da eccepire sull’uomo).

        • johannpeter

          Infatti é quello che dicevo: qualcuno rimane agganciato al calcio di serie A ma sono profili su cui non può contare una squadra che punti a risultati elevati. Anche un Benassi, che complessivamente non é male, secondo me non é profilo per l’Inter: poi é chiaro bisogna capire cosa si vuol fare, se vi vuol vivacchiare risparmiando si può fare un centrocampo con Benassi, Duncan e Crisetig. Secondo me il giovane che può sfondare in prima squadra é difficilissimo da trovare

          • MATRIX61

            E soprattutto siamo (mi ci metto anch’io) disposti ad aspettarne la crescita e a sopportare tutti gli errori di gioventù che può commettere un giovane?Qui crescono i miei dubbi………

          • johannpeter

            E’ impossibile aspettare la crescita di un giocatore giovane in squadre che puntano ai primi 3/4 posti ogni anno. Guarda l’esempio di Gabigol: Pioli appena arrivato dice “se mi dimostra che é meglio di quelli che ho in panchina gioca” (parlava dei Palacio, degli Eder giocatori con anni di serie A). Ma come fai a fare un discorso di crescita; li si vuole già belli formati e meglio degli altri. Impossibile. Poi vabbè lascia stare che Pioli prendeva ordini e magari non era neanche un suo pensiero, però….

    • Smaraz

      Ricordo anche un Miangue titolare con FDB, molto meglio del giapponese che ha giocato per 6 anni senza ragioni. Secondo me la politica dei giovani all’Inter è tutta sbagliata, per lo meno dal punto di vista economico. In questi anni la società ha speso soldi comprando parecchi giocatori mediocri a 10/15 milioni cadauno quando avremmo potuto risparmiare tutti quei soldi e far giocare qualche giovane, che comunque con qualche presenza in a avremmo potuto rivendere a prezzi più alti per lo meno

  • rossana banzai

    Me l’ero perso. Bravo adv!!!
    E l’intercettazione è inquietante a dir poco. Ti farò qualche domanda in proposito non appena avrò tempo

  • Fabio

    Secondo me abbiamo qualche difficoltà a lanciare i giovani anche perchè abbiamo sempre in rosa molti più giocatori del necessario. Penso che Pinamonti e Miangue per esempio, se non avessimo avuto in rosa giocatori comunque di pochissima utilità se non dannosi come Nagatomo Santon e Palacio avrebbero avuto molti più minuti a disposizione. Tra gli ex vivaio che stanno avendo buone carriere avrei citato anche Bessa, bravissimo a Verona quest’anno e Garritano (mi pare sia entrato nel gruppo dell’under 21, aveva esordito nel’Inter giovanissimo (mi pare con Strama)

  • Fabio

    E comunque.
    Bardi, Donati Bonucci Andreolli Santon, Benassi Crisetic Duncan, Biabiany Balotelli Pandev, (più Pinamonti Obi Di Marco Bessa e chi volete voi in panchina) è una squadra che potrebbe stare in A con con massimo 4 rinforzi di livello (sicuramente un portiere, un terzino sinistro e un grande centrocampista, che peraltro manca anche all’attuale Inter titolare..)

  • Nunziocity

    La VAR? possono solo rubare alla luce del sole, non hanno scelta. Ma sicuro i vari Rizzoli, Valeri e compari non saranno ostaggi con la scusa lo ha detto la VAR. Vaffammocc!!!!