Inter-Fiorentina 3-0: qualcosa è cambiato, finalmente

Al di là di ogni più ottimistica previsione, la prima Inter di Spalletti supera a pieni voti il primo appuntamento stagionale con il campionato. Mi annoveravo tra i più ottimisti eppure il risultato pronosticato era sin troppo timoroso:

Invece l’Inter stupisce, non tanto nel risultato, soprattutto in relazione a quel che si è dimostrata essere la Fiorentina, ma nella personalità in campo, nel modo di giocare, nell’impostazione e nella capacità di essere già da subito squadra decisamente diversa da quella vista nella scorsa stagione, sebbene sia più corretto utilizzare i plurale.

Basta con i centrocampi muscolari, basta con i Kondogbia e M’Vila e Felipe Melo, basta con i corridori senza senso alla Gargano e alla Medel: a metà campo Spalletti preferisce giocare stretto e corto, palla a terra, soluzioni facili, controllo della palla, benché talvolta significa prendersi qualche rischio.

La ricetta ritengo sia quella giusta, soprattutto se vuoi avere risultati che durano a lungo nel tempo. La linea tracciata è chiara e la discontinuità col passato è un segnale chiaro.

E vincere era oltremodo fondamentale per due ragioni: la prima, che le avversarie più quotate hanno vinto tutte, soprattutto la Roma su un campo difficilissimo. La seconda, che una buona parte della tifoseria è scontenta del mercato e una sconfitta avrebbe generato chissà quali drammi e quante polemiche…

LA PARTITA

Stefano Pioli torna a San Siro da ex e lo fa con una faccia tipo hipster, barba lunga e invecchiato di 15 anni… credo sia il caso di mettere un’avvertenza all’ingresso di San Siro e dei campi di allenamento nerazzurri: l’Inter nuoce gravemente alla salute dei suoi allenatori.

 

A ben guardare la squadra di Pioli, però, si può avere l’impressione che il trauma sia dovuto all’improvviso smantellamento dei viola: non solo Borja Valero e Vecino, ma ceduti anche Rodriguez, Ilicic, Bernardeschi, Tatarusanu e adesso anche Kalinic. I sostituti? Per lo più ragazzini volenterosi, qualcuno interessante, ma che nulla hanno a che vedere con la formazione che andava in campo l’anno scorso: per Pioli sarà davvero molto dura.

Spalletti usa uno speculare 4-2-3-1 con due sorprese. La prima è persino logica, essendo Dalbert arrivato da poco e Nagatomo certamente più facilmente inseribile in un 11 titolare; la seconda, decisamente meno comprensibile, è Brozovic sulla trequarti dopo aver visto lì praticamente solo Joao Mario e Borja Valero.

A metà campo, proprio lo spagnolo con l’altro ex viola Vecino, mentre Skriniar si affianca a Miranda… e non potrebbe essere diversamente, visto che le alternative sono Ranocchia e Vanheusden.

L’Inter comincia col piglio giusto: pressing alto e squadra corta per mettere in difficoltà la Fiorentina. Dopo pochissimi minuti due miracoli, di quelli che devi stropicciarti gli occhi forte e darti un paio di sberle per convincerti che non si tratti di sogni: il primo è un lancio lungo di Nagatomo che imbecca benissimo Icardi; il secondo è che Tagliavento fischia immediatamente un rigore per l’Inter a seguito dell’atterramento dello stesso argentino, che è più freddo e realista di chi guarda, si disinteressa del resto e segna la sua prima rete stagionale.

Il VAR, così come segnlato dall’arbitro, conferma che si trattava di rigore.

L’Inter parte col piede giusto e in discesa: il controllo del match è totale e la Fiorentina non riesce a imbastire un’azione che sia una. Al 10° un’occasione d’oro per Vecino su assist di… Nagatomo, giusto per far arrossare ancora di più gli occhi soggetti a stropicciamento incredulo.

Pochi minuti ancora ed è il raddoppio: Perisic si trova a destra, crossa con il sinistro che trova Icardi col movimento giusto tra i difensori avversari e verso il primo palo. Gran gol da attaccante vero e con movimento azzeccato: uno dei limiti dell’argentino è spesso stata questa pigrizia nel cercare il primo palo.

Per 18 minuti l’Inter concede sostanzialmente nulla all’avversario, con una gestione di gara davvero di personalità: è Benassi a provarci da fuori per i viola ma la conclusione non impensierisce Handanovic.

L’Inter rallenta un po’ ma senza far seguire a questo una piena gestione della palla. I viola crescono piano piano, ma sono i nerazzurri che potrebbero chiuderla: Icardi dà in verticale a Brozovic che, invece di darla a Perisic, prova il tiro con Sportiello che devia in angolo.

Comincia a svegliarsi anche il Cholito Simeone. Prima infastidisce Miranda su un contropiede, poi ben rattoppato dal diensore brasiliano; poi di testa, su un errore di posizionamento dello stesso difensore, ma trova Handanovic pronto alla parata.

L’Inter potrebbe chiuderla poco prima della mezz’ora: Perisic si invola verso Sportiello ma fa la scelta sbagliata, servendo (male) Icardi, solo in mezzo, piuttosto che tirare.

È una di quelle azioni che raccontano molto delle inerzie dei match: l’Inter forse sottovaluta la Fiorentina, arretra, perde le distanze, non controlla bene il pallone e comincia a riscoprirsi più vulnerabile. Il primo effetto è, come sempre, sulla difesa, che comincia ad arretrare mettendo troppo campo tra il reparto e gli attaccanti, rendendo più difficile il pressing di Borja Valero e Vecino, già poco assistiti da un Brozovic totalmente fuori posizione e mai con i tempi giusti:

Al 38esimo è sempre Simeone che scappa a Miranda, i due si toccano in area: Tagliavento chiama l’ausilio del Var. Sono circa un centinaio di secondi, ma ben spesi: niente rigore. Probabilmente l’assistente ha chiarito che le immagini non sono chiarissime e il contatto non sembra essere determinante: non assegnazione corretta.

Al 45esimo altra occasione per l’Inter, sempre con un gran pressing che consente a Icardi di anticipare la difesa viola: peccato per il controllo troppo ruvido e palla a Sportiello.

Il primo tempo finisce con molti rammarichi per l’Inter che ha avuto almeno tre occasioni per chiuderla, ma soprattutto con protagonisti Perisic e Icardi da un lato, Vecino e Borja Valero dall’altro:

Unica nota stonata, Brozovic:

SECONDO TEMPO

L’inizio del secondo tempo nerazzurro non è granché ed è proprio Brozovic ad essere il più indisponente: lento, svogliato, senza mai la consapevolezza né della posizione né del ruolo.

La Fiorentina, però, è poca roba e sembra scoraggiata, e Icardi ha un’altra discreta occasione per andare a rete: su traversone di Candreva, però, Sportiello si fa trovare preparato.

Esce Benassi e entra Cristoforo. L’Inter sembra fermarsi di schianto e lascia che l’avversario prenda fiducia. I nerazzurri cominciano a girare a vuoto, troppo spazio da coprire per i centrocampisti e a questo si aggiunge un lieve infortunio per Borja Valero, che poi lo costringerà a uscire al posto di Joao Mario.

Proprio il portoghese fa subito mostra di sé, schierato accanto a Vecino, con un paio di “strappate”, una delle quali finisce tra i piedi di Perisic al limite dell’area: il tiro, però, è alto.

Spallett insiste a tenere Brozovic in campo e l’Inter non riesce più a costruire azioni, soffrendo terribilmente il pressing viola. Al 69esimo è di nuovo Handanovic a salvare il risultato, con una gran parata su tiro di Babacar da fuori area.

Finalmente è il momento di Gagliardini (parso un po’ svogliato, a dire il vero) al posto di Brozovic.

L’Inter continua un po’ a soffrire in fase di non possesso, anche perché Joao Mario non è sempre rapidissimo a recuperare posizione. Ma al 75esimo avrebbe l’ennesima occasione per chiuderla: Joao Mario trova un corridoio delizioso per Icardi che incespica un po’ ma poi serve Gagliardini, solissimo davanti all’area piccola. La palla, purtroppo, sembra prendere un cattivo rimbalzo e il tiro è alto.

Ma è questione di minuti: Joao Mario dalla destra mette un cioccolatino verso Perisic che è alle spalle di tutti, si tuffa di testa e segna il gol del definitivo 3-0.

La partita si chiude con la Fiorentina che ci prova, inutilmente, e l’Inter che prova a ripartire in contropiede:  ma il risultato non cambia più.

CONCLUSIONI

Peccato per la mancanza di cinismo sotto porta e le occasioni sciupate per chiuderla, perché l’Inter poteva risparmiarsi una ripresa in affanno: per fortuna non ci saranno coppe quest’anno e alla lunga gioverà a gente come Borja e Miranda.

Spalletti supera il primo ostacolo e lo fa con una strategia convincente: la sua è un’Inter per larghi tratti piacevole e convincente, che trova in Vecino e Borja Valero i due protagonisti più centrati e centrali.

Ottimo l’esordio di Skriniar, a mio avviso il migliore in campo; mentre è, al momento, impensabile vedere un Joao Mario del genere sacrificato all’altare di re-pascolo Brozovic.

Piccole sbavature che a inizio campionato ci stanno e che ci consentono di immaginare un futuro ancora più convincente per questa squadra. Perché finalmente ci si è potuti preparare per bene, senza distrazioni, senza allenatori frignanti o cambiati in extremis, senza preliminari assurdi il Salkazzistan da disputare a luglio: mentre i tifosi facevano conti e tabelle, polemiche e richieste, Spalletti e i suoi si allenavano (evidentemente) duramente e con l’obiettivo di partire bene. Raggiunto.

L’Inter non ha incontristi e sarà necessario tenere sempre la squadra cortissima così da consentire una migliore gestione delle forze ai centrali di centrocampo, ottimi nel pressing e nella gestione della palla.

L’Inter a tratti è stata davvero bella e convincente: e la vera sorpresa di quest’anno sembra proprio questa.

TABELLINO

INTER-FIORENTINA 3-0 (p.t. 2-0)
MARCATORI: 6′ (rig.) 15′ pt Icardi; 34′ st Perisic
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Borja Valero (19’st Joao Mario); Candreva, Brozovic (26’st Gagliardini), Perisic; Icardi (39’st Eder).
All. Spalletti.
FIORENTINA (4-2-3-1): Sportiello; Tomovic, Vitor Hugo, Astori, Maxi Olivera; Sanchez, Veretout (35’st Zekhnini); Gil Dias, Eysseric, Benassi (10’st Cristoforo); Simeone (15’st Babacar).
All. Pioli.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
Ammoniti: Sanchez.

PAGELLE

HANDANOVIC 6,5: due parate ma di grande spessore, soprattutto su Babacar.

NAGATOMO 6+: ne fa diverse giuste: un paio di lanci e soprattutto alcuni tempi in uscita sull’uomo più pericoloso dei viola. Ma condisce la sua prestazione di tante piccole imprecisioni che alla fine incidono sul voto finale. È già tanto che non abbia combinato danni.

D’AMBROSIO 6+: lui aiuta Candreva e Candreva lo aiuta: il binario di destra tutto sommato funziona. Prova a rimanere attento e concentrato senza strafare né spingere troppo.

MIRANDA 6,5: Simeone gli va via tre volte, una delle quali rischia di essere gol. Nel secondo tempo si distrae in un paio di occasioni, soprattutto con un passaggio di leggerezza che finisce ai viola poco fuori dall’area: sbavature, pur non da poco, in una prestazione di buon livello.

SKRINIAR 7,5 (il migliore): impeccabile, non sbaglia praticamente nulla. Puntuale, attento, azzecca anche un paio di lanci lunghi, sta sempre con la testa alta e, se c’è da pulire l’area, pulisce senza pensarci molto (10 volte). In più recupera ben 5 palloni, un paio anche importanti. Partita sontuosa.

BORJA VALERO 6,5: solo perché cala presto e esce, ma la prestazione nel totale si avvicina più al 7 che al 6,5. Non recupera molti palloni, ma ha una qualità nel pressing e una scelta così puntuale delle “salite” da ricordare Cambiasso. Precisissimo anche nei passaggi (quasi 93%), è il cervello di questa squadra, anche nel riconquistare palla (7 recuperi).1

VECINO 7: esordio migliore non poteva esserci. Distribuisce gioco e palloni con una sapienza e una calma che non vedevamo da tempo. Nella prima metà di partita non sbaglia sostanzialmente nulla, se non un’uscita in pressing vicino al 40esimo. Nessun passaggio sbagliato, e non è una esagerazione: le statistiche dicono 100%. Giocatore che fa tanto lavoro oscuro, sempre a disposizione dei compagni, ingranaggio necessario per il possesso palla. Dopo Valero e Skriniar è quello che ne recupera di più (4), ed è l’interista che corre di più (12,3 km).

BROZOVIC 5: unica nota stonata, sembra davvero inconsapevole di cosa gli succeda attorno. Costringe spesso i compagni a fare il doppio lavoro, aiuta in ritardo, spreca una grossa occasione da gol. Davvero difficile immaginare i meriti settimanali che hanno convinto Spalletti a metterlo nell’11 titolare.

CANDREVA 6+: non è un caso che dopo Vecino sia quello con più km sulle gambe (11,5): Spalleti gli chiede tantissimo movimento, di stare largo e accentrarsi, di stringere e accorciare molto più di quanto non faccia con Perisic. Candreva obbedisce e fa il lavoro dell’esterno e dell’interno. Interessante il suo accentrarsi a creare superiorità in mezzo, anche se col passare dei minuti si vede molto meno. In fase di possesso, poi, diventa più impreciso ma nel complesso una partita positiva.

PERISIC 7+: a fine partita gli vedi fare un recupero ad aiutare Nagatomo che quasi quasi ti viene un colpo dall’emozione. Perfettamente calato nella squadra, voglioso e determinante come sempre: ogni volta che accelera fa danni. Sbaglia anche tanto (è lui a perdere più palloni di tutti, con Nagatomo), ma è presente in due gol (assist e marcatura) e potrebbe farne altri due. Spalletti si è impuntato per tenerlo, forse condizionando il mercato: se gioca così, avrà avuto ragione lui.

ICARDI 7,5: letale, combattivo e presente. Inizia il campionato alla grande, soprattutto per la voglia e la buona qualità del pressing.

JOAO MARIO 6,5: in un’Inter votata al possesso palla è manna dal cielo. Entra ed è subito decisivo, corre ed è pericoloso: un po’ meno puntuale quando si tratta di tornare, ma è qualcosa su cui deve lavorare anche dal punto di vista mentale.

GAGLIARDINI 6: non entra con grande convinzione e buon per lui che le cose vanno bene. Cresco col passare dei minuti e si mangia un gol praticamente fatto, probabilmente un rimbalzo irregolare.

EDER SV.

SPALLETTI 7,5: tante aspettative e lui subito ripaga con una gran prestazione e identità chiara sin da subito. Squadra a tratti bella, corta (26,7 metri), baricentro piuttosto alto e idee che in campo si vedono. Merita un altro paio di aiuti dal mercato.

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